Sergio Canzoneri Pubblicato da il 16 luglio 2011.
L'articolo L’anormale senso civico appartiene alla categoria Politica.
Puoi seguire i commenti di questo articolo con il feed RSS 2.0.

L’anormale senso civico

Per parte nostra ribadiamo di non condividere affatto l’impianto attuale della manovra predisposta dal governo e le sue scelte in materia economica e sociale ma manterremo un atteggiamento parlamentare fatto di proposte e non di meri ostruzionismi, al fine di non ostacolare l’approvazione di un documento che, rivisitato e corretto, possa permetterci di restare in linea con i parametri fissati dall’Unione europea.

Con queste parole, gli esponenti più importanti dell’Italia dei Valori hanno deciso di aprirsi alla discussione parlamentare per generare un dibattito tra maggioranza e opposizione per garantire il bene della nazione e della società civile.
Ritengo che questa sia una presa di posizione sacrosanta che dovrebbe essere la prassi nei Parlamenti di tutto il mondo, ma evidentemente la mia sembra una follia democratica, poiché anche i più grandi giornalisti e giornali rimangono allibiti quando non si vota per sentito dire e la maggioranza va sotto alla Camera o al Senato.
Un esempio lampante lo si può avere da un articolo della Repubblica del 23 Marzo 2011, dove il giornalista rimane esterrefatto dalla sconfitta della maggioranza. Personalmente trovo questa situazione grottesca, surreale e anche non poco nauseante.

Il Parlamento italiano è stato costituito secondo i principi della democrazia. Maggioranza e opposizione scandiscono le loro idee secondo gli ideali del proprio partito basandosi sulla fiducia che gli elettori gli hanno garantito. Attraverso questo metodo, i due schieramenti condividono o meno delle idee, che magari a volte non saranno per niente in simbiosi ( altrimenti esisterebbe un unico partito), ma che in altre circostanze dovrebbero trovare un comune accordo seguendo la normale logica e responsabilità che ogni parlamentare dovrebbe garantire ai proprio elettori e all’intero Paese. Invece, quello che si evince dalle notizie che escono dalla Camera dei Deputati e dal Senato della Repubblica italiano è una guerra fratricida, in cui molto spesso i parlamentari votano senza sapere cosa stanno votando e più probabilmente fanno le loro scelte in base alle indicazioni che vengono fornite loro dalla segreteria di partito.

Un esempio lampante è la dichiarazione di Veltroni (Parlamentare alla Camera dei Deputati – Partito Democratico) del 6 Luglio in merito all’astensionismo del Partito Democratico sulla proposta dell’Italia dei Valori sull’abolizione delle province : “Ero per votare con le altre forze di opposizione per l’abolizione delle province ma mi sono attenuto alle decisioni del gruppo”.
Penso che Walter Veltroni abbia commesso un errore enorme che vada ben oltre la politica, ma fonda le sue radici nel buon senso e nella vigliaccheria politica. Infatti, non pensare con la propria testa, ma limitarsi a fare quello che il branco impone è un problema sociale, che si cerca di eliminare dalla testa umana sin già da piccoli. Molto spesso da questi gesti si ingrossa il mare della corruzione e della malavita. E’ fondamentale dunque limitarsi a fare quello che si ritiene più opportuno, per avere il coraggio la mattina di guardarsi allo specchio, e magari di farlo non seguendo il gruppo politico, ma pensando ai proprio elettori.
Sono cosciente che il Parlamento ha le liste bloccate e sono le segreterie che scelgono chi mandare a dirigire la res publica, ma ritengo quantomeno di buon gusto riflettere su cosa vogliono gli elettori prima di far del male a se stessi e a tutta la Nazione.

Non posso quindi che convidivedere la scelta fatta dall’Italia dei Valori e considerare insensata la politica attuale, che costringe un gruppo parlamentare a fare una dichiarazione di quel tipo, completamente logica, ma che dovrebbe essere scontata.
Mi auguro che tutti i partiti, non sono accolgano la richiesta dell’IdV, ma facciano a gara per garantire realmente un concetto che va oltre i precetti politici, ma si fonda soltanto sul buon senso.
Una legge sul conflitto d’interessi, sul miglioramento del benessere delle fascie più deboli o contro la corruzione è una legge giusta e se essa aiuta il Paese, allora non ha alcun colore politico. Deve essere approvata all’unanimità!

Fonte: http://antoninosavalli.blogspot.com/2011/07/lanormale-senso-civico.html

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Connect with Facebook

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>