Valeria Marino Pubblicato da il 5 febbraio 2012.
L'articolo Sotto la neve un paese ridicolo appartiene alla categoria Bacheca.
Puoi seguire i commenti di questo articolo con il feed RSS 2.0.

Sotto la neve un paese ridicolo

da Globalist.it

tratto da www.globalist.ch

Passato il festeggiamento per il 150° dell’Unità d’Italia si rivela la realtà nuda e cruda: un paese messo in ginocchio dal maltempo

 

Dobbiamo avere il coraggio e l’onestà di dirlo, tanto la festa del 150esimo è finita, l’inno lo abbiamo sentito e risentito e ci siamo pure ripetutamente emozionati. La bandiera è salva. Ora, patriottismo a parte (e sempre salvo) diciamo le cose come stanno, senza diplomazia e ipocrisie. L’Italia sempre più spesso agli occhi di chi ci guarda appare un Paese ridicolo, semplicemente ridicolo. Mettetevi nei panni di chi siede davanti la tv, a Parigi, a Berlino, a Londra, o in Paesi in queste ore più provati dalle tempeste di neve, come la Polonia o la Russia. Sorseggia un the o una birra e vede le immagini che la tv gli offre del nostro Paese, e segue la cronaca dall’Italia.

Nonostante i -20 se vuol prendere un mezzo pubblico, basta che si copra bene ed é fatta. Da noi, qualche fiocco di neve, se si vuole, ad abbondare, una bella nevicata e tutto va a scatafascio. Neve peraltro largamente annunciata, pure in centimetri, pure nell’ora della caduta e della ricaduta. Mezza Penisola in ginocchio, strade e autostrade bloccate, camionisti dell’Est che ce lo dicono quanto siamo ridicoli, vecchie consolari azzoppate, non parliamo di strade provinciali e men che meno delle provinciali.

Da Nord al Centro, passando per l’Emilia Romagna, paesi senza luce, senza gas e senza acqua. E conseguentemente senza riscaldamento. E conseguentemente, essendo senza luce, domani si ritroveranno con le provviste in frigo da gettare nella spazzatura. E magari ancora isolati. Cartoline dall’Europa? Valutate voi.

Altre istantanee. Comuni a un tiro di schioppo da Roma isolati e pure questi senza luce, con la gente bloccata a casa al buio, senza alcuna speranza che si faccia vivo uno spalaneve. Treni come la rete ci offre in tanti filmati, passeggeri imbufaliti, seppure abituati al disagio dai disservizi quotidiani. E sempre a Roma, il trenino che da piazzale Flaminio che porta tanta, tanta gente a Nord della capitale, prima non parte, poi quando parte imbarca i passeggeri che richiederebbero quattro treni. Stipati come sardine come se fosse un convoglio di deportati, oppositori di Stalin e per questo destinati in Siberia. La cosa è ancor più grave perché il ridicolo di oggi segue di poco il ridicolo che ha offeso i morti nella tragedia al largo del Giglio. Ci hanno riso dietro tutti. Italiani navigatori? Un evento dietro l’altro, dunque, all’insegna dell’incapacità, dell’approssimazione studiata meticolosamente. Non una approssimazione casuale ma costruita, elaborata, ingegnosa, fantasiosa, smarcante, schioppettante, futurista direi. E meno male che almeno in politica abbiamo archiviato il ricco catalogo delle oscene idiozie (non tutte, in verità), altrimenti la frittata sarebbe stata più alta. Ecco, nel progetto di ricostruzione di questo Paese bisogna mettere al primo posto la serietà. Ricordate la serietà? Quella! Per esempio, per fare il sindaco ci sia consentito di dire che non basta una vecchia militanza. No, non funziona nel quotidiano, non funziona nelle piccole e grandi emergenze. Il ridicolo fa capolino nella neve, come i bucaneve. Ricordate i bucaneve?

http://ilmegafonoquotidiano.it/news/sotto-la-neve-un-paese-ridicolo

26 Risposte a Sotto la neve un paese ridicolo

  1. D.Moreno Rispondi

    5 febbraio 2012 at 12:18

    Condivido…da giorni la temperatura da noi (l’viv, Ucraina) è intorno ai -30! Ma nulla è cambiato nel quotidiano. Ci sono luce, gas, mezzi di trasporto, circolazione regolare, nessun intasamento o il più piccolo tamponamento…Solo le scuole sono chiuse, perchè qui è così (temperature come queste sono “la scusa” per chiudere),ma fino a giovedi tutti erano presenti, allievi e docenti. Miracolo? No assolutamnete Noi (come non so quanti altri) con la neve, il ghiaccio e il vento gelido siberiano noi ci conviviamo per tre/quattro mesi all’anno! Veramente mi stupisce il Nostro Bel Paese…Ma chi sarà il colpevole da “mandare in Siberia”?…O forse la colpa è un po’ di tutti. Finanze, tempo gelato, navi capottate e quant’altro…siamo alla deriva e nel occhio della derisione. I nostri amici guardando le immagini dall’Italia chiedono spiegazione! Cara Italia datti ‘na mossa! Altrimenti non meravigliarti se saranno gli “altri” a darti una scossa!
    Senza pretese, ma solo perchè amo il Mio Paese!

  2. Andrea Rispondi

    5 febbraio 2012 at 18:07

    Beh condivido tutto pienamente…..
    Solo…le provviste nel frigo spento perché manca la corrente, non credo abbiano la possibilitá di andare a male. Basta metterle fuori dalla finestra.

  3. Gianni John Tirelli Rispondi

    5 febbraio 2012 at 20:22

    NEVICA E SCOPPIA LA GUERRA

    E’ dall’alba dei tempi che nevica, piove e tira vento, circostanze nella maggior parte dei casi accolte con favore e gioia. La gente se ne restava in casa al caldo del camino, e i bambini affascinati e incantati dalla magia delle neve, vivevano quel momento come unico, irripetibile e indimenticabile. I contadini ringraziavano il Cielo assaporando il meritato riposo.
    Oggi ascoltando i telegiornali che trattano del tempo di questi ultimi giorni, si ha l’impressione che sia scoppiata una guerra. “Il gelo e la neve flagellano il paese!!”, si sente ripetere dalla voce sconsolata dei conduttori dei TG. Lamentele generalizzate, panico, il solito rimpallo di responsabilità, treni fermi in aperta campagna, ritardi impressionanti, spalatori di neve colpiti da infarto, traffico in tilt, tutto bloccato, si salvi chi può!! Il sindaco di Roma, della serie “i nani al potere”, incolpa la protezione civile rimembrando i bei tempi di Bertolaso e dei “bunga bunga” liberi! Distribuisce inoltre pale da neve dislocate in 4 punti strategici della città, raggiungibili in mongolfiera – ma quei pochi che si sono avventurati in una tale ricerca, affermano che di di queste benedette pale neanche l’ombra! Alcuni si lamentano per le condutture dell’acqua ghiacciate, altri per la mancanza di energia elettrica, e altri ancora, isolati dal mondo in qualche sperduto paesino di montagna, aspettano con rassegnazione l’arrivo della signora in nero con la falce.
    Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere!! Ma i più incazzati, appartengono alla categoria dei comodi e abitudinari. Quelli a cui é saltato l’appuntamento con l’estetista o con la massaggiatrice tailandese – quelli che hanno fatto dello shopping uno stile di vita e pur di non stare in casa si darebbero al vagabondaggio – quelli senza la ricarica del cellulare che: “ohh Dio!! E adesso come farò???”

    Insomma, una società di piagnoni e di sfigati che al primo inconveniente e problema sono pronti a vomitare tutta l’intera bile contro il mondo intero, appellandosi a supposti diritti di civiltà. Ma tanti fra loro non pagano ed eludono le tasse!

    E noi pensiamo forse di cambiare il mondo, con questa gente? “Ma mi faccia il piacere!!”

    Gianni Tirelli

  4. Soledad Rispondi

    5 febbraio 2012 at 22:37

    Io non la penso così! E’ vero, non siamo organizzati, non voglio per forza difenderci, ma ricordate cosa è successo gli scorsi due inverni? Nevicate record a Londra e Parigi: città completamente bloccate. Chiusi gli aeroporti, bloccati i treni… e lo so perchè lavoro in un’agenzia di viaggi ed avevo clienti che sono rimasti bloccati in aeroporti completamente disorganizzati… insomma non è che sono andati in tilt a Cortina… Eddai, non buttiamoci sempre così giù. Poi che certi servizi, anche nella normalità, da noi facciano schifo, bè questa è un’altra storia…

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Connect with Facebook

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>