Operai Fiat licenziati o in cassa integrazione: in cambio una voragine di rifiuti pericolosi alla provincia di Foggia. Vendola trasforma la Capitanata in una camera a gas. Il Bosco dell’Incoronata è un’area naturalistica protetta (almeno sulla carta). Grazie al governatore Vendola il Parco, il Borgo ed il famoso santuario avranno ora l’inceneritore di rifiuti industriali targato Fiat, ad un tiro di schioppo dal capoluogo Foggia, appunto dal Borgo Incoronata, vicino a Carapelle, Borgo Mezzanone, Orta Nova, Ordona, Cerignola, Manfredonia. Concentrazione micidiale: dopo l’impianto assolutamente fuorilegge della Marcegaglia (Borgo Tressanti) finanziato con denaro pubblico e quello della Caviro a Carapelle, in un ristretto fazzoletto di terra a sud del Tavoliere delle Puglie, dopo il via libera del presidente Nichi, si realizzeranno, solo per il momento, ben tre impianti illeciti per la distruzione dei rifiuti d’ogni genere, pericolosi e non. Buonanotte alle famose mozzarelle “Scommegna” e a tutti gli ortaggi di qualità che sostengono l’economia sana della zona. Addio alla salubrità dell’aria. “Casco dalle nuvole”, questa in sintesi la replica del presidente di Confindustria di Capitanata, Eliseo Zanasi – perfettamente al corrente della situazione – alla notizia dell’approvazione finale al progetto di una “centrale a gas” nell’aerea industriale Asi di Borgo Incoronata, nei pressi di Foggia. Il suo finto stupore non incanta più nessuno: davanti alla sua indifferenza nei mesi scorsi e di altri politicanti che hanno in realtà permesso l’evolversi positivo di questo progetto, senza minimamente considerare l’opinione dei cittadini dei comuni limitrofi, ma badando solo al loro esclusivo interesse economico e di mantenimento del potere. L’iter di approvazione era partito nel dicembre 2006, con la richiesta, da parte della società che gestisce il progetto, la Fenice S.r.l. del gruppo Fiat, di specifiche autorizzazioni alla regione Puglia. Nell’estate 2007 si è svolta la prima conferenza di servizi, presenti gli stessi esponenti del Comune di Foggia e dell’ente Provincia. Con la seconda conferenza di servizi del 29 Gennaio 2010 l’iter di approvazione si è concluso, con il rilascio poco tempo dopo dell’autorizzazione della Regione Puglia (determina direzione servizio ecologia numero 126 del 14/4/2010 a firma dell’ingegner Antonicelli). Il fatto che questo percorso sia svolto in tempi abbastanza ristretti senza coinvolgere i residenti e che non abbia incontrato intoppi, lascia intuire la reale volontà dei soggetti coinvolti, tutti interessati al progetto, e non alle conseguenze ambientali, sanitarie nonché ai riverberi disastrosi sull’economia agricola. I cittadini sono stati mantenuti all’oscuro di tutto. Già un anno fa Italia Terra Nostra ne aveva dato notizia. Dalla Regione, passando per la Provincia al Comune di Foggia, nessuno ha cercato di manifestare una qualche genere di opposizione a tale installazione. L’impianto verrà costruito a partire dal prossimo autunno nell’area dello stabilimento Iveco Sofim e sarà costituito da due altoforni per l’incenerimento di rifiuti speciali, pericolosi e non, provenienti non solo dallo stesso stabilimento Iveco Sofim, ma da tutta Italia: inoltre è prevista una centrale a gas metano da 50 mega watt per la produzione di energia elettrica. Questi in sostanza i fatti. Ecco un quesito semplice per i nostri dipendenti, ossia il governatore Vendola, il presidente Pepe e il sindaco Mongiello. Allora, come è possibile realizzare simili impianti di morte in un’area tradizionalmente di produzione agro – alimentare, e come si può inseguire solo il proprio interesse personale, tralasciando completamente l’opinione dei cittadini, o di tutti i comuni e gli enti direttamente interessati?
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