20 Risposte a La crisi del Manifesto e gli intellettuali che, per capirli, ci vogliono tre lauree. La rivoluzione di massa.
Emanuele Levrero
3 marzo 2012 at 09:37
Concordo pienamente con l’analisi.Lavoravo in una rilegatoria e rilegavamo libri per una casa editrice di sinistra, area Manifesto per intenderci libri con dotte dissertazioni ILLEGGIBILI e invendibili, a che servivano?
Andrea Ottani
3 marzo 2012 at 09:39
ignoranti…se un giornale scrive cose che non capite deve cambiare il giornale??? saremo sommersi da un mare di merda
Eugenito García
3 marzo 2012 at 09:39
Non servono le lauree, ma saper superare i dolori di testa che provoca la lettura del Manifesto
Che poi tre lauree di oggi non equivalgono neanche ad una di qualche decennio fa…
Marino Maiorino
3 marzo 2012 at 09:53
Emanuele, posso assicurarti che se avessi passato un manuale di legatoria agli autori di quei libri, anche loro non avrebbero capito una mazza. Se ti interessi a qualcosa, spendi uno sforzo per capire l’argomento ed acquisisci il vocabolario necessario per intenderlo.
Ma lo sforzo, in Italia, oggi, e DI TESTA per giunta?
Aurora Vescera
3 marzo 2012 at 09:53
è veritiero allora quello studio che parla di ignranza nel capiree sintetizzare un testo. sappiamo leggere e scrivere, ma senza capirne il senso. e questo si potrebbe desumere dalla nostra civiltà
Gianelio Francaura
3 marzo 2012 at 09:56
“Adesso il nemico è impalpabile, escluso Berlusconi sono rimasti i berlusconisti, i piduisti, i banchieri ed i parassiti globali, in questa nebbia politico culturale è difficile individuare il nemico e se gli intellettuali non accendono la lanterna che faccia capire alla massa dov’è veramente il problema c’è il forte rischio che non si venga compresi.
allora dobbiamo continuare a guardare studio aperto perchè è piu semplice???
Elisa Albera
3 marzo 2012 at 10:14
no, ma bisogna trovare il modo di restare in contatto con la realtà, anche se è una realtà troppo semplice e troppo diverse da quella che desideriamo
Lyssa Love
3 marzo 2012 at 10:20
il manifesto è l’unico giornale che scrive le cose come stanno.se poi non amate gli svolazzi intellettuali potete saltarli e non succede niente ma almeno non siete costretti a sorbirvi palate di stupidità come con la repubblica per dirne uno.è un giornale che va sostenuto in tutti i modi.
Francesco Ombronelli
3 marzo 2012 at 10:48
Non c’è niente di più esilarante di gente che scrive di “cultura” e “sapere” e poi nei commenti non sa neanche scrivere in italiano.
il messaggio di questo compagno è la dimostrazione del fallimento di giornali opportunisti come il Manifesto!
questo compagno sogna la rivoluzione ma poi cade nell’errore dell’esaltazione della Costituzione Italiana come il meglio e della battaglia elettorale e l’alleanza col PD come l’unica lotta possibile!
Ecco perchè caro Manifesto avete fallito, ecco perchè non potete nemmeno più considerarvi comunisti e non siete diventati altro che un giornale da mininicchia che non ha più avuto seguito!
Perchè voi stessi intellettuali vi siete venduti al sistema e alla gestione dell’esistente, avete abbandonato la prospettiva di sovvertire il sistema e di rovesciare tutte le regole per accettare fraseologie da “altromondo possibile” proponendo alla fine sempre e solo soluzioni socialdemocratiche e di riforma del capitalismo senza andare a modificare i rapporti economici alla base del suo funzionamento…forse è giusto così…forse è giusto che facciate la fine inevitabile di altre forze politiche che si mettono addosso la falcemartello salvo poi averla già, nei fatti, nascosta nel cassetto incapaci anche solo di comprenderla!
Può essere semplicemente un invito a rendersi comprensibili anche a chi ha la terza media come me. Per quanti libri abbia letto non riesco a seguirli su un terreno da intellettualismo spinto.
L’alternativa al cambiamento del capitalismo per la via democratica è la rivoluzione, ma c’è un problema, mancano i rivoluzionari.
Grazie del commento e ciao.
Aurelio Filardo
3 marzo 2012 at 11:34
io ho smesso di leggere il manifesto, già da tanti anni, proprio per il contrario dell’articolista.ho smesso di leggerlo quando non c’erano più i corsivi di Pintor e Rossanda cominciava ad abbandonare.da allora non vi ho più trovato quella spinta che già mi faceva immaginare una possibile nuova società futura.il politicismo attuale non mi appassiona per niente.
Gatto Merlino
3 marzo 2012 at 11:48
Un pessimo articolo. Ci dev’essere aria di crisi anche da quelle parti se si risparmia persino sulla punteggiatura.
Caro Slasch16 approvo tutto quello che scrivi ma propio per questo non capisco come si possa pensare di rimettere ,ancora una volta,il mandato a chi a dimostrato di essere incapace o peggio corrotto.La logica del contrapposto e del dux ci portera di nuovo al punto di partenza,il potere non si puo sconfiggere con metodi che risultano simili al potere stesso.Ogni volta che si prova a cambiare qualcosa comincia il fuoco mediatico,poliziesco[nell'accezione negativa dovuta alle chiare infiltrazioni nei loro stessi ranghi],finanziario[corruzione-fallimenti-banche etc.] e politico [in buona fede?] senza contare gli “amici” che puntualmente ad orologeria sbagliano [il provocatore notav del carabiniere,esasperato o pagato per far danno?].No compagno la via è una mobilitazione globale,pacifica,etica che metta al centro l’UOMO nella sua dignita e affronti una battaglia alla volta cominciando dal diritto sociale alla scuola,sanità e retribuzione minima garantita.La maggioranza delle persone non possono non essere d’accordo,quindi prima cominciamo e meglio è ,monitorando in tempo reale[internet-youtube-video telefonini-radio etc.] in modo da evitare strumentalizzazioni,per il resto- l’albero si riconosce dal frutto-fuori dalle scatole pseudorappresentanti.
Praticamente è quello che vorrei, mettere al centro l’Uomo e non il profitto. Resta da lavorare e seminare per creare i presupposti per mobilitare la massa.
Emanuele Levrero
3 marzo 2012 at 09:37
Concordo pienamente con l’analisi.Lavoravo in una rilegatoria e rilegavamo libri per una casa editrice di sinistra, area Manifesto per intenderci libri con dotte dissertazioni ILLEGGIBILI e invendibili, a che servivano?
Andrea Ottani
3 marzo 2012 at 09:39
ignoranti…se un giornale scrive cose che non capite deve cambiare il giornale??? saremo sommersi da un mare di merda
Eugenito García
3 marzo 2012 at 09:39
Non servono le lauree, ma saper superare i dolori di testa che provoca la lettura del Manifesto
Vincenzo Montelisciani
3 marzo 2012 at 09:39
Marco Montelisciani
Gaetano Trapani
3 marzo 2012 at 09:40
Lettera aperta al presidente del consiglio… http://gaetanotrapani.blogspot.com/2012/02/lettera-aperta-al-presidente-del_27.html
Eliano Imperato
3 marzo 2012 at 09:48
Che poi tre lauree di oggi non equivalgono neanche ad una di qualche decennio fa…
Marino Maiorino
3 marzo 2012 at 09:53
Emanuele, posso assicurarti che se avessi passato un manuale di legatoria agli autori di quei libri, anche loro non avrebbero capito una mazza. Se ti interessi a qualcosa, spendi uno sforzo per capire l’argomento ed acquisisci il vocabolario necessario per intenderlo.
Ma lo sforzo, in Italia, oggi, e DI TESTA per giunta?
Aurora Vescera
3 marzo 2012 at 09:53
è veritiero allora quello studio che parla di ignranza nel capiree sintetizzare un testo. sappiamo leggere e scrivere, ma senza capirne il senso. e questo si potrebbe desumere dalla nostra civiltà
Gianelio Francaura
3 marzo 2012 at 09:56
“Adesso il nemico è impalpabile, escluso Berlusconi sono rimasti i berlusconisti, i piduisti, i banchieri ed i parassiti globali, in questa nebbia politico culturale è difficile individuare il nemico e se gli intellettuali non accendono la lanterna che faccia capire alla massa dov’è veramente il problema c’è il forte rischio che non si venga compresi.
Tratto da: La crisi del Manifesto e gli intellettuali che, per capirli, ci vogliono tre lauree. La rivoluzione di massa. | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/03/03/la-crisi-del-manifesto-e-gli-intellettuali-che-per-capirli-ci-vogliono-tre-lauree-la-rivoluzione-di-massa/#ixzz1o2v05cSz
- Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!” appunto!!! Lo dice lui stesso, per cui il Manifesto va benissimo com’è, studiate, studiate di più piuttosto, fatevi una cultura, perchè al “nemico”, chiunque esso sia, ha l’ignoranza dalla sua parte.
Stefano Loseto
3 marzo 2012 at 10:09
allora dobbiamo continuare a guardare studio aperto perchè è piu semplice???
Elisa Albera
3 marzo 2012 at 10:14
no, ma bisogna trovare il modo di restare in contatto con la realtà, anche se è una realtà troppo semplice e troppo diverse da quella che desideriamo
Lyssa Love
3 marzo 2012 at 10:20
il manifesto è l’unico giornale che scrive le cose come stanno.se poi non amate gli svolazzi intellettuali potete saltarli e non succede niente ma almeno non siete costretti a sorbirvi palate di stupidità come con la repubblica per dirne uno.è un giornale che va sostenuto in tutti i modi.
Francesco Ombronelli
3 marzo 2012 at 10:48
Non c’è niente di più esilarante di gente che scrive di “cultura” e “sapere” e poi nei commenti non sa neanche scrivere in italiano.
Francis McFry
3 marzo 2012 at 10:55
Giornalazzo
Cristian Briozzo
3 marzo 2012 at 11:03
il messaggio di questo compagno è la dimostrazione del fallimento di giornali opportunisti come il Manifesto!
questo compagno sogna la rivoluzione ma poi cade nell’errore dell’esaltazione della Costituzione Italiana come il meglio e della battaglia elettorale e l’alleanza col PD come l’unica lotta possibile!
Ecco perchè caro Manifesto avete fallito, ecco perchè non potete nemmeno più considerarvi comunisti e non siete diventati altro che un giornale da mininicchia che non ha più avuto seguito!
Perchè voi stessi intellettuali vi siete venduti al sistema e alla gestione dell’esistente, avete abbandonato la prospettiva di sovvertire il sistema e di rovesciare tutte le regole per accettare fraseologie da “altromondo possibile” proponendo alla fine sempre e solo soluzioni socialdemocratiche e di riforma del capitalismo senza andare a modificare i rapporti economici alla base del suo funzionamento…forse è giusto così…forse è giusto che facciate la fine inevitabile di altre forze politiche che si mettono addosso la falcemartello salvo poi averla già, nei fatti, nascosta nel cassetto incapaci anche solo di comprenderla!
Slasch16
3 marzo 2012 at 13:16
Può essere semplicemente un invito a rendersi comprensibili anche a chi ha la terza media come me. Per quanti libri abbia letto non riesco a seguirli su un terreno da intellettualismo spinto.
L’alternativa al cambiamento del capitalismo per la via democratica è la rivoluzione, ma c’è un problema, mancano i rivoluzionari.
Grazie del commento e ciao.
Aurelio Filardo
3 marzo 2012 at 11:34
io ho smesso di leggere il manifesto, già da tanti anni, proprio per il contrario dell’articolista.ho smesso di leggerlo quando non c’erano più i corsivi di Pintor e Rossanda cominciava ad abbandonare.da allora non vi ho più trovato quella spinta che già mi faceva immaginare una possibile nuova società futura.il politicismo attuale non mi appassiona per niente.
Gatto Merlino
3 marzo 2012 at 11:48
Un pessimo articolo. Ci dev’essere aria di crisi anche da quelle parti se si risparmia persino sulla punteggiatura.
fatti non parole
3 marzo 2012 at 12:37
Caro Slasch16 approvo tutto quello che scrivi ma propio per questo non capisco come si possa pensare di rimettere ,ancora una volta,il mandato a chi a dimostrato di essere incapace o peggio corrotto.La logica del contrapposto e del dux ci portera di nuovo al punto di partenza,il potere non si puo sconfiggere con metodi che risultano simili al potere stesso.Ogni volta che si prova a cambiare qualcosa comincia il fuoco mediatico,poliziesco[nell'accezione negativa dovuta alle chiare infiltrazioni nei loro stessi ranghi],finanziario[corruzione-fallimenti-banche etc.] e politico [in buona fede?] senza contare gli “amici” che puntualmente ad orologeria sbagliano [il provocatore notav del carabiniere,esasperato o pagato per far danno?].No compagno la via è una mobilitazione globale,pacifica,etica che metta al centro l’UOMO nella sua dignita e affronti una battaglia alla volta cominciando dal diritto sociale alla scuola,sanità e retribuzione minima garantita.La maggioranza delle persone non possono non essere d’accordo,quindi prima cominciamo e meglio è ,monitorando in tempo reale[internet-youtube-video telefonini-radio etc.] in modo da evitare strumentalizzazioni,per il resto- l’albero si riconosce dal frutto-fuori dalle scatole pseudorappresentanti.
Slasch16
3 marzo 2012 at 13:18
Praticamente è quello che vorrei, mettere al centro l’Uomo e non il profitto. Resta da lavorare e seminare per creare i presupposti per mobilitare la massa.