No… non vivo male, ho tutto quello che una persona come me possa desiderare…Mi fa piacere averti incontrato sai? Era da tanto che non ci vedevamo, saranno almeno 10 anni, forse di più. Fammi pensare, è da quando mi sono trasferito, definitivamente qui. Alle volte il caso, non volevo nemmeno prendere il caffé stamattina, invece sono entrato in quel bar e c’eri tu. Appena arrivato.
Ho dimenticato di chiedertelo, ma come mai da queste parti? Per lavoro? Ah, porti tuo figlio a vedere l’Acquario, bello. E così ti sei sposato, ma non bastava convivere?
Come dici? Il lavoro? A meraviglia…è proprio tutto quello che ho sempre desiderato fare, sono diventato importante, ormai sono riuscito ad essere qualcuno…certo non si arriva ai livelli dove sono arrivato senza dare il culo a qualcuno, in senso metaforico si intende…però bell’ufficio, segretaria, gente che mi saluta con inchini degni dei giapponesi e con un prolungato “buongiorno Dottore”.
No… non vivo male, ho tutto quello che una persona come me possa desiderare…
Fidanzato, si certo, sono fidanzato, ho lasciato quella squinternata con cui stavo prima, si … troppe attenzioni troppe volte a chiedermi sempre tempo, “….e stacca un po’ prima così andiamo a cena insieme” “….ma speravo che almeno stò fine settimana si andava al mare…” uffa!!! Come? Lei? La mia nuova fidanzata? Si è la figlia di un importante imprenditore, import-export sai…stè robe qui….no, non l’ho conosciuta a qualche uscita in comitiva, ormai non vado più, quintali di casino e sempre soliti quattro gatti, l’ho conosciuta ad una cena, una di quelle che si fanno di solito in estate nel residence dove vivo, era amica di amici e sai com’è…. sì perché ho anche un appartamento in condominio esclusivo al mare, ingresso privato alla spiaggia così nessuno dei bagnanti che vanno in spiaggia libera viene a rompermi i coglioni, dovresti venirci qualche volta, anzi se ti dovesse servire nei periodi in cui io non ci sono…
No…non vivo male ho tutto quello che una persona come me può desiderare, il calcetto? No…non gioco più, ma no non invitarmi, non gioco più non mi va, no anzi proprio non ho più tempo, devo lavorare, poi mio suocero mi ha affidato incarichi di responsabilità in vista del matrimonio con sua figlia. Sì perché lavoro nell’azienda di mio suocero.
No…proprio non vivo male ho tutto quello che una persona come me può desiderare…
Se vengo stasera a un concerto con te? Chi suona? Però lo ascolti ancora? Ah addirittura siete amici? Bene, sarebbe piaciuto anche a me diventarci amico, no…stasera non vengo, ho da fare con la mia fidanzata. andiamo a teatro, lei ci tiene tanto e non voglio contrariarla.
E tu? Sempre con le tue idee fottute, ti occupi di che? Ma come cazzo fai a lavorare? Calcetto, amici, cani randagi, gatti randagi, ah pure una organizzazione che si occupa di malati di che? Porca troia…..stai messo proprio bene, quanto guadagni? Che fai? Mamma mia e sei felice? Ah no….tu non dici mai di essere felice, tu vuoi essere sereno, com’è che amavi ripetere? La felicità è mignotta, la serenità almeno non ti abbandona nei momenti difficili…
Non vivo male ho tutto quello che una persona come me possa desiderare..
E poi tra le tue innumerevoli attività? …canti? Sì mi ricordo che avevi una bella voce, non bella ma vera, ti impegnavi e vivevi le canzoni, le interpretavi, le facevi tue, ma canti per hobby? Ah..certo mi raccomando mai qualcosa che ti porti in tasca qualche lira eh?
Ma dimmi la verità….sei contento di te stesso?
Io? Io sì, sono contento di me stesso, però…ecco…mi è successa una cosa strana, l’altra sera stavo prendendo l’ascensore e ho incontrato la mia vicina di casa, una ragazza acqua e sapone, ma che, non so perché, mi suscita sempre qualcosa di strano, se non temessi di essere frainteso direi proprio che mi piace, è bella è fresca, è quello che nel mondo non vedo.
Le volte che entra in ascensore non abbiamo mai scambiato una parola. Ma quando entra io ho come un riflesso condizionato mi sposto nel fondo dell’ascensore, sai da lì ci metto quel momentino in più ad uscire.
Sai perché mi metto lì? Perché mi godo il suo profumo due secondi in più. È un’ondata è un mare, sai, come affondare la faccia in lenzuola pulite dopo esserti fatto la doccia, sai quando stai in una stanza in cui c’è il fresco del mare vicino e tu sei appena tornato con la pelle salata e ustionata, e poi ti sei lavato con acqua freddissima, quei brividi a riposarti dalla stanchezza del mare in un letto fresco.
Non profumi artificiali, ma natura, freschezza. Ti giuro rimango intontito non so se annego più nel suo profumo o nella sua naturale freschezza nel porgersi, nel sorridere…
Sembra che il mondo non le abbia fatto una sola ingiustizia, o sembra che gliene abbia fatte tante ma lei lo ama così com’è, senza livori, senza incertezze.
Bene…l’altra mattina era solo leggermente corrucciata, sbuffava, poi mi ha chiesto..
“scusi l’impertinenza ma ho notato che sul suo balcone è installata una parabola, lei ha la pay-tv?”
Certo che sì le ho risposto, stavo pure per fare lo sborone, ho uno schermo al plasma, impianto home theatre, tutto…invece le ho chiesto: “perchè?”
Lei mi dice con una luce vera, bella negli occhi, “stasera c’è un programma che fanno su televisione a pagamento che vorrei proprio vedere, se non le sembro troppo sfacciata, posso venire a casa sua? Magari mangiamo qualcosa insieme e chiacchieriamo un po’…che ne dice?
In un nano secondo mi si sono spalancate le porte del paradiso, ho pensato a me e a lei, ma non riuscivo a farlo in maniera volgare, non riuscivo a pensare a noi che trombavamo, capisci? Guardavo la delicatezza dei suoi tratti e mi immaginavo una serata come quelle che piacciono a te e che fanno innamorare tutte le sgallettate che ti conoscono..ma come fai, mai una volta che tu abbia messo le mani addosso, mai un commento fuori posto le costringi tu a farsi rivelare e a dire quello che vogliono, anche quando eravamo ragazzi era così..non te ne sfuggiva una, galante anche quando hai vero desiderio, io non sono così, ma quella parte di me, pecoreccia e invadente era morta in quel momento, come se mi avessero iniettato un quintale e mezzo di romanticismo da giocarsi all’occorrenza
Cosa le ho risposto?….no….tu capisci quella sera c’avevo la cena dall’onorevole per la campagna elettorale con fidanzata e suoceri, vaglielo a dire che non andavo…..ho detto no.
Lei non ha detto una parola, io ho abbozzato a un altro impegno, ha sorriso con una forzatura che non le avevo mai visto nei suoi sorrisi di congedo dalla parentesi ascensore…
Da quel momento non l’ho vista più e da quando non sento il suo profumo, di lenzuola pulite, ho anche tanto freddo in ascensore..mi manca…
Oddio..ma che ho detto?
Nunzia Nella Di Stefano
7 settembre 2011 at 22:38
Ebbene sì, la scalata al successo costa molto…….
Vicky Grottola Pistilli
7 settembre 2011 at 22:52
bello da leggere… ma che vuol dire esattamente?
Silvio Codecasa
7 settembre 2011 at 22:55
ah.. si.. tutto vero.. fortunato chi non capisce ;)
Jessica Pasqual
7 settembre 2011 at 22:56
conosco un tipo che faceva sti discorsi…che tristezza…
Luca Grande
7 settembre 2011 at 23:00
morale della favola?
Biologica Mente
7 settembre 2011 at 23:05
già. Morale ?
Iskra Rosa Rossa
7 settembre 2011 at 23:18
vero, fortunato chi non capisce….
Marco Borghetti
7 settembre 2011 at 23:44
il senso è una volta arrivato al paradiso, ti rendi conto che non te ne frega un cazzo
Franco Brentari
7 settembre 2011 at 23:51
quale paradiso? il paradiso lo aveva dentro l’ascensore e lo ha perso
Carlo Ruisi
8 settembre 2011 at 01:06
la morale della favola è che il successo inteso alla occidentale,è veramente squallido
Monica Rosso
8 settembre 2011 at 06:58
Per quanto mi riguarda l’ho trovato un ammasso di banalità; sembra il finale di un romanzetto in stile Moccia…lui che arriva alla cosiddetta “vetta” e grazie ad una tizia incontrata per caso di colpo rimpiange il ragazzo che era… Puff….
Francesco Polizzi
8 settembre 2011 at 07:07
scrivevo cosi’ in terza media
Lilli Pergolizzi
8 settembre 2011 at 09:46
beh,l’autore poteva far comparire “magicamente” una chitarra nell’ascensore e sfumare il finale con loro due a gambe incorciate sul pavimento a canta re “le bionde trecce…..”.
Laura Barella
8 settembre 2011 at 10:30
io mi sono commossa…che palle l’idiota sensibilità femminile…
Giorgio Madonna
8 settembre 2011 at 11:32
Lavorare per vivere, o vivere per lavorare?
Bel dilemma.
Maurizio Troilo
8 settembre 2011 at 16:56
Chi e’ l’autore/la fonte?
Sandro Panza
8 settembre 2011 at 21:26
4 minuti per leggerla, gli ultimi 3 sprecati