Informare per resistere Pubblicato da il 16 ottobre 2011.
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15 ottobre, riflessioni di un poliziotto

- di Mirko Carletti, poliziotto e sindacalista del Silp Cgil -

Dopo la difficile giornata di ieri e una notte che avrebbe dovuto portare consiglio al risveglio mi trovo con le stesse convinzioni di ieri: in piazza San Giovanni è stata sconfitta la democrazia.

La rete mette a disposizione materiale su quello che è accaduto ieri, c’è l’imbarazzo della scelta: ci sono i violenti che devastano (minoranza) e le persone pacifiche (la maggioranza) che manifestavano e che cercavano addirittura di fermare i violenti. La condanna delle forme di violenza è alla base della civiltà e della convivenza e questo è il primo punto fermo; il secondo è la libertà di espressione e di manifestare nel rispetto della leggi, questo purtroppo non è avvenuto e la responsabilità va attribuita allo Stato che attraverso le sue Istituzioni non è riuscito a garantire lo svolgimento di una manifestazione. Che senso ha criminalizzare il movimentismo? Chiedergli l’isolamento dei violenti? Il movimento esprime disagi, rappresenta problematiche che una classa politica vera ascolterebbe per trovare soluzioni attraverso soluzioni legislative.  Il male superiore diventano le persone che scendono in piazza o quelli che approfittano di questi eventi per mettere in pratica violenze e devastazioni? Si rischia di trasformare le vittime in carnefici se si generalizza in modo superficiale. Perché le Istituzioni non riconoscono di aver fallito? L’ordine Pubblico di ieri è stato fallimentare e ha segnato una sconfitta per tutti noi.

Ieri se non fossi stato di servizio avrei partecipato con mio figlio, qualcuno forse può darmi del violento o tacciarmi per uno che non contrasta la violenza?

La città era blindata, gli uffici periferici praticamente chiusi per aver fornito uomini e mezzi all’emergenza della capitale e il risultato è sotto gli occhi di tutti; che l’apparato della sicurezza non ha funzionato è evidente come il fallimento di una sistema che si limita a blindare senza prevenire.

I modelli di ordine pubblico non si creano con un giorno ma se per anni si svuotano di significato gli apparati investigativi (con tagli o continui prelievi per pattuglioni e ordine pubblicoresta solo il modello “militare” fatto di un’enorme “fanteria” dislocata per strada senza una preparazione adeguata e senza equipaggiamenti.

Ieri ero con altre decine di colleghi in piazza del parlamento, la stragrande maggioranza non aveva esperienze di Ordine Pubblico, personale preso in ogni ufficio per fronteggiare il grande evento, siamo stati schierati e pronti ad intervenire dalle 13 fino alle 22 potendo fruire del solo sacchetto vitto delle 13 e senza altro fino alle 23.00 (inizio servizio alle 11,30 e fine servizio ore 23.00), un fallimento anche dell’organizzazione interna che continua a non rispettare i lavoratori di polizia, i loro contratti e la loro dignità professionale.

Il modello “militare” era stato  applaudito in occasione del 1° Maggio  (nonostante violazioni contrattuali nei confronti dei lavoratori di polizia) e ierii invece si è dimostrato fallimentare, come lo era stato il 14 dicembre, evidentemente perché lo stesso modello non può essere applicato per il black bloc e per i pellegrini.

Oggi molti dei colleghi coinvolti negli scontri saranno nuovamente impiegati per garantire l’ordine pubblico allo stadio, ragione in più per ritenere questo modello non più accettabile anche per limiti operativi evidenziati e per la mancanza di rispetto per i lavoratori di polizia.

Noi che facciamo sindacato e conosciamo i meccanismi interni le pecche di un modello militare che è solo scenico, dove la preparazione e la professionalità sull’ordine pubblico sono subordinate alla “scenografia”. Quando poi si creano situazioni di guerriglia urbana è difficile tenere la situazione sotto controllo, se non si riesce  a prevenirle dopo diventa difficile, se non impossibile, gestirle. In altre occasioni si è bonificato il percorso, sono stati tolti i cassonetti e  sigillati i tombini proprio per prevenire incendi e la possibilità di alzare barricate.

Un modello diverso di società e un diverso modello di ordine pubblico sono alla nostra portata o resteranno un’utopia?

Lo squallore peggiore continua a fornirlo gran parte della classe politica che sta esasperando il paese con la loro politica di macelleria sociale, con manovre economiche che non intaccano ricchezze e privilegi ma affamano le persone e che si presenta in tv a commentare e strumentalizzare proteste legittime e pacifiche nella stragrande maggioranza, incapace di comprendere che alla base di tutto ci sono loro e della loro incapacità di governare nell’interesse pubblico.

Oggi proporranno inasprimenti delle pene, nuove compressioni dei diritti individuali facendo finta di non capire che la sicurezza urbana, che loro continuano a tagliare, non si esaurisce con il contrasto alla prostituzione ma passa per tutte le libertà, anche quelle di scendere in piazza per poter esprimere le proprie idee.

Mirko Carletti

*Mirko Carletti è poliziotto e sindacalista del Silp Cgil

http://www.paesesera.it/Opinioni/15-ottobre-riflessioni-di-un-poliziotto

56 Risposte a 15 ottobre, riflessioni di un poliziotto

  1. Carosio Claudio Rispondi

    16 ottobre 2011 at 20:16

    Completamente d’accordo !!!

  2. Annunziata Maria Rispondi

    16 ottobre 2011 at 20:19

    Grazie Mirko,molte persone disprezzano i poliziotti,io no,ho sempre ritenuto che in ogni categoria lavorativa e sociale ci siano il bene e il male.
    Tu sei il bene,me lo auguro.

  3. nicola Rispondi

    16 ottobre 2011 at 20:56

    grazie Mirko di queste parole perchè sentirle “dall’interno” è GRATIFICANTE..
    ma ti debbo una domanda:secondo te come si può sostituire,mandare a casa,o responsabilizzare coloro che hanno preso quelle decisioni
    che hanno fatto modo che accadesse ciò che sappiamo.Mi riferisco ai comandanti degli organi di polizia,ei,etc che mandano in piazza Agenti impreperati,forse stanchi dalle tante ore di agitazioni,con esperienza d’ufficio,senza alcun piano di prevenzione.E se anche loro sono impotenti e succubi del sistema, allora c’è poca speranza di un cambiamento..e allora è giusto che accadano fatti del genere perchè solo così se ne parlerà dell’inadeguatezza dell’intero sistema Italia.

  4. Gian Lorenzo Loria Rispondi

    16 ottobre 2011 at 22:26

    Piena ammirazione e rispetto.
    In un p(P?)aese che si assoggetta al silenzio e al vittimismo una voce così autorevole e dignitosa spicca fra quelle grida sovrapposte.

  5. Annamaria Rossi Bufo Rispondi

    17 ottobre 2011 at 00:46

    Condivido la nota nella mia bacheca perchè la si smetta di parlare dei dipendenti pubblici come fossero dei fannulloni. Che lo dicano Brunetta, o anche Renzi, mi preoccupa meno. Un giorno o l’altro se ne andranno. Mi preoccupa maggiormente la diffusione di una mentalità sempre “contro”. Sono d’accordo sul contenuto della nota.

  6. katalin Rispondi

    17 ottobre 2011 at 03:01

    Sante parole! Complimenti da una guardia giurata, sindacalista CONFSAL

  7. Catiuscia Rispondi

    17 ottobre 2011 at 11:47

    Grazie, sono anni che scendo e manifesto in piazza….e arrivata sabato a roma la cosa che più mi ha stupito uscendo dalla stazione di Ternini…è stata la totale assenza di forze dell’ordine…il vedere cassonetti in giro per il percorso delcorteo e non capivo…il perchè…non capivo perchè noi manifestanti arrivavamo anche a beccarci sassi da questi tizi nel tentaivo di fermarli e le forze dell’ordine non intervenivano…destabilizzare così chi dovrebbe tutelare la sicurezza di un paese…significa destabilizzare il paese intero.

  8. Monia Rispondi

    17 ottobre 2011 at 11:48

    Grazie Mirco!! hai detto tutto tu!! ..

  9. Mary Rispondi

    17 ottobre 2011 at 12:03

    Ringrazio MIrko per questo itnervento che condivido completamente: facciamo lo stesso lavoro e sono iscritta al silp cgil anche io. Il tuo intervento è paradigmatico e riassume il sentimento di moltissimi, anche non iscritti e politicamente attestati su posizioni differienti da quella che condividiamo, il che significa che questa analisi è trasversale e condivisa.
    A NIcola che scrive il 16 alle 20:56 rispondo che occorre rpendere coscienza che al momento attuael la polizia, che è l’unica forza smilitarizzata e sindacalizzat, non consente ai propri apaprtenenti di scioperare, giustamente aggiungo io, perchè il senso del nostro lavoro è quello della tutela, che deve essere sepre superiore a qualsiasi rivendicazione e quindi semrpe garantita.
    Ogni situazione critica però porta in se i presupposti per un’opportunità: i fatti di ieri lasciano intendere come all’interno delle FF.OO vi siano persone indignate esattamente come il resto degli italiani: molti lo ignorano, ma nelle manifestazioni ci sono moltissimi poliziotti e poliziotte, che per manifestare devono prendere un giorno di ferie. Pensate al paradosso poi che nessuno dei partecipanti alla manifestazione poteva certamente palesare la propria appartenenza, sarebbe stato subito tacciato di essere un “infiltrato” e ne avrebeb subito le conseguenze..Insomma, occorre guardare ai fatti di oggi con nuovi: i manifestati e le forze dell’ordine non sono più quelli degli anni ’70, e diversi sono gli schemi e le modalità con le quali si manifesta. Io – e qui rispondo a NIcola- credo che se avvenisse una sladatura, un dialogo aperto tra le nostrer rappresentanze sindacali e i movimenti si supererebbero molte barriete ideologiche e si capirebbero meglio le relative istanze, soprattutto si capirebbe come ieri chi ha devastato Roma, fosse terzo, rispetto a manifestanti e poliziotti.
    lavoro in polizia da 25 anni e feci un concorso aperto a tutti i cittadini, senza restrizioni di alcun tipo: oggi vorrei ricordarvi che, in maniera graduale il governo ha modificato le modalità di assunzione, imponendo che che accede alla polizia abbia prestato prima due anni di ferma nell’eserci: in questo modo si è praticata una selezione antropologica e di genere, escludendo di fatto le donne (con il grave danno e la regresio che questo implica per tutta la società) immettendo giovani che sono addestrati a combattere in scenari di guerra e del tutto inadatti a gestire il compelsso rapproto con i cittadini che spessissimo implica più che competenze in emrito a tattiche militari, competenze atte alla mediazione dei conflitti con le perosne. Ai poliziotti è vietato scioperare, ma il 18 (domani) scenderanno in piazza: sarebbe una cosa bellssima se la gente comune si affiancasse a loro..

    • Mirko Rispondi

      20 ottobre 2011 at 00:20

      Ciao Mary, sono io a ringraziarti per quanto scritto e il mio ringraziamento lo estendo a quanti hanno apprezzato e condiviso le parole contenute nella mia nota. Sinceramente questa diffusione, oltre che farmi piacere, mi stupisce perché davvero inaspettata. Speriamo che attraverso le nostre idee e le nostre parole si possa contribuire a rendere le cose migliori… Mirko

  10. consuelo billia Rispondi

    17 ottobre 2011 at 12:06

    Coraggiosa riflessione. Ma forse sarebbe il momento che anche voi polizziotti scendeste in piazza a manifestare x i vostri diritti…..le istanze del popolo italiano sono anche le vostre, o no?????? Denunciare apertamente ricatti, pressioni e condizioni di lavoro! Forza uomini e donne….la gente x bene è con voi!!!! Nn fatevi umiliare. Ci vuole tanto coraggio…..immagino….ma la vostra dignità solo voi potete riprendervela! Uniti! tutti insieme. Nn c sono differenze quando si parla di diritti sociali. Grazie, ma fin quando nn sarete con la gente dalla stessa parte della barricata…..le tue parole Mirko rimangono solo parole, seppur significative. un abbraccio.

  11. consuelo billia Rispondi

    17 ottobre 2011 at 12:13

    Mary, mi sono tante volte chiesta in effetti se vi fosse consentito scioperare…..e mi hai risposto! no…..! Vorrei che le parole di Mirko e le tue fossero stampate in prima pagina su tutti i quotidiani e se ne parlasse in tv…..!!!!!Domani in piazza! Grazie donna!

  12. luciano Rispondi

    17 ottobre 2011 at 12:19

    sono d’accordo con te…. purtroppo in italia la situazione è davvero critica , nn è con la violenza che si ottiene qualcosa… ma nemmeno cantando e facendo gite … è ora di fermare x un attimo la macchina di questo paese e far capire che il motore e la benzina siamo noi.
    mi piacerebbe un giorno vedere cordoni di polizia sciogliersi e venire a manifestare con noi….(sicuramente utopia), qualcosa deve cambiare . ci stanno rubando un futuro .
    è giusto che chi ha fatto quegli scempi sabato paghi… ma perche’ i criminali di stato nn pagano mai?… perche’ permettiamo ai dei pregiudicati di comandare un paese e farsi beffe della costituzione e delle leggi….??????
    sono molto amareggiato e sfiduciato…

    • Mary Rispondi

      17 ottobre 2011 at 12:38

      Luciano, la tua amarezza è la mia, centuplicata, forse, per la consapevolezza che ho di certe cose..MOlti ci chiedono perchè durante le manifestazioni non sciogliamo i cordoni e andiamo a manifestare: questa è un’immagine ofrte, romantica.. ma immagina se ieri fosse davvero accaduto un fatto del genere: oggi conteremmo i morti per strada: blocco nero, polizia e gente comune. NOn è così che si deve rispondere a questa crisi: ognuno deve compiere il proprio ruolo. Io ho giurato fedeltà alla Costituzione e per me quello non fu un atto formale: io ho accettato di mettermi in gioco in prima persone per difendere quei principi e lo faccio indossando una divisa, che è un simbolo ed anche una garanzia. Tralsascio ogni commento sulle derive dei molti che in divisa abusano propio perchè la indossano: personalmente durante i fatti di GEnoca guardavo la tv e piangevo, perchè più delle altre persone avevo coscienza del dramma che si stava consumando a danno di tutti. Io ti parlo di me, e so che soffro se non mi si consente di fare quello per cui anni fa feci il concorso: tutelare le persne nel nome della democrazia: lo faccio tutti i giorni, in modo silenzioso, garantendo a tutti quelli con i quali mi relaziono per lavoro lo steso rispetto e la stessa dignità che voglio per me. IO credo che questo sia un attggiamento intrinsecamente “rivoluzionario: ognuno che anche in minima parte partecipi alla gestione del bene comune deve farlo fino in fondo, sempre, senza mai abdicare a se stesso. Inutile dirti che Falcone e Borsellino, che non voglio chiamare eroi (troppi si riempiono la bocca delle loro memorie) lavorarono istancabilmente fino all’ultimo giorno della loro vita, pur sapendo che questa era in scadenza, e con loro, tutti i ragazzi che sono morti con la medesima consapevolezza. Detesto la retorica sui quelli che non ci sono più, ma, credimi, sono di più quelli che lavorano in questo modo che non quelli che hanno col tempo contribuito a svilire la dignità del nostro lavoro.

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  14. Diana Rispondi

    17 ottobre 2011 at 12:28

    Sono pienamente d’accordo. Però ci sono delle cose che non capisco e che mi lasciano interdetta. 1: perché non manifestate anche voi per i turni di servizio e gli stipendi disumani, per non parlare dei pochi mezzi che avete a disposizione tra cui la benzina. 2: non capisco perché non siete intervenuti nei nostri confronti quando i BB ci prendevano a sassate? 3: senza offesa ma ieri al Derby (Lazio- Roma), eravate veramente ridicoli…. tanti ma tanti blindati della polizia con i poliziotti schierati sul ponte in divisa anti sommossa che restringevano forzatamente il percorso per controllare meglio, forti dietro i loro scudi e i loro manganelli…. Vi ponete proprio male a volte!! Il problema è che mors tua vita mea… ti manganello prima che tu possa farmi male, ma qui tutti siamo nella stessa barca. Io mi sono beccata nella mia vita le vostre manganellate quando avevo 15 anni al Mamiani e facevate irruzione per un nulla… ora che ne ho 27 non vi vedo con amore, con rispetto si però, ma a volte mi sembrate solo delle persone represse che sfogano con quel manganello sulle persone sbagliate. Detto ciò mi scuso per lo sfogo e spero che nelle prossime manifestazioni tutto quello che è successo a Roma non accada mai più, perché è veramente triste da vedere… da entrambe le posizioni!

  15. maria Rispondi

    17 ottobre 2011 at 12:41

    ma se non cominciate voi, macellati, odiati, vituperati, magari anche mandati a casa per aver eseguito ordini sbagliati o aver perso il controllo dei nervi, capita, cazzo, milioni di persone che marciano e 4 di voi a fermarle, farebbe paura a superman, ma perchè non cominciare col dire NO, non è possibile, mi dispiace, io non picchio ragazzini che manifestano e mi faccio arrivare addosso i più facinorosi. Quello che dici è giusto, ma se non iniziate voi, che potete farlo, a passare dalle parole ai fatti, vi ritroverete a fronteggiare, vostri padri o vostri familiari che hanno perso tutto e ne hanno abbastanza di slogans.

    • Mary Rispondi

      17 ottobre 2011 at 13:23

      Maria per un fatto del genere (gettare la divisa durante le manifestazioni) ognuno di noi non verrebbe mandato genericamente a casa: verrebbe licenziato e processato, il che scusami, indebolisce un po’ la solidità del tuo suggerimento; immagina: Io oggi mi schiero ideologicamente con gli indignati e getto la divisa e in piazza mi schiero con loro, domani un mio colelga di destra fa lo stesso e lotta a fianco di altri schieramenti mangari contro me e gli indignati di sinsitra.., ma insomma ti pare una cosa credibile, fattibile? auspicabile??Sono una donna di sinistra e mi rivolgo a coloro che, partecipando alle manifestazioni si battono il petto come unici detentori del diritto di criticare, vi dico questo: se la vostra analisi politica dei fatti accaduti si basa sul conteggio delle manganellate inferte e dei sampietrini andati a bersaglio avete un’ottica miope, che non sa uscire dall’orizzonte strettissimo di chi si trova in piazza, dall’una e dall’altra parte. Sollevate il punto di vista e chiedetevi quanto siete informati sullo stato di democrazia interna che esiste nelle nostre forze di polizia: credete che questo possa essere regolato dalla ribelline del singolo o non, forse, dalla responsabile e pressante richiesta di democrazia di TUTTI i cittadini che votano e votando scelgono un partito che metta in agenda la tutela della tenuta democratica delle isituzioni? Cari amici informatissimi chiedo a tutti voi in quanti siete al corrente dell’esistenza di un corpo militare sovranazionale, “EUROGENDFOR” che nasce dall’accordo firmato a VElsen, in Olanda anche dal mnsitro La Russa, corpo mlitare le cui competenze hanno fatto drizzare i capelli in testa a noi addetti ai lavori, ma che, nnostante i tentativi di diffondere la notizia, questa lascia indifferenti gli indignati, semplicemtne perchè non ne capiscono la portata? Quanti di voi sono alc orrente che i nostri apparati di comunicazione interna sono stati privatizzati e messi in mano ad aziende private, con tutto quello che questo comporta?Credete che la morfologia di una nazione democratica possa davvero mutare basandosi sull’iniziativa del singolo, slegata, decontestualizzata da ogni linea politica? Ci chiedete gesti esemplari, supinamente, aspettando un’atto da noi che invece sentiamo come unica nostra (e vostra..) tutela proprio l’appartenenza a un’isituzione che ha nel suo dna la Costituzione..Siete al corrente che in polizia non si assumono più le donne? siete alc orrente che l’Italia paga forti sanzioni alla comunità europea per non aver ancora provveduto a smilitarizzare e unificare tutti i propi corpi di polizia? SApete o no che ai poliziotti è vietato essere iscritti a un sindacato vero e proprio e hanno il divieto di scioperare? Queste sono cose che può regolare il singolo in piazza mentre arrivano botte da ogni parte? O lo regolano TUTTI icittadini, me e te, documentandoci e difendendo con cognizione di causa i capisaldi della democrazia? CAri amici, diciamocelo, il vostor punto di vista sulla nostra realtà è quello ereditato dagli anni 70, ma, nel bene e nel male, quegli anni sono lontani, guardiamo a noi stesi con occhi nuovi: la polizia nel 1981 ottenne una riforma in senso democratico e divenne un corpo non più militare ed aperto alle donne e sindacalizzato, questo accadde con la lotta sindacale interna, allora vietata da parte di poliziotti che avevno preso coscienza che le cose dovevano cambiare: noi la nostra parte abbiamo iniizato a farla, ma nella completa solitudine allora, e nell’attuale ignoranza e oblio di adesso..

  16. Pino Rispondi

    17 ottobre 2011 at 13:58

    Mi dispiace solo che ad essere colpiti dalla violenta protesta di dissenso ci rimettano i poliziotti, costretti loro malgrado a proteggere una “casta” politica corrotta, le cui scelte sbagliate ricadono anche sulle stesse guardie, obbligate a mettere la loro faccia davanti le pietre scagliate contro il Governo.

    • Mary Rispondi

      17 ottobre 2011 at 14:03

      E’ esattaemnte quel che accade. NOn dimenticate però che la questione di Ruby venne fuori per via di due poliziotti che scrissero alla procura i fatti successi quella notte in questura, parlo di due poliziotti della base, che non accomodaro per nulla e scrissero ai pm attivando così un’azione penale. Ciascuno al proprio posto, con i nervi saldi, forti nel patto democratico, non c’è altra via..

  17. anacleto sabbadin Rispondi

    17 ottobre 2011 at 14:27

    I poliziotti hanno cercato il meglio; non si capisce la causa
    della manifestazione e infatti si tolgono aiuti alle forze dello
    Stato che ci aiutano a vivere con maggiore serenità.
    Peraltro per anni ho visto lo spreco per il calcio, cioè per partite truccate;
    non si aiuta le persone sole, gli anziani, chi è derubato di tante cose, come le biciclette.
    I tagli a chi merita aiuto è una forma di violenza inaccettabile.

  18. leonardo pasquini Rispondi

    17 ottobre 2011 at 14:49

    Non ero a Roma, sono per la non violenza come principio di vita, purtroppo nel nostro paese si è creato un distacco enorme fra la politica e molte istituzioni e la vita sociale. Si è creato astio fra gli uomini in servizio per la nostra sicurezza visti come esecutori delle leggi di un regime dove non esiste più una vera differenza di contenuti nemmeno tra le avverse forze politiche. la necessità di ridare credibilità, di fare in modo che le nuove generazioni trovino fiducia intorno a se, il ripensare il dialogo sociale sono diventate cose di un urgenza inderogabile, come lo è il recupero di fondi da malaspesa generalizzata(vedi enti parastatali di ogni genere) per poter permettere un servizio funzionale delle forze di sicurezza. Il poliziotto descrive Roma in un giorno di emergenza, mezza Toscana a le macchine ferme nelle caserme, nelle questure per mancanza di fondi, peggio ci sono persone in Italia con difficoltà di approvvigionamento primario e manager di aziende pubbliche con gestioni fallimentari che riscuotono stipendi dai 100000 € in su, ditemi se quelli non sono distruttivi come i black block e sono stimati, per loro non ci sono pene!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  19. valentina braun Rispondi

    17 ottobre 2011 at 15:26

    Capisco, però oggi c’è tanta confusione e quello che è chiaro è che non c’è amore per la democrazia. E, mi dispiace dirlo, qui pure comprendendo motivazioni e logiche, neppure si sa cosa sia la democrazia. Il 15, chi aveva a cuore la democrazia o anche solo un poco di criterio, non sarebbe andato a occupare le piazze a Roma che sono anche mie e della maggioranza dei cittadini, che vero non è più rapparesentata dai partiti, ma tanto meno da quelli che vanno in piazza per stupida protesta e senza obiettivi né proposte di cambiamento.

  20. nino Rispondi

    17 ottobre 2011 at 18:50

    concordo appieno con il tuo pensiero. Ero alla manifestazione e non si parla delle migliaia di persone che cercavano di emarginare i violenti e quello che traspare e’ una manifestazione violenta e una polizia fascista e questo non lo condivido. Il caro Maroni si dovrebbe dimettere e basta e la tua analisi non fa una piega caro Mirko.

  21. roberto Rispondi

    17 ottobre 2011 at 19:14

    Ciao Mirko, sono roberto. non sono più un ragazzino, e di manifestazioni ne ho viste tante e tante, ma in tutte, o quasi tutte quelle che ho seguito qui a Roma c’è sempre stata una mano regista esterna. Oggi però è diverso, anche da quella in cui su ponte garibaldi morì Giorgiana Masi. E’ diverso perché veramente alle stanze del potere questo movimento fa paura. Perché non è come quelli degli anni settanta, perché è composto da cittadini, che si dichiarano quasi tutti disgustati dalle politiche che i partiti mettono in atto al solo mero scopo di perpetuare un potere che mai come ora è ingiusto. Tu hai ragione quando dici che stanno facendo macelleria sociale,in tutti i campi, come il vostro e in tutto quello che dovrebbe essere a servizio della collettività, ma io vedo forse un po’ di più e di peggio. I poteri sono stati sottratti indebitamente ai governi nazionali dalla cupola finanziaria che ci vuole schiavi, o carne da macello per le sue guerre, e noi che osiamo dire che non siamo daccordo e che rifiutiamo questo stato di cose dobbiamo essere criminalizzati. Io so che anche tu sai che la violenza è stata preparata a tavolino, e che molti dei violenti provengono da una precisa fazione di persone che non hanno alcun interesse diverso da quello di seminare terrore con violenza. Eppure credo fermamente che fra noi non ci siano grandi differenze, perché viviamo qui, in questo stesso posto e che i tuoi figli e il mio si troveranno un giorno a viverci senza alcuna difesa. Allora dovremmo fare un altro passo: cominciamo a parlarci, noi, cominciamo a conoscerci, a vedere cosa abbiamo veramente in comune, cosa possiamo fare insieme. Come poter far tornare questo il “Bel Paese” che il mondo ci invidia. Possiamo anche avere una diversa visione, ma solo parlando, e non tirandoci sassi, lasceremo ai nostri eredi questo splendido gioiello che è il nostro pianeta. Io lavoro in una asl. non sono asl, ma facente parte di una coperativa. Vuoi che ti racconti dei miei problemi? Credo che tu li conosca meglio di quanto li conosca io stesso, se non che con il mio stipendio, non solo non arrivo a fine mese, ma manco a due settimane… Tu parli di turni e di impreparazione… che poi è la stessa cosa che ti racconta chi è vittima di incidenti sul lavoro… non credi? Non dividiamoci, se vogliamo che le cose cambino veramente. scusa se sono stato prolisso.

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  23. Mary Rispondi

    17 ottobre 2011 at 22:40

    Giuseppe RobertoIo sto con Nichi
    Domani 18 ottobre 2011 in Piazza delle Cinque Lune alle ore 15.00, accanto a Palazzo Madama, durante l’audizione del ministro Maroni sui gravi fatti di sabato scorso, SIAP, SILP per la Cgil, COISP ed ANFP protesteranno nuovamente sugli insopportabili tagli al comparto sicurezza in un periodo in cui si profilano serie turbative dell’ordine pubblico

  24. andrea Rispondi

    17 ottobre 2011 at 23:02

    In questi momenti è importante poter leggere testimonianze come le tue,sono vere e libere da luoghi comuni.
    Grazie Mirko

  25. Giulia Rispondi

    18 ottobre 2011 at 02:02

    sono contenta di ciò che hai scritto, ho sempre ritenuto che sia da una parte che dall’altra ci sia chi si comporta bene e chi no, sono d’accordo su tutto quello che hai scritto, ma vorrei chiederti: a prescindere da come era stato organizzato il servizio di sicurezza, perchè quando hanno iniziato a bruciare le macchine a Via Cavour, quando hanno continuato in Via Labicana, non avete fatto nulla? Perchè avete aspettato ad intervenire? Possibile che nessuno ha pensato che col passare del tempo la situazione sarebbe peggiorata? Inoltre ho visto video dove le camionette venivano lanciate abbastanza velocemente addosso alle persone rischiando di investirle, ma era davvero l’unico modo di reagire? Poi io personalmente nelle manifestazioni non mi fido molto della polizia, so che è brutto ma dopo varie cose brutte che ho visto, sinceramente fate paura.. secondo me ci vuole uno sforzo da tutte 2 le parti, perchè io capisco le vostre ragioni e tutto, ma vedere video dove poliziotti danno manganellate addosso a gente a mani alzate o cose simili non vi aiuta, perchè così ci saranno sempre persone che vi daranno addosso e diventa un circolo vizioso..

  26. vittorio Rispondi

    19 ottobre 2011 at 18:38

    Bravo Mirko, hai tutto il mio apprezzamento e la mia stima per quaaaaaaaanto poco possa valere. Ciao Vittorio

  27. Mirella Nuti Rispondi

    20 ottobre 2011 at 11:08

    Credo che ogni trasformazione parta da quella della propria coscienza. Troppe volte, abbiamo visto persone predicare bene e razzolare male. Ci vorrebbero delle modalità per scoprire come uno andrà ad usare il potere, prima di arrivarvi.

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