Di Maria Ferdinanda Piva
E’ giusto avere consapevolezza delle proprie azioni. E dunque sappiate che i gamberi (3-4 euro bastano e a volte avanzano per una confezione da un paio di etti) ci stanno costando la Terra, nel senso che hanno un impatto ambientale 10 volte più grande rispetto a quello della carne. Anzi: rispetto alla carne dei bovini allevati deforestando l’Amazzonia.
E’ un’altra notizia emersa nei giorni scorsi dall’incontro annuale dell’AAAS, American Association for the Advancement of Science svoltosi a Vancouver, in Canada. Uno studioso ha fatto tutti i calcoli.
Il ragionamento di Boone Kauffman, della Oregon State University, parte dalla constatazione che lungo le coste dell’Asia e dell’America del Sud per far spazio agli allevamenti di gamberetti si distruggono le mangrovie, le foreste che occupano l’area periodicamente coperta dalla marea.
Il fatto ha un notevole impatto ecologico e sociale. Inoltre la sparizione delle mangrovie moltiplica la furia con cui tsunami e cicloni si abbattono sulla terraferma: molte più vittime, molti più danni. Ma Boone Kauffman lascia questi aspetti sullo sfondo per concentrarsi sulle emissioni di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra.
Il suo ragionamento. L’azienda media sfrutta la medesima area per cinque anni soltanto: poi deve cercare un nuovo spazio a causa dell’accumulo di fanghi e rifiuti e a causa dell’acidità del suolo, che rendono l’ambiente non più adatto ai gamberetti.
Il suolo delle mangrovie stocca una grande quantità di carbonio. Quando un ettaro di mangrovie sparisce per far posto a un allevamento di gamberi, entrano nell’atmosfera 401 tonnellate di carbonio, che equivalgono a 1.472 tonnellate di anidride carbonica.
Nei cinque anni di vita di un’azienda, un ettaro di allevamento frutta all’incirca, e sempre in media, 1.659 chili di gamberi. Significa che 100 grammi di gamberi – una porzione di cocktail di gamberi – rappresentano 198 chili di anidride carbonica in più nell’atmosfera: è come consumare 90 litri di benzina al volante di un’auto. Kauffman non considera neppure le emissioni legate a conduzione dell’allevamento, trasporto e distribuzione dei gamberi eccetera.
La traduzione in termini europei: un’utilitaria del Vecchio Continente, ben più sobria dei macchinoni americani, consuma un litro di benzina per una ventina di chilometri.
Con 90 litri si fa quasi tre volte il viaggio da Torino a Roma: nella migliore delle ipotesi, si sta al volante per l’intera giornata e si spendono- alle quotazioni odierne della benzina – circa 165 euro.
I 100 grammi di gamberi si consumano in pochi minuti e costano circa 100 volte di meno. Trovo impressionante il fatto che danneggino il pianeta nello stesso modo.
Su Science Now l’impronta ecologica di un cocktail di gamberi
Un vecchio articolo di Repubblica la distruzione delle mangrovie fra le cause del disastro in Birmania
Fonte: Blogeko
Adri Tono
24 febbraio 2012 at 22:17
deciso, divento vegetariana.
Salvador Saddimde
24 febbraio 2012 at 22:20
non compro più carne ne uova, condivido! stop ai gamberi; tra l’altro ho letto che le “scorie” date dall’allevamento sono molto inquinanti.
Glauco Selva
24 febbraio 2012 at 22:25
mangiate a prevalenza vegetale possibilmente biologico e a km zero ….così manderete affanculo la grande distribuzione e guadagnate in salute
Benedetta Millauro
24 febbraio 2012 at 22:25
certo che ormai nn possiamo piu’ mangiare niente ……ci stanno distruggendo !!!!!
Angelo Daniele Perlin
24 febbraio 2012 at 22:29
Certo Selva…. voglio proprio vedere come fai a sfamare gli abitanti di uan città con prodotti a km0 e biologici… hai idea la produzione ad ettoro di una cultura biologica? a meno che la tua sia un’idea per sfoltire un bel po di popolazione… allora si ha un senso…
Chiarella Giambalvo
24 febbraio 2012 at 22:31
UN’ALTRA BELLA NOTIZIA! NON C’E’ FINE ALLA SCELLERATEZZA DELL’ESSERE UMANO!!!
Antonio Fusho
24 febbraio 2012 at 22:42
A prescindere da tutte le buone intenzioni per vivere bene e rispettare la natura, forse dovremmo accettare l’idea di fondo che siamo su questo piano esistenziale di passaggio, e che tutto è destinato a decomporsi.Il nostro attaccamento alla vita non differisce punto dallo sfruttamento intensivo del pianeta.
Carlo Casiglia
24 febbraio 2012 at 22:45
non costano così poco i gamberi
Princess Mononoke
24 febbraio 2012 at 22:46
mahh… peggio della carne non è possibile
Michele Marchesini
24 febbraio 2012 at 22:57
Il problema è che sono buoni… sarà meglio incominciare a mangiarne di meno (magari solo quelli bio che costano il doppio, sono molto buoni e si spera facciano meno danni)
Adriano Rullo
24 febbraio 2012 at 23:02
il problema non sono i gamberi. siamo troppi sulla terra. quindi dovremmo riconoscere la pena di morte in tutto il mondo, così da sfoltire la popolazione inutile. (a mezzanotte non potete pretendere un ragionamento serio :P) e cmq ditemi dove li pagate poco, perchè a me non risultano tanto economici!!
Gianni Errico
24 febbraio 2012 at 23:04
Io li ho magiati stasera cazzo!!! Adesso mi sento in colpa!
Cristiano Iera
24 febbraio 2012 at 23:14
Ma qualcuno mi spiega perché dove stanno le foreste di mangrovie al largo della Groenlandia, che è la zona di origine indicata sul barattolone di “gamberetti boreali” che sto osservando? Caomai i “BLACK TIGER” possono essere ricondotti a quel tipo di produzione sconsiderata, a meno che non provengano dal golfo del messico, luogo in cui sono dichiarati “specie infestante”… Mi sa che lì ne hanno un po’ troppi.
Fabio Durante
24 febbraio 2012 at 23:20
non so come commentare l’intervento precedente al mio …
Fabrizio Zanetti
24 febbraio 2012 at 23:38
io ho cambiato la mia vita dopo avere letto i libri di Arnold Ehret. Vi posto il video, bellissimo, di un’amico. Guardatelo con attenzione.
CheTeLoDicoAFare…
http://www.youtube.com/watch?v=P8srZtqkSSI
Emma Click
24 febbraio 2012 at 23:39
Il problema non che il cibo aumenta perchè diventiamo sempre più ingordi ma perchè aumentano le bocche da sfamare!
Gohan Son
24 febbraio 2012 at 23:59
possiamo sfamare 9 miliardi di persone hai idea di quanto cibo buttiamo via ogni anno nel mondo?!
Fabrizio Zanetti
25 febbraio 2012 at 00:04
no Emma. non è vero
Joe Quadri
25 febbraio 2012 at 00:32
E gli altri alimenti?!Quanto ci costano in termini monetari, in termini di sociali e ecologici altri cibi che utilizziamo quotidianamente? Qui gamberetti vengono paragonati a tsunami (?) e a viaggi automobilistici.
Eppy Gherrer
25 febbraio 2012 at 01:28
…non è vero…infatti nel mondo si produce cibo per un 50% in più di quanti siamo,solo che noi occidentali dobbiamo avere un surplus del doppio da buttare poi nella spazzatura!!!…ma poi che cavolo vi mangiate:i gamberi sono poco nutritivi,solo colesterolo,poco gusto e non è “mangiare pesce” !!!
Francesco
25 febbraio 2012 at 02:13
Vorrei solo precisare che la proporzione iniziale non torna:
se 1659 Kg di gamberi producono 1472000 Kg di CO2, 0.1 Kg di gamberi producono 89 Kg di CO2, non 198 Kg!
E poi sulla riflessione finale, è vero che per mangiare 100 gr di gamberetti ci vogliono 5 minuti, ma va pensato che sono stati prodotti in 5 anni di attività dell’azienda mentre la macchina inquina in tempo reale
Comunque rimane un dato davvero allarmante! Basta gamberetti!!!
Michele Mobe Manicardi
25 febbraio 2012 at 02:19
Bravo Adriano Rullo che ha lo detto. Troppi. Fossimo cento, duecento, cinquecento o anche mille milioni, avremmo spazio, tecnologia e scorte inesauribili. Tutte le culture esistenti potrebbero essere mantenute. L’umanità è bambina, ma ora occorre che impari a pulirsi il culo da sè.
Monica Daniela Albertin
25 febbraio 2012 at 02:36
mi sembra strano
Emma Click
25 febbraio 2012 at 08:42
La popolazione mondiale aumenta, Fabrizio, come fai a dire che non è vero? Ciò significa un aumento della produzione di generi alimentari (e non solo)… Non si può pensare che gli esseri umani potranno vivere solo di verdura, perché il corpo umano necessita anche di proteine animali, specie nel periodo dello sviluppo, o in chi compie lavori fisici… L’aumento della popolazione comporta uno sconvolgimento di tutto l’ecosistema… è risaputo che molte specie viventi si sono già estinte negli ultimi 50-60 anni come non era successo mai prima… Però trovo folle l’idea di introdurre la pena di morte (o la guerra) come metodo per diminuire la crescita demografica… Ma se qualcuno già pensa questo oggi che ancora viviamo il problema in modo non grave, figuriamoci il giorno in cui il problema si presenterà in modo serio… L’essere umano non è fatto per vivere in una scatola di sardine, ha bisogno di spazio, è questa al causa di tutte le discordie!
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Francesco
25 febbraio 2012 at 10:00
Oooo..visto che come dite siamo troppi, iniziamo a sfoltì AMMAZZATEVI!
Cloro Barbara
25 febbraio 2012 at 11:12
non è vero. Il corpo umano sta su benissimo anche solo con alimenti vegetali. Non spari cazzate solo sul sionismo
Loredana Pisaturo
25 febbraio 2012 at 11:14
ma veramente??????????????? niente più gamberi allora nella mia cucina……
claudio
29 febbraio 2012 at 15:54
chi vuole proteine animali dovrebbe cominciare a mangiare insetti, aracnidi e piccoli crostacei terrestri ome si fa in asia… se ne allevano milardi in pochissimo spazio e senza nessunoo sforzo (basta mettere insieme qualche maschio e femmina ed aspettare che depongano migliaia di uova per ciascuna coppi, sono magri, senza colesterolo e forniscono proteine di altissima qualità. Chi storce il naso tenga presente che un gambero è davvero molto simile ad una cavalletta… pensate ad una persona che non ha mai visto un crostaceo… vomiterebbe nel vedere qualcuno mangiare un’ aragosta che sembra un enorme insettone alieno!