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[Ora come non mai] Occupare Monaco

[Ora come non mai] Occupare Monaco
ottobre 29
19:05 2011

[Con uno strappo alle regole, mi permetto di ripubblicare un pezzo che scrissi diversi mesi fa, quando l'ondata di 'occupazioni' in tutto il mondo era solo una fantasia. Nella speranza che l'idea venga rimessa al più presto sulla mappa di qualche folle utopista. PM]

Mentre il mondo s’interroga se il baldo principino, che a cinquantasette anni ha finalmente impalmato la bionda natante, fosse o no gay e se fossero due o tre i figli illegittimi che adesso rischiano di rovinargli il viaggio di nozze, c’è qualcun altro che ha fatto due conti: lo Stato monegasco estende la sua sovranità su due chilometri quadrati appena – praticamente lo spazio di una tavola imbandita in un matrimonio siciliano; ha 36mila abitanti – Scampia o Quarto Oggiaro li superano; ha, però, ed è questa la cosa che più ci interessa, riserve finanziarie tali da sfamare il globo per i prossimi trecento anni, se è vero che il 84% dei suoi residenti è costituito da dichiarati evasori fiscali, il cui reddito medio si aggira intorno ai 300mila euro – venti volte quello di un calabrese medio.

Matrimonio reale

«I fatti parlano chiaro: i Dolce & Gabbana di questo mondo abitano in questi paradisi fiscali», si legge su Indymedia. «La maggior parte degli oligarchi al top della mappa del potere Europea, siano essi Svedesi, Italiani, ecc. mantengono una presenza a Monaco mentre alla popolazione del Vecchio Continente viene detto che non c’è possibilità di resistere contro questo fenomeno». Ma ancora più grave, ci sembra, è la melassa gossippara che i quotidiani pseudo-progressisti come di destra continuano a somministrarci, oggi come nei patinati anni Cinquanta, nell’eterna convinzione che gli eventi regali servano ad annacquare le tensioni sociali: vedi il matrimonio del Principe William, etc. È nato così su Facebook uno dei più originali gruppi che si siano mai visti, dal titolo Occupy Monaco, occupare monaco, tradotto in più lingue, che si pone una semplice domanda: «se c’è stato detto che in un’economia globale il capitale è mobile e non c’è niente da fare al riguardo, perché non possono esserlo anche le persone che vivono nell’Ue e altrove?». Una data è stata già scelta, il primo di Agosto [2011, ndA]. E già diverse discussioni si sono tenute, tra il serio l’ironico, nelle piazze virtuali, per decidere modalità e tattica della protesta. Occupare, fisicamente e a lungo, uno spazio simbolo degli sperperi e delle iniquità dell’Occidente sviluppato ma di perdurante barbarie, ci sembra un’idea straordinariamente efficace.
La posizione strategica del Principato è assolutamente centrale nell’Europa al collasso. Per arrivarci bastano una macchina, un pulmino con una manciata di amici, un treno neanche troppo costoso da uno dei tanti scali di voli low-cost sparsi tutt’intorno – Milano, Lione, Marsiglia, etc. Il clima d’Agosto sarà perfetto per gli occupanti e per i numerosi turisti che si vedranno rovinate le vacanze, ma ancora meglio sarebbe prolungare la protesta fino all’Inverno, in modo da non farla sembrare una furba scampagnata.
Vorremmo essere al fianco di questi ragazzi – e se dal virtuale la mobilitazione diventerà reale forse molti di noi lo saranno davvero – consapevoli che in tempi di crisi occorrono gesti di crisi. L’ironia post-moderna non può infatti svilire tutto, come ci è stato falsamente spiegato da vari maestri di cinema e di letteratura, che però sono riusciti ad anestetizzarci con il loro inganno. Pensate: vi sono circa cinquecento poliziotti in Monaco – ne vediamo impegnati molti di più davanti gli stadi italiani, e non sempre hanno la meglio – mentre l’unico esercito effettivo è composto dalle cento guardie del corpo della Famiglia Reale. Vale per Monaco come per i summit di Bilderberg: non ci vogliono armate colossali a difendere i simboli di ingiustizia, se tutti sono convinti che quei simboli sono inviolabili.

Paolo Mossetti

Londra, 21 luglio 2011

[Occupy Wall St. era ancora di là da venire]

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