- di Daniele Di Luciano per Informare per Resistere -
La prima parte di questo articolo sarà una favoletta a cui potremo ripensare prima di addormentarci.
La seconda parte sarà più reale.
Saremo liberi di scegliere cosa credere: se alle favole tranquillizzanti o alla realtà, più subdola e difficile da accettare.
PARTE PRIMA
Il 5 marzo 2012 è stato caricato su Youtube questo video: KONY 2012. Dal titolo e dall’anteprima sembrerebbe un video anonimo ma non è così. In 5 giorni è stato visto da 63 milioni di utenti su Youtube e da 15 milioni di utenti su Vimeo. Mai nessun video, nella storia di internet, ha avuto tanto successo.
Qualcuno lo ha sottotitolato in italiano, eccolo:
In breve è la storia di un giovane padre americano che nel 2002, durante un viaggio in Uganda, conosce Jacob, un ragazzo che gli spiega che nel suo paese c’è un uomo molto cattivo che rapisce i bambini per farli diventare dei piccoli soldati. L’americano promette a Jacob che lui farà qualcosa per fermare Kony, l’uomo cattivo a capo dell’LRA (Esercito di Resistenza del Signore) che dal 1994 prova a prendere il potere in Uganda.
Il giovane padre americano fonda, nel 2003, “Invisible Children”, un’associazione NO PROFIT con lo scopo di sensibilizzare l’opinone pubblica sulle cattiverie di Kony e salvare i bambini soldato.
Inizialmente non riescono ad avere molto seguito ma piano piano la popolarità dei “bambini invisibili” aumenta finché, nel 2011, lo stesso Obama non può fare altro che mandare l’esercito americano a cercare di fermare Kony.
Ma Kony, come ogni cattivo che si rispetti, non è scemo e con i suoi mezzi ugandesi ultratecnologici, riesce a non farsi acciuffare.
Secondo il giovane padre americano, se dovesse calare l’attenzione su Kony, l’esercito americano, che ovviamente è andato in Uganda non per secondi fini ma solo per fermare un uomo cattivo, sarà costretto a ritirarsi e la sua promessa a Jacob non sarà rispettata.
Allora il nostro eroe decide di fare questo film, KONY 2012, in cui alla fine chiede di tenere alta l’attenzione su Kony, di affiggere manifesti, di firmare la petizione, di donare soldi all’associazione NO PROFIT e di acquistare il braccialetto di Kony. …o, almeno, di condividere il video su Facebook.
Personaggi famosi dello spettacolo e della politica si sono già schierati a fianco di “invisible children”: tante brave e buone persone come Bush e Justin Bieber, come Obama e Rihanna, come Ophra e Clooney.
Considerati i risultati, alla nostra favoletta non manca il lieto fine: milioni di persone hanno condiviso il video e “KONY” è una delle parole più digitate in rete.
A vincere non è stato il nostro eroe ma siamo stati tutti noi, con i nostri clic e le nostre condivisioni: i buoni, uniti, possono vincere il male!
SECONDA PARTE
Sapete cosa fanno i pubblicitari più bravi? Trattano i consumatori come fossero dei bambini. Dallo spot dei Gormiti allo spot della nuova BMW, cambia poco: entrambi fanno credere al consumatore che il nuovo giocattolino servirà a farli divertire e a farli stare meglio.
KONY 2012 funziona come un grande spot di 30 minuti. A differenza delle pubblicità della Mercedes che si rivolgono a uomini maturi come se fossero dei bambini ma tentano di nascondere questo metodo, nel film di KONY il metodo è esplicito: il padre, per spiegare al consumatore la storiella dell’Uganda utilizza suo figlio e noi, insieme al bambino, scopriamo chi è Kony il cattivone.
Tutto il film segue il classico intreccio di una fiaba dal lieto fine.
C’è la tranquilla situazione iniziale in cui il padre e il figlio biondo sono felici e sorridenti negli Stati Uniti: paese in cui regna la serenità e che dona loro la possibilità di divertirsi con l’I-Phone e il nuovo diario di Facebook.
C’è il classico imprevisto che arriva subito dopo: i colori cambiano e dai ragazzini bionidi e sorridenti si passa ai ragazzini neri e disperati.
C’è il classico antagonista cattivo: Kony viene presentato come un nero che si diverte a rapire i bambini, fargli fare cose malvage e a far prostituire le ragazzine.
C’è lo svolgimento in cui i buoni si organizzano contro il cattivo.
C’è pure l’aiuto esterno dato da personaggi magici: invece della fata turchina abbiamo Rihanna e invece del grillo parlante abbiamo Bush.
Veramente la realtà è così come ci viene descritta in KONY 2012? Proviamo ad analizzare la favoletta:
1. Quanto è costato un film del genere? Il montaggio e gli effetti speciali non hanno nulla da invidiare ai film di Hollywood. Possibile che dei ragazzi che vanno per caso in Uganda abbiano i fondi e le capacità per realizzare un simile capolavoro?
2. Tutta l’attenzione è basata su Kony. Ma veramente crediamo che arrestare un uomo faccia cessare un fenomeno come quello dei bambini soldato? I bambini soldato non sono presenti solo in Uganda: ve ne sono in Etiopia, Somalia, Sierra Leone, Brasile, ecc. Come può l’arresto di un solo uomo far cessare un fenomeno internazionale che va avanti da anni?
3. L’invio delle truppe americane in Uganda viene presentato come una vittoria. Razionalmente tutti sappiamo che i soldati americani (ma anche quelli di qualsiasi altro esercito) raramente si distinguono per i loro metodi rispettosi e pacifici…
4. Nella seconda parte del film, lo spettatore è talmente tanto coinvolto che neppure si accorge che tra i “buoni” c’è George Bush! Vi racconto una chicca su Bush: nel 2006/2007 sono stato diverse volte in Burkina Faso. il Burkina è considerato uno dei paesi più poveri del mondo. I bambini non sono dei soldati ma muoino di fame e malnutrizione ogni giorno. Nessuno li considera. Parlando con le persone del posto venni a sapere che in Burkina vi erano 20 miniere d’oro. Nelle miniere facevano lavorare i bambini perché, essendo piccoli, potevano districarsi meglio nei cunicoli. I bambini passavano anche 48 ore di seguito sotto terra. L’unica sostanza da cui traevano l’energia per continuare a lavorare era la colla. Questi bambini, sniffando colla, riuscivano a rimanere svegli e a non sentire la fame e la stanchezza. La maggior parte di quei bambini non riesce a sopravvivere per più di qualche anno con quel tenore di vita. …e sapete chi era il proprietario di quelle miniere? La famiglia Bush! Ecco chi sono i “buoni” di Kony!
5. Nella realtà l’LRA, l’esercito sovversivo di Kony non esiste più dal 2006. [Fonte]
6. Tutta la propaganda serebbe utile a sostenere l’attuale e sanguinario dittatore ugandese filoamericano che è in carica da una trentina d’anni e di cui nel film non si fa cenno. [Fonte]
7. Altro che NO PROFIT, gli autori del documentario a capo di “invisible children” sarebbero diventati milionari perché secondo diverse fonti si sarebbero già intascati più del 70% dei fondi che in passato hanno raccolto.
8. Nella zona del lago Alberto sono stati scoperti ingenti quantità di petrolio. Attualmente è stata calcolata la presenza di 700 milioni di barili, mentre le stime parlano di un potenziale di 1,5 miliardi di barili da estrarre. [Fonte]. Che gli americani non siano interessati all’oro nero più che ai bimbi soldato?
Con tutto questo non vogliamo certo sostenere KONY ma non ci piace nemmeno essere trattati da KOglioNY.
Vi lascio con una foto del giovane paparino americano.
Fonte: L’ALTERNATIVA
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Maurizio Imparato
12 marzo 2012 at 11:35
aggiungo questo video con un paio di domande alle quali attendo risposta dagli amici di IC…
Lustitano
12 marzo 2012 at 14:39
L’analisi di IXR lascia a desiderare, perché è più ideologica (gioca con i luoghi comuni) che critica, puntuale.
1) I produttori sono dei storymaker, story teller, che si sono recati in Africa per raccogliere una storia da lavorare, facendone un film. Per questo motivo il video è di ottima fattura, per questo hanno molti fondi, essendo professionisti.
2) È normale che non si configge tutto il fenomeno dei bambini soldato, ma non per questo non bisogna lottare contro i singoli problemi locali. Sarebbe come dire: non facciamo nulla, tanto non serve a nulla.
3) Le truppe sono state inviate col compito di sostenere l’esercito dell’Uganda e di formarlo. Non ci vedo nulla di male, anche se riconosco certi metodi degli americani: abbiamo comunque un gruppo di guerriglia che attacca senza un valido motivo (non c’è né una questione territoriale, né di rivendicazione popolare, bensì un leader che vuole prendere il potere, credendosi il messiah, per costruire uno stato teocratico).L’ideale sarebbe anche la fine del regime dell’Uganda, ma è difficile prendere due piccioni con una fava, no?
4) L’attacco a Bush, per quanto veritiero, non è così importante. Tanto che il proprio governo decise di rifiutare ogni aiuto, perché non c’era alcun interesse politico ed economico in Uganda, inizialmente.
5) Purtroppo LRA, anche se indebolito, è ancora attivo, secondo l’UNHRC e Human Watch Rights, attaccando sporadicamente ancora.
6) L’idea è di togliere dai piedi LRA, non di sostenere direttamente il governo ugando. È una questione di scelta tra il meno peggio, perché altrimenti nulla cambia e si lascia lo status quo.
7) Non hanno mai negato che la maggioranza dei fondi servivano per la propaganda, proprio perché lo scopo dell’associazione è rendere pubblico il problema, affinché la comunità internazionale intervenga. Non ha uno scopo umanitario diretto, come potrebbe averlo Medici senza Frontiere o la Croce Rossa, perciò l’arma è la parola, poiché la seconda soluzione possibile, dato che non si è mai arrivati a una soluzione per via pacifica, è la lotta armata contro la guerriglia. Dunque in fondi servono principalmente alla propaganda.
Ciò non toglie che bisogna diffidare da campagne del genere, che, come ogni strategia di marketing, si basano sulle emozioni, più che sulla razionalità. Per quello dopo aver visto il video ho letto un po’ di articoli a riguardo, per vedere cosa c’è dietro realmente.
Ciò non toglie che c’è un interesse economico-politico, dato dal petrolio, che prima non c’era (quando gli usa snobbarono il problema)
Comunque è un ottimo esperimento per vedere il potenziale della rete, nel bene o nel male, dimostrando la forza della opinione pubblica nei confronti dei governi.
Comunque, ultimamente, bisogna anche essere critici verso la controinformazione, che troppe volte cade nella demagogia, nei luoghi comuni complottistici, basandosi su conclusioni affrettate e su luoghi comuni.
Lustitano
12 marzo 2012 at 14:43
Per non parlare della foto accusatrice decontestualizzata. Non sia dove è quando è stata presa. Ridicolo.
Dante
12 marzo 2012 at 16:13
Fai proprio ridere, seguo questa causa dall inizio, credoche sono le persone sfigate come te, la possano pensare nello stesso tuo modo! Combatti tu x fermare la guerra! Poi ne riparleremo! Sfigato!
Jo
12 marzo 2012 at 19:36
Cosa ti fa ridere? Una persona che come te ha delle idee? Credi che nessuno rida di te ora?
Scambio di opinioni, rispondi al mio commento sotto.
Paolo
12 marzo 2012 at 16:50
Gli Americani sono sempre stati così e sempre lo saranno ….
Jo
12 marzo 2012 at 19:34
Il mio film:
20 aprile 2012 – media di tutto il mondo mostreranno immagini di adesivi “kony 2012″ posti ovunque nelle città.
Il cittadino si chiederà: quale causa ha unito così tante persone?
I media risponderanno alla domanda con un focus intenso e duraturo sulla situazione in Uganda e dei ribelli, quindi di kony.
E proprio come bin laden e saddam hussein, kony diventerà l’emblema.
Una potenza come gli usa non potrà stare a guardare e dovrà intervenire, come già successo, bombardando e invadendo ovunque lo stato africano, solo per scovare kony.
Territori devastati, famiglie già in difficoltà che dovranno affrontare una guerra (diventeranno in tv “i ribelli”).
Usa che colonizzerà con le forze alleate (Francia e uk) una miniera d’oro.
Kony passera in secondo piano ( basterà un video fake di impiccagione oppure una semplice sparizione), et voilà.
Il termine paradossale “guerra di pace” tornerà a muovere aria.
E gli usa si confermeranno i supereroi in frac, che sconfiggono le forze del male usando proiettili d’oro.
Davide
12 marzo 2012 at 21:23
Questo articolo mi è stato linkato da un amico, a cui ho scritto una risposta che per coerenza riporto anche qui:
“dal 1994 prova a prendere il potere in Uganda” Il 1994 è una data a caso, non ha riscontro da nessuna parte. Il gruppo è attivo dal 1987.
Poi, per punti:
1. Non vedo perchè debbano essere per forza “ragazzi che vanno per caso in Uganda”. Magari hanno anche un lavoro e dei soldi. Per il resto, vero.
2. Kony non fa solo uso di bambini soldato, ha fatto di peggio. http://en.wikipedia.org/wiki/International_Criminal_Court_investigation_in_Uganda
3. Concordo
4. Concordo (a parte che non mi pare così forte il riferimento a Bush come buono, nel video)
5. Non l’ho mai sentito dire e non è scritto da nessuna parte. La fonte linkata non parla nè della fine dell’LRA nè in alcun modo del 2006.
6. Utile in quale modo? Non seguo… Anche qui, nella fonte non c’è nulla a riguardo.
7. Ok
8. Qui stavolta la fonte ne parla, anche se è una pagina di Wikipedia e il pezzo che ne parla non ha riferimenti alla fonte. Comunque posso concordare sull’argomento, anche se non credo che 100 consulenti militari possano cambiare molto, quando gli USA hanno già contingenti in Uganda da qualche anno.
In ogni caso, personalmente il linguaggio dell’articolo mi sembra poco adatto ad essere preso sul serio.
Dopo aver letto gli altri commenti qui presenti aggiungo che concordo quasi completamente con Lustitano, soprattutto quando scrive “Ciò non toglie che bisogna diffidare da campagne del genere, che, come ogni strategia di marketing, si basano sulle emozioni, più che sulla razionalità.” e “bisogna anche essere critici verso la controinformazione, che troppe volte cade nella demagogia, nei luoghi comuni complottistici, basandosi su conclusioni affrettate e su luoghi comuni.”
Inoltre, il video citato dall’autore nei commenti (http://www.youtube.com/watch?v=U4iL_4-xb3o) non ha di certo come protagonista una ragazza che vive in Uganda. Non parla assolutamente l’african-english, e lei stessa dice che i suoi genitori abitavano in Uganda diversi anni fa.
Le dichiarazioni di Kony nel video poi mi lasciano esterefatto. Ho visto testimonianze (anche in tempi non sospetti) di suore missionarie che hanno inseguito per giorni le studentesse delle loro scuole ugandesi, rapite da Kony, per riportarle indietro, fallendo o riuscendo a raggiungerle solo dopo atroci mutilazioni.
Ah, mia cognata è ugandese, e vive a Gulu.
Ci
13 marzo 2012 at 01:26
A me è bastato sentire un bambino in lacrime dire “preferirei morire ora piuttosto che stare su questo pianeta!”.. soldi o non soldi, bush o non bush, americani o non americani.. Chi se ne frega del filmatino figo.. Sto tizio va fermato. E come lui altri. Non si può violare così l’infanzia dei bambini, non si può abusare in questo modo del loro futuro. Sono il “NOI” del domani.. lasciate un attimo da parte la politica. Non mi importa chi e non mi importa il perchè. Che si prendessero anche il petrolio. Ma per l’amor del cielo, che diano libertà e pace a queste anime. Saremo tutti padri e madri un giorno. Non perdete di vista l’obiettivo. Il tempo per le polemiche ci sarà. Ma prima vengono loro; quando si tratta di bambini bisogna tutti essere d’accordo nel volerli salvare. Il resto è solo aria.
marialuisa
13 marzo 2012 at 19:27
Bene. Le porcherie contradistinguono ogni parte del mondo, e ogni attimo della vita? Poi quale vita e’ piu’ questa?
Martina
14 marzo 2012 at 00:15
Ma per favore, sei ridicolo. Ti stai basando su luoghi comuni e fonti inattendibili (altri blog ecc.. Tra l’altro non ho visto scritto da nessuna parte che Kony è morto ecc)…
“C’è il classico antagonista cattivo: Kony viene presentato come un nero che si diverte a rapire i bambini, fargli fare cose malvage e a far prostituire le ragazzine.” Oh, ma stiamo scherzando?!? Amico stai parlando di un uomo accusato di crimini contro l’umanità, mutilazioni, stupri, rapimenti e altro ancora e ne parli dicendo “viene presentato come un nero che si diverte…” come se fosse una fiabetta inventata. Ma ti rendi conto di cosa hai scritto??
Inoltre il famoso “ragazzo padre” di cui parli è un professionista, un regista, forse per questo il suo film è così ben fatto, non credi?
Dai, torna con i piedi per terra ti prego, capisco che far polemica sia divertente e ti faccia sentire “figo” e tutto quello che vuoi, ma con questo articolo non hai fatto altro che distogliere l’attenzione da un problema enorme, che non puoi sapere se si è risolto o meno(a meno che tu non viva nelle zone prese di mira dall’LRA, in questo caso scusami, davvero) solo per giocare a “vediamo chi tira fuori la polemica più grande”.
Se non vuoi dargli dei soldi non darglieli, se non vuoi essere d’accordo con la scelta di mandare un esercito in Uganda (100 militari, aiuto, di sicuro bombarderanno e uccideranno tutti quanti!) non esserlo, se credi che gli USA siano lì anche per secondi fini (può essere) credilo, ma non negare che questo video, con 60 milioni di visualizzazioni ha fatto parlare e che bene o male ora moltissima gente è a conoscenza della situazione.
Andrea Onnis
15 marzo 2012 at 19:00
Tutta l’attenzione è basata su Kony. Ma veramente crediamo che arrestare un uomo faccia cessare un fenomeno come quello dei bambini soldato? I bambini soldato non sono presenti solo in Uganda: ve ne sono in Etiopia, Somalia, Sierra Leone, Brasile, ecc. Come può l’arresto di un solo uomo far cessare un fenomeno internazionale che va avanti da anni?
Secondo il tuo ragionamento allora nessuno in questo mondo inizierebbe a risolvere dei problemi, sapendo che il problema di per sè è già espanso?
Tu sei una di quelle persone che sputa sentenze. Almeno abbi il coraggio di ammettere che hanno avuto il coraggio di porsi il problema. A differenza di noi che stiamo qua a fare uno sciocco dibattito su due parole dette male. Comunque ti inviterei a essere più rispettoso, vista la leggerezza con cui hai affrontato l’argomento (peraltro gravissimo)
tave
19 marzo 2012 at 10:50
Chi pensa di cambiare il mondo con un like su un video è vittima di un inganno colossale.
Senza entrare nel merito della questione se sia peggio Kony o l’esercito americano, dico solo questo:
voi che pensate di sostenere una giusta causa con il tam tam dei social network, sareste pronti a partire domani mattina per un ospedale di Gulu a pulire ferite infette togliendo i vermi con le pinze?
Il like è la cosa più deresponsabilizzante del mondo.
Mi piace, ho spammato un po’, e ora ho la coscienza a posto. Ho fatto la mia parte.
Bravo…
deasimo
20 marzo 2012 at 15:43
Nella fonte segnalata non trovo il dato che qui si sostiene e cioè che l’LRA non esiste più dal 2006. Puoi documentare quello che dici?
deasimo
20 marzo 2012 at 15:45
quindi poi scusa, gli americani sarebbero andati lì esclusivamente per i preziosissimi pozzi di petrolio, in 100?
ReFenix
21 marzo 2012 at 14:29
Il successo mediatico del video è chiaro e poco c’è da dire sulla maestria del montaggio: una campagna di viral marketing che ha avuto pieno successo.
Quello che mi chiedo è se ci siamo seriamente fermati a riflettere sul messaggio veicolato dal video prima di condividerlo… Eccone un’analisi approfondita che ne mette in luce le trame e aggiunge ulteriori riflessioni: http://viaveritasvita.net/mani-sporche/kony-2012-riflessioni-vero-cambiamento/ che non vuole entrare nel merito degli aspetti economici
ROBERTA
31 marzo 2012 at 15:20
Gentile Sig.Di LUciano
abbiamo appena avuto modo di leggere con rispetto il suo articolo e siamo contente di notare la magica casella <"lascia un commento" pertanto le inviamo il nostro nparere in risposta ad alcune delle domande che ha strategicamente scelto di inserire nel suo scritto.
1 non crediamo(ma questa è solo la nostra percezione dal momento che non siamo esperte di cinematografiaRussel SIA PIENO DI EFFETTI speciali degno di una pellicola hollywoodiana. J Russel è un regista ed è evidente che alla luce della sua esperienza il suo lavoro sia coinvolgente e tale da suscitare sensazioni forti nello spettatore. per contro non riteniamo che il motaggio di “kony2012″ sia stato eccessivamente oneroso.
2 Kony 2012 non esprime lontanamente la pretesa di trasmettere il messaggiio secondo il quale l arresto di kony sia la risoluzione al problema del fenomeno dei bambini soldato. è probabile che non sia stato da lei colto l intento invece chiaramente espresso da j russel in merito alla scelta di combattere il fenomeno iniziando dal ricercato n.1. nessuna pretesa dunque di sconfiggere la piaga dell’abduction semplicemente catturando kony.
3 concordiamo sul fatto che l invio delle truppe americane in uganda sia presentato come una vittoria tuttavia è innegabile l’importanza delle invio di queste come primo fondamentale step di un percorso che potrebbe portare all arresto dello spregevole uomo_ senza dimenticare (è chiaro) che bestie del genere proliferano sul pianeta.
Scegliamo inoltre di credere alle sue affermazioni in merito ai seguenti punti
_ disinteresse degli americani per i bimbi soldato e invece spiccato interesse per l oro nero.
– situazione per la quale gli autori di “kony e i fondatori di invisible children” sono diventati milionari
TUTTAVIA+
il messaggio di sensibilizzazione e innanzitutto di informazione che il video trasmette è di indubbio valore. la diffusione della conoscenza di sì barbare dinamiche a noi conmtemporanee è a nostro avviso sacrosanta.
se solo questo documentario è stato e sarà in grado di attirare l attenzione degli spettatori di tutto il mondo in riferimento a quando accade in uganda,,,è+ secondo la nostra analisi di fondamentale importanza. non contano in questo contesto (quello cioè di chi in silenzio guarda e ascolta il video) i secondi fini alla luce delle reali implicazioni sulle coscienze della gente.
ps
ci scusiamo in fine per l impostazione informale del commento…ma è stata una scrittura di pancia e dunque non abbiamo lasciato spazio alla correzioni di eventuali errori di forma e di lettera.
b. lavoro Roberta e Veronica ariadne@hotmail.it
Gianfranco
4 aprile 2012 at 07:07
Gentile Di Luciano,
Come la mette Lei, anche il suo articolo e’ un modo come un’altro per arricchire il suo blog , anche se non e’ cosi. Se ci fossero piu’ ‘ pazzi scatenati’ come il padre americano , forse anche i bambini del Burkina che muoiono nei cunicoli diminuerebbero e chi se ne frega se poi qualcuno nei blog ne critica il modus-operandi.
Saluti
Gianfranco
Leonardo Strocchi
4 aprile 2012 at 13:38
In ogni cosa ci dev’ essere il suo opposto. Non esisterebbe un’ opinione senno’. Cercare di fare i saputelli usando parole come “arricchirsi” oppure ” è stato fatto per soldi” ecc ecc è come blasfemia.
Andrebbe solo apprezzato lo sforzo fatto da questo ragazzo che con la sua sola volontà ha creato un tale “esercito della pace”. Se vi è davvero petrolio in Uganda o nei dintorni beh, le “autorità”(USA esempio) non l avrebbero di certo lasciato governare e massacrare per così tanto tempo(25 anni circa). Ghaddafi finchè collaborava no problem, quando ha iniziato a tagliare le risorse Sarkosy ci ha messo 5 minuti a bombardarlo.
Non si hanno più notizie su Kony fin dal 2006?
Le cariche statali dell’ Uganda negano la gravità della situazione?
Beh, domande facili alla quale rispondere.
Di certo un tale tiranno non lo è diventato certamente per caso. Ha semplicemente ridotto le sue truppe per dare meno nell’ occhio, scomparire dall’ attenzione è aspettare che il movimento creato da Russel perda di considerazione lasciando spazio a polemiche. Qualche anno e tutti si saranno dimenticati del “terzo diavolo del mondo” e lui continuerà riformando LRA e massacrando bambini e famiglie.
Quando mai si è visto un presidente di uno stato assumere le colpe sulla mala gestione del proprio paese?
Credete che un presidente ammetta le sue colpe così da avere “intrusi” nel proprio territorio da scombussolare il livello elevatissimo di corruzione del proprio paese?( Uganda paese n. 127 nel Corruption index 2012 “The Guardian”).
“I bambini soldato non sono presenti solo in Uganda: ve ne sono in Etiopia, Somalia, Sierra Leone, Brasile, ecc. Come può l’arresto di un solo uomo far cessare un fenomeno internazionale che va avanti da anni?”
Beh se questa fosse la filosofia del mondo ne esisterebbe uno? La parola democrazia neanche sarebbe stata inventata!
Per concludere credo che al mondo d’ oggi criticare azioni di altri sia molto più facile che farne di proprie.
Francesca
6 aprile 2012 at 20:55
Quello che il blog non dice…
Farsi pubblicità alla faccia degli altri altro che INVISIBLE CHILDREN
whispery
30 aprile 2012 at 10:20
Complimento per il mucchio di cazzate che hai sparato, devo ammettere che hai molta fantasia XD
continua pure a criticare citando fonti non attendibili.
Sicuramente tutto quello che vediamo nel video “kony 2012″ non sarà del tutto vero, ma tentare di sostenere una causa come questa, NON nuoce di certo alla salute, quindi smettetela di fare gli alternativi e i sapientoni.
irene
12 maggio 2012 at 13:00
mi spiegate meglio questa storia?
3DonXYZa
19 agosto 2012 at 20:23
Premetto che non sono d’accordo su nulla di ciò che ha scritto Daniele e mi soffermo su un solo particolare esemplare della superficialità con cui quest’articolo è stato scritto.
Mi occupo di effetti speciali digitali per Film, televisione, eventi etc. da quasi dieci anni. Ti assicuro che gli effetti utilizzati in questo documentario e il montaggio non possono assolutamente essere paragonati alle grandi produzioni hollywoodiane come dici, nè tecnicamente nè a livello di costi di realizzazione. E’ scontato che non sono stati fatti dai “ragazzini che vanno per caso in Uganda” ma non per questo è detto che siano costati chissà quanto. Se trovi un ragazzo sveglio te li rifà (da solo) in pochi turni di lavoro. Prima di scrivere pubblicamente certe cose interpella chi è del settore per verificare che quelle che stai sccrivendo non siano baggianate. Questo aricolo ne è pieno quindi non starò qui a commentarle tutte limitandomi solo al mio settore. Per le altre critiche negative vi basta dare un’occhiata nei commenti per soddisfarvi appieno.
E’ scontato che ci siano, per ogni cosa resa pubblica, critiche positive, negative e polemiche varie e credo anche che chiunque si accanisca in questo modo contro un’iniziativa così importante lo faccia per cercare di spiccare andando contro corrente fregandosene di risultare a favore o contro qualcosa di socialmente utile.
Credo che al mondo si distingua chi veramente fa del bene per gli altri, non chi sparla contro corrente a prescindere senza capire veramente ciò che sta succedendo e soprattutto non concretizzando nulla e utilizzando i media cercando di confondere il pensiero altrui. Usare la testa non è importante, e fondamentale al fine di non sembrare ridicoli…
silvia
4 marzo 2013 at 17:56
premetto che io sono una persona ipercritica fatta e finita e che vedo doppi fini in ogni cosa
ma…
Dite che lo stato dell’uganda afferma che il fenomeno Kony è stato sconfitto anni fa. Beh chi ci dice che questo non sia una specie di favoletta che ci racconta l’Uganda per farci credere che va tutto bene e che non hanno bisogno di noi?
Mettiamo il caso che questo succeda in Italia.
Subito tutti smentirebbero, direbbero No, è una bugia, uno sporco mezzo per fare soldi sulle spale degli altri, noi il problema non solo lo abbiamo già affrontato ma anche risolto.
insomma tenterebbero di insabbiare tutto anche se ci fosse crisi nera.
Non dico che bisogna credere a tutto e che persone che approfittano del buon cuore della gente per lucrare non esistano
ne dico che probabilmente anche questo caso è così, che chi ha creato il video lo ha fatto solo per tirare su dei soldi ed è tutta una bella favoletta
dico al contrario di stare attenti a tutto, che uno stato di certo non va a dire ”
Si, sapevamo di questo problema ma non abbiamo voluto fare niete perchè siamo dei corrotti (ops, volevo dipre POTUTO)e abbiamo bisogno di voi, ora che la cosa è venuta fuori”
mfp
10 aprile 2013 at 05:22
Il film “Machine Gun Preacher” del 2011 e’ ambientato in Sudan ma indovina un po’ come si chiama il cattivo? Kony.
Kony : Africa2000 = Charlie : Indocina1900.