- di Paul Joseph Watson – Prison Planet -
L’UE si accinge a prendere il controllo sulle economie nazionali, con un tratto di penna
Il fascismo uber alles per i tecnocrati di Goldman Sachs
Dimenticate i milioni di europei colpiti, l’UE non si prenderà nemmeno la briga di mettere al voto il suo tentativo di prendere il controllo sulle economie degli Stati membri, tra i suoi stessi compari parlamentari, preferendo invece modificare il Trattato di Lisbona in virtù dei poteri che gli Eurocrati hanno concesso a se stessi.
Dopo aver più volte messo in scena referendum nazionali fino ad ottenere il voto che volevano, il Trattato di Lisbona è stato approvato con una disposizione, l’oscura clausola ‘passerella’, Art. 126 (14) tramite il protocollo 12, che conferiva a Bruxelles il potere di cambiare i termini senza alcun tipo di voto – popolare o parlamentare.
“Questa decisione non richiede la ratifica a livello nazionale. Questa procedura potrebbe quindi portare a cambiamenti rapidi e significativi “, secondo un testo confidenziale emesso dal presidente dell’Unione Europea Herman Van Rompuy.
Questo significa che qualsiasi tentativo di modificare il trattato, al fine di creare un’”unione fiscale”, o in altre parole, di imporre il controllo sull’economia di ogni Stato membro da parte di Bruxelles, sarebbe semplicemente realizzato con un tratto di penna, senza richiedere voti ai parlamenti nazionali o ai membri del parlamento europeo.
Questo autorizzerebbe poi la Commissione europea, “ad imporre misure di austerità sui paesi della zona euro che vengono salvati, usurpando le funzioni di governo in paesi come la Grecia, l’Irlanda o il Portogallo,” riporta il Guardian .
Fa tutto parte del programma dei tecnocrati di prendere il “controllo intrusivo delle politiche di bilancio nazionali.”
“Perché perdere tempo con quella reliquia veramente barbara – la democrazia – quando è sufficiente il buon vecchio fascismo” riporta Zero Hedge“. Ed è così che un gruppo di corrotti cleptocratici eurocrati incompetenti usurperanno tutto il potere in un regime ormai interamente controllato da Goldman Sachs.”
Come abbiamo evidenziato in precedenza, la crisi del debito dell’Eurozona ha facilitato una presa di potere tecnocrate su tutto il continente, guidata da un branco di uomini fantoccio della Goldman Sachs.
I veri terroristi finanziari responsabili del crollo economico hanno sfruttato la crisi per presentarsi come salvatori e supervisionare un colpo di stato dei banchieri – con i tirapiedi di Goldman Sachs ora sotto controllo sia in Italia che alla Banca centrale europea. I compari di Goldman Sachs hanno anche sequestrato posizioni chiave del potere economico in Belgio, Germania, Francia e Irlanda.
L’obiettivo del colpo di stato è quello di sfruttare la crisi dell’euro debito come veicolo attraverso il quale creare un superstato federale europeo che trasferirà a Bruxelles tutto il rimanente controllo sugli affari nazionali. I globalisti hanno già avviato il processo, selezionando due tirapiedi non eletti per sostituire democraticamente i premier eletti in Grecia e in Italia.
I Greci hanno risposto al collasso imminente dell’euro ritirando in massa i loro risparmi dai conti bancari.
“Molti greci stanno prosciugando i loro conti di risparmio, perché sono senza lavoro, affrontano l’aumento delle tasse o hanno paura che il paese sarà costretto a lasciare la zona euro,” riferisce Der Spiegel today, notando che i depositi sono diminuiti di 13-14 miliardi di euro tra settembre e ottobre, con un declino ancora più veloce a novembre.
Fonte: Prison Planet 6 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com
http://ilupidieinstein.blogspot.com/2011/12/i-terroristi-finanziari-goldman-sachs-e.html
Franca OO
8 dicembre 2011 at 22:06
ogni volta che si esagera, poi la gente trova il modo di ripristinare le condizioni iniziali. Non rompessero
Raffaele Bonafede
8 dicembre 2011 at 22:20
Non condivido i toni complottistici e un pò estremi dell’articolo che li trovo più adeguati a un Giuliano Ferrara o a un Sallusti piuttosto che a un Belpietro. L’Unione Monetaria ha un problema politico irrisolto: chi esercita la sovranità nella politica monetaria? Si è pensato all’inizio che i parametri stabiliti sulla situazione debitoria degli stati potessero essere sufficienti ma poi ci si è accorti che le diverse macro aree geopolitiche ed economiche possono avere esigenze diverse. Si pensava che questi problemi potessero essere risolti con il buon senso, ma purtroppo l’Euroscetticismo di troppe opinioni pubbliche determinato, dobbiamo dirlo a gran voce, dal pregiudizio che molti continuano ad avere nei confronti dei propri vicini (non è un mistero l’opinione che per esempio i tedeschi hanno nei confronti degli italiani o dei greci o degli spagnoli) rende tutto molto più difficile. Però i momenti di crisi possono essere l’occasione per trovare risposte più adeguate. I tedeschi non possono pensare al rigore quando conviene a loro e passarci sopra con disinvoltura quando a loro non conviene nascondendosi dietro le opinioni espresse dal proprio elettorato. Paradossalmente i paesi più convintamente europeistici sono quelli che stanno ai confini dell’Europa Non credo quindi a questa storia della Goldman Sachs, mi pare uno specchietto per le allodole. Purtroppo il problema è geopolitico e deve trovare una risposta geopolitica. I paesi mediterranei sono stati costretti ad entrare nell’euro a causa del debito. Quando Khol per vincere le elezioni decise di cambiare il marco della DDR che non valeva niente 1/1 le spese le pagarono proprio questi stati pagando elevati interessi determinati dall’innalzamento dei tassi stabilito dalla Bundesband per evitare una spirale inflazionistica. Lo stesso accadrebbe se oggi uscissero dall’€uro in proporzioni però gigantesche. Bisogna trovare una soluzione che solo i partiti dei lavoratori possono trovare.
Donatella Bertorello
8 dicembre 2011 at 22:29
“Il Club Bilderberg” ci vuole dominare. Fuori dal FMI
Jolanda De Fina
8 dicembre 2011 at 22:46
è esattamente quello che sta succedendo! se si analizza la crisi partendo dall’Italia, x poi allargare sull’Europa e poi il Mondo, ma anche viceversa, si dilata poi il periodo almeno agli ultimi venti anni, emergono chiare almeno due cose: a) che la classe media-bassa è costretta da crisi finanziarie sempre + frequenti, di dover rinunciare a qualcosa anzichè lottare x nuove rivendicazioni; b) ogni crisi rafforza i sistemi finanziari alle quali la tecnologia ha forniti “armi di sterminio dell’autonomia delle cl.medie” che nessuno mette in discussione, x viltà o perchè questo è il disegno
Giulia Partengo
8 dicembre 2011 at 23:02
valutare sempre le fonti; su google si trovano interessanti informazioni sull’estensore dell’articolo “paul joseph watson” noto per essere un teorico del complotto mondiale e legato a una casa editrice on-line con sede prima a milano, poi nel viterbese, di ispirazione cattolica controriformista (così si definiscono) e di estrema destra
Giulia Partengo
8 dicembre 2011 at 23:04
che poi il mondo finanziario se ne infischi della vita delle persone non è una novità, ma tutto questo complotto mondiale mi lascia assai perplessa
Alberto Ottavio Bertozzi
9 dicembre 2011 at 00:39
Il migliore modo per occultare una cosa? Lasciarla davanti agli occhi di tutti. Per capire la natura del complotto, o frode, o semplicemente “meccanismo finanziario” dominante, visto che è lì davanti a tutti e nessuno fin ora s’è lamentato, e quindi la parola complotto non è nemmeno tecnicamente adeguata bisogna che tutti sappaiano alcuni dettagli…. ad esempio: Perché non si spiega ai cittadini che la Banca d’Italia è una Società per Azioni che appartiene a privati e che pertanto non è per niente la Banca “di” Italia?
Mette in mostra, già nel nome, un’esplicita frode perché la preposizione “di” che esprime il possesso, non corrisponde alla realtà. La Banca “d’Italia” dovrebbe chiamarsi Banca di “Intesa San Paolo IMI, di Unicredit Capitalia” o meglio “Banca di Giovanni Bazoli” o chi per lui. I proprietari (usano il termine ambiguo “partecipanti”) della Banca d’Italia sono per l’85% circa banchieri privati, per il 10% circa assicuratori privati e per un piccolo residuo anche lo Stato attraverso l’Inps.
Alberto Ottavio Bertozzi
9 dicembre 2011 at 00:55
Possibile? Possibile che non ce l’abbiano mai detto??? Sì è possibile. Siamo indebitati con dei privati. I banchieri centrali battono cassa, non vogliono fallire e rivogliono i loro denari indietro, maggiorati degli interessi, se pur attraverso meccanismi complicati che non fanno apparire la cosa cosi evidente. Ma le banche sono istituti privati e come tali devono essere esposte al rischio di fallimento come qualsiasi altra azienda. SALVIAMO LE BANCHE! ci dicono col tono solenne che fa intendere che non è nemmeno immaginabile che le banche possano fallire, dobbiamo fallire noi, ridurci in miseria, perdere il lavoro, svenarci fino alla povertà per non far fallire le banche. Altrimenti….recessione, miseria…barbarie per 1000 anni! Queste sono le minacce. Lasciar fallire una banca suona come profanare qualcosa di religioso, non deve esistere neanche lo spazio per pensarlo. Questa è un grossa grassa BALLA.