di Stefano Vergine
L’ex ministro pubblica ogni giorno i dati a confronto del governo Berlusconi con quello Monti, cercando di dimostrare che con il Cavaliere le cose andavano meglio. Peccato che usi un metodo sbagliato, che gli economisti definiscono semplicemente «da ignorante»
All’inizio l’ha chiamata “operazione verità”. Il 20 gennaio di quest’anno, due mesi dopo la caduta del governo Berlusconi, sotto questo titolo l’ex ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, pubblicava sul suo blog e sulla sua pagina Facebook alcune righe per spiegare che con l’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Monti lo spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi non era affatto migliorato: «Con il governo Monti l’effetto spread c’è stato? Sì, al rialzo. La media dello spread nei primi 60 giorni di Monti (quelli della luna di miele) è più alta di 80-100 punti rispetto alla media degli ultimi 60 giorni di Berlusconi».
Poi l’intuizione è diventata un tormentone. L’ha chiamata proprio così Brunetta: «operazione tormentone spread». L’economista, che nella sua carriera ha insegnato nelle università di Venezia e Tor Vergata, ha iniziato a pubblicare i grafici che mostrano il differenziale tra i titoli di stato tedeschi e quelli italiani. Lo spread, appunto. L’obiettivo dichiarato è dimostrare che «l’andamento dello spread italiano come quello di altri Paesi non dipende dal governo Monti o da quello Berlusconi, ma dalla debolezza della governance europea». Il messaggio sottinteso è che con Monti le cose vanno peggio rispetto a quando c’era Berlusconi.
Per argomentare la sua tesi l’ex ministro ha scelto questa tecnica: mettere a confronto la media dello spread nei giorni del governo Berlusconi con quella del governo Monti. L’ultimo post pubblicato dice ad esempio che al 96esimo giorno dall’inizio del governo Monti, la media dello spread è più alta di 90 punti rispetto alla media degli ultimi 96 giorni del governo Berlusconi. I dati sono corretti e l’interesse dei lettori altissimo. Centinaia i “mi piace” sotto i suoi grafici, anche se per la verità poi i commenti non sono proprio lusinghieri.
Dubbio tuttavia è il metodo utilizzato dall”ex ministro per il confronto sullo spread, indice della solidità delle finanze pubbliche italiane.
Spiega ad esempio Luciano Canova, economista al Cresa (centro ricerche epistemologia sperimentale) dell’Università San Raffele di Milano: «Da economista, sono desolato per l’ignoranza del concetto di trend e, soprattutto, di derivata prima, che fonda la teoria economica.
Come si fa a diventare professori di economia se non si capisce il concetto di derivata prima? Non si sa se essere stupiti o desolati dalla pervicacia con cui il ministro Brunetta pubblica il suo tormentone». In altre parole Canova mette sotto accusa la scelta di Brunetta di concentrare l’attenzione sulla media del valore dello spread anziché sulla tendenza. Una differenza non da poco, come dimostra una semplice occhiata ai grafici. Se si guarda la tendenza invece della media, si nota come con Berlusconi lo spread sia gradualmente aumentato, mentre con Monti è successo il contrario.
Anche un altro economista ha qualche rilevazione da fare a Brunetta: ma non sul trend, bensì sul modo in cui sono paragonati i dati. Dice infatti Beppe Scienza, docente di Matematica Finanziaria all’Università di Torino: «Si dovrebbe sempre richiamare l’attenzione sull’ultimo dato disponibile: e questo, ora, è migliore rispetto alla fine del governo Berlusconi. Il vero confronto sarà comunque quello fra gli ultimi tre mesi del governo Berlusconi e gli ultimi tre mesi dell’esecutivo Monti, quelli che devono ancora venire». Insomma, è alla fine del mandato – quando la politica di un governo dà i suoi frutti maturi – che si devono fare i conti e i paragoni. E chissà se allora il professor Brunetta pubblicherà ancora il suo tormentone.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/spread-brunetta-da-i-numeri/2174792/10
Alfredo Russo
24 febbraio 2012 at 10:48
…mai azzeccato nulla sto mezz’uomo….
Roberto Gregolo
24 febbraio 2012 at 10:49
idiota
Carlo Fiocca
24 febbraio 2012 at 10:49
io non sono di berlusconi e ne di brunetta mi e’ antipatico per0′ ha ragione
Lucio Bufo
24 febbraio 2012 at 10:49
SMETTETELA DI PARLARE DI QUEST’ESSERE INSULSO ….
Paolo Pezzetti
24 febbraio 2012 at 10:50
I leccapiedi mi son sempre stati antipatici.
Venanzio Bianchini
24 febbraio 2012 at 10:50
capirai che novita
Fiorenzo Frumento
24 febbraio 2012 at 10:51
piccolo coglione
Giulia Porcedda
24 febbraio 2012 at 10:51
e di Brunetta, Maria Stella….e tutti gli altri abbiamo mai saputo quanto hanno dichiarato?? No…e sinceramente non mi interessa come non mi interessa il compenso dell’intero governo tecnico….che la gente paghi le tasse !!!
Paolo Cazzaniga
24 febbraio 2012 at 10:52
un commento stile trapattoni…complimenti Carlo!
Pino Irsuti
24 febbraio 2012 at 10:52
Ma lasciatelo perdere a questo…
Fabio Gobbi
24 febbraio 2012 at 10:54
ma scusate..ma lo spread non è ereditato dal malgoverno precedente?
Gabriella Fiano
24 febbraio 2012 at 10:54
non ci arriva a vedere la verità….la verità sta troppo in alto!!
Tiziana Abbà
24 febbraio 2012 at 10:54
Sempre più coglione!!!!!!
Luca Carrieri
24 febbraio 2012 at 10:55
ha ragione??come diavolo fa ad aver ragione?? ma se non sa neanche che significa la parola trend?? cioè, pretende di dire che con Monti nei primi 60 giorni c’è spread superiore a quello degli ultimi 60 di Berlusconi perchè la media di quei giorni è più alta di quella di Berlusconi?? Ma questa cosa l’avrebbe capita anche un cane..se berlusconi parte da 320 e arriva a 480 è in salita di 160..Monti partiva da 480 ed era arrivato a 420..ovvero -60..cioè La vera differenza Monti Berlusconi nello spread è 220 di guadagno di Monti!!
Carla Cinquini
24 febbraio 2012 at 10:55
non vogliono mollare in nessun modo dopo aver rovinato l ITALIA! hanno ancora la faccia tosta di parlare
Peruchetti Alberto
24 febbraio 2012 at 10:56
A Brunè… nun sei all’altezza !!! Dovrei dire RITIRATI ma + ritirato di così !!!
Monia Pompilio
24 febbraio 2012 at 10:56
Velenoso!
Corrado Tanasi
24 febbraio 2012 at 10:57
SI SA’ CHE LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE
Stefano Fusco
24 febbraio 2012 at 10:59
Questo essenzialmente è “corto” de cervello!!!
Tiziano Bartolucci
24 febbraio 2012 at 10:59
ma cosa volete che azzecchi….manco le scale azzecca.
Carlo Fiocca
24 febbraio 2012 at 11:00
ha ragione io non sono della sua parte pero ha ragione
Francesco Massa
24 febbraio 2012 at 11:04
ma per favore ancora tenete in considerazione queste persone?????
PensarePolitica 24 ore su 24 (www.pensarepolitica24.blogspot.com)
24 febbraio 2012 at 11:06
http://www.youtube.com/watch?v=fb9O2NzKdQY&feature=youtu.be (GUARDATELO)
Si parla sempre di riforme ma poi non si vanno a sdradicare quelli che sono i veri problemi che causano i motivi per cui occorrono le riforme…e allora che bisogna fare?
Bisogna urlare il proprio sdegno, bisogna dire che noi non ci stiamo ai giochetti di questo sistema, bisogna dire che è ora che le cose cambino prima che la situazione degeneri del tutto.
Patrizia Improta
24 febbraio 2012 at 11:06
le persone nn hanno mica capito che l’ex governo ci stava portando al lastrico,a me interessa quanto prende un politico un menager ?o un operaio , chi avra’ lavorato di più!?
Francesco Manieri
24 febbraio 2012 at 11:10
Il problema di Brunetta e della sua “ignoranza” è legato al fatto che in lui prevale il “politico” sul “professore di economia”, la scienza lui l’ha messa sotto la suola delle scarpe. A questo punto ci si potrebbe anche domandare se il “grande” Brunetta è diventato professore per meriti scientifici o politici!
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Pierangelo Rossi
24 febbraio 2012 at 18:24
tutti abbiamo recepito il suo quozziente, quello che ci deve preoccupare, i suoi allievi quali danni arrecgeranno alla collettività?