Cloro Pubblicato da il 27 marzo 2012.
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Cancellare la Gelmini?

Ora che questo personaggio orrendo se n’è andato, stiamo in tanti, ma soli, alle prese coi danni osceni che quest’essere ha combinato, nella speranza di lasciare un’impronta nella storia.

E invece lascerà solo una scia di ignoranza, da far ereditare ai posteri. Non sono bastate le razionalizzazioni di personale, le centinaia di migliaia di precari lasciati a casa, le infrastrutture scolastiche obsolete e mai rinnovate, l’edilizia che è fatiscente, gli orari delle discipline ridotti a misura del bisogno di ignoranza diffusa che il potere manifesta…

Non bastano le iniziative economiche e pratiche a spese della scuola messe in atto dal suddetto personaggio. Quel che ha lasciato sono anche pretese velleità di “riforma culturale”.

E quindi vediamo questi amici siciliani lamentarsi perchè in seguito allo scempio-gelmini sono stati stralciati dal programma di italiano “gran parte dei protagonisti del nostro ’900, guarda caso tutti meridionali. Sciascia, Quasimodo, Vittorini e Silone

Loro, che sono un gruppo…ehm… un po’ campanilista ne fanno una questione di antimeridionalismo di cui il governo precedente sarebbe stato impestato. Io, che sono del nord e nella scuola ci sto da 30 anni, penso che il male sia un altro e cioè che le prescrizioni di queste “direttive di governo” siano fatte apposta per vincolare i docenti (ci sono sempre presidi idioti che pretendono l’esecuzione letterale delle circolari del MIUR)ad imprimere il “tratto culturale” della forza politica che ha attuato la prescrizione. Nella fattispecie la “mente” della gelmini. Aka la quintessenza di cio’ che un responsabile della scuola NON dovrebbe essere.

E questo lo dico perchè le indicazioni sullo svolgimento del programma di filosofia al liceo sono qualcosa di allucinante. Se le attuassimo, cio’ significherebbe una sola cosa: smettere di insegnare la materia (per sua natura analitica e approfondita) a favore di un lungo elenco di filosofi malmasticati, in quantità impressionante, con pochi cenni sul loro pensiero e nessun tempo dedicato alla lettura e alla riflessione (e alle domande, alle rispiegazioni e ai chiarimenti) sulle speculazioni degli autori volta per volta presi in esame.

Omissioni clamorose e anticipazioni che non hanno nessun senso didattico riassumono l’intento gelminiano di fare il ’900 in filosofia entro la fine del corso liceale. Dopo aver sancito (vabhe) l’imprescindibilità di Platone e Aristotele il terzo anno di liceo, vediamo cosa prescrive per il penultimo anno :
Tra gli autori rappresentativi della tarda antichità e del medioevo, saranno proposti necessariamente Agostino d’Ippona, inquadrato nel contesto della riflessione patristica, e Tommaso d’Aquino, alla cui maggior comprensione sarà utile la conoscenza dello sviluppo della filosofia Scolastica dalle sue origini fino alla svolta impressa dalla “riscoperta” di Aristotele e alla sua crisi nel XIV secolo.”
E fin qui, niente da dire, a parte la “necessità” di Agostino e Tommaso, che pure io svolgo.  Poi:
Riguardo alla filosofia moderna, temi e autori imprescindibili saranno: la rivoluzione scientifica e Galilei; il problema del metodo e della conoscenza, con riferimento almeno a Cartesio, all’empirismo di Hume e, in modo particolare, a Kant; il pensiero politico moderno, con riferimento almeno a un autore tra Hobbes, Locke e Rousseau; l’idealismo tedesco con particolare riferimento a Hegel. Per sviluppare questi argomenti sarà opportuno inquadrare adeguatamente gli orizzonti culturali aperti da movimenti come l’Umanesimo-Rinascimento, l’Illuminismo e il Romanticismo, esaminando il contributo di altri autori (come Bacone, Pascal, Vico, Diderot, con particolare attenzione nei confronti di grandi esponenti della tradizione metafisica, etica e logica moderna come Spinoza e Leibniz) e allargare la riflessione ad altre tematiche (ad esempio gli sviluppi della logica e della riflessione scientifica, i nuovi statuti filosofici della psicologia, della biologia, della fisica e della filosofia della storia).” (!)

Capito?

cioè Hegel, che è un autore che tra spiegazioni, rispiegazioni e (pochi)testi porta via 2 mesi. Cartesio porta via un mese, così come Spinoza e Leibniz. Tra Galileo, Newton, rivoluzione scientifica, Hobbes va via un altro mese. Kant, solo la critica alla ragion pura, 3 settimane. Sono già 7 mesi e ci son da fare le verifiche . Il tutto, in classi che sono sempre piu’ “pollai” di 30 persone o piu’.

Un anno scolastico dura 9 mesi, con le indicazioni della Gelmini resterebbero fuori: Locke, Hume, Berkeley (praticamente tutto l’empirismo), la filosofia francese illuminista, Gli umanisti (valla telesio campanella bruno pomponazzi e gli stranieri come Erasmo), gli scolastici medievali come Averroe’ e Duns Scoto. Vico (e volendo Pascal, Gassendi ecc..)

L’illuminata ex ministra comincerebbe l’ultimo anno con Schopenhauer e poi veloci a Nietzsche (con in mezzo Marx ecc…) e poi 3 filoni obbligatori da seguire. Cito:

Il percorso continuerà poi con almeno quattro autori o problemi della filosofia del Novecento, indicativi di ambiti concettuali diversi scelti tra i seguenti: a) Husserl e la fenomenologia; b) Freud e la psicanalisi; c) Heidegger e l’esistenzialismo; d) il neoidealismo italiano e) Wittgenstein e la filosofia analitica; f) vitalismo e pragmatismo; g) la filosofia d’ispirazione cristiana e la nuova teologia; h) interpretazioni e sviluppi del marxismo, in particolare di quello italiano; i) temi e problemi di filosofia politica; l) gli sviluppi della riflessione epistemologica; i) la filosofia del linguaggio; l) l’ermeneutica filosofica.

Ma come si potrebbe mai proporre a della gente Heidegger o l’ermeneutica con un passato conoscitivo della materia così superficiale come l’elenco “ragionato” e imposto dalla regina dei ministri ignoranti vorrebbe? Che pretesa è quella di istituire una materia come “storia della filosofia” e non dare tempo ne’risorse (anzi: limitando in modo autoritario la liberta’ di scelta dei docenti che sono qualificati in una disciplina tanto vasta) per svolgere in modo analitico il contenuto delle opere principali, tirandosi dietro la maggioranza dei discenti? cosa si fa? Non la si spiega la materia, assegnando pagine di roba sintetizzata alla bell’e meglio e chi c’è c’è e per il resto sei politico per la buona volontà di imparare l’elenco?

L’ossessione per il ’900 è giusto che riguardi storia, non filosofia. Puoi sapere chi è Gentile, ma non puoi pretendere di entrare nel merito del neoidealismo, se Hegel l’hai fatto l’anno prima, omettendo un sacco di roba per la frettolosità a cui richiamano tali indicazioni.

L’obiettivo di filosofia non è “conoscere nomi” e ricordare per qualche mese poche informazioni sul loro “mondo poetico”. Ma è essere in grado, se lo si vuole, di leggere qualunque libro di scienze umane, antico e contemporaneo.

La mia opinione è che l’attuale indecoroso governo, potrebbe almeno, a costo zero, eliminare quei parti di ignoranza e di totale estraneità al lavoro scolastico deiettati dalla gelmini. Mica che poi tutti le seguano, queste “indicazioni” ma mi piacerebbe che anche in presenza di politici grassatori, almeno la forma di un qualcosa come la cultura, potesse esser ripristinato.

Cancellare i “contenuti” della Gelmini è a costo zero. Non sarebbe niente di che per monti e compagnia cantante: solo una brutta figura in meno

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