Informare per resistere Pubblicato da il 12 novembre 2011.
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Goldman Sachs, Mario Monti e il Governo dell’Italia

- di Alberto Puliafito - polisblog.it –

Aggiornamento in coda all’articolo.

Mario Monti è International Advisor di Goldman Sachs (per inciso, è anche parte dell’advisory board di Coca Cola Company(*), il nuovo supereroe buono dell’Italia intera). Goldman Sachs, per chi non lo sapesse, è una delle più grandi banche d’affari del mondo, ovvero un istituto bancario che, a differenza delle banche commerciali, non permette depositi ma offre servizi e specula con elevato rischio [definizione neutra tratta da Wikipedia]. Ha speculato abbondantemente sulla crisi dei mutui subprime (come scrive il Time) e ha investito nel debito della Grecia, aiutando il governo greco a mascherare le reali condizioni del proprio debito pubblico (lo scrive Spiegel) e ha speculato abbondantemente sul debito greco.

La Goldman Sachs, nel 2010, è stata anche incriminata dalla SEC (la Securities and Exchange Commission, ente statunitense per la vigilanza della borsa) per frode e truffa ai danni dei propri clienti.

Questo è lo scenario di partenza. Ora, mettiamo insieme un altro paio di fatti e “rumors”.

Primo fatto: Goldman Sachs stima che lo spread andrebbe a 350 in caso di governo tecnico;

secondo fatto: Mario Monti viene nominato Senatore a vita e si parla ormai con insistenza del Governo Monti prossimo venturo; primo (e unico) rumor, proveniente da fonte molto accreditata: secondo Milano Finanza, «sui mercati si è diffusa la voce che sia stata Goldman Sachs a innescare l’ondata di vendite di Btp, poi seguita dagli hedge fund e dalle altre banche d’oltreoceano»

terzo fatto: la vendita a cascata di Btp ha portato lo spread a valori inauditi ieri;

quarto fatto: dopo la nomina di Monti e le prime voci sul suo governo, lo spread torna a scendere. Si dice, in gergo, che «i mercati hanno reagito bene».

Mettendo insieme i quattro fatti, il rumor, lo scenario di partenza si ha il quadro – affatto complottistico – di un’accurata e credibilissima operazione finanziaria ad alto rischio. Che ha, oltre ai vantaggi a breve termine della speculazione, anche un vantaggio politico. Quello di portare un uomo Goldman Sachs al Governo dell’Italia.

Come dire che l’alta finanza non si accontenta più di speculare economicamente. Vuole anche poter speculare politicamente, in maniera palese e senza più bisogno di nascondersi. Naturalmente, è il Governo Berlusconi che ci ha consegnati a tutto questo.

(*) i membri dell’advisory board di una company, a differenza degli altri dirigenti, non votano.

Fonte: http://www.polisblog.it/post/12351/goldman-sachs-mario-monti-e-il-governo-dellitalia.

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Aggiornamento:

L’Italia è una Repubblica fondata sullo spread

da retedellaconoscenza.it.

“Non disturbate il manovratore”: così rispondono i vari politici, giornalisti e analisti a chi prova a smascherare i giochi della finanza internazionale dietro alla possibile nomina del senatore Mario Monti a presidente del Consiglio: “la situazione è troppo grave per pensare a sottigliezze come la democrazia, bisogna varare presto misure impopolari” (ma se sono impopolari, da dove viene la legittimazione con la quale i Governi le approvano?).

Eppure pare che la realtà superi qualsiasi previsione, anche la più pessimistica.

Sappiamo bene che Mario Monti è International Advisor per Goldman Sachs, la celebre banca d’affari, e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute. Apprendiamo da un articolo di Milano e Finanza (qui) che proprio Goldman Sachs avrebbe usato una tecnica semplice ma efficace per alterare le quotazioni dei BTP italiani: una gigantesca vendita di titoli prima dell’annuncio delle dimissioni di Berlusconi, per poi ricomprare tutto immediatamente dopo, a prezzi stracciati, provocando l’aumento dello spread che tanto ha inciso sulle scelte del Presidente Napolitano e sulla stessa opinione pubblica.

Ma non è finita: l’istituto americano ha provato pilotare le fasi successive di questa crisi di Governo. L’intenzione non è neanche tanto nascosta: in questo rapporto (Sole 24 ore) è chiaro il ricatto di Goldman Sachs. Viene esplicitato, con l’aria minacciosa di chi è in grado di incidere notevolmente sull’altalena della crisi, che lo scenario più sicuro per l’Italia è un governo tecnico totalmente piegato alla volontà di BCE e istituti finanziari. Un centro-destra allargato potrebbe non bastare a far calare lo spread tra BTP e Bund tedeschi. Le elezioni anticipate, invece, non si possono fare, alla faccia dell’autonomia decisionale del Capo dello Stato.

Altro che governo tecnico, del Presidente, di unità nazionale, di transizione: il prossimo sarà il Governo della stessa lobby finanziaria ed economica che ha causato la crisi, e che oggi la utilizza come strumento per rafforzare le sue capacità speculative, in grado di fare e disfare Governi, referendum, elezioni, riforme, ed imporre il proprio uomo alla Presidenza del Consiglio.

Ma come siamo così sicuri che il prossimo Governo Monti sarà, se possibile, ancora peggio di quello attuale?

Basta leggere questo editoriale, scritto proprio da Monti per il Corriere della sera a gennaio 2011 (editoriale), nel quale con estrema chiarezza e concisione si sostiene che oggi non c’è spazio per una speranza di miglioramento delle condizioni sociali, e bisogna molto più pragmaticamente tutelare i propri interessi nel libero mercato internazionale. Come? Con le ricette di Gelmini e Marchionne. “La riforma dell’università e la riforma della contrattazione indicano la strada “, sostiene Monti. Verso dove, però, nell’articolo non lo dice. Secondo noi porta diritto al baratro.

Fonte: http://www.retedellaconoscenza.it/component/content/article/44-homepage/430-litalia-e-una-repubblica-fondata-sullo-spread.html

http://www.megachipdue.info/tematiche/democrazia-nella-comunicazione/7140-goldman-sachs-mario-monti-e-il-governo-dellitalia.html

27 Risposte a Goldman Sachs, Mario Monti e il Governo dell’Italia

  1. Ivan Rispondi

    13 novembre 2011 at 13:45

    In effetti quella che doveva o avrebbe dovuto essere un momento di gioia liberatoria (mi riferisco alle dimissioni di B.), è diventato in me qualcosa che assomiglia ad un informe inquietudine che ti prende alla pancia e non riesci a liberartene. E’ un tarlo il fatto di conoscere buona parte del curriculum di Monti e di sospettare che oramai il sistema democratico abbia ceduto al ricatto dell’emergenza finanziaria. Non ho mai creduto, né tantomeno amato i presunti “salvatori della patria” e quindi vedo con sospetto moltiplicato l’uomo delle banche al governo del paese.
    Cosa si può fare, almeno al fine di alzare l’attenzione e di non lasciare carta bianca a questi signori?
    Ivan di Torino

  2. Pingback: Associazione Culturale Generoso Simeone » Buon insediamento al governo dei banchieri

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