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Informare per resistere Pubblicato da il 10 gennaio 2012.
L'articolo In Italia lo si butta nel lavandino, negli Usa va a ruba. Come riciclare l’olio fritto appartiene alla categoria Ambiente.
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In Italia lo si butta nel lavandino, negli Usa va a ruba. Come riciclare l’olio fritto

- Maria Ferdinanda Piva -

Negli Stati Uniti l’olio fritto va letteralmente a ruba, dal momento che può essere trasformato in biocarburante. L‘italiano medio ne produce quattro chili all’anno: e di regola lo butta nel lavandino.

La raccolta differenziata e il riciclaggio sono obbligatori (l’olio fritto sporca i corsi d’acqua e mette in difficoltà le fognature), ma in pratica, salvo rare e luminose eccezioni, lo fanno solo i ristoranti: i privati dovrebbero portarlo alle piazzole delle aziende rifiuti. Sempre che siano attrezzate.

Solo a Rovigo, almeno per quel che ho visto (link in fondo, come sempre), l’olio fritto viene trasformato in biocarburante per gli automezzi della raccolta rifiuti. E se si volesse provare col riciclaggio fai-da-te?

In Italia è vietato autoprodurre carburante: c’è il problema delle accise. Comunque un certo numero di americani si è attrezzato per trattare in casa l’olio fritto in modo tale che risulti digeribile per il serbatoio delle auto diesel.

In fondo trovate il link al loro forum: in sostanza bisogna filtrare l’olio in modo quasi maniacale per eliminare ogni residuo di cibo, e poi modificare il sistema di iniezione del carburante nel motore.

Ci sono però almeno altre due strade perfettamente legali per il riciclaggio domestico fai-da-te dell’olio fritto. La prima consiste nell’utilizzarlo per accendere la stufa, il caminetto o il barbecue, al posto delle pastiglie tipo Diavolina.

Basta versare un cucchiaio di olio fritto (non di più, mi raccomando!) su un tovagliolo di carta usato, o sul sacchetto del pane accartocciato. Metterci sopra la legna in bell’ordine e accostare il fiammifero.

Oppure con l’olio fritto si può fare in casa il sapone. Garantisco personalmente che non puzza di fritto. Il link vi conduce alla mia ricetta personale, che parte dalla lisciva, il detersivo ecologico fai-da-te ricavato dalla cenere di legna.

Sono però più diffuse le ricette che partono dalla soda caustica. Sotto trovate un video che insegna a fare il sapone a freddo con l’olio fritto secondo una vecchia tradizione dell’Aspromonte. Non l’ho provata: sappiatemi dire se funziona. In fondo il link ad un’altra ricetta.

Attenzione: le ricette sono per l’olio di oliva. Il sapone può essere preparato in casa anche con altri grassi vegetali, ma – mi dicono – è necessario dosare diversamente gli ingredienti. Io non ho trovato indicazioni per i vari oli di semi: se qualcuno sa come fare, per favore lo scriva nei commenti.

Il Conoe, consorzio nazionale di raccolta e trattamento dei grassi esausti, con i link alla normativa in materia di olio fritto

Un vecchio articolo di Qualenergia, a Rovigo l’olio di cucina diventa biocarburante, e il progetto biodiesel dal tuo olio di cucina sul sito del Comune di Rovigo

Fill up 4 free, il forum degli americani che mettono olio fritto nel motore

Su Baby Green ricetta del sapone fatto in casa con l’olio fritto

La guida di Saperlo.it come riutilizzare l’olio usato

Foto Luptor

http://blogeko.iljournal.it/2012/in-italia-lo-si-butta-nel-lavandino-negli-usa-va-a-ruba-come-riciclare-lolio-fritto/66310

33 Risposte a In Italia lo si butta nel lavandino, negli Usa va a ruba. Come riciclare l’olio fritto

  1. elisa di capua Rispondi

    11 gennaio 2012 at 09:03

    salve volevo dirti che esistono per tutti gli oli vegetali e anche grassi animali degli indici di saponificazione diversi.

  2. Katiuscia Rispondi

    11 gennaio 2012 at 22:53

    Come dice Elisa ogni olio o grasso ha un indice di saponificazione diverso, segnalo questo link molto utile: http://www.ilmiosapone.it/sap.pdf

  3. Katiuscia Rispondi

    11 gennaio 2012 at 22:58

    Vorrei aggiungere qualcosa: in genere il sapone ricavato dall’olio delle fritture si usa per il bucato o per le stoviglie, in quanto durante la cottura perde la maggior parte delle proprietà originarie e quindi potrebbe risultare troppo aggressivo per la pelle. Per renderlo più delicato è possibile optare per lo sconto della soda, cioè una diminuzione della quantità di soda caustica fino ad un massimo del 7% del suo peso calcolato secondo gli indici di saponificazione. Questo sconto viene calcolato anche con altri tipi di oli/grassi proprio per rendere il sapone più delicato.

  4. Marco Rispondi

    12 gennaio 2012 at 00:39

    *TABELLA DEI VALORI DI SAPONIFICAZIONE*
    * *
    *Nome comune Nome scientifico Coeff. di saponificazione*
    Burro di cacao /Theobroma cacao /0.137
    Burro di karitè /Butyrospermum parkii /0.128
    Burro di mango /Mangifera indica /0.128
    Cera carnauba /Copernicia cerifera /0.069
    Cera d’api 0.069
    Grasso (olio) di emu 0.138
    Lanolina 0.074
    Olio di arachidi /Arachis hypogaea /0.136
    Olio di avocado /Persea gratissima, P. americana /0.133
    Olio di borragine /Borago officinalis /0.136
    Olio di canapa /Cannabis sativa /0.135
    Olio di cartamo /Carthamus tinctorius /0.136
    Olio di cocco /Cocos nucifera /0.190
    Olio di colza o ravizzone /Brassica napus, B. campestris /0.124
    Olio di enotera /Oenothera biennis /0.136
    Olio di fegato di merluzzo 0.132
    Olio di germe di grano /Triticum.aestivum, T. durum /0.131
    Olio di girasole /Helianthus annuus /0.134
    Olio di jojoba /Simmondsia chinensis /0.059
    Olio di macadamia /Macadamia integrifolia, M. ternifolia /0.139
    Olio di mais /Zea mays /0.136
    Olio di mandorle dolci /Prunus amygdalus v. dulcis /0.136
    Olio di neem /Azadirachta indica /0.139
    Olio di nocciole /Corylus avellana /0.136
    Olio di noccioli di albicocca /Prunus armeniaca /0.135
    Olio di noccioli di palma /Elaeis guineensis /0.156
    Olio di noci /Juglans regia /0.135
    Olio di oliva /Olea europaea /0.134
    Olio di palma /Elaeis guineensis /0.141
    Olio di pistacchi /Pistacia vera /0.135
    Olio di ricino /Ricinus communis /0.128
    Olio di riso o di crusca di riso /Oryza sativa /0.128
    Olio di rosa mosqueta o
    del falso frutto della rosa /Rosa rubiginosa, R. moschata, R.canina/ 0.132
    Olio di semi di cotone /Gossypium spp. /0.138
    Olio di semi di lino /Linum usitatissimum /0.136
    Olio di semi di zucca /Cucurbita maxima, C. pepo /0.133
    Olio di senape /Sinapis alba L., Brassica hirta, B.nigra /0.124//
    Olio di sesamo /Sesamum indicum /0.133
    Olio di soja /Glycine max, Glycine soja /0.135
    Olio di vinaccioli /Vitis vinifera /0.126
    Sego (grasso di bue) 0.140
    Strutto 0.138

  5. MARIA ANTONIETTA Rispondi

    12 gennaio 2012 at 17:10

    A casa nostra l’olio si ricicla, e cmq nel paese dove sono (Carini . PA), abbiamo anche le campane per la raccolta differenziata, non so quanti concittadini vadano li a buttare l’olio, in casa nostra lo usiamo per accendere il nostro camino, imprengnando un po di carta con l’olio, lo facciamo diventare combustibile… e così non finisce nel lavandino….! Occhio allo spreco!

  6. stratos Rispondi

    16 gennaio 2012 at 11:18

  7. Julia Rispondi

    17 gennaio 2012 at 16:14

    Ma sei meravigliosaaaaa…..!! Grazie mille per il tuo operato..!!! <3

  8. irene Rispondi

    15 febbraio 2012 at 13:08

    Ciao se vi interessa, vi linko questa pagina, in cui, oltre a dare i valori di saponificazione, calcola la percentuale di soda (in polvere o solida) da usare per qualsiasi quantità di ciascun olio o burro…Unico inconveniente?è in francese http://www.aroma-zone.com/aroma/fiche_savoirfaire_saponification-froid.asp#intropage

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