Informare per resistere Pubblicato da il 19 gennaio 2012.
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V come Vespri (siciliani)

- Nicoletta Rocca -

Dal 16 gennaio in Sicilia si protesta, nel silenzio dei media e nell’indifferenza della classe politica. Sono stati gli autotrasportatori i primi a far partire lo sciopero: la benzina costa troppo, si chiede la defiscalizzazione del carburante per quelli che il carburante lo usano per lavoro. Ecco perché alla protesta si sono aggiunti anche gli agricoltori e i pescatori. «È una manifestazione che sta coinvolgendo un po’ tutti. Non è solo il mondo del trasporto. La questione non è quella di fare qualcosa di eclatante. Qua c’è un popolo, quello siciliano, che non si rispecchia con le condizioni economiche e sociali attuali. Questo fermo è partito dal mondo del trasporto ma si stanno aggregando anche tante altre realtà e categorie che soffrono come noi questa insopportabile condizione che deve finire». A parlare così è Giuseppe Richichi, presidente dell’Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani e fra i promotori del comitato Forza d’Urto che si è creato per coordinare la protesta. C’è anche il Movimento dei Forconi il cui leader, Mariano Ferro, spiega che questa mobilitazione è rivolta «a tutti i siciliani che vogliono combattere la politica corrotta e incapace, i sindacati imbelli, le associazioni finte, il caro carburante, le cartelle esattoriali con tassi da usura, l’arroganza delle banche, la burocrazia cieca e ottusa. Per tutto questo invitiamo autotrasportatori, agricoltori, allevatori, imprenditori, commercianti, studenti, indignati e affamati a partecipare».

Non è solo il prezzo del carburante a far scaldare gli animi in Sicilia: «Ci hanno messo in ginocchio. I nostri prodotti genuini vengono messi al secondo posto e preferiamo importare e commercializzare roba extracomunitaria magari prodotta con l’ausilio di diserbanti e anticrittogamici illegali»; «A noi la globalizzazione ci ha ammazzato e la Sicilia è stanca di essere considerata un figliastro»; «La Sicilia l’hanno portata alla distruzione perché non abbiamo avuto mai politici ma piuttosto degli affaristi e questo è un problema di tutta l’Italia»; «Sono più le spese che gli introiti». Sono queste le parole che si alzano dalle strade siciliane e che raggiungono le orecchie dell’Italia con molta lentezza e con il solo tam-tam dei social network.

Ufficialmente non si parla di questo malcontento anzi, si preferisce creare equivoci e ambiguità. Si mormora che alle spalle ci sia Forza Nuova e allora è meglio non dare troppo spazio. La verità è che al momento quei lavoratori in piazza continuano a definirsi a-partitici: «Siamo siciliani!» ripetono. Ma in giro non si fa che voler trovare accostamenti con l’estrema destra. Di evidente c’è solo una solidarietà dichiarata, l’unica presa di posizione a supporto, e viene da parte di Roberto Fiore, segretario di Forza Nuova: «Pieno sostegno al Movimento dei Forconi», che spera che «la Rivolta in atto in Sicilia si allargherà ben presto a tutte le regioni del Sud Italia per divenire un fatto nazionale». E questa è la sola voce politica che si è alzata in sostegno dei lavoratori in sciopero: «La politica è ferma, assente. Non mi risulta che dai vari notiziari ci sia stata qualche presa di posizione. Non si muove nessuno. Il presidente della Provincia, quello della Regione, le decine e decine di deputati regionali, dove sono costoro? Il nulla. Perché non si fa una bella tavola rotonda con il nostro amatissimo Governatore e i suoi assessori regionali?» dichiara Richichi.

Ma sarebbe davvero una sorpresa scoprire che dietro a questa ennesima dimostrazione di malessere da parte del mondo del lavoro ci fossero le strumentalizzazioni della destra? Una sinistra assente e silenziosa lascia la possibilità a ogni lupo di camuffarsi da pecorella e orientare le battaglie sociali come più gli conviene. E d’altra parte non importa a nessuno sapere chi dà voce al proprio malessere perché la cosa importante è il malessere e la dimostrazione, evidentemente anche apparente, di farsene carico.
In tutti i casi per la sinistra anche questa è stata un’occasione persa.

http://www.cronachelaiche.it/2012/01/v-come-vespri-siciliani/

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