- di Italo Romano -
Venerdì 9 Dicembre 2011, sul quotidiano IlSole24Ore, nella seconda pagina, vi era un articolo dal titolo “Liquidità extra a favore delle banche“, e in alto, un altro pezzo, piccolo piccolo, “Dimezzata dal 2 all’1% la riserva obbligatoria“.
Francoforte ha dimezzato (a partire da gennaio 2012) dal 2% all’1% il coefficiente di riserva obbligatorio per le banche.
Per capire dobbiamo conoscere la riserva obbligatoria, che è un istituto con cui si “impone” alle banche di detenere una percentuale “k” della loro passività depositato presso la banca centrale. In parole povere, è quella parte di riserva frazionaria che serve alla banca centrale per garantire che ogni banca sia in grado di saldare la propria esposizione debitoria con gli altri istituti in sede di Camera di Compensazione interbancaria. La riserva frazionaria, invece, non è altro che la percentuale dei depositi bancari che per legge la banca è tenuta a detenere sotto forma di contanti o di attività facilmente liquidabili. Quindi la banca deve possedere una contropartita in contante di ogni passività, per una valore compreso tra lo 0 e l’1%. Il regolamento di Basilea 1, stabilito nel 1988 presso la Banca dei Regolamenti Internazionali, portò la riserva frazionaria al 2%, oggi; nell’omertà assoluta, in questi giorni di caos finanziario, tale percentuale è stata ulteriormente abbassata.
In pratica, se la riserva è l’1%, ogni 100 euro di depositi la banca deve tenere 1 euro in attività liquide o facilmente liquidabili, mentre può prestare i restanti 99 euro. Se questi 99 verranno prestati ad un’altra banca, questa a sua volta dovrà tenerne 1,98 sotto forma di riserva frazionaria e potrà prestare i restanti 97,02, e così via. In pratica è un moltiplicatore dei depositi, in pratica si possono accreditare soldi che in realtà non esistono. Lo scopo della riserva è dunque di obbligare le banche a garantire un livello minimo di liquidità, che deve soddisfare la normale operatività degli istituti. Abbassando la percentuale di riserva si da la possibilità di una ulteriore espansione del credito fittizio, alimentando e ampliando la grande truffa alla base dei disastri socio-politico-economici attuali. Quando il controllore e il controllato sono lo stesso ente, le cose diventano confusionarie, o per lo meno apparentemente, in quanto è facile notare che abbassando ulteriormente la percentuale di riserva frazionaria, le banche si sono autotutelate.
Cosi le banche commerciali creano piu denaro dal nulla , aumentano l’inflazione, e acquisiscono ancora piu potere. E’ una truffa che si autosostenta, si rigenera quotidianamente, inghiottendo l’economia reale, con tutte le conseguenze che stiamo vedendo e subendo in questi giorni di “crisi”.
Il meccanismo, difatti, si inceppa quando non ci sono più prestiti e depositi. Per cui quando una banca non ha più sufficienti riserve, è obbligata a reintegrarle, ritirando qualche prestito ed eventualmente rallentando l’emissione di nuovi prestiti. E’ il caso attuale, dove ad una gigantesca sovrapproduzione corrisponde una liquidità limitata. Il risultato è l’insolvenza, ovvero crolla il castello di carte economico-finanziario che regge la cupola capitalista.
Fonti:
http://www.ilsole24ore.com/
http://www.simone.it/economia/economia%20europea/riserva_obbligatoria.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_frazionaria
http://www.signoraggio.com/signoraggio_lariservafrazionaria.html
http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=759:riserva-frazionaria-per-dummies&catid=21:scuola-austriaca-di-economia&Itemid=177
Silvia Viola
15 dicembre 2011 at 19:58
infatti, e poi stiamo a pigliarci per cil c… con Basilea 3.
Paolo Fimognari
15 dicembre 2011 at 19:59
ma i nostri leggislatori si tengono alla larga dal leggiferare. le banche ormai governano… vedi passera e c
Francesco De Giorgi
15 dicembre 2011 at 20:03
eeeeeeeeeee buon natale! vaffanculo, vado a vivere in un bosco cacciando cinghiali!
Gufo Rosso
15 dicembre 2011 at 20:04
ma sotto una certo valore basta un dubo per far cascare il sistema perche se 1,1 ritira i suoi soldi il sistema crolla !!
Salvo Vaiasicca
15 dicembre 2011 at 20:05
allora l’ici anche x loro
Riccardo Alberti
15 dicembre 2011 at 20:08
capitalismo sfrenato..
Pietro Oliviero
15 dicembre 2011 at 20:12
bussate piu’ forte
Sergio Taddei
15 dicembre 2011 at 20:25
Assassini ‘liberal’
Ale E Samy
15 dicembre 2011 at 20:33
Quanto potrà durare un sistema destinato a collassare? Il passo successivo sara’ eliminare il contante e sostituirlo interamente a numeri virtuali.. E poi?
Pollastri Gianni
15 dicembre 2011 at 21:58
Ma perchè non prendiamo esempio dall’Islanda?. Di fronte a uno schifo simile se non siamo capaci di liberarcene proviamo a copiare dall’Islanda!!!!.
Roberto El Cinghial Giorgiutti
16 dicembre 2011 at 06:30
Poi, pensione virtuale, stipendio virtuale, cibo virtuale, salute virtuale ecc. ecc!!
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