Pubblicato da il 19 novembre 2011.
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Il debito non è pubblico: è dello Stato, lo dice Ferdinando Imposimato

di Ezio Alessio Gensini

Il debito non è pubblico: è dello Stato, lo dice Ferdinando Imposimato attraverso la sua pagina facebook. La corruzione non fa notizia! Il debito pubblico e’ cresciuto enormemente per alimentare la corruzione e finanziare la criminalita’ organizzata, che si e’ aggiudicata il 90 per cento degli appalti di grandi opere pubbliche.

Il nuovo Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ci fa sapere che occorre ridurre il debito pubblico, cioè il debito che sarebbe stato contratto da tutti noi. Ma non è così. Il debito non è pubblico: è dello Stato. Riguarda il complesso delle spese sostenute dallo Stato, che costituiscono un insieme da definire con precisione: investimenti diretti quali grandi opere pubbliche, infrastrutture nei settori strategici, costate cento volte più di quello che sarebbe stato giusto spendere.

Occorre riconoscere che c’e’ un’offesa che rende ancora piu’ insopportabile la richiesta di sacrifici alla massa degli italiani. Ed e’ quella della eguaglianza dei cittadini nel sostenere l’onere della crisi. Quella eguaglianza, insegna Tucidide, e’ il bene piu’ prezioso della democrazia, assieme alla liberta’. Ed e’ proprio questa ingiustizia, che si tocca con mano al di la’ delle alchimie delle cifre dei provvedimenti, a suscitare la protesta di tanti italiani, insofferenti dei privilegi delle oligarchie che vengono meno alle promesse di ravvedimento. Cio’ che piu’ indigna la pubblica opinione e’ l’arroganza dei corrotti e la loro protervia nel dilapidare ogni giorno le pubbliche risorse, con una tendenza alla crescita anziche’ alle riduzione del fenomeno.

Fonte: http://www.reset-italia.net/2011/11/19/debito-pubblico-ferdinando-imposimato/

36 Risposte a Il debito non è pubblico: è dello Stato, lo dice Ferdinando Imposimato

  1. roman Rispondi

    19 novembre 2011 at 22:59

    più si va avanti e più chiara diventa la situazione. non ho parole. più.

    • sergio antonio giuffre Rispondi

      20 novembre 2011 at 19:33

      si tutto vero, e del signoraggio bankario ne’ dobbiamo parlare….

  2. melinda pennisi Rispondi

    19 novembre 2011 at 23:37

    si la situazione è fin troppo oscura e vergognosa..terribilmente vergognosa.

  3. PINO FARA Rispondi

    20 novembre 2011 at 08:15

    grazie delle informazioni. cmq il signor spread gia’ lo mandato affa. c iulo.

  4. Dagniè Rispondi

    20 novembre 2011 at 11:21

    Partecipando ai fora di Nizza ho ascoltato le stesse obiezioni proposte da Ferdinando Imposimato. Non sono le solite idee bislacche, ma una visione più complessa del mondo. Abbandoniamo il pensiero unico! Siamo ancora in tempo.

  5. dpg Rispondi

    20 novembre 2011 at 15:20

    detto da chi rappresenta lo stato e ne ha fatto la sua fonte di sostentamento…è alquanto schizzofrenico. Come se Dracula desse la colpa a un’anemia perniciosa la morte delle sue vittime…siamo di fronte al male italicus alla massima espressione…il lacolpaesempredeglialtrimamaimia…

  6. Enzo Rispondi

    20 novembre 2011 at 17:43

    Basta non se ne può più lo stato si liberi degli orpelli che non lo riguardano in quanto tale e faccia unicamente lo stato al servizio dei cittadini il ricavato di tali dismissioni venga finalizzato a ridurre quella voragine che chiamano indebitamente debito pubblico, non un solo centesimo deve essere sprecato in altri settori ed anche il famigerato costo della politica va ridotto al di sotto del 50% tutti i privilegi della casta vanno aboliti ed anche questi quattrini vanno aggiunti alle dismissioni per la riduzione del debito

  7. roberto il bianconiglio Rispondi

    21 novembre 2011 at 10:12

    ‎…..Imposimato,ma perchè non te ne vai….in Pensione pure tu,non pensi che ormai non sia giunta l’ora,stai cominciando a Bestemmiare, anche il tuo Stipendio è ed è una “voce del debito Pubblico, ma cosa dici maaiiiiii! ahahahahahahahahahah

  8. sergio Rispondi

    24 novembre 2011 at 15:38

    Sono alcuni decenni che si parla del debito “pubblico”. Le uniche iniziative che sono state prese, sono state la privatizzazione di Telecom, Autostrade, Eni, Enel, Comit etc. Ma, dietro la foglia di fico chiamata “privatizzazione” ormai e’ fin troppoon chiara l’intenzione di organizzare un bel business c gente come Tronchetto, I Benetton etc che , poverini, ne avevano bisogno per mettere in tavola una minestra, a sera. Ebbene, qualcuno ha mai pensato che i nodi non sarebbero venuti al pettine? che non saremmo stati chiamati a pagare i 20 o 25 milioni di Lire (dell’epoca) a testa del debito? Vecchi, donne e bambini, tutti compresi nel mazzo??? E’ uno skifo che piu’ grande non e’ neanche concepibile.

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  11. mario ramperti Rispondi

    3 dicembre 2011 at 17:18

    Certo che il debito è dello stato!!! Chi non ha mai combattuto seriamente la delinquenza organizzata che strangola il meridione di Italia,impedendo cosi lo sviluppo di una economia sana e la conseguente piena occupazione? Chi,per ovviare a questa sua tragica quanto voluta manchevolezza, ha fatto dilatare fuori misura il pubblico impiego,proliferare gli enti inutili, favorendo cosi clientelismo ,parassitismo e un insostenibile aggravio della spesa pubblica? Chi ha mandato la gente in pensione a 40 anni? Chi ha permesso che una pletora di politici più che mediocri percepisse stipendi principeschi e assurdi privilegi che non hanno uguali in nessuna parte del mondo?Chi spende il soldi del pubblico erario per comperare e mantenere 86.000,dico ottantaseimila auto blu per mandare a spasso, e qualche volta a puttane e travestiti,funzionari e politici? Ma in tutto questo,ditemi cosa centra il cittadino comune?

  12. silvio Rispondi

    3 dicembre 2011 at 21:31

    Sono molto concorde sull’analisi che il debito appartiene allo stato. Lo stato degenerato ha creato un debito perverso, senza freni e senza creare servizi efficienti perché deturpato delle risorse necessarie a finanziare le strutture e le opere importanti alla comunità, al territorio, allo sviluppo, alla salvaguardia dell’ambiente e alla sua messa in sicurezza. Tuttavia la domanda che nasce è: cosa facciamo? Non lo dobbiamo onorare. Se lo stato ha agito in quel modo non è colpa dei consensi ricevuti dai suoi cittadini. Lo stato non siamo noi? Lo stato democratico non è il soggetto attraverso cui vengono veicolati i bisogni dei cittadini al governo del paese? Non era questo quello che affermava Tocqueville e gli illuministi quando pensarono alla democrazia, ad uno stato moderno? Allora non avremmo uno stato moderno, democratico? Dire debito non è pubblico ma dello stato non è solo un artificio per non dire che in fin dei conti è anche pubblico. Non penso che questo stato non abbia dato niente al paese nel finanziare imprese, enti locali, altre e tante attività di ogni genere. Penso invece che si sarebbe potuto risparmiare e dirottare quel risparmio in altre attività sociali importanti al benessere dei cittadini e della comunità. Buona serata.

  13. cesare Rispondi

    4 dicembre 2011 at 09:10

    cari sign.ri si sentono un sacco di cose io propongo allo stato italiano di licenziare equitalia e di dare l’incarico hai comuni x quando riguarda la riscossione dei tributi, una macchina dello stato come l’agenzia delle entrate non si puo privatizare lo stato si deve gestire da solo.lo sappiamo tutti che il privado nelle amministrazioni sono dei ladri. e mafiosi

  14. cesare Rispondi

    4 dicembre 2011 at 09:17

    agiungo anche che la equitalia ho un sospetto che paga delle mazzette agli avvocati che non ti assistono x una cartella equitalia da far ricorso io medesimo ho gitato x tutta la mia città di 10 + avvocati non ho trovato uno che mi aiutasse. non si puo fidare anche dello sportello del consumatore a me non mi hanno risolto il problema.

  15. Giacinto Bruno Rispondi

    5 dicembre 2011 at 22:15

    Il debito pubblico: che problema!!!!!!! Il danaro non è una cosa che si mangia come companatico: lo si guadagna, lo si ruba,ci si appropria e altre azioni che nessuno non ci racconta mai. Se da una parte c’è il debito dall’altra parte c’è chi ha preso il danaro. Forse qualcuno è diventato troppo ricco e non ha pagato le dovute tasse. Con tutta questa squadra di professoroni illuminati (solo dai fulmini dico io) dovrebbe sapere come far tornare un po’ di quel danaro nelle casse dello stato ma se per ottenere altro credito dal mondo della finanza rapinando i vecchietti della loro piccola ed insufficiente pensione che non gli basta neanche per vivere va a finire che quei predoni si impossesseranno anche delle pensioni di quei vecchietti. Che vergogna!!!!! O i professori non hanno mai imparato a vergognarsi?????

  16. venicenice venice Rispondi

    6 dicembre 2011 at 18:42

    Io non sono Berlusconiano , io non sono comunista , io non sono leghista, io non sono del pd , io non sono democristiano , io non sono socialista , io non sono del terzo polo , io non sono fascista , io sono io e non vi voto, ladroni !!!!!!

  17. Pieroliga Rispondi

    7 dicembre 2011 at 18:28

    Ma se è così perchè chi aveva la legittimazione ad agire non l’ha fatto? – Paura, connivenza strisciante… cos’è? Ritengo che sia il sistema -con molti dei suoi organi e poteri che deve essere modificato per sempre alla luce dei principi e delle garanzie della Costituzione. Lo strabismo è sinonimo di connivenza e la connivenza è appoggio esterno alla criminalità a macchia di leopardo! Vuol dire> una mano lava l’altra! Quanto c’entra in tutto questo “il Dio Denaro”? Ho sempre presupposto che l’equilibri tra i POTERI è stabile, bilanciato e permissivo… con paletti ben fissati e precostituiti… a garanzia dei furbastri, ma non può durare sempre così! No, non pu; durare, occorre rifare nuove regole, anche perché nessuno può essere indenne non solo per gli errori commessi NON IN BUONA FEDE ma anche per le omissioni calcolate e volutamente realizzate strumentalmente… se tutti potessero essere perseguibili le carceri sarebbero diverse, non sarebbero sicuramente un ghetto dove CHI COMANDA O CHI IMPERA (IN ogni Potere Statale) è certo che non varcherà mai la SOGLIA DELLE PUTRIDE ED INCIVILI PATRIE GALERE, perchè indenne!!!!!! I processi sicuramente potrebbero essere celebrati con più solerzia, più garanzie per la difesa e sicuramente l’attenzione sarebbe massima anche nella lettura e nella interpretazione dell’ultimo pezzettino di foglietto inserito nel fascicolo ecc. ecc. Ma Non c’è alcuna differenza tra chi avrebbe dovuto sorvegliare e chi ha pescato nel torbido… Il discorso meriterebbe di essere più approfondito… POVERA ITALIA IN CHE MANI SIAMO !

  18. caterina Rispondi

    17 dicembre 2011 at 17:04

    I grandi appalti sono in mano alle grosse aziende di costruzioni. Vedi la costruzione della 106 sulla Jonica e dell’autostrada salerno reggio calabria. La corruzione è in questi grandi e mega appalti ma non è affatto gestita dalla criminalità. Le nostre quattro imprese sgangherate del sud si scannano solamente per poter lavorare. Sarebbe bello se una commissione entrasse a verificare i prezzi realmente applicati alle forniture e sub forniture e come si lavora. Quanto costano i trasporti dei materiali di camion che passano nei centri abitati stracarichi per poter a fine giornata aver guadagnato qualcosa. Cominciate a richiedere le commissioni per avere accesso ai cantieri durante l’esecuzione dei lavori. nE VEDRETE DELLE BELLE. ALLE IMPRESE LOCALI LE BRICIOLE E IL LAVORO A QUELLE DEL NORD IL GUADAGNO NETTO.

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