- Valentina Lamanna e Matteo Manfredi -
“…Caro Saviano, lascia la parte dei carnefici, scendi dal carro armato e vieni ad abbracciare le vittime. Restiamo Umani”. Così Vittorio Arrigoni, nell’ottobre del 2010, terminava il suo video-messaggio rivolto allo scrittore di Gomorra che, pochi giorni prima, aveva partecipato a una manifestazione di chiara matrice sionista chiamata: “Per la Verità, per Israele”.
Durante il suo intervento, infatti, Saviano diede un’interpretazione molto soggettiva della realtà politica e sociale israeliana, definendo questo paese come una “democrazia sotto assedio” nonché “terra di grande accoglienza e tolleranza”.
La questione palestinese, i massacri subiti dalla popolazione civile, i bombardamenti al fosforo bianco e quant’altro perpetrato da Israele nella Striscia di Gaza sono stati deliberatamente omessi dal suo discorso.
Questi furono di fatto i principali motivi che spinsero Vittorio a realizzare il suo video-messaggio “Gaza risponde a Saviano”.
Al video di Vittorio non ci fu mai una risposta seria e ponderata da parte dell’autore campano, semplicemente una nota molto generica nella quale non citava nemmeno nome di Vittorio.
Poco tempo dopo, il 15 aprile scorso, quasi fosse l’epilogo di una morte annunciata, Vittorio venne barbaramente assassinato.
É bene ricordare che, nonostante fosse minacciato di morte da anni, per lui non c’é mai stata una scorta che lo difendesse, nessun media aveva mai parlato di lui.
Dall’Italia ben poche persone conoscevano, sostenevano e difendevano la lotta per i diritti umani che Vittorio portava avanti con coraggio e dignità. Nel nome dei suoi ideali di pacifismo attraverso il suo blog, i suoi articoli e i suoi video aveva aperto a noi tutti una finestra sulla realtà palestinese che fino a quel momento non avevamo mai visto così da vicino.
All’indomani della morte di Vittorio noi, insieme a molte altre persone, mossi dalla necessità di voler continuare a credere che Saviano potesse dare finalmente una risposta degna, seppur postuma, abbiamo creato un evento su Facebook – che poi si sarebbe trasformato in gruppo: “Per la verità, Per Vittorio Arrigoni” (ci sembrava giusto che la parola “Verità” andasse affiancata al nome di Vittorio, piuttosto che a quello d’Israele).
Per la prima volta dopo l’affermazione mediatica del personaggio Saviano, su Facebook diventammo “protagonisti” e testimoni di una frattura interna tra i suoi sostenitori. Infatti, molti di coloro i quali che, fino a quel momento lo sostenevano incondizionatamente, iniziarono a chiedere a gran voce una presa di posizione chiara, delle spiegazioni per il suo silenzio e una sopratutto una risposta per Vittorio. In seguito alle ripetute censure che si sono perpetrate nella sua area di discussione di Facebook abbiamo assistito a qualcosa di veramente inedito: da quel momento chi criticava Saviano non erano solo quelli che avevano già espresso dubbi sul suo modo di portare avanti la sua lotta contro le mafie, ma anche da chi fino a quel momento credeva in lui e nel potere della sua parola. C’é stato addirittura chi, ingenuamente, pensava che la voce di Saviano avrebbe potuto dare il giusto rilievo alla triste storia di un attivista pacifista come Vittorio.
Ieri sera alla libreria “La Central” di C/Mallorca qui a Barcellona abbiamo assistito all’incontro con Roberto Saviano e Josep María Martí. Era da tempo che aspettavamo l’occasione di potergli finalmente domandare da vicino il perché del suo silenzio. Sfortunatamente il protocollo dell’atto non prevedeva nessuna sessione di domande. E così, il nostro intento di porgli pubblicamente la domanda su Vittorio veniva frustrato sul nascere. Avevamo preparato questo breve testo, la nostra intenzione era poterglielo leggere per avere finalmente un confronto sull’argomento:
“C’era un ragazzo che come te – per difendere i valori di giustizia, quelli dello stato di diritto, della legalità – ha dovuto convivere per anni con minacce di morte. Come te, infatti, credeva nella necessità di non dover tacere difronte ai soprusi di cui era testimone. Pertanto aveva scelto di combattere la sua battaglia proprio come te, e cioè attraverso la parola scritta. Coraggiosamente denunciava ciò che vedeva in una terra martoriata da una lunga storia fatta di sangue e violenza, ma questa terra non é Napoli. Dico “c’era un ragazzo” perché, ahimè, questo ragazzo adesso non c’é più. Il suo nome era Vittorio Arrigoni e la terra martoriata di cui raccontava la storia é quella di Palestina. Vittorio, pochi mesi prima di essere barbaramente assassinato, ti aveva rivolto un appello. Ti invitava a conoscere da vicino la realtà del popolo palestinese prima di poter affermare che Israele é una terra di libertà, tolleranza e accoglienza così come hai fatto nell’ottobre del 2010. Sono passati circa 9 mesi dall’assassinio di Vittorio. In altre occasioni hai avuto modo di manifestare grande sensibilità per la morte di giovani ragazzi. Ricordo un tuo articolo dove esprimevi il tuo cordoglio per la morte di Pietro Taricone. Non pensi che anche Vittorio – nel nome dei suoi alti ideali di pacifismo – meriti una risposta seppur postuma? Grazie. Restiamo Umani.”
Nell’impossibilità di potergli porre questo quesito, ci siamo avvicinati a lui e con il pretesto di farci autografare un suo libro abbiamo colto l’occasione per guardarlo finalmente negli occhi e parlagli di Vittorio Arrigoni, regalandogli il suo libro “Restiamo Umani”.
Fino a pochi minuti prima Saviano parlava dell’importanza delle librerie come luoghi “pericolosi”. Aveva infatti affermato che chi fa veramente paura non sono gli autori dei libri ma i lettori. Perché chi legge ha il diritto di pensare e chi pensa diventa una persona libera.
Ma, a ben guardare il video, risulta quantomeno strana la reazione di Roberto che alla domanda “Perché non rispondi ancora all’appello di Vittorio?” prima ci guarda con aria di sfida e poi dice: “ho già risposto e non ho niente da dire … polemiche!” e dopo pochi istanti incalzandomi dice: “Chi l’ha ucciso? Lo ha ucciso Israele?” quando fino a quel momento nessuno gli aveva parlato della questione tra Palestina e Israele, ma solo di Vittorio.
Come é ben visibile nel video. Siamo stati gentilmente allontanati dalla sala. E il nostro faccia a faccia é finito lí.
Chiudiamo questa nostra breve ricostruzione dei fatti con con le parole solidali di chi ha apprezzato il nostro gesto inviandoci questo messaggio: “Ecco, volevo solo dirvi che secondo me la mancata risposta di Saviano è stata vissuta male da tutti noi, proprio per l’assenza di un confronto che probabilmente avrebbe aperto qualche soluzione, di sicuro sarebbe stato esemplare, mentre questa chiusura di Saviano apre solo il divario e lo scontro tra due punti di vista diversi da troppo tempo. Rimane una forte delusione, credetemi”.
Fonte foto sueddeutsche.de
Offei Sbuk
9 febbraio 2012 at 13:25
SAVIANO SIONISTA
Roberto D'Arcangelo
9 febbraio 2012 at 13:28
finalmente l’avete condiviso.. Saviano è un falso ipocrita come tanti altri, niente di più.
Daniele Lupo Grasselli
9 febbraio 2012 at 13:40
Fiancheggiate gli assassini del regime siriano e gli estremisti eversivi di tutte le risme. Uno dei vostri admin sfila addirittura con Forza Nuova, vero Daniele Di Luciano, negazionista antisemita redattore di IxR?
Siete lo scarto biologico di quella che si chiama informazione. Avete solo l’utilità di delimitare e chiarificare, col vostro escrementizio esempio, il concetto di moralità dal cui esterno voi lo circondate.
Puddu SaraTigre Puddu
9 febbraio 2012 at 13:50
Mi è sempre stato sul cazzo Roberto Saviano fin dall’inizio della sua esistenza e già non mi piaceva, ora ne posso avere la conferma che è un grande stronzo, per quanto riguarda l’articolo su Vittorio Arrigoni e non solo.
Raffaele De Sarno Prignano
9 febbraio 2012 at 14:06
Continuo ad inviare, ogni mese, questo video al sig. Roberto Saviano… chiedendogli una risposta nel merito… risposta che non ho mai avuto, ma continuero’! e spero che in tanti, sempre di piu’, facciano lo stesso, fino a creare un’urlo incontenibile che lo costringa ad un confronto… magari la mia e’ solo utopia… ma credo che questo e cio che Vik avrebbe voluto… un confronto civile!!!! RITORNIAMO ad essere UMANI!!!!!
Angelo Daniele Perlin
9 febbraio 2012 at 14:15
interessante vedere la gente come santifichi una persona e poco la butti giù dalla rupe — con le fatidiche parole “lo avevo detto che era….” cecità a priori a posteriori ? (P.S. affinchè i presenti non l’abbiano a male… non è riferita a loro perchè non so cosa dicevano di saviano appena era uscito con gomorra… probabilmente a molti piaceva….)
Vivian Lilith
9 febbraio 2012 at 14:46
Mi permetto di scrivere, riferendomi a quanto ha scritto Raffaele, che io in risposta ho ricevuto censura e minacce di morte (addirittura) che ho dovuto segnalare e poi bloccare alcune persone fan di Saviano, a me del tutto sconosciute…ho accompagnato il video, chiedendo semplicemente a Saviano (o chi per lui…) di essere più chiaro sulla sua posizione riguardo Israele, così come lo è contro la camorra/la mafia/la ndrangheta (per cui lo rispetto ancora)…..di certo non cliccherò più un Mi piace per tutto ciò che lo riguarda! Always Stay Human ;)
Carmela
9 febbraio 2012 at 14:54
ma ha davvero senso andare in una libreria e dire, quasi lacrimando, povero Vittorio? …a un giornalista che neanche si impegna tanto sul fronte estero? Se è un modo per portare l’attenzione su questo tema, temO abbia fallito: perché, almeno per me, invece di farmi avere interesse sul conflitto israeliano – palestinese, suscita solo interesse intorno ad una diatriba sterile. Mi spiace che vittorio sia morto, è una vicenda orribile, così come è deplorevole ogni atto di violenza in ogni parte del mondo. Ma boh… mi sembra una polemica sterile. (e voglio sperare che “sostenitori” di saviano sia un errore di battitura, perché mi auguro che sappiamo tutti che se vogliamo informazioni e notizie c’è ben poco da “tifare”.
Alice Cavina
9 febbraio 2012 at 15:00
non so che dire .. un pugno allo stomaco…per me…. MI AUGURO CHE QUESTO VIDEO ARRIVI A ROBERTO SAVIANO e che ci sia un vero confronto…
Sadry Athanatos
9 febbraio 2012 at 15:05
la risposta di Saviano all’invito http://www.youtube.com/watch?v=82MZAJevsiY&sns=fb
Ciro Schember
9 febbraio 2012 at 15:38
Vittorio Arrigoni era un cavaliere solitario, viveva sotto le bombe in un paese non suo e perlopiù senza scorta. Prima della sua morte pochi lo conoscevano perchè aveva seguito le sue idee e le sue passioni per il solo fatto di crederci. Saviano con un libro d merda che ha scritto (perchè di un libro di merda si tratta) è entrato a far parte dello star system…in fondo ha raggiunto il suo scopo:anche lui ha ottenuto la prima serata!
Emma Click
9 febbraio 2012 at 18:37
Io vorrei tanto capire quale è la soluzione di Vittorio Arrigoni sul conflitto israelo-palestinese… Le sue denunce sono certamente un contributo importante nel comprendere la situazione nei territori occupati, dei grossi errori commessi dal governo neoliberista di Netanyahu…fatti inaccettabili e da condannare senza condizioni… Però mi preme dirlo: Arrigoni ignora ancora molti fatti di importanza estrema sia di carattere storico sia economico che rendono il suo discorso molto fragile e discutibile… Le sue parole riducono tutta la questione ad una disputa di rivalsa sul diritto di proprietà territoriale e di sovranità nazionale sulla terra “occupata” dagli israeliani… Parla un linguaggio propagandistico e retorico privo di contenuto storico: “sionismo”, “colonizzazione”, “apartheid”, “imperialismo” con cui riesce malo modo a dipingere in modo fuorviante e ingannevole la realtà, a farla percepire dal punto di vista che interessa a lui, in un ottica conflittuale in cui lui si è la vittima per una causa giusta e pacifica mentre Israele il mostro da abbattere… Parla della Nakbah palestinese del 1948 ma tace la contemporanea espulsione di più di 900 000 ebrei yemeniti, di altre centinaia di migliaia dai paesi nordafricani, di altrettanti profughi da tutti i paesi arabi ed islamici… per non parlare dei profughi europei… Continua col ripetere in modo ossessivo che gli israeliani sono coloni imperialisti americani, senza sapere che gli unici ebrei americani sono arrivati in Israele dopo gli anni 70 e si tratta di una sparuta minoranza (circa 1,2%)… tacendo il fatto che Israele fino allora era alleata dell’Urss e che fu Stalin il primo a riconoscere lo Stato di Israele… Dice che gli Arabi israeliani sono discriminati, facendo una grave contraffazione della realtà perché gli Arabi residenti stessi percepiscono le loro madrasse come un diritto e non come un segno di apartheid (come d’altronde pretendono ovunque essi vanno)… Dice che gli Arabi residenti non hanno diritto di proprietà in Israele e qui commette un’ennesima falsificazione confondendoli volontariamente con i Palestinesi dei territori occupati, ai quali non viene dato il diritto di proprietà né di cittadinanza (a prescindere dalla generazione) neanché in Giordania, né in Siria e in qualsiasi altro paese arabo, per il subdolo e meschino intento di costoro ad indurli ad una interminabile battaglia territoriale contro Israele… Parla dei poveri pescatori di Gaza i quali giustamente hanno diritto di pescare nelle loro acque… ma ignora il fatto che questi non sono disposti a pattuire regole di divisione dell’area marittima nonché dell’alto rischio di futura depauperizzazione della fauna ittica a causa di una pesca incontrollata ed indiscriminata… Senza parlare della totale incoscienza politica di controllo demografico che ha portato la striscia di Gaza ad una realtà economicamente ed ecologicamente insostenibile… Ma lo stesso vale anche nel caso venisse concessa loro terra israeliana, poiché essendo le bocche da sfamare non i piedi, i palestinesi mancano in ogni caso di competenze e di tecnologia tali da poter rendere produttiva in modo razionale quella terra, di creare una economia di base ed una minima economia produttiva di scambio… Senza il supporto di Israele non potrebbero mai farcela… per cui la via della pace e dell’abbandono delle armi e di ideali o rivalse nazionaliste e territorialiste sono l’unica speranza per un futuro pacifico tra i due popoli…