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Pisapia contro Moratti è anche Internet contro tv

Pisapia contro Moratti è anche Internet contro tv
maggio 24
09:30 2011

Jacopo Tondelli
Il candidato del centrosinistra a Milano ha 53 mila fan su Facebook e con i social network ha riempito le piazze. Il sindaco uscente e il suo leader Berlusconi si affidano agli old media, quel mezzo le cui potenzialità il Cavaliere capì prima di tutti. Ma i tempi sono cambiati e anche la comunicazione.

Letizia Moratti e Silvio Berlusconi (Afp)
MILANO
22 maggio 2011 – 17:00
Per la prima volta in Italia la partita tra televisione e internet sembra giocarsi alla pari. Tanto che internet è addirittura in vantaggio. Succede a Milano, in campagna elettorale. Da un lato ci sono gli “old media” e i grandi mezzi di Letizia Moratti e Silvio Berlusconi. Dall’altro, a scommettere sulla Rete con un metodo e una fiducia sconosciuti all’Italia fino a oggi, sono Giuliano Pisapia e il suo staff.

Scioccato dal risultato del primo turno, il presidente del Consiglio ha provato un ritorno alle origini: poche tasse, paura dei comunisti, e tantissima televisione. 17 minuti a reti “unificate”, raccontando – tra l’altro – il terrore che attraversa Milano per la paura dei centri sociali che andrebbero al potere assieme a Pisapia.
Anche Letizia Moratti, per mille ragioni, dovrebbe trovarsi meglio in tv che sulla Rete, a dispetto dello “scivolone” su “Pisapia Ladro”. La batosta elettorale di una settimana fa deve aver comunque smosso qualche riflessione nel mutevole staff del sindaco. Il restyling internet è piuttosto evidente: sia sui siti istituzionali e personali che sulle pagine dei social network e di Facebook in particolare. La sindaco Letizia Moratti si è insomma accorta che internet esiste, nella città più cablata del mondo.

Certo è che recuperare terreno a Pisapia con la sola forza della volontà e dei mezzi adesso è davvero difficile. Il candidato del centrosinistra e quelli che lo sostengono esistono davvero su Internet, e da un pezzo. La sua pagina fan su Facebook mette in fila 53.432 fan, cresciuti progressivamente, regolarmente e poi esponenzialmente, con la calma che può permettersi chi ha iniziato una campagna elettorale quasi un anno fa. È con i social network che Pisapia ha riempito la piazza della Stazione Centrale con un grande concerto a pochi giorni dal primo voto. È con Facebook che ha fatto seppellire di risate chi lo descrive come un pericolo pubblico, a cominciare da Red Ronnie, vicinissimo al sindaco e – guarda caso – uomo di Tv una volta popolarissimo tra i giovani.
I ragazzi di Pisapia fanno sempre tutto in fretta, piuttosto bene e sono assai motivati.

Hanno del resto i tempi di reazione di uno stuolo di ragazzi che, in rete, ci vive: qui leggono, guardano la tv, perdono tempo, scrivono e comunicano, pensano, ridono, formano e diffondono “opinione”. È solo così che si capisce come ha fatto un distinto signore di 62 anni come Pisapia a sfidare addirittura i grillini sui tasti “gioventù” e “internet”, cioè i loro.
Resta chiaro un fatto: se Pisapia vincerà domenica non sarà “merito di internet”. Sarà perché un pezzo di paese consistente e rilevante non pensa di rinnovare fiducia a Silvio Berlusconi; sarà perché questo scatenarsi di promesse improvvise da Milano e da Roma a tanti potrebbe sapere di disperazione, più che non di forza; sarà per tanti ragioni di cui, comunque finirà, avremo modo di riparlare.

Internet però, per la prima volta, è un campo di battaglia vero, credibile, e alla sua importanza di colpo tutti credono: perché ha contribuito in modo sensibile a un risultato a sorpresa. È vero infatti che la società è ancora tanto più grande della Rete. Ma è anche vero che a Milano, in questa città da sempre avanguardia dei cambiamenti italiani, la Rete si fa sentire ogni giorno di più ad ogni livello di discussione. Proprio qui, nella Milano di Cologno Monzese e di Milano 2, qualcuno capì prima di tutti come fare televisione commerciale. Son passati trent’anni: sarebbe anche ora, in effetti, di inventarsi qualcosa di nuovo.

Fonte: http://www.linkiesta.it/pisapia-contro-moratti-e-anche-internet-contro-tv

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1 Comment

  1. Gustavo Gesualdo
    Gustavo Gesualdo maggio 24, 15:55

    Il modello multietnico è fallito, come pure il modello comunista

    Viaggio a Foggia, nella Puglia governata da Vendola.

    Tunisini a gruppi e famiglie che scavano con le mani nei cassonetti dei rifiuti, tunisini ricoverati in ospedale, tunisini a frotte nelle mense dei poveri, tunisini galvanizzati in feste di piazza della sinistra che inneggiano alla migrazione e chiedono di affidare il voto agli immigrati.

    Una follia terribile aleggia in queste lande.

    La resa della società civile pugliese alla volontà suicida della sinistra, corrisponde alla fine della civiltà pugliese in quanto tale, alla fine del modello religioso cristiano, alla fine del modello culturale italiano, svenduto allo straniero mussulmano.

    Quel che accade oggi in Puglia, può essere rivelatore e di monito a quei milanesi che intendono dare credito all’allucinante programma elettorale del candidato delle sinistre Pisapia, il quale ha incentrato tutto il suo programma sugli stranieri, e non sui milanesi, sui mussulmani, e non sui cristiani, sui tunisini e non sugli italiani.

    Anche gli affezionati sostenitori dell’unità italiana dovrebbero provare ripugnanza e sdegno di fronte a tali assurde pretese in favore di un modello culturale multietnico che è già fallito in tutta Europa.

    Ed è proprio il fallimento sociale, cultutale e politico delle sinistre comuniste a sostenere e favorire l’ingresso di immigrati clandestini in Italia, consegnando loro un diritto al voto per compensare il netto rifiuto delle popolazioni italiane alle folli proposte politiche delle sinistre.

    L’obiettivo politico sembra molto più che evidente:

    sostituire gli italiani con gli immigrati dai quali si spera gratitudine e consenso.

    Uno squallore inaudito, un suicidio civile senza alcuna giustificazione, un tradimento inaccettabile del popolo sovrano, della tutela e della garanzia dei suoi interessi e dei suoi diritti.

    In tutti i paesi europei è stata abbandonata la speranza di una convivenza fra popoli, culture, culture e religioni incompatibili fra loro, mentre in Italia le sinistre puntano tutto il loro programma in quella multietnicità che sta provocando enorme dissenso popolare ed un sentimento di netto rifiuto ad un modello di convivenza e di integrazione che è fallito in partenza.

    Uno zingaro, un rom, non andrà mai a scuola e non avrà mai un lavoro, un rom non si integra, perchè non vuole integrarsi.

    Un mussulmano non accetterà mai la nostra storia, la nostra cultura e la nostra religione: un mussulmano non si integra, perchè non vuole integrarsi.

    Così come un comunista non accetterà mai la nostra storia, la nostra cultura e la nostra religione.

    Un comunista non si integra, perchè non vuole integrarsi.

    Il residuo comunista italiano tenta di uccidere la società ed il modello italiano al solo fine di imporre il modello comunista attraverso una sostanziale modifica della società italiana e del popolo sovrano al fine di ceare artificiosamente quel consenso che viene loro negato loro e da sempre dal popolo italiano.

    Se maometto non va alla montagna, la montagna andrà da maometto.

    Così i comunisti italiani procedono nello spostare la montagna italiana per genufletterla al cospetto dell’islam.

    Votare Vendola o Pisapia, significa votare islam, votare mussulmano, votare anti-pugliese, votare anti-italiano.

    Orgogliosi italiani tanto affezionati all’italianità ed alla sua unità:

    dove siete?

    In queste elezioni si misura una identità culturale, sociale, storica e religiosa:

    o gli italiani bocciano il modello Vendola-Pisapia, ovvero avalleranno l’osservazione che questo paese non sia unito, non abbia una identità nazionale unica ed univoca, non debba necessariamente e forzatamente restare unito per servire popoli stranieri invece del popolo sovrano.

    Questa è una guerra, una guerra a tutti gli effetti.

    E le guerre, si sa, non finiscono mai in pareggio:

    ne resterà uno solo, sopravviverà un solo modello.

    Bisogna votare secondo coscienza sapendo di votare per il popolo italiano o contro il popolo italiano.

    Sempre che il popolo italiano sia unito, sia uno solo e sia disposto a scomparire in favore degli stranieri.

    Sopravvivere o soccombere, questa è la scelta.

    Ed ora, votate.

    Gustavo Gesualdo
    alias
    Il Cittadino X

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