Informare per Resistere

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Fornero’s connection

febbraio 23
16:03 2012

La cosa che trovo più irritante in questi personaggi è il loro malcelato disprezzo. Che traspare dai loro sguardi, dai loro toni, dagli argomenti che utilizzano, dalle frasi infelici che scappano loro (ehe, voce dal sen fuggìta…). Disprezzo per la gente normale, per chi fatica dalla mattina alla sera per mettere insieme mille euro al mese. Loro, nati in famiglie bene, in un milieu che garantisce privilegi e posti di lavoro di eccellenza, sartoriali direi, ritagliati su misura, studi in università prestigiose, masters nelle medesime a pioggia, matrimoni sempre fra di loro, perché questa è la caratteristica delle caste: si autoproteggono e perpetuano secondo codici atavicamente sperimentati e ripetuti. Nel corso delle loro vite s’intrufolano in associazioni elitarie e segrete che assicurano e rassicurano sull’alternanza nei vari poteri forti (banche, università, commissioni europee, politica, giornali di spicco), e tali associazioni si chiamano Aspen Insitute, Bilderberg, Trilateral Commission, Goldman-Sachs Bank, Massoneria, Fondo Monetario Internazionale, quindi si comprende bene di cosa stiamo parlando.

Costoro osservano la gente comune come attraverso un acquario, con sufficienza e con degnazione, ignari di cosa sia la vita vera, e secondo me anche sprezzanti nella loro presunta superiorità. Di certo non hanno bisogno del posto fisso: se la loro carica espira, è per accedere ad una carica superiore, se lasciano una banca, è per entrare in una più grande, se cessa il contratto di lavoro con un’università in cui insegnano, s’inseriranno in un’altra che si è impegnata a pagarli di più.

Ma che cosa volete che gliene freghi, a questi, dell’articolo 18, che in confronto ai loro privilegi obsoleti è come un lupino di fronte ad un melone? Per questo possono permettersi di dire che “Chi si laurea  a ventotto anni è uno sfigato” (sottosegretario Martone, il sottosegretario più veloce della storia, ha solo trentotto anni e già sta lì, in Parlamento), che “Chi guadagna  500 euro è uno sfigato” (Stracquadanio, PDL), che “Il posto fisso è noioso” (Mario Monti). Spiegategli, per favore, che per qualcuno è la sopravvivenza! Proprio lui che è stato nominato senatore a vita dal bamboccione del Colle, una nomina tombale! Ed osservate, please, le sue mani mentre parla (se riuscite a sopportare la sua voce noiosa e cantilenante, da prete mancato, personalmente non ci riesco per più di trenta nanosecondi), e fate caso come, in certi momenti, assumano una posizione ad artiglio, denotando il carattere predatorio del soggetto.

La fisiognomica non è una scienza esatta, però spesso ci prende. Ed anche la signora Fornero, attraverso il suo corpo e la sua gestualità ci dice parecchio di sé, anche tramite il suo modo di parlare, stretto stretto, come di chi non voglia farsi scoprire troppo, con lo sguardo

che guarda sempre da un’altra parte e non all’interlocutore, tipico di chi tenta di nascondersi perfino a se stesso. Non so se la signora sia una Rettiliana, come    David Icke definisce alcuni apparentemente nostri simili, contraddistinti da una certa fisionomia, e soprattutto da certe appartenenze, contatti e comportamenti, ma di sicuro è un rettile, animale a sangue freddo, idonea a partecipare alla Fiera dei serpenti di Cocullo (Aquila), anodina ed anaffettiva, ha solo sessantaquattro anni e ne dimostra ottanta, è spenta e polverosa come molte sue coetanee non sono affatto. Durante l’emergenza neve sono morte  di freddo in Italia circa sessanta persone, a livelli quasi da Ucraina. Nessun membro del governo ha speso una sola parola per queste vittime, erano in tutt’altre faccende affaccendati, loro mica si occupano della popolazione. Solo di spread, rating e default. De minimis non curat praetor, il pretore non si occupa di sciocchezzuole. 

Ma tutti loro, nel governo del loden, nel governo dei sobri (che fra le altre cose vuol dire non ubriachi, e ci mancherebbe pure che fossero ubriachi quelli che ci governano), hanno voci monotone e sguardi spenti, tipici di chi è aduso al potere, ma ha da tempo detto addio alla vitalità, all’amore ed alla gioia. E’ il prezzo da pagare per gli scambi di anima.

Per costoro non c’è nulla di più umano dei sacrifici! Lo pensavano anche i Maya, mentre conducevano alla piramide il disgraziato o la disgraziata di turno, che sarebbe stata trafitta dal pugnale di ossidiana scolpita del Gran Sacerdote. Naturalmente i sacrifici degli altri, ché loro atterrano sempre su morbidi cuscini. E così hanno inventato la patrimoniale sui poveri, sui meno abbienti e sui pensionati dell’INPS. Non serviva un ex-preside della Bocconi per farlo. Ci aveva già pensato Ettore Petrolini: “Bisogna prendere il denaro dove si trova, presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti”. Tutto allo scopo di salvare le banche che rischiano il fallimento. Ma questo non ce lo dicono mica! E l’hanno pure definita una manovra “equa”! Grazie alla mistificazione lessicale cui assistiamo da anni a questa parte, per cui le guerre sono “missioni di pace”, l’attacco aereo alla Serbia dei nostri bombardieri ordinato da D’Alema era una “guerra umanitaria”, ed il prossimo crack della Grecia sarà per i suoi aguzzini un “default ordinato”. Che sarebbe come dire un uragano pacato. Od uno tsunami educato. Procedendo per ossimori cercano di farci fessi, ma ci riescono solo con alcuni, quello zoccolo duro del Papi Bunga-Bunga che ha sospirato per l’uscita di scena del circo Barnum di faccendieri e corrotti, ed ha salutato con sollievo l’arrivo dei “sobri” e vestiti col loden, anziché col doppiopetto di Caraceni, che faceva sembrare il Nano di Arcore un barattolo rimpannucciato.

Solo che i “sobri” sono cattivi, malvagi dentro, ed irrecuperabilmente inemendabili. Sono i pupazzi di plastica mossi dalla Troika massonico-khazara-affaristico-mondialista, col placet vaticano, costituita da Commissione UE, BCE (Banca centrale Europea) e FMI (Fondo Monetario Internazionale). Era solo l’estate scorsa quando da Francoforte partì la letterina con cui Mario Draghi informava il Governo del Papi che l’Italia era commissariata dagli avvoltoi di cui sopra. Ed uno dei desiderata era proprio la soppressione dell’articolo 18. “Che non è un totem”, disse l’improvvida docente bisognosa di una ripassata di Freud (voleva dire tabù, ma si sbagliò). E su cui “Il governo andrà avanti anche senza accordo coi sindacati”, fa sapere Monti dall’alto della sua arroganza. Perché tanta ostinazione su qualcosa che non sembra proprio un’emergenza nazionale, dato che ve ne sarebbero ben altre? “Ma è chiaro: Ce lo chiede l’Europa!”. “Lo vogliono i mercati”. Alibi stantii e non più spendibili. La verità è che si vuole riportare i lavoratori italiani al vassallaggio, in un rigurgito medievalista (e lo stesso Adam Smith si rivolta nella tomba, a vedere questi suoi epigoni all’arrembaggio) perché l’articolo 18 è il discrimine fra lavoro e schiavitù, ed il messaggio simbolico che si vuole lanciare ai padroni è il seguente: “Potete fare tutto quello che vi pare, arbitrio totale sui lavoratori”.

Vediamo. Il numero di cause per l’Articolo 18 è molto basso, a causa della deterrenza della norma. Negli ultimi cinque anni ha riguardato soltanto trecento cause, cioè sessanta persone all’anno, e solo il trenta per cento di queste, cioè diciotto persone, ha chiesto il reintegro nel posto di lavoro. Gli altri si sono accontentati dei soldi. Inoltre, solo il 5% delle aziende italiane ha i numeri per l’applicazione di tale articolo. Vi sembra una questione dirimente? Un’emergenza nazionale? No. E’ solo spregiudicato esercizio di potere. Per questo li ritengo spietati criminali internazionali, che come tutti saranno raggiunti dal loro karma negativo, e per questo auguro loro una lunga vita, per goderselo in tutta tranquillità. Non spendo invece una parola sui decerebrati affetti da scòtoma (disturbo ottico per cui la mente vede ciò che sceglie intenzionalmente di vedere) che si dicono soddisfatti del governo Monti: o fanno parte del Club, oppure sono fruitori passivi di tecno-propaganda emozionale. E chi soggiace alla propaganda, è cieco e stupido insieme.

Soltanto un deputato europeo, Nigel Farage, ha denunciato, inascoltato, nel nobile consesso di Bruxelles ciò che sta realmente accadendo, ed ha ricevuto da Monti un’inquietante risposta alle sue domande, poste in privato: “In Italia è necessaria una sospensione della democrazia per fare ciò che c’è da fare”. Come in Grecia. E la prossima mossa sarà…il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, quella che ci affosserà definitivamente. Tutti. Con i loro provvedimenti scellerati ci faranno sprofondare nella recessione più nera. Per l’Italia è prevista una de-crescita di -7 punti, l’anno prossimo. Questi e non altri sono gli effetti  della loro rivoluzione regressiva. Sulle teste dei ribelli resistenti calerà la mannaia del super-esercito sovranazionale Eurogendorf, e tanti saluti a libertà e democrazia.
Ricominciamo a parlare di LAVORO, anziché di MERCATO DEL LAVORO!  Non è ancora troppo tardi per invertire la rotta.

P.S. Chiedo scusa alla magnifica Vipera dagli occhi di Rubino per averla coinvolta in un paragone per lei fonte di discredito.

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2 Comments

  1. Oizirbaf
    Oizirbaf febbraio 24, 02:42

    Lascia stare i rettiliani, non c’è bisogno di chiamarli in causa, sono esseri umani in tutto per tutto. Le manifestazioni che citi sono classiche da intellettuali, non da rettili.
    L’intelletto nasconde, manipola ed è artificioso. Il rettile ti fissa negli occhi, è istintivo e impulsivo, non rispecchia le caratteristiche che ci hanno venduto invece alcuni bravi parlatori.
    Sono uomini in tutto per tutto, sono i rappresentanti perfetti dell’uomo e dello scopo con cui è stato creato. L’uomo non può fare a meno di ergersi sopra gli altri, fa parte della sua natura. Bisogna accettare che quello che vediamo è esattamente la specie che tanto glorifichiamo, ma nessuno vuole farlo. Preferiscono tutti pensare agli alieni per proiettare lontano il problema, invece il problema è nostro, è nella nostra testa, nel nostro dna.
    L’uomo è feccia e queste cose così assurde di cui si discute tanto sono le sue vere inclinazioni, bisogna prenderne coscienza purtroppo

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