- di John Manisco -
La più potente alleanza militare del mondo è riuscita a sconfiggere la portentosa armata libica del colonnello Gheddafi nel deserto aperto della Libia. Invece dei “pochi giorni” previsti dal Presidente Barak Obama, ci sono voluti sei mesi di bombardamenti aerei “mirati” per distruggere le postazioni antiaeree libiche, l’inserimento di forze speciali degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Francia per dirigere le truppe dei ribelli e per coordinare gli attacchi aerei della Nato. Ma ce l’abbiamo fatta … quasi … manca poco.
Il notiziario della CBS americana lunedì sera, interpretava la caduta di Tripoli come una vittoria per Obama e il Pentagono. La BBC trionfante ripeteva le parole del Primo Ministro Cameron secondo cui la decisione di sconfiggere Gheddafi era giusta e il contributo britannico decisivo per portare la democrazia nel paese. Il Presidente Francese Sarkozy vuole che si verifichi a Parigi uno storico incontro tra i paesi che hanno partecipato all’offensiva contro la Libia per pianificare la “road map” per il futuro del paese.
Rappresentanti dell’Eni sono, secondo l’agenzia Reuters, i primi “a sbarcare in forze “ a Bengasi, e ad “Uno Mattina” il nostro ministro degli esteri “Frattini Dry” (soprannome datogli dall’ ineguagliabile Travaglio) ha dichiarato: “Gli impianti per lo più erano fatti da italiani, dalla Saipem, quindi è chiaro che il gruppo Eni ha assolutamente un futuro da numero uno”. Il Presidente dell’ENI Giuseppe Recchi ha assicurato che l’approvvigionamento di petrolio e gas potrebbe ricominciare prima dell’inverno.
La compagnia petrolifera austriaca OMV, quella francese Total e la tedesca Wintershall si sono astenute dal commentare. Il portavoce della compagnia petrolifera inglese BP si è limitato a dichiarare che: “intendiamo ritornare in Libia per perfezionare i nostri contratti una volta che le condizioni lo permetteranno”. Sempre secondo il dispaccio Reuters , Abdeljalil Mayouf, il portavoce della compagnia petrolifera dei ribelli AGOCO, ha dichiarato, “Noi non abbiamo problemi con i paesi occidentali e le compagnie petrolifere dell’Italia, della Francia e della Gran Bretagna. Ma potremmo avere difficoltà con la Russia, la Cina ed il Brasile”. Prima della guerra 75 compagnie cinesi operavano in Libia su 50 progetti e con circa 36.000 lavoratori. Le russe Gazprom e Taftnet e la brasiliana Petrobras erano coinvolti in grandi progetti energetici che ammontavano a miliardi di dollari. Il direttore generale del consiglio imprenditoriale russo – libico, Aram Shegunts ha commentato: “Abbiamo completamente perso la Libia”.
Tutte queste dichiarazioni furono fatte lunedì in base alle notizie “certe” della caduta della capitale e della cattura da parte dei ribelli dei tre figli di Gheddafi . Khamis Gheddafi sarebbe ri-morto , secondo Al Jazeera (la televisione satellitare dell’emiro del Quatar la cui compagnia petrolifera VITOL si appresta ad accaparrarsi una parte del mercato libico). Ri-morto perché era già stato dato per deceduto durante un attacco aereo della Nato di tre settimane fa. Mohammad Gheddafi è riuscito a sfuggire misteriosamente ai ribelli che lo detenevano e la detenzione di Saif al-Islam Gheddafi risultò falsa dopo la sua apparizione in un albergo occupato da giornalisti internazionali lunedì notte. Oggi in una tele-conferenza stampa congiunta tra il portavoce militare della Nato a Napoli, il colonnello Roland Lavoie, e la portavoce politica della Nato a Bruxelles, la ex giornalista rumena Oana Lungescu, i due hanno insistito che tutte le operazioni militari dell’alleanza erano intraprese nel totale rispetto del mandato ONU espresso nella risoluzione “1973” del marzo scorso. La risoluzione autorizzava l’impiego di “tutte le misure necessarie”, tranne l’uso di una “forza di occupazione” per proteggere i civili in Libia imponendo una zona di non volo agli aerei del colonnello. La ragione fornita era che Gheddafi stava per compiere una strage di civili nella roccaforte ribelle di Bengasi. Dopo l’inizio della guerra Amnesty International e Human Rights Watch non trovarono traccia di questi presunti piani da parte di Gheddaf di commettere stragi o genocidi contro i civili o persino di usare aerei militari contro folle di dimostranti. Questo non vuol dire che il regime non abbia ma usato in alcuna circostanza mezzi brutali per reprimere le manifestazioni. Vuol dire solo che il pretesto per l’intervento militare, di un genocidio e di una violazione massiccia e sistematica dei diritti civili era stato inventato. (Walden Bello: The Crisis of Humanitarian Intervention). Al Jazeera, la CNN e la BBC avevano mostrato immagini di “fosse comuni” che poi furono smentite da osservatori indipendenti.
Settimane dopo venne annunciato che le forze governative venivano fornite di viagra per meglio stuprare le donne che sostenevano i ribelli. Falso. Il ruolo di queste emittenti satellitari mondiali, durante i sei mesi di guerra civile è stato senza precedenti nel sostenere la linea propagandistica della Nato e nel negare o mettere in dubbio la realtà quotidiana di vite umane massacrate dalle nostre bombe. La rivolta contro il dittatore iniziò a febbraio di quest’anno con la mobilitazione di civili in varie città del paese e specialmente a Bengasi dove un ruolo guida fu assunto da un gruppo di avvocati coraggiosi. Presto vennero messi da parte e rimpiazzati da ex militari e ex funzionari del regime e dissidenti che avevano trovato rifugio all’estero. Non tutti i dissidenti ma solo quelli legati ai servizi occidentali. Dopo la brutale repressione dei dimostranti da parte del regime la rivolta divenne una operazione militare, di guerra civile, con varie fazioni a contendersi la leadership dei ribelli. A rafforzare le capacità militari dei rivoltosi vennero in aiuto i veterani libici e fondamentalisti delle guerre contro gli Usa in Afghanistan e in Iraq. Una costante della strategia anglo americana e francese di usare i nemici dei nemici per destabilizzare movimenti o governi laici nel medio oriente. Privi di un sostegno popolare sono più manovrabili e dipendenti dall’aiuto dei loro sponsors occidentali.
Secondo i pochi giornalisti indipendenti nel paese, i bombardamenti Nato avevano poco a che fare con la protezione dei civili nelle aree controllate dai ribelli. Erano e continuano ad essere operazioni per costringere la popolazione civile che ancora sosteneva e sostiene il regime a cambiare idea. La definizione più comune e generalmente accettata del terrorismo è: procurare danno o ammazzare civili per costringere un governo o organizzazione a cambiare la sua politica. La risoluzione ONU “1973” venne palesemente ignorata dai tre paesi Usa, Francia e Gran Bretagna sin dall’inizio delle operazioni militari. Il 14 di aprile Obama, Cameron e Sarkozy misero per iscritto in un comunicato congiunto che non ci sarebbe stata pace in Libia fino a quando il colonnello Gheddafi fosse rimasto al potere. Con lo scudo propagandistico di una “operazione umanitaria” sono stati bombardati ospedali civili e private abitazioni. Il numero dei civili ammazzati dalle nostre bombe non viene calcolato e i giornalisti delle grandi reti televisive non vedono quello che gli sta davanti agli occhi perché non vogliono “servire la propaganda del regime”. Ma i morti civili ci sono lo stesso.
Secondo molti analisti la durata dell’operazione di “cambio di regime” in Libia è dovuta anche al fatto che bisognava dare una lezione ad alcune fazioni dei ribelli resistenti al controllo occidentale sul governo da creare dopo la caduta di Gheddafi. Ignorati da gran parte della stampa anche i saccheggi e le brutalità da parte delle forze ribelli contro le popolazioni delle città cosiddette “liberate”.
Adesso sembra che le forze nazionaliste e anticoloniali composte da civili e militari, che sostenevano il regime per evitare l’alternativa di soccombere al diktat delle potenze neo coloniali, abbiano deciso di perseguire una strategia di guerriglia a bassa intensità. I manager occidentali dei ribelli devono risolvere i conflitti all’interno delle forze militari degli insorti. Lotte di potere tra signori della guerra, capi tribù e fondamentalisti assortiti. I problemi per la Nato iniziano ora. Già si parla di un intervento militare dell’ONU per mascherare i maneggi occidentali che hanno lo scopo di impossessarsi dei più grandi giacimenti di petrolio dell’Africa. Vedremo. Ma smettiamola di parlare di ipocriti “interventi Umanitari”.
P.S. Per quanto riguarda i pochi giornalisti indipendenti che non ripetono ciecamente la propaganda Nato, due di essi, il canadese Mahdi Nazemroaya e il francese Thierry Meyssan sono bloccati e abbandonati nell’albergo di Tripoli Rixos, minacciati da cosiddetti colleghi di alcune reti tv occidental, “La pagherete cara”, e sotto minaccia da parte di cecchini appostati fuori dell’albergo.
http://www.reset-italia.net/2011/08/23/gheddafi-barack-obama-giornalismo-propaganda-media/
Dario Petrocchi
24 agosto 2011 at 06:26
aquistare il petrolio da gheddafi o rubagliolo con le bombe dove che ciè costato meno?
Alberto Ragogna
24 agosto 2011 at 06:43
Il fatto è che la guerra continua. Si prospetta un nuovo Iraq.
Davide Galeotti
24 agosto 2011 at 07:09
stupisce come alcuni dei pacifisti di sx abbiano approvato questa guerra…onore a chi è rimasto coerente, e detto da DESTROMANE, IxR è tra questi…
Informare Per Resistere
24 agosto 2011 at 08:43
Si Gino Pino, c’è da fidarsi del CNT. Sono le stesse persone che arrivano nei villaggi e per prima cosa danno fuoco a tutto quello che trovano, poi stuprano le donne e poi uccidono gli uomini che non vogliono seguirli…
Informare Per Resistere
24 agosto 2011 at 08:43
il CNT è finanziato dai paesi occidentali, chiaramente faranno gli interessi delle grosse multinazionali…
Maura Alpaca Magdalene
24 agosto 2011 at 09:02
Certo che vendeva il petrolio all’occidente ma a che prezzo? e soprattutto a che prezzo lo venderanno ora i francesi e gli americani? E’ inutile che il cnt dica che rispetterà gli accordi se questi accordi saranno in mano all’occidente.
Roberto Ipo Altavilla
24 agosto 2011 at 09:11
Per dire che Tripoli è caduta servono le prove inoppugnabili e assolute e cmq non ci credete, poi però un tizio sconosciuto afferma che i ribelli stuprano le donne e bruciano le citt e diventa verità assoluta. Ah, la coerenza….
I partigiani furono accusati (e lo sono ancora purtroppo) degli stessi crimini….
Davide Galeotti
24 agosto 2011 at 09:53
certo roberto altavilla..ED ERA VERO!!!! leggiti Pansa…non puoi credere che tra decine di migliaia di persone mosse da un nobile ideale ( i partigiani) ce ne fossero centinaia che ,abbrutite dalla guerra e dal fervore politico, si siano lasciate andare ad ogni sorta di nefandezza?
Davide Galeotti
24 agosto 2011 at 09:58
Gino pino ..sui contractors stai dicendo delle cazzate astrali..secondo te una guerra da 2000 miliardi di dollari è stata scatenata per favorire 75 mld di contratti alle società di security? ma per favore…e non ti suona possibile che anche l’errore strategico di G.W.Bush di scatenare due campagne (iraq e Afghanistan) quando si doveva concentrare su quella giusta , (Afghanistan) e le relative spese, siano anche loro all’origine dei guai americani attuali?,,da come ne parli tu sembrerebbe che gli americani ci abbiano guadagnato da quegli errori…
Roberto Ipo Altavilla
24 agosto 2011 at 10:02
Non sono affatto così stupido da pensare che non ci fossero, ma non certo per quello che dice Pansa (un cumulo di bugie tra le poche verità).
La guerra tira fuori il meglio ed il peggio, ma il suo risultato si giudica su ideali ed azioni dei più, non dalla vigliaccheria dei pochi……
Leo Forte
24 agosto 2011 at 15:24
Ma che cazzo hanno capito questi leader? La guerra interna nel paese è solo all’inizio….durerà ancora anni…..