L’altro giorno, leggendo un’intervista di Repubblica a Franceschini, mi sono imbattuto più volte con stupore nella parola “bipolarismo“. Così, dal nulla, uno dei principali esponenti del PD riesuma un termine che credevo ormai morto, soprattutto dopo le ultime due o tre tornate elettorali, dove il popolo italiano ha chiaramente evidenziato che l’Italia non vuole il bipolarismo.
La faccenda si è fatta più interessante quando anche un altro aborto politico del PD, Walter Veltroni, ha cominciato a parlare di bipolarismo, come se il PD avesse sincronizzato e coordinato il fuoco verso questo obiettivo.
Ma perché questi vecchi politici di professione del PD sono tanto fissati con il bipolarismo che in Italia è stato chiaramente rifiutato più e più volte? Il bipolarismo costringe una scala di differenze cromatiche politiche in due singole celle: bianco o nero. È come se si imponesse all’intero paese di mangiare o carne o pesce. E i vegetariani?
Inoltre questa spinta verso il bipolarismo, fa pensare che al Partito Democratico l’attuale legge elettorale, La Porcellum, vada bene così. Una legge che obbliga partiti con idee e valori diversi ad amalgamarsi in due singoli schieramenti.
Come sempre il PD delude. Invece di pretendere una riforma seria della legge elettorale (magari un buon sistema proporzionale con una soglia di sbarramento correttamente fissata), va contro il volere popolare e mira a sistemi che non possono fare altro che restringere ancora di più la democrazia del paese. Insomma, niente di nuovo sotto il sole.
Fonte : Byteliberi
Tratto da: http://ilpuntorosso.webnode.com/news/il-pd-e-quella-strana-fissazione-per-il-bipolarismo/