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Informare per resistere Pubblicato da il 13 gennaio 2012.
L'articolo Lo stupro attenuato. appartiene alla categoria Diritti.
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Lo stupro attenuato.

Tenete le gambe chiuse. Non sorridete, non ammiccate. Mani a posto. Bocca serrata. Non cambiate idea. Non vi fate sorprendere. Siate passive.
E che non vi venga in mente di farvi fare qualche foto, magari osé, come si suol dire…
La modella? Per carità, son vent’anni e senza passare per Palazzo Grazioli che abbiamo capito che è sinonimo di puttana.
Entrare nello studio di un fotografo e spogliarsi, quando non è per il patinassimo e milionario calendario Pirelli, muoversi in modo provocante e disinibito davanti all’obiettivo…sono atti che equivalgono a un invito, ovviamente rivolto all’unica persona presente, vale a dire il professionista che vien pagato per realizzare il servizio: mettimi le mani addosso, costringimi ad un rapporto sessuale…se all’inizio non ho capito e faccio un po’ di resistenza, tranquillo, sono qui per fare delle foto nuda quindi è implicito il mio consenso, ero “edotta della situazione a rischio”…

Sentenza 37752/11 della Corte di Cassazione.

Stuprare una modella che ha posato nuda è fatto di minor gravità, perché la condotta disinibita induce a credere nella disponibilità al rapporto sessuale.

Lo vogliamo capire o no?

Nude o vestite, modelle o insegnanti, dobbiamo urlare, tirar calci, gridare, mordere, pestare, divincolarci, graffiare e correr via strillando.
Dobbiamo farci picchiare, immobilizzare, strappar via i vestiti, bloccare le braccia, buttare per terra, minacciare.
In caso contrario, lo stupro è attenuato.

Un sì non deve diventare no. In caso contrario, lo stupro è attenuato.

Ma un no rimane no. Nonostante la sentenza n. 37752/11 della Corte di Cassazione.

http://medea.noblogs.org/2012/01/10/lo-stupro-attenuato/

44 Risposte a Lo stupro attenuato.

  1. ciro Rispondi

    13 gennaio 2012 at 14:47

  2. Davide Corsaro Rispondi

    13 gennaio 2012 at 16:39

    Dalla sentenza (“atti successivi al primo”?) sembra quasi che la condanna sia fin troppo peante per il fotografo.

    Qualcuno ha del materiale di prima mano (e cortesemente rimuove questo frettoloso articolo inquinante) per valutare meglio la faccenda?

    Non è chiaro se gli “atti successivi al primo” siano nel contesto di un’unica violenza (una donna viene violentata… e poi inizia a patecipare? Per favore, riscrivete l’articolo) o in più occasioni (vai lì, vieni violentata, ci torni a fare altre foto e inizi altri rapporti stavolta consenzienti col fotografo, gettate l’articolo nell’immondizia e riscrivetene uno di supporto al fotografo).

    La storia puzza lontano un miglio.

  3. salvatore Rispondi

    13 gennaio 2012 at 17:48

    …NON MI PIACE PROPRIO…
    Secondo me offende la donna e non mi pare sia proprio il caso visto la cronaca nera di ogni giorno.

  4. Vincenzo Rispondi

    14 gennaio 2012 at 15:10

    E basta col femminismo e il vittimismo spicciolo. Se uno commette una violenza tu ti devi ribellare, se uno ci prova e non lo respingi quello continua, se a te non sta bene te ne vai e lo denunci.

    • Tullio Rispondi

      14 gennaio 2012 at 19:18

      E basta con commenti come il tuo, Vincenzo! Che cavolo centra femminismo e vittimismo???

    • lina albasi Rispondi

      15 gennaio 2012 at 22:59

      GIUSTO,FATTI AMMAZZARE !!!!

  5. Mary Rispondi

    14 gennaio 2012 at 15:48

    Allora stuprare una prostituta sarebbe legale?
    Puntiamo il dito contro i paesi islamici dove vengono criminalizzate le donne e sempre loro ma poi non facicamo caso nemmeno alle nostre sentenze di cazzazione, maschiliste e violente verso le donne peggio di quelle emesse da un tribunale di imam.
    Per qualche deficiente che commenta e che consiglia di denunciare è un totale idiota perchè se la Cassazione attenua gli stupri anche se sono provati puntando ancora oggi sulla provocazione della donna NEL 2011 come può una donna trovare il coraggio di denunciare se quando ci prova a farlo viene e tichettatea come una puttana?
    E immagino che chi abbia contentato favorevole alla sentenza sia il 99% uomo e a loro il diritto di stupro perchè in Italia la donna è solo un oggetto.

  6. Francesco Rispondi

    14 gennaio 2012 at 16:44

    Quello che non va bene in questa discussione è che si parla di femminismo insieme al vittimismo, così, come se fosse una cosa negativa e una fissazione mentale.
    Certa gente ti fa vergognare di essere uomo.
    E un bello stupro con un tubo da 4″ al giudice della cassazione gli ci starebbe proprio bene.

  7. Alfonso Murolo Rispondi

    14 gennaio 2012 at 20:13

    Lungi da me difendere gli stupratori, le cose non stanno così come messe nel post di questo blog, evidentemente superficiale e fazioso.
    Infatti, la donna non solo ha avuto più di un rapporto con il fotografo, ma è stata anche attiva nel rapporto, e non vi sono referti medici che mettono in risalto una violenza o costrizione dell’uomo nei confronti della donna. Si dovrebbe parlare di circuizione più che di stupro, e in quel caso, è la maturità di ogni singolo individuo a fare la differenza nel resistere alla manipolabilità da parte degli altri.

    Non è tutto oro quel che luccica.

  8. ruggero Rispondi

    15 gennaio 2012 at 10:01

    dal trafiletto della Stampa …
    Violenza sessuale sì, ma col riconoscimento dell’attenuante, se la donna si mostra disponibile, in partenza, per «condotte disinibite» e se, dopo il primo atto, partecipa attivamente agli atti successivi. Riferimenti importanti, quelli forniti dalla Cassazione, con la sentenza numero 37752/11.

    Quindi il rapporto non è stato solo il primo; e il fotografo è stato condannato. Ma cosa si vuole? No è no. Ma se poi diventa si?

  9. Daniela Rispondi

    15 gennaio 2012 at 16:05

    La violenza, lo stupro sono da condannare sempre, non esistono attenuanti di alcun genere, il ginecologo stupra, il fotografo stupra, il datore di lavoro stupra?, tutti da condannare, ognuno di loro e’ colpevole di STUPRO, violenza fisica e psicologica che lascia ferite che non cicatrizzeranno mai, non si parla di femminismo o vittimismo ma di abuso.Da CONDANNARE sempre, e buttare la chiave

  10. Jinocchio Rispondi

    15 gennaio 2012 at 16:35

    Se non c’è segno di violenza, come si fa a condannare un presunto stupratore? D’accordo condannare sempre lo stupro, ed evitare attenuanti che colpevolizzino la donna, ma ci dovrà pur essere un discrimine tra la violenza e il ripensamento. Una donna che si lascia toccare può essere soggiogata psicologicamente o essere d’accordo, ma l’unico modo chiaro per mandare un messaggio negativo all’uomo è reagire. Se non reagisci e poi ti vendichi giudizialmente, hai fatto torto ad entrambi.

  11. Pingback: Attenuanti sugli stupri e inoccupazione femminile. « Un altro genere di comunicazione

  12. Mary Rispondi

    15 gennaio 2012 at 19:24

    Lo stupro non ha necessariamente segni. Io sono stata violentata, lui non sarà arrivato al rapporto completo 8così come viene chiamato9 perchè io mi sono difesa e me ne sono andata ma non mi è rimasto alcun segno. Lo stupro avviene quando la donna dice no e lui se ne frega altamente non sempre picchiandola ma anche manipolandola psicologicamente come spesso accade. La maggior parte degli stupri non sono violenti ma avvengono spesso così. Cosa deve fare una donna ancora oggi nel 2012?
    Farsi picchiare o addirittura uccidere per provare che è stata effettivamente sturpata?
    Questa sentenza è uno scandalo, non è roba da paese civile e rispettoso per le donne. Ilsistema dovrebbe essere dalla parte delle vittime e non degli aguzzini. La sentenza è roba da talebani, sembra che sia stata emessa in afganistan piuttosto che in Italia. Ma ci rendiamo conto che in Italia, Paese che tutti consideriamo civile, essere modella o essere atrice è ancora sinonimo di prostituta? ma ci rendiamo conto?
    Senza contare il fatto che stuprare una prostituta (chi esercita il mestiere) è reato di stupro a tutti gli effetti senza alcuna attenuante, perchè le donne non sono oggetti ma sono persone.
    Ma cosa possiamo dire ancora oggi dove in Italia le donne sono consdierate ancora sante o puttane a seconda addirittura al modo in cui vestono o si rapportano con l’altro sesso, dove la tv è tempestata di donne oggetto che danno messaggi distorti del ruolo della donna in Italia. Basta!

  13. Mary Rispondi

    15 gennaio 2012 at 19:25

    Lo stupro non lascia necessariamente segni visibili sul corpo come lividi ecc (i segni più profondi sono quelli nell’anima della donna ferita e umiliata, indelebili). Io sono stata violentata, lui non sarà arrivato al rapporto completo (così come viene chiamato) perchè io mi sono difesa e me ne sono andata ma non mi è rimasto alcun segno. Lo stupro avviene quando la donna dice no e lui se ne frega altamente non sempre picchiandola ma anche manipolandola psicologicamente come spesso accade. La maggior parte degli stupri non sono violenti ma avvengono spesso così. Cosa deve fare una donna ancora oggi nel 2012?
    Farsi picchiare o addirittura uccidere per provare che è stata effettivamente sturpata?
    Questa sentenza è uno scandalo, non è roba da paese civile e rispettoso per le donne. Ilsistema dovrebbe essere dalla parte delle vittime e non degli aguzzini. La sentenza è roba da talebani, sembra che sia stata emessa in afganistan piuttosto che in Italia. Ma ci rendiamo conto che in Italia, Paese che tutti consideriamo civile, essere modella o essere atrice è ancora sinonimo di prostituta? ma ci rendiamo conto?
    Senza contare il fatto che stuprare una prostituta (chi esercita il mestiere) è reato di stupro a tutti gli effetti senza alcuna attenuante, perchè le donne non sono oggetti ma sono persone.
    Ma cosa possiamo dire ancora oggi dove in Italia le donne sono consdierate ancora sante o puttane a seconda addirittura al modo in cui vestono o si rapportano con l’altro sesso, dove la tv è tempestata di donne oggetto che danno messaggi distorti del ruolo della donna in Italia. Basta!

    Tratto da: Lo stupro attenuato. | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/01/13/lo-stupro-attenuato/#ixzz1jYKbAGQy
    – Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

  14. Mary Rispondi

    15 gennaio 2012 at 19:26

    E difender ele donne non è una questione di femminismo ma di rispetto per le donne che sono la metà dellapopolazione e portano avanti una società.

  15. Flavia Rispondi

    15 gennaio 2012 at 23:28

    @Jinocchio, la violenza maschile inizia dove inizia il ripensamento della donna. Se anche una donna fosse inizialmente consenziente, ma durante il rapporto cambia idea o non si sente più a suo agio – magari nota un cambiamento inquietante nell’uomo, o semplicemente non le piace come si comporta o qualunque altra ragione – ha pienamente diritto di dire di no. E quel no è sacro, almeno per la legislazione di molti paesi civili. Ovviamente qua non ancora. Si vede che gli uomini italiani hanno un tasso di furore animalesco più elevato degli altri, e quando si eccitano sessualmente si trasformano in tanti Mr Hyde. Sarà la dieta mediterranea: sessismo, misoginia, machismo e ipocrisia.

  16. angelo Rispondi

    16 gennaio 2012 at 12:11

    Credo che leggere la sentenza possa essere utile; credo sia in atto un tentativo di strumentalizzazione della vicenda, a favore di un vacuo e a tratti ottuso femminismo che non giova a nessuno, soprattutto non giova alle donne http://www.neldiritto.it/appgiurisprudenza.asp?id=6937

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