Mi sembra ovvio che si debbano tagliare tutte le cariche politiche delle Province, non le loro funzioni quando sono necessarie.

“Sono dipendente di una delle Province da sacrificare. Non mi preoccupo del mio futuro perché sto sempre meglio della miriade di disoccupati in circolazione. Solo sono stanco di essere accomunato alla moltitudine di inetti ed incompetenti che sta gestendo questo Paese. Non credo di essere inutile e dannoso, percepisco uno stipendio ridicolo per le mie attività e che sono aumentate vertiginosamente.
Voglio dirvi che ci rimetterà è sempre l’ utente. Non sperate lontanamente che le Regioni siano in grado di svolgere le mansioni delle Province. Io vedo tutti i giorni queste cose, le Regioni sono zeppe di dirigenti e politici, fanno girare soldi e non fanno nulla e ci hanno rifilato le competenze più rognose. La manutenzione delle strade e delle scuole sono pozzi perdenti, non portano voti e dissestano i bilanci.
Quello che faranno sarà creare qualche agenzia a cui delegare tutto e farcirla di dirigenti e politici trombati. Questa classe dirigente non è in grado di gestire nemmeno il gabinetto di casa figuriamoci un Paese complesso come il nostro. Non basta tirare una riga su un foglio, bisogna fare i conti con la realtà complessa dell’Italia. Non è con soluzione semplicistiche che si risolvono i problemi, altrimenti alla prossima manovra chi taglieranno?” franco castelli
http://www.beppegrillo.it/2011/08/il_dipendente_d_1/index.html
Manola Governi
17 agosto 2011 at 07:36
esatto.
Lella Sette
17 agosto 2011 at 07:36
Infatti sarebbe bastato come dico da tanto, e basterebbe, dimezzare tutti i politici in tutti gli enti locali che scaldano soltanto le sedie. Dimezzare i politici a Montecitorio, ridurre drasticamente i loro stipendi. Perchè devono percepire uno stipendio 10 volte superiore al mio per mandare il paese allo sfascio? E’ tutta gente che ha altri lavori se non addirittura proprietari di aziende, quindi non hanno bisogno di altri soldi o altri privilegi. Servire il paese dovrebbe essere un uonore e un dovere di ogni persona.
Danilo Assanti
17 agosto 2011 at 07:41
Premetto che non sono berlusconiano che non conosco la realtà che descrivi per cui … mi fido. Voglio fare solo delle osservazioni. I compiti delle provincie che verranno o dovrebbero essere soppresse passerebbero ad altre provincie esistenti per cui il problema non si pone. Nel caso in cui dovessero essere soppresse TUTTE le provincie è evidente che i relativi compiti transiterebbero sulle Regione che magari comincerebbero così a fare qualcosa e non solo “adepti” o trangugiare risorse economiche.
Anna Damiani
17 agosto 2011 at 07:42
Sono solo cazzate ,,,, mi spiace
Marco Bolzoni
17 agosto 2011 at 07:42
Non sono solo gli stipendi, si tratta di sanare subito il debito contratto dalle provincie con le banche che garantisce interesse a queste e costi a noi . Sembra che adesso il problema siano gli stipendi e la gestione. Le gestioni provinciali non stanno brillando per efficienza
Avelio Marini
17 agosto 2011 at 07:43
E’ vero quello che dici! Questa è tutta una manovra “fumo negli occhi”
Emiliano Barilla
17 agosto 2011 at 07:43
Ma perchè ora le volete le provincie?Voi che sostenete tanto beppe grillo,anche lui nel programma ha l’abolizione delle provincie.Sono inutili.Via tutte sopratutto quella de roma che non serve a niente e zingaretti è ancora più inutile della provincia.
Mariagrazia Nastri
17 agosto 2011 at 07:44
Le province, quelle storiche e nono quelle create per regalare poltrone come la bat, la monza-brinza o simili, nn si toccano!!!!! Sono un organo di coordinamento fondamentale, il taglio nn si effettua tagliando le province ma gli sprechi nelle province!
Daniela Merli
17 agosto 2011 at 07:46
… sono d’accordo …le provincie servone e non ci illudiamo che le regioni possano ricoprire le necessità dei CITTADINI …
Alfredo Russo
17 agosto 2011 at 07:46
da marito di una dipendente della provincia confermo esattamente tutto quello che ha scritto Franco Castelli
Nello Bacchi
17 agosto 2011 at 07:48
anch’io credo he sarebbe necessario una seria riforma della struttura delle Province, piuttosto che la loro abolizione. Purtroppo, come nel caso del cosiddetto “omicidio stradale”, qualcuno fa una battutta (demagogica e populista) e la classe politica (branco di decelebrati) la sposa acriticamente…
Marco Bolzoni
17 agosto 2011 at 07:50
Fumo neglio occhi, esatto Punto uno non elimino la provincia, ma i suoi dipendenti e competenze, quindi questi toni epici da cavalcata delle valchirie fatte anche dai tg sono penosi. E poi è ora di finirla di farsi prendere per il sedere, chiedere il sostegno dei cittadini spremuti e vessati e mal amministrati da questi enti per far valere i loro diritti ( ingiusti9 e combattere le loro battaglie. Poi non si lamentano tutti che sono sottopagati e i politici lo fanno per amore del territorio e spirito di servizio. Perfetto io sono un cittadino e ti esento di ” sacrificare” la tua vita per me, vai pure libero nel mondo del libero mercato..Viaggia!!!!!!!!!!!!!!!!!
Vincenzo NoLumi NOsa Portoghese
17 agosto 2011 at 07:53
Il sistema Enti è al collasso ,volutamente al collasso .Non credo di dire cose fantascientifiche se questi sono sorti per compiacimenti politici . Non riguarda solo le Province , ma anche altri, tipo : comunità montane , Autorità di bacino, varie sovraintendenze . Tali Enti spesso si sovrappongono e si contrastano tra di loro per competenze e talune volte per incapacità, diciamo strutturali . L’utente si trova in quel classico labirinto e trovare la via d’uscita non è cosa facile. Riformare seriamente e accorpare istituzioni che abbiano le stesse o similari funzioni credo possa servire a migliorare notevolmente il servizio,e ridurre i costi di gestione .
Tiziana Reggio
17 agosto 2011 at 07:55
.. e della settimana ‘corta negli uffici??.. sicuramente in regione (nn so in provincia..), al giovedi già non trovi alcuno..
Dabalà Maurizio
17 agosto 2011 at 07:56
Ora mi aspetto che il dipendente della Regione dica altrettanto del lavoro del dipendente della Provincia. La colpa non è vostra, cari cittadini pubblici, ma da chi ha tolto tanti di voi dallo svolgere lavori produttivi che a sua volta possano generare tanti introiti capaci anche, dopo tassazione giusta, di pagare gli indispensabili servitori (sic!) della comunità nazionale.
Daniele Oian
17 agosto 2011 at 07:56
Altrochè eliminare tutte le Province! “Basterebbe” applicare la legge 142/90 che prevede l’accorpamento dei comuni sotto i 5000 abitanti, la sostituzione delle Comunità Montane, la creazione delle città metropolitane!. Una legge che da 21 anni attende di essere applicata. Ma nessuno ha il coraggio di eliminare centinaia e centinaia di posti clientelari. http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/03/riflessioni-sullabolizione-delle-province/149576/!Riflessioni sull’abolizione delle province | Mario Cotelli .
Salvatore Testagrossa
17 agosto 2011 at 07:57
ormai le chiacchere stanno a 0 ,noi il debito non lo vogliamo paghare, adesso,ORA TOCCA AI RICCHI; CAPITO BERSANI:
Giuliana Martinez
17 agosto 2011 at 07:58
anche io sono d’accordo si sa che qui in Italia i potenti scaricano sui piccoli, e che più si sale in alto più rimangono invischiati nei loro giochi di potere di merda finalizzati a portare vantaggi solo a se stessi
Alfredo Russo
17 agosto 2011 at 07:59
…ed aggiungo che molti sprechi che si fanno in provincia (almeno da noi) è sempre perchè i “politici” facenti parte della giunta preferiscono spendere fior di euro per organizzare le sagre o, come sta succedendo in questi giorni, rifarsi l’ufficio perchè il colore scelto dal precednete assessore non piace che invece “investirli” nella manutenzione delle scuole o peggio ancora nella “messa in sicurezza” delle scuole….ci sono scuole che non hanno ancora, pensate un pò, il certificato di prevenzione incendi e dovrebbero chiudere….ma molto meglio una sagra della salsiccia che porta voti ovviamente
Enrico Charles Sanson
17 agosto 2011 at 08:02
Eh ovviamente finché ci sono le province si sente il coro dei “togliamole”, quando però si passa all’azione per snellire un po’ il sistema si leva quello dei “non si può tagliare in questo settore”.
Al di là della questione costi, io sono per abolirle tutte: chi viene eletto in provincia è spesso sconosciuto e incontrollabile dai cittadini. Più potere ai comuni e ai sindaci, e tutto sarà più facile da gestire.
Enrico Charles Sanson
17 agosto 2011 at 08:04
Mariagrazia, tutte le province in italia sono storiche, se no non saremmo il paese di Dante e Petrarca.
Giulia Lisotti
17 agosto 2011 at 08:17
Questo sta’ accadendo già da qualche anno agl’operatori scolastici, aumento dei carichi di lavoro,perchè le segreterie degli uffici scolastici provinciali scaricano buona parte del loro lavoro alle segreterie delle scuole e così via……….aumentano i carichi di lavoro e tagliano il personale……….e pretendono la qualità, l’accelerazione dei tempi e via di seguito,e chi lavora onestamente,assiduamente anche a volte superando le nove ore al giorno ben sapendo che non sarà retribuito per lo sforamento oltre l’orario……..alla fine si sente dire che gli impiegati statali sono dei parassiti,ah, dimenticavo poi che gli stipendi ,già irrisori sono stati bloccati per tre anni, ma non si risolvono i problemi con i tagli ,si risolvono con una dirigenza capace, che si assuma le responsabilità su chi non compie il proprio dovere !!! Non è dal basso ma dall’alto che dovrebbe essere fatto il ricambio!!!!!!
Nello Bacchi
17 agosto 2011 at 08:40
Perchè, prima di togliere servizi e tagliare stipendi e pensioni, sarebbe opportuno recuperare l’evasione e legalizzare, ad es., il mercato della prostituzione e quello della canapa, dei cannabinoidi e derivati. è meglio avere dei civilissimi bordelli in cui lavoratrici e lavoratori possono esercitare liberamente contribuendo alla società, oppure lasciare la prostituzione per strada e in mano ai papponi? è meglio consentire la coltivazione della canapa (assolutamente libera fino agli anni ’50 del ’900), la sua lavorazione e la commercializzazione attraverso il sistema dei coffeeshop (attività agricole, industriali e commerciali assai remunerative e che, come indotto, darebbero lavoro a moltissima gente e ingenti introiti allo Stato) o lasciare che un vasto mercato di consumatori rimanga in mano alla criminalità? Quanto perde lo Stato dai mancati introiti di questi settori? Quanto spende lo Stato, tra forze dell’ordine e procedimenti amministrativi e penali varii, per tentare, del tutto vanamente, di reprimere la prostituzione e lo spaccio/consumo di sostanze? è meglio affamare i cittadini onesti, i lavoratori e i pensionati pur di non rinunciare a combattere contro i mulini a vento?
Nello Bacchi
17 agosto 2011 at 08:50
PS: se tutto l’impegno che lo Stato (ovviamente a causa dei politici) mette nella repressione delle libertà individuali -e, che piaccia o meno, il sesso a pagamento, così come il consumo di sostanze, non saranno diritti, ma sono certamente delle libertà individuali- fosse profuso per l’individuazione e la repressione dell’evasione (con pene non feroci, ma, correttamente, eque e, semplicemente, certe), forse avremmo molti più soldi a disposizione e ci sarebbe una società più giusta nei confronti di tutti.
sacla
17 agosto 2011 at 10:20
aggiungo: la spesa complessiva dello stato (fonte: decisione di finanza pubblica 2010-2013) è di 807 mld di €. di questi la spesa per le Provincie è 12 mld. cioè 1,5% della spesa complessiva; quindi è facile capire (non per i ns governanti evidentemente) che abolire “alcune” provincie darà un risultato irrisorio in termini di risparmio, anche perchè poi le competenze nn saranno soppresse ma trasferite. si tratta quindi di una misura propagandistica e demagogica, tanto per cambiare, che non produrrà effetti sul contenimento della spesa pubblica; ricordo solo che (sempre stessa fonte di cui sopra) la spesa per la amministrazione centrale è di 182 mld di €, che gli interessi sul debito sono 72 mld di €, che le regioni costano 170 mld di €!
Sabrina Solito
19 agosto 2011 at 16:47
….e questo vale anche per gli enti locali…una moltitudine di inetti e incompetentii che GETTANO OMBRE su chi fa, a prescindere dallo stipendio ridicolo, e che andrebbe semplicemente licenziata, a loro si che andrebbe bene lo status di disoccupato……….ne conosco qualcunno!