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Contro l’Islam, l’estrema destra europea con Israele

l 22 e 23 dicembre, nonostante le proteste da parte dei leader della comunità ebraica di Vienna, Ayoub Kara [1], il Vice Ministro israeliano per lo sviluppo del Negev e della Galilea (Likud [2]), si sono incontrati in Austri, con Heinz-Christian Strache, capo del Partito della Libertà austriaco (FPÖ [3]), partito di estrema-destra in passato guidato da Jörg Haider [4]. *
Ayoub Kara, un “falco” che non è ebreo, ma druso, riassume: “Secondo la mia ricerca, la FPÖ è l’unico partito in Austria che ha sostenuto Israele dopo il raid contro la flotta turca [5]“, ha detto al quotidiano israeliano Yediot Aharonot. Ha poi aggiunto:  “Strache conta di accompagnarmi a una cerimonia al memoriale dell’Olocausto a Vienna, e chiede di rafforzare il popolo ebraico e lo Stato di Israele.”  L’arabo israeliano vicino a Netanyahu [6], che ha elogiato il Partito della Libertà (FPÖ), una formazione che ha riciclato tutto gli epurati (e i non epurati!) del nazionalsocialismo, è un visionario marginale o annuncia la riconciliazione sostanziale tra la destra nazionalista israeliana e l’estrema destra in Europa?

Supportare Israele per rovesciare le accuse di antisemitismo radicale
Per capire, torniamo di nuovo a Gerusalemme, il 4 dicembre. Quel giorno il leader del Partito della Libertà (PVV [7]), l’olandese Geert Wilders [8], dialoga con il ministro degli Interni Avigdor Lieberman [9]. Viaggio mondano: l’uomo che vuole mettere al bando l’Islam [10] in Olanda è abituato alle visite in Israele. Più sorprendente è la visita del giorno dopo, una delegazione dell’Alleanza dei partiti europei per la libertà e l’organizzazione ombrello dei diritti civili che riunisce i partiti di estrema destra della quarta generazione.
Focalizzatisi contro l’Islam (e non contro l’Islamismo), affondando le loro radici nella teoria dello “scontro di civiltà” [11], sostenitori della democrazia diretta contro l’élite, questi movimenti vogliono, per motivi di immagine e di credibilità liberarsi degli orpelli ingombranti dell’antisemitismo. Per collegarsi con questi interessi la tattici, condividono una convinzione: nel complesso, Israele merita il sostegno perché è un baluardo dell’Occidente contro la diffusione dell’Islam.

Una delegazione di filosemiti…. convertiti
In questa delegazione, il cui arrivo in Israele è un evento nella storia dell’estrema destra dal 1945, non tutti sono, o non sono sempre stati, convinti filosemiti.
L’eurodeputato austriaco Andreas Mölzer pubblica il settimanale Zur Zeit di Vienna, che continua a vendere ai lettori i libri del negazionista David Irving [12] e le agiografie delle Waffen SS.
Il ricco immobiliarista tedesco Patrick Brinkmann, prima di diventare presidente del movimento anti-Islam Pro NRW e di attuare una drammatica conversione filosemita, militava nell’orbita della DVU e del NPD, i più radicali partiti “antisionisti“.
Filip Dewinter e Frank Creyelman sono stati eletti nel fiammingo Vlaams Belang [13] che da diversi anni persegue una operazione di seduzione nei confronti della importante comunità ebraica di Anversa, in Belgio, che affronta un notevole aumento dell’antisemitismo nella gioventù immigrata marocchina.
Una realtà che non deve far dimenticare che, in origine, il partito Vlaams Belang chiedeva l’amnistia per i collaborazionisti fiamminghi del nazismo. Questo dà un certo sapore alla loro dichiarazione resa in Israele: “Israele vive ed esiste sulla prima linea del conflitto tra civiltà. Il conflitto arabo-israeliano rappresenta la lotta tra la civiltà occidentale e l’Islam radicale. La battaglia tra coloro che hanno a cuore la libertà e coloro che vogliono sottoporre il mondo alla teocrazia musulmana.”
Questo viaggio ha anche mobilitato altri due eletti:
Il deputato di Berlino Rene Stadtkewicz, che ha lanciato il partito Die Freiheit dopo essere stato espulso dalla CDU per aver invitato Geert Wilders;
Il deputato svedese dei Sverigedemokraterna [14], Ekeroth Kent. Quest’ultimo, uno stagista volontario presso l’ambasciata svedese a Tel Aviv nel 2006, è stato rapidamente trasferito quando dagli affari esteri svedesi, quando avevano scoperto il suo attivismo in un partito che ha le sue radici nell’ultra-destra più razzista. Una decisione poi ritenuta illegittima dalla corte svedese, che ha concesso una compensazione finanziaria a Ekeroth…

Visita nella Striscia di Gaza e ricevimento alla Knesset
Che ha fatto questa delegazione in Israele? Ha partecipato ad un simposio presso il Collegio Accademico di Ashkelon, sul tema “La pienezza legale delle azioni militari applicate da uno Stato sovrano contro gli attacchi terroristici dei fondamentalisti islamici”. Tra gli organizzatori vi erano il sindaco di Ashkelon, Benny Vaknin, e da un rappresentante della frazione Yehudit Manhigut, l’ala radicale identitaria nazionalista del Likud. Poi s’è recata alla frontiera tra Israele e la Striscia di Gaza, dove un alto ufficiale dell’esercito israeliano ha spiegato la situazione del posto. E’ stata ricevuto dal sindaco di Sderot, David Bouskila. Infine, il 7 dicembre, fu ricevuta privatamente alla Knesset dal membro Aryeh Eldad del partito di Unione Nazionale, che propugna il trasferimento in Giordania della popolazione palestinese.
Per Strache, Mölzer e Dewinter, importanti personalità della vita politica nel loro paese e appartenenti alla destra estrema, questa visita è una “prima“. Sia il FPÖ come il Vlaams Belangnon erano affiliati con l’Alleanza dei movimenti nazionali europei creata da Gollnisch [15] e dal Fronte Nazionale [16] nell’ottobre 2009. La visita in Israele indubbiamente accentuerà il divario.

“Una responsabilità particolare nei confronti di questo paese prospero”
La domanda che spesso è posta è: tale cambiamento pro-Israele è sincero?  Credendo alle dichiarazioni ufficiali, non c’è dubbio. Così Strache ha detto:
Abbiamo una responsabilità speciale nei confronti di questo paese prospero. E’ stato costruito da persone che provengono dall’Europa, alcuni volontariamente, ma la maggior parte dopo essere stato perseguitato dai nazisti.”
La “Dichiarazione di Gerusalemme“, firmata dai visitatori il 7 dicembre, è il piano perfetto che ha sancito la nuova alleanza tra l’ultra-destra nazionalista israeliana e le sue controparti europee: “Abbiamo sconfitto i sistemi totalitari come il fascismo, il nazismo e il comunismo. Ora ci troviamo ad affrontare una nuova minaccia, quella del fondamentalismo islamico, e prendiamo parte alla lotta globale dei difensori della democrazia e dei diritti umani.”
Tali osservazioni non dovrebbero mancare di suscitare reazioni contrastanti all’interno di partiti come il FPÖ il Vlaams Belang, dove gli “occidentalisti“, sostenitori di un riavvicinamento con Israele in nome della lotta contro l’Islam, a affiancano degli anti-sionisti spesso vicino al tradizionale antisemitismo dell’estrema destra.

Al Yad Vashem, zucchetto pangermanista invece della kippa
I piagnucoloni spesso fanno notare che il filosemitismo di questi pellegrini di  nuovo genere, non esclude il loro appetito per le memorie del passato.
Come l’indica, foto alla mano [17], il quotidiano di Vienna Der Standard, Heinz-Christian Strache ha pensato bene di visitare il memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme, col capo coperto, come è nella tradizione ebraica. Solo che invece di utilizzare la kippa che viene proposta all’ingresso del monumento, ha indossato il cappello della corporazione di studenti cui appartiene, la Vandalia Burschenschaft. Le corporazioni studentesche austriache rimangono dei bastioni dell’ideologia pan-tedesca e di destra.

In Austria, l’estrema destra ha i suoi legami col neo-nazismo [18]
Austria: l’estrema destra, in campagna elettorale, lancia un gioco anti-Islam [19]
Islamofobia, business elettorale della paura in Europa [20]

*Toh! Ecco chi ha ammazzato Heider, e perchè. NdT

Fonte: http://sitoaurora.xoom.it/wordpress/?p=806



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