Non ci sono parole per commentare la segnalazione che stamattina ci arriva da Valeria Calicchio, responsabile del collettivo dei giornalisti precari “Errori di Stampa”. La denuncia ha per protagonista la Rai, già nota per il ricorso indiscriminato ai contratti-truffa attraverso cui i giornalisti precari, che sono la metà di quelli che lavorano nell’azienda radiotelevisiva, vengono inquadrati come ”consulenti”, “presentatori-registi” o “programmisti-registi”. Insomma, tutto tranne che ciò che sono, ossia giornalisti. Tutto questo per abbattere le tutele e le retribuzioni, per pagare i redattori con partita iva o a puntata. Come nel più squallido dei call center della periferia italiana.
Ma quello che è ancora più agghiacciante è la cosiddetta “clausola di gravidanza” imposta alle lavoratrici precarie all’atto della firma del contratto. Se una donna rimane incinta la Rai potrà valutare l’incidenza della gravidanza sulla produttività della lavoratrice e, se questa ne risultasse compromessa, si riserva sostanzialmente di risolvere il contratto senza alcun indennizzo a favore della lavoratrice. In un’azienda che vive dei soldi dei contribuenti e che paga centinaia di migliaia di euro per un’esibizione di pochi minuti al vip di turno tutto questo è scandaloso e inaccettabile.
“Noi riteniamo – scrive Errori di Stampa- che quella clausola sia retrograda e illegale. È un ostacolo formale e vergognoso al raggiungimento di condizioni di reale eguaglianza fra lavoratori (precari) e lavoratrici (precarie): una palese violazione dell’articolo 3 della Costituzione.”
MassimoMalerba
Ecco, al punto 10, la clausola di gravidanza:
Fonte: Il Post Viola
Paolo Fimognari
20 febbraio 2012 at 22:21
e noi paghiamo il canone
Vince Lacava
20 febbraio 2012 at 22:21
Balordi-veltroniani-pdiellini-BASTARDI!
Giampaolo Micanti
20 febbraio 2012 at 22:22
la rai ha sempre fatto schifo sotto ogni aspetto, che ci si poteva aspettare?
Walter Rasoira
20 febbraio 2012 at 22:24
ma poverini, i soldi non bastano lo avete visto tutti no? sono cosi’ a corto che devono tagliare pure sulle mutande
Rosalba Scavino
20 febbraio 2012 at 22:25
condivido ma non posso mettere “mi piace”
Serena Mancini
20 febbraio 2012 at 22:26
Direi che si tratta di un triste contratto intermittente per lo spettacolo, niente più, non è una clausola della Rai, ma non per difenderli è che a offendere i lavoratori sono questi tipi di contratti, probabilmente.
Tora Barranca
20 febbraio 2012 at 22:26
Viva la faccia… Almeno sono schietti, di solito se sei una donna ti fanno firmare la lettera di licenziamento insieme al contratto di assunzione, così se resti incinta ti possono dare un bel calcione nel sedere senza problemi, e a volte pure se non resti incinta…
Nicola Chiesa
20 febbraio 2012 at 22:27
non c’è esattamente scritto “gravidanza=licenziamento” dato che è sulla stessa riga di “infortunio, malattia etc” e si parla ANCHE di sola deduzione di comensi per prestazioni non effettuate. Capisco la smania per il titolone. Ma a volte bisognerebbe un attimo contestualizzare.
Gigi Zumbo
20 febbraio 2012 at 22:28
AMMMMMERDEEEEEEEEEEEEEE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lucia Verdiglione
20 febbraio 2012 at 22:29
Sara’ ma a me pare che secoli di lotte per i diritti dei lavoratori stiano andando nel cesso!!!
Nicola Chiesa
20 febbraio 2012 at 22:30
PS: quel paragrafo resta una mezza porcata, sia chiaro…. ma il titolo è così sommario da esser irritante.
Silvana Ranza
20 febbraio 2012 at 22:45
vorrei che tanto stupore ci fosse anche per le dipendenti di tante aziende private che registrano un modo di fare più che consolidato….tanta soliderietà per TUTTE le donne che apettano un bimbo…..TUTELIAMOLE TUTTE
Baccio Dell'anguillaia
20 febbraio 2012 at 22:49
Ma è chiaro che non aspettano altro che un piccolo cedimento per farci un mazzo così.C’è, caro Monti, una puntina di sadismo, no? Altro che chiesa
Alessio Manganaro
20 febbraio 2012 at 22:50
fate schifo, vergognatevi. vi meravigliate del terzo mondo? Noi siamo il quarto.
Fabio Cherici
20 febbraio 2012 at 23:01
vergogna
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Emy Perla
20 febbraio 2012 at 23:40
ho lavorato per anni pur essendo insegnante in un call center ( E ORA MI RIFIUTO) quindi non mi stupisco …povera patria e poveri noi, ogni nostro diritto è stato violato, e ci hanno rubato gli anni in cui l’entusiasmo AVREBBE DOVUTO ESSERE PARTE INTEGRANTE DELLE NOSTRE VITE PER FARCI VIVERE COME SCHIAVI.
Regina Caimmi
20 febbraio 2012 at 23:54
al mio rientro al lavoro dalla maternità (dopo 14 anni di servizio) mi hanno fatto fare l’impiegata a ore in vari uffici, tra poco non sarà solo alla RAI, so di gente che ha firmato una lettera di dimissioni in bianco e altre che hanno dovuto giurare con la mano sulla bibbia di non aver figli per un certo numero di anni – allo schifo non c’è fine
Enrico Mantellini
21 febbraio 2012 at 00:29
Terribile!
Giuseppina Napolitano
21 febbraio 2012 at 01:25
mi ricorda tanto quei discorsi sulla selezione della razza ke faceva 1 certo stronzo anni fa!!
Patrizia Bentivoglio
21 febbraio 2012 at 06:49
e vi meravigliate ? per 20 anni (quasi) siamo stati governati da uno che aveva preso lo stato italiano per una delle sue aziende…
Patrizia Bentivoglio
21 febbraio 2012 at 06:53
poi ,invece di dire ”ci sono certe aziende..” dite quali sono che cosi’ vengono sputtanate cosi’quando a qualcuno offrono un posto in una di queste aziende ,possano essere scartate subito, anche dai servizi interinali