Di Maria Ferdinanda Piva
Cercare il petrolio e il gas in una zona famosa per i vigneti. La Enel Longanesi Developments ha avanzato un’ “istanza di permesso di ricerca” su quasi 700 chilometri quadrati situati nell’Alessandrino e nell’Oltrepò Pavese, terra ottimi vini Doc. L’istanza si chiama “Rocca Susella”, dal nome di uno dei comuni interessati.
La richiesta è sull’ultimo numero del Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico. Adesso inizia la fase istruttoria per stabilire se accendere il semaforo verde.
L’Italia, come dice il Wwf, è il far west delle trivelle: ha poco petrolio e di cattiva qualità ma è più bucata di un groviera perchè chiede royalities – le percentuali sugli utili versate allo Stato dalle compagnie petrolifere – molto, molto basse e soprattutto alla fine dei conti non le paga quasi nessuno. Ecco, da Google Maps, la zona oggetto della richiesta.
La cartina è tratta dal sito ministeriale. Clic sull’immagine per accedere all’originale navigabile.
Sul sito ministeriale (sotto tutti i link) c’è l’elenco dei Comuni il cui territorio è compreso nell’istanza. E’ interessante metterlo a confronto con le zone di produzione dei vini Doc dell’Oltrepò Pavese.
Sono nove, compresi Pinot grigio, Pinot nero e Bonarda (cin cin!); sette di essi hanno aree di produzione che ricadono in parte nell’area richiesta per la concessione. Non sovrapponibili all’istanza “Rocca Susella” solo i territori in cui si producono il Sangue di Giuda e il Buttafuoco.
L’ultimo numero del Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse. “Rocca Susella” è a pagina 8
Dal sito del ministero dello Sviluppo economico l’istanza “Rocca Susella”
Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese; dall’home page di scaricano i disciplinari di produzione con lerelative zone geografiche
Fonnte: Blogeko
Angelo Leone Rubino
24 febbraio 2012 at 10:27
Io spero che i pavesi e tutti i comuni interessati si ribellino. La provincia di Pavia è un gioellino d’Italia e chiunque si permette di fare scempi deve essere duramente denunciato e bloccato. La Sicilia è con voi.
Mario Greco
24 febbraio 2012 at 10:30
regalando pure il petrolio con le royalties più basse del mondo, rimane solo devastazione.
http://www.fenicenews.com/?p=2893
Giuseppe Rottigni
24 febbraio 2012 at 10:31
Non hanno rispetto x niente, solo il dio denaro
Luigi Ferrari
24 febbraio 2012 at 10:32
Poi diranno che il pretrolio e meglio del vino , e il gas e meglio dell’ossigeno….. la dieta del futuro
Federico Ganna
24 febbraio 2012 at 10:32
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=S3nWLsCeVHc
Riccardo Alfieri
24 febbraio 2012 at 10:32
e una volta trovato… raffinarlo nello stesso posto. una fortuna della quale godiamo in pochi
David Carli
24 febbraio 2012 at 10:33
A parte che l’ambiente dovrebbe sempre venir prima, ma poi il petrolio lo regaliamo alle compagnie estere…. E’ pazzesco vogliamo deturpare il nostro paese per foraggiare quei paesi che fagocitano idrocarburi per produrre guerre???
Fabio Palumbo
24 febbraio 2012 at 10:34
l’italia non va toccata!!! ne per petrolio ne per niente non è un deserto dove non c’è nulla!! deve rimanere così com’è, se cominciano a scavare ora attireranno anche paesi come gli usa….la preoccupazione e che questi ultimi inventino scuse per invaderci
David Carli
24 febbraio 2012 at 10:36
@Fabio Palumbo: Gli USA non ci invaderebbero mai, al massimo verrebbero per esportare la loro democrazia O_o
Veronica Lodigiani
24 febbraio 2012 at 10:38
ci manca solo che vengano a bucherellare l’oltrepò!!! abbiamo bisogno di rilanciare l’economia di questo territorio, non di devastarlo ulteriormente!!!!!!!!! firmato: un’oltrepadana DOC
Nicola Alberto Bernardo
24 febbraio 2012 at 10:39
Ah da noi non vogliamo che sventrino il territorio, ma nel delta del Niger va bene, vero? Poi ci lamentiamo se i nigeriani scappano da quella terra distrutta e vengono a casa nostra…
Nicola Alberto Bernardo
24 febbraio 2012 at 10:40
Amici pavesi, sono con voi, e ora forse capiamo meglio i NO TAV della Val di Susa, vero?
Davide Zannoni
24 febbraio 2012 at 10:41
siamo arrivati al punto di non ritorno ….non servea niente il petrolio e i gas “naturali” sono ormai decenni che abbiamo le tecnologie per eliminarli dalla catena di produzione dell’energia!SVEGLIAMOCI!
Lina D'amico
24 febbraio 2012 at 10:42
DA PAZZI, SPERO NON GLI DIANO IL PERMESSO.
Francesco Manieri
24 febbraio 2012 at 10:47
Se trovano il gas fanno il vino più frizzante!
Veronica Lodigiani
24 febbraio 2012 at 10:56
non hai capito quello che intendevo dire… non è ok nemmeno quando lo fanno nel delta del niger o in qualsiasi altro posto… non è giusto farlo quando le risorse sai già che non rimarranno là dove sono state prodotte, ma verranno sfruttate da tuttaltra parte a scapito del luogo e di chi ha lavorato per produrle!!
Emma Click
24 febbraio 2012 at 11:14
Si cerca l’energia per necessità… se l’Iran cela toglie dobbiamo fare a meno dei vini doc…
Pingback: Cercare il petrolio e il gas nell’Oltrepò Pavese, in zona di produzione di vini Doc | FiascoJob Blog
Giacomo Cossu
24 febbraio 2012 at 12:07
salve maria ferdinanda, le scrivo da un paese dove sta accadendo la stessa cosa. Io faccio parte di un comitato che sta cercando di bloccare questo scempio. Noi siamo in sardegna, e oltre ad essere sul mare e oltre al fatto che il paese è uno dei primi in italia per la produzione di latte vaccino e famoso per l’agricoltura, il sito individuato dalla saràs per l’attività estrattiva è a circa duecento metri dall’oasi di “s’ena arrubia”, una delle zone umide più importanti d’europa e infatti considerato patrimonio della comunità europea. Purtroppo però se non fosse stato per noi le operazioni sarebbero già cominciate. Il punto è che siamo troppo soli e abbiamo bisogno di aiuto e sostegno da parte di chiunque ce ne possa dare. Se vuole aiutarci o scrivere al riguardo mi contatti e le forniro tutte le documentazioni a riguardo. Saluti giacomo cossu
Claudio Fornari
24 febbraio 2012 at 12:58
ClicK: vuole inserire balle anche in questo contesto: l’embargo (TOTALE) del petrolio nei confronti dell’Iran è stato dichiarato dall’UE e inizierà entro entro luglio di quest’anno. Questa decisione, firmata anche dall’Italia è stata presa il 23 Gennaio. In questi giorni gli iraniani hanno solo anticipato ( giustamente) per Francia ed G.B. questa decisione.
Fabio Ronchetti
24 febbraio 2012 at 14:05
io abito nella zona e posso dire che hanno già trivellato società francesi circa trent’ anni fa e non hanno pescato altro che sana acqua termale solforosa e fango preistorico. In più, il lato meridionale dell’ area prescelta corrisponde alla faglia sismica Villalvernia -Varzi, capace che gli spiezza ‘o spillone:)
Emma Click
24 febbraio 2012 at 19:51
Claudio Fornari: io sono contraria all’embargo… però penso anche che l’Iran e tutto il resto del “complotto petrolistano” (Russia, Cina e Venezuela etc.) contro l’Occidente costituisca attualmente una minaccia al nostro sistema economico di base (alimentazione e bisogni essenziali), tale da motivare un inevitabile conflitto bellico mondiale… per questo è comprensibile e giustificabile la ricerca di altre risorse petrolifere (purché nella consapevolezza di convertire prima possibile tutto il sistema energetico ad una o più fonti di energia pulita e inesauribile… a me sembra la prospettiva più positiva e ragionevole anche se comporta un cambiamento strutturale e culturale notevole, ed anche purtroppo la rinuncia a beni (comunque destinati al surplus delle classi benestanti)… Altrimenti come sarà possibile sopravvivere a fronte di una sempre maggiore crescita demografica, con una domanda di energia esponenziale, basandosi solo sull’uso di una fonte di energia esauribile come il petrolio?
Claudio Fornari
24 febbraio 2012 at 20:11
Click: il maggior pericolo “al nostro sistema economico di base (alimentazione e bisogni essenziali)” è il nostro sistema stesso. All’interno di questo sistema non tutti se la passano alla stessa maniera. Io non ricerco, ne combatto i falsi nemici indicatomi da chi effettivamente, come lavoratore mi crea dei grossi problemi: il sistema di speculatori e di chi deve continuamente e sempre di più fare profitti che mi crea dei grossi problemi…………non l’IRAN.
Emma Click
24 febbraio 2012 at 23:28
Claudio Fornari: Sono pienamente d’accordo… le speculazioni bancarie, assieme allo sfruttamento della classe lavoratrice, al libero mercato, all’esclusione dal mondo del lavoro sono una delle tante componenti che rendono ingiusto il nostro sistema… Il mio discorso sull’energia (la cui disponibilità influisce moltissimo sul nostro modo di percepire l’ingiustizia del sistema) non è essenzialmente una presa di posizione contro l’Iran (produttore di petrolio e quindi potenziale gestore esterno di una rotella fondamentale del nostro sistema)… Principalmente la mia denuncia è verso i politici capitalisti e liberisti irresponsabili che ci hanno sempre più esposti al rischio di una guerra disastrosa, senza preoccuparsi minimamente di fare politiche di rinnovamento strutturale, di controllo demografico e di sviluppo energetico… Non lo hanno fatto perché la filosofia (neo)liberista nasce e vegeta in un contesto culturale borghese, dove la ricchezza economica è soprattutto sovrastrutturale e motivata tutta dalla distinzione di classe, di status symbols, di omologazioni sociali etc… un concetto di ricchezza che ha contagiato tutta la nostra società, la “middle class” benestante (statali, liberi professionisti, dipendenti privati a contratto indeterminato).. con valori che si rafforzano maggiormente con l’inasprirsi delle differenze sociali: se sei povero, infatti, tutto ciò che per un ricco è un fatto ordinario tu tenderai a percepirlo come un lusso inaccessibile di estremo valore… L’Iran io lo considero solo come un paese non molto affidabile sul piano geopolitico… (non solo per la sua posizione riguardo al conflitto israelo-palestinese)… Ma non condivido neanche l’idea che si debba fare una guerra del petrolio contro di esso per un motivo di profitto, benché oggi il rischio maggiore è che questa possa avvenire per una necessità vitale impellente… Infatti non sono state poste le basi di una economia energetica alternativa.. cosa che non si sta facendo tuttora e si sta invece perseguendo ancora la rischiosa e nefasta politica neoliberista…