Maria Ferdinanda Piva Pubblicato da il 24 febbraio 2012.
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Si pagano pochi euro, ci costano la Terra. L’impatto ambientale dei gamberi

Di Maria Ferdinanda Piva

E’ giusto avere consapevolezza delle proprie azioni. E dunque sappiate che i gamberi (3-4 euro bastano e a volte avanzano per una confezione da un paio di etti) ci stanno costando la Terra, nel senso che hanno un impatto ambientale 10 volte più grande rispetto a quello della carne. Anzi: rispetto alla carne dei bovini allevati deforestando l’Amazzonia.

E’ un’altra notizia emersa nei giorni scorsi dall’incontro annuale dell’AAAS, American Association for the Advancement of Science svoltosi a Vancouver, in Canada. Uno studioso ha fatto tutti i calcoli.

Il ragionamento di Boone Kauffman, della Oregon State University, parte dalla constatazione che lungo le coste dell’Asia e dell’America del Sud per far spazio agli allevamenti di gamberetti si distruggono le mangrovie, le foreste che occupano l’area periodicamente coperta dalla marea.

Il fatto ha un notevole impatto ecologico e sociale. Inoltre la sparizione delle mangrovie moltiplica la furia con cui tsunami e cicloni si abbattono sulla terraferma: molte più vittime, molti più danni. Ma Boone Kauffman lascia questi aspetti sullo sfondo per concentrarsi sulle emissioni di anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra.

Il suo ragionamento. L’azienda media sfrutta la medesima area per cinque anni soltanto: poi deve cercare un nuovo spazio a causa dell’accumulo di fanghi e rifiuti e a causa dell’acidità del suolo, che rendono l’ambiente non più adatto ai gamberetti.

Il suolo delle mangrovie stocca una grande quantità di carbonio. Quando un ettaro di mangrovie sparisce per far posto a un allevamento di gamberi, entrano nell’atmosfera 401 tonnellate di carbonio, che equivalgono a 1.472 tonnellate di anidride carbonica.

Nei cinque anni di vita di un’azienda, un ettaro di allevamento frutta all’incirca, e sempre in media, 1.659 chili di gamberi. Significa che 100 grammi di gamberi – una porzione di cocktail di gamberi – rappresentano 198 chili di anidride carbonica in più nell’atmosfera: è come consumare 90 litri di benzina al volante di un’auto. Kauffman non considera neppure le emissioni legate a conduzione dell’allevamento, trasporto e distribuzione dei gamberi eccetera.

La traduzione in termini europei: un’utilitaria del Vecchio Continente, ben più sobria dei macchinoni americani, consuma un litro di benzina per una ventina di chilometri.

Con 90 litri si fa quasi tre volte il viaggio da Torino a Roma: nella migliore delle ipotesi, si sta al volante per l’intera giornata e si spendono- alle quotazioni odierne della benzina – circa 165 euro.

I 100 grammi di gamberi si consumano in pochi minuti e costano circa 100 volte di meno. Trovo impressionante il fatto che danneggino il pianeta nello stesso modo.

Su Science Now l’impronta ecologica di un cocktail di gamberi

Un vecchio articolo di Repubblica la distruzione delle mangrovie fra le cause del disastro in Birmania

Foto

Fonte: Blogeko

29 Risposte a Si pagano pochi euro, ci costano la Terra. L’impatto ambientale dei gamberi

  1. Francesco Rispondi

    25 febbraio 2012 at 02:13

    Vorrei solo precisare che la proporzione iniziale non torna:
    se 1659 Kg di gamberi producono 1472000 Kg di CO2, 0.1 Kg di gamberi producono 89 Kg di CO2, non 198 Kg!

    E poi sulla riflessione finale, è vero che per mangiare 100 gr di gamberetti ci vogliono 5 minuti, ma va pensato che sono stati prodotti in 5 anni di attività dell’azienda mentre la macchina inquina in tempo reale

    Comunque rimane un dato davvero allarmante! Basta gamberetti!!!

  2. Pingback: Bisogna proprio sempre spiegarsi tutto? « Occhio al Cuore

  3. Francesco Rispondi

    25 febbraio 2012 at 10:00

    Oooo..visto che come dite siamo troppi, iniziamo a sfoltì AMMAZZATEVI!

  4. claudio Rispondi

    29 febbraio 2012 at 15:54

    chi vuole proteine animali dovrebbe cominciare a mangiare insetti, aracnidi e piccoli crostacei terrestri ome si fa in asia… se ne allevano milardi in pochissimo spazio e senza nessunoo sforzo (basta mettere insieme qualche maschio e femmina ed aspettare che depongano migliaia di uova per ciascuna coppi, sono magri, senza colesterolo e forniscono proteine di altissima qualità. Chi storce il naso tenga presente che un gambero è davvero molto simile ad una cavalletta… pensate ad una persona che non ha mai visto un crostaceo… vomiterebbe nel vedere qualcuno mangiare un’ aragosta che sembra un enorme insettone alieno!

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