Informare per resistere Pubblicato da il 16 agosto 2011.
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Luca Mercalli: “Energia solare contro il medioevo energetico”

Via le zavorre del consumismo sfrenato per scongiurare il medioevo energetico. Signori, il petrolio finirà e iniziamo a farci i conti. Questa la ricetta presentata da Luca Mercalli, climatologo e volto noto della Tv. Si badi bene che Mercalli predica bene e razzola meglio avendo già intrapreso con la sua famiglia un percorso di consumo etico delle risorse.

Dunque alla presentazione del suo nuovo libro Prepariamoci (ed. Chiarelettere euro 14 e che leggerò quanto prima) spiega, come riporta l’intervista raccolta da La Nuova Sardegna, che è giunto il tempo di riporre lussi e bagordi in un cassetto e di ripensare alla vita in maniera più naturale.

Prima considerazione: perché non siamo autonomi nella produzione di energia? Dice Mercalli.

Nella prima parte del mio libro analizzo questo dato. Dal fabbisogno di energia a quello della nutrizione. Nella seconda mi interrogo sul che fare. Nulla sarà più come prima. Bisognerà cambiare completamente approccio. Il che non vuol dire finire nel Medioevo, ma tornare ad apprezzare le cose semplici e buone della vita. Mica si deve avere per forza lo yacht o la casa da diciotto stanze per vivere bene. Queste sono cose instillate da una pubblicità che manda il mondo in visibilio con i politici accecati da idee di gigantismo.Bisogna iniziare ad attrezzarci a un futuro con meno energia, a cominciare dalla propria casa, magari con il solare, diventando autonomi. Cosa che qua in Sardegna è possibile da subito, invece chi lo sta facendo? I tedeschi, gli svedesi… Assurdo che l’Italia che aveva tutte le carte per questa transizione sia allo sbando. Dobbiamo così, con fatica, imparare dagli altri. Quando le cose andranno peggio, temo sarà la barbarie.

Rinunciare, rinunciare e rinuciare è questa la soluzione. Ma a cosa? Ovviamente al superfluo che anni di martellante marketing ci hanno convinto essere necessario. Procedere con i tagli gradualmente e non arrivare al punto in cui si dovrà eliminare tutto e subito.

Dice ancora Mercalli:

Quando le rinunce poi sono collettive e immediate si taglia tutto. Invece se sono calcolate e meditate, si salva ciò che merita e si getta la zavorra. O lo fai subito da solo o la nave affonda per tutti.

Veniamo al pratico e al fatto che siamo figli del gas di Putin e del petrolio di Gheddafi. Mercalli invita a darsi una mossa e a percepire che prima diventiamo energeticamente autonomi e meglio è. Siamo o no? o’Paese do’ Sole e dunque sfruttiamolo, perciò rileva:

Mi sorprende non vedere in Sardegna un uso massiccio del solare. Innegabile che per questa fonte energetica il Mediterraneo ci privilegi rispetto agli altri. I tedeschi ad esempio: ci mettono dai tre ai cinque anni in più, rispetto a noi, per ripagare lo stesso investimento. L’ Italia nelle fonti rinnovabili potrebbe giocarsi tanto del suo futuro. Non solo come business ma perchè questo genere di impresa migliora le condizioni di vita dei singoli. Da un lato fai economia e sale il Pil, dall’altro offri la possibilità a ognuno di essere sicuro per il futuro. Il giorno che Putin o Gheddaffi chiuderanno il rubinetto del gas non finirai più nel Medioevo perchè avrai la tua autonomia. Ma per farlo devi investire prima. Cioè adesso.

Prepariamoci

Prepariamoci

titolo: Prepariamoci [link]
isbn: 9788861900127 [link]
autore 1: Luca Mercalli [link]
editore: Chiarelettere [link]

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Che Tempo che Farà

titolo: Che Tempo che Farà [link]
isbn: 9788817035521 [link]
autore 1: Luca Mercalli [link]
editore: Rizzoli [link]

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autore 2: Luca Mercalli [link]
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isbn: 9788817025966 [link]
autore 1: Luca Mercalli [link]
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Via | La Nuova Sardegna
Foto | Flickr

http://www.ecoblog.it/post/12996/luca-mercalli-energia-solare-contro-il-medioevo-energetico

7 Risposte a Luca Mercalli: “Energia solare contro il medioevo energetico”

  1. Pingback: L’anno sabbatico « Minima academica

  2. Felice Pappalettera Rispondi

    7 settembre 2011 at 09:07

    Fotovoltaico, dalla produzione domestica fino al 45% del fabbisogno

    Posted: 22 Jun 2011 05:05 PM PDT

    Dopo la vittoria del referendum contro il nucleare, che ha sancito la definitiva rinuncia all’atomo del nostro paese, ecco uno studio che può rappresentare un ottimo punto di partenza. Il fotovoltaico domestico, quello impiantato sui tetti e sulle pareti degli edifici – senza toccare i terreni – può da solo coprire il 45 per cento del fabbisogno energetico italiano. Un duro colpo per chi ancora oggi si ostina a dire che il nucleare era l’unica soluzione possibile e che rinunciandovi abbiamo condannato il nostro paese all’eterna dipendenza dall’energia delle altre nazioni.

    Il rapporto è firmato Confedilizia ed è stato presentato il 16 giugno alla Camera dei Deputati. In Italia vi sarebbero 763,53 chilometri quadrati di tetti considerati idonei, cui se ne aggiungono 286,32 di facciate (i dati sono presi da uno studio dell’International Energy Agency). Se tutta questa superficie venisse sfruttata installandovi pannelli solari l’energia prodotta in un anno sarebbe di 126 terawattora e coprirebbe, dicevamo, circa il 45 per cento del fabbisogno nazionale.
    Il cosiddetto ‘fotovoltaico integrato negli edifici’ rappresenta un’ottima soluzione per diversi motivi. Innanzitutto non contribuisce ad un ulteriore consumo di suolo, non sottrae terreno ad usi agricoli e non rovina i paesaggi come invece accade col fotovoltaico su terreni; sfrutta piuttosto tutti quegli spazi inutilizzati come le coperture, le rimesse, le pensiline, i frangisole e così via.
    C’è poi da sottolineare – ricorda il rapporto – come gli sviluppi della tecnologia fotovoltaica abbiano consentito di dare nuove forme ai tradizionali pannelli. Oggi esistono coppi e tegole fotovoltaiche (ideali per gli edifici dei centri storici), lastre a film sottile e sono in sperimentazione degli spray che una volta spruzzati creano una superficie di materiale fotovoltaico.
    Altro punto a favore è il prezzo. Già, perché un altro recentestudio, pubblicato circa un anno fa sul New York Times e ripreso dal Corriere della Sera dimostra che ormai l’energia solare conviene più di quella nucleare anche dal punto di vista economico. Lo storico cross-over sarebbe avvenuto quando il costo del solare è sceso sotto il muro dei 16 dollari al chilowattora, e la forbice pare destinata ad aumentare, con il fotovoltaico che costerà sempre di meno e il nucleare che tenderà ad aumentare costantemente.
    Ma forse il vantaggio più grande di un sistema decentralizzato e reticolare di produzione energetica è quello di affrancare finalmente i cittadini dalla dipendenza dalle lobby e dalle grandi multinazionali, che hanno fiutato odore di affari anche nel campo delle energie rinnovabili e già progettano e realizzano maxi impianti di produzione, distese di pannelli che ricoprono intere colline o enormi filari pale eoliche proprio di fronte alle coste, che deturpano paesaggi e creano ‘strani’ giri d’affari.
    L’importanza di studi come questo è che dimostrano che un sistema di autoproduzione basato sui piccoli impianti domestici è possibile. Se il fotovoltaico da solo può arrivare a coprire il 45 per cento del fabbisogno, una volta integrato con le altre energie rinnovabili e soprattutto ridotti drasticamente gli sprechi e le dispersioni – vera piaga degli edifici italiani – si potrà ottenere energia pulita sufficiente per tutta la nazione. Siamo o non siamo il paese del sole?

    ilcambiamento.it

    Grid Parity per il Fotovoltaico già a fine 2011

    Posted: 22 Jun 2011 05:02 PM PDT

    Grid Parity per il Fotovoltaico, ovvero costo uguale se prodotto con Fotovoltaico o con fonti Energetiche tradizionali, già a fine anno 2011. I prezzi dei pannelli solari sono scesi da 4 dollari per Watt nel 2008, a quasi 1 dollaro/W tra il 2009 e il 2010. Di conseguenza, il fotovoltaico avrebbe ora lo stesso prezzo di vendita al dettaglio dell’energia elettrica di picco da fonti tradizionali come il gas naturale, prodotto in 19 Paesi tra cui, – appunto – Italia, Spagna, Brasile e California. Ottima notizia per gli operatori del Fotovoltaico.

    Le tecnologie “chiave” del comparto solare stanno continuando il loro percorso di crescita e di diffusione globale grazie alla continua produzione di nuove “applicazioni“ sempre più efficienti ed economiche che garantiscono al contempo competitività e stabilità di mercato.

    Siamo arrivati sostanzialmente ad un punto critico nel costo dell’energia solare. Solo nel 2010 sono stati installati nel mondo 18 GW di potenza fotovoltaica, raddoppiando così la potenza complessiva fino a 36 GW. Questa enorme crescita, insieme alle nuove tecnologie che stanno rendendo i pannelli solari più efficienti ed economicamente competitivi, ha reso l’energia solare più accessibile che mai.

    Non ci resta che installare il prossimo impianto fotovoltaico.

  3. Felice Pappalettera Rispondi

    7 settembre 2011 at 09:23

    Treno Solare. Primo Esperimento in Belgio Posted by RoxBlog On 00:03
    Non un solo treno, ma quattromila: tanti saranno i convogli in Belgio che viaggeranno ogni anno grazie all’energia solare. Il primo treno ‘verde’ e’ partito questa settimana dalla stazione di Anversa e l’impresa e’ stata resa possibile grazie all’installazione di 16.000 pannelli fotovoltaici su un tunnel della linea ad alta velocità che collega Parigi ad Amsterdam, nei comuni fiamminghi di Brasschaat e Schoten.

    Il progetto del ‘tunnel del sole’, costato 15,7 milioni di euro, copre una superficie complessiva equivalente a circa otto campi da calcio ed e’ lungo 3,4 km. L’energia prodotta, che si stima arrivi a circa 3.300 MWH di elettricita’ ogni anno, potrebbe alimentare quasi mille famiglie. La nuova fonte ‘verde’ servira’ sia alla circolazione di quattromila treni all’anno, anche ad alta velocita’, sia ad alimentare infrastrutture ferroviarie come segnaletica, riscaldamento in stazione, illuminazione. Con il progetto saranno tagliate 2.400 tonnellate di CO2 l’anno e secondo il gestore Infrabel rappresenta un’esperienza unica di questo tipo a livello europeo, perche’ l’infrastruttura non alimenta solo i treni, ma si autorifornisce di energia.

    Ansa

  4. Felice Pappalettera Rispondi

    8 settembre 2011 at 12:53

    Con il raggiungimento della soglia di 10 GW quest’anno la produzione solare coprirà il 3% dei consumi elettrici. Una quota che nel 2012 arriverà a 5,5%. Un risultato importante ma ottenuto con incentivi troppo alti. Le sfide dei prossimi anni: la rete, l’accumulo e la gestione dei prezzi dei moduli. L’editoriale di Gianni Silvestrini.
    Gianni Silvestrini
    08 settembre 2011
    A -A +A | Commenti (0) | Newsletter L’Italia ha raggiunto la soglia dei 10 GW solari con oltre 270mila impianti collegati alla rete. In realtà, questa cifra è già stata superata visto che il sito del GSE indica una potenza di 9.950 MW e le elaborazioni del gestore sono sfasate almeno di un mese rispetto al reale allaccio degli impianti. L’Italia nel 2011 potrebbe risultare il primo paese per potenza connessa in rete, mentre la Germania continuerà ad essere leader mondiale per la potenza fotovoltaica cumulativa. La produzione solare italiana coprirà quest’anno il 3% dei consumi elettrici, mentre la percentuale solare tedesca nel primo semestre di quest’anno è stata del 3,5%.

    Facciamo ora due conti per capire quale sarà la percentuale della domanda elettrica nazionale soddisfatta con il solare nel 2012. Alla fine di quest’anno saranno allacciati alla rete circa 13 GW, considerando che nella prima parte dell’anno sono stati collegati 3 GW (escludendo i 3.700 MW degli impianti Salva Alcoa terminati nel 2010 e allacciati quest’anno) e che una potenza analoga potrà essere collegata entro dicembre.

    Nel 2012 non è improbabile una potenza di 4.000 MW, considerati i 1.500 MW di grandi impianti che rientrano nel Registro. Ai fini del calcolo dell’elettricità prodotta teniamo conto solo della metà della potenza installata il prossimo anno. Nel 2012 dovremmo avere quindi in rete circa 17 TWh solari, pari al 5,5% dei consumi elettrici nazionali e alla metà della produzione delle centrali a carbone.

    Certo, un risultato ottenuto con incentivi troppo alti, solo parzialmente compensato dalla riduzione delle tariffe causata dal ruolo del fotovoltaico nella formazione del prezzo alla borsa elettrica. La vera sfida adesso riguarda la rete. La rapidità della crescita del fotovoltaico ha spiazzato ogni previsione. In Germania nelle ore centrali degli ultimi week end di giugno la potenza solare (12 GW) ha eguagliato un terzo della potenza totale. Per questo alla 26a Conferenza europea del fotovoltaico in corso ad Amburgo si sta parlando molto di accumulo, di batterie. E anche dell’incertezza tra i produttori che deriva dalla rapida discesa dei prezzi dei moduli che costringe sulla difensiva molte industrie occidentali e che ha portato a casi clamorosi come il fallimento della promettente statunitense Solyndra.

    Gianni Silvestrini
    08 settembre 2011
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    Pubblicata la relazione del GSE sul fotovoltaico (26 luglio 2011)

    Posizione IFI sul premio del 10% per il FV ‘made in Europe’ (14 luglio 2011)

    Editoriale | reti | prezzo moduli | fotovoltaico italia | conto energia | accumulo solare
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