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Hanno creato un Dio, ora vogliono sacrificarci a lui.

Hanno creato un Dio, ora vogliono sacrificarci a lui.
marzo 30
16:40 2012

– di Fabio Alemagna per Informare Per Resistere –

Sono al mio PC, cercando di concentrarmi sul lavoro che ho da portare a termine, ma la mia testa è piena di altri pensieri, considerazioni su me stesso, me stesso in questa società e sulla società che abbiamo costruito. Domande come “dove voglio andare?” vengono sempre più sostituite da domande come “chi me lo fa fare?”. Chi me lo fa fare di stare qui, dalle 8 alle 10 ore al giorno, a portare avanti un lavoro precario (non flessibile, proprio precario) funzionale ad un sistema in cui non mi ritrovo più? Ero pieno di entusiasmo per il mio lavoro quando ho iniziato, mi vedevo in carriera, affermato, finalmente con una disponibilità economica ed un’autonomia mai sperimentate prima. Era il mio primo ingresso “ufficiale” nel mondo del lavoro ed i miei strumenti di informazione principali erano ancora la TV ed i quotidiani mainstream online. I blog erano un fenomeno appena emergente, facebook ancora non esisteva.

Non sapevo. Cioè, neanche mi ponevo il problema, capisci? Avevo i miei soldi in tasca, potevo permettermi di uscire con gli amici, guidare un’auto, qualche viaggio ogni tanto, e soprattutto mettevo pure un gruzzoletto da parte, ché non si sa mai. Non mi stavo a domandare quei soldi come fossero finiti in tasca mia. Chi materialmente li aveva creati, cioè, ed in base a quali regole. Non era un mio problema.

Sto parlando di 8 anni fa.

Oggi come allora gli scaffali sono pieni, traboccano di cibo ed altre merci, gli alberi ancora producono frutti e gli ortaggi ancora vengono copiosamente coltivati nelle campagne di tutto il mondo. Eppure sempre più persone non hanno soldi per poterne godere, men che meno per poter acquistare altri beni e servizi. A loro volta rimangono senza soldi quelli che i beni e servizi li mettono in vendita, generando così una spirale diabolica che finisce con inghiottire sempre più persone.

Eppure il denaro è solo uno strumento, serve a misurare il valore che noi, noi tutti, abbiamo deciso di dare alle cose che ci scambiamo, che siano esse beni materiali (pane, pasta, latte, vestiti, gadget elettronici, o quant’altro) o servizi (il taglio di capelli dal barbiere, la lezione di inglese, la riparazione del rubinetto, etc.). Se io produco mozzarelle e tu sai tagliare i capelli, possiamo metterci d’accordo e fare un equo scambio (io una mozzarella a te, e tu un taglio di capelli a me), oppure possiamo decidere di scambiarci l’equivalente valore in denaro. Chi l’ha deciso quanto vale una mozzarella e quanto vale un taglio di capelli? Io e te.

Se io e te, però, non abbiamo null’altro che il denaro, potremo scambiarcelo all’infinito, ma moriremo di fame e con i capelli lunghi.

Ma il cibo abbonda, sono i soldi a mancare. Ed allora come si fa a morire di fame? Un’analogia può essere utile a comprendere il problema.

Immagina il corpo di un essere umano in perfetta salute, da cui però poco alla volta, goccia a goccia, viene emunto il sangue, il mezzo attraverso cui gli organi del corpo stesso si scambiano informazioni e sostanze nutritive, il mezzo che sostiene la vita stessa dell’intero organismo: da sano che era, diventerà sempre più malato, sempre meno funzionale, qualche organo collasserà per primo e poi tutti seguiranno, uno ad uno.

Il denaro è come il sangue per un organismo vivente. Se c’è qualcuno che gestisce il denaro, gestisce l’intero organismo.

Chi crea il denaro?

Quali sono le regole che lo governano, e chi le detta?

Le risposte a queste domande servono a capire anche da dove hanno origine tutti i problemi che  riguardano sempre più persone da vicino e che portano sempre di più a gesti di acuta disperazione.

Due uomini si sono dati alle fiamme in appena 24 ore, altri sono già riusciti nel loro intento di togliersi la vita, altri probabilmente seguiranno, altri ancora decideranno di unirsi alle masse di emigranti in cerca di maggior fortuna (ma ovunque andranno, le domande da porsi saranno comunque quelle di cui su), molti altri soccomberanno nel silenzio più totale ed altri scenderanno in strada per protestare e distruggere quelli che percepiscono come simboli dei loro mali. Ieri anche in Spagna c’è stata rivolta.

Tutto ciò è inevitabile, in questo sistema monetario così gestito. Lo sappiamo noi ed a maggior ragione lo sa chi lo gestisce. Ne consegue che tutto ciò è inevitabile perché così voluto, proprio da chi gestisce il denaro, e noi stiamo reagendo proprio come loro si aspettano che reagiamo, tanto che hanno già anche preparato le loro contromisure (vedi l’Eurogendfor in Europa e la “legge marziale” recentemente firmata da Obama negli USA).

___

Se hai cliccato sulle domande poste su, ora sai che il denaro lo producono le banche, in varie forme e modi, le quali lo gestiscono sulla base di regole governate dal concetto del “debito”.

Il mio intero stipendio, che per me è un credito, corrisponde in realtà ad un debito per l’intera società, perché non esiste moneta in circolazione che non sia frutto di una forma di prestito, che va restituito maggiorato di interessi. Ti sembra assurdo? Solo perché è un pensiero a cui nessuno ti ha mai abituato. Com’è possibile che il tuo stipendio sia un debito? Non ha senso, giusto? Per dargli un senso devi allargare il tuo sguardo, vedere il sistema nel suo insieme, individuare il flusso di denaro, dalla sua origine fino all’ingresso nel tuo conto in banca. Il denaro, come l’acqua di un fiume, ha sempre una sorgente da cui sgorga. Di affluente in affluente, arriva poi a sfociare in un delta dai mille rivoli. Uno di questi rivoli sei tu.

Tu però i tuoi soldi li spendi, li reimetti in circolazione, sei parte di quel mare da cui i soldi “evaporano” per trasformarsi in piogge di tasse, balzelli, restituzioni di ogni tipo che rimpinguano la sorgente per far ricominciare tutto da capo. Ma questa sorgente è speciale: ha sete, rivuole indietro più denaro di quanto ne abbia prodotto.

E’ come se per ogni goccia di sangue che sgorga dall’atrio sinistro del tuo cuore ne dovesse rientrare una ed un po’ dall’atrio destro. Allucinante, non trovi? Impossibile, in un sistema biologico, ed infatti i sistemi biologici non funzionano così; ma il nostro sistema monetario non è stato creato per rassomigliare ai sistemi biologici (anche se secondo eminenti matematici, fisici e biologi prestati all’economia dovrebbe farlo), è una pura invenzione matematica, per cui quel denaro che non si può restituire perché semplicemente non c’è, viene creato ad hoc, dal nulla. E prestato. Con interesse.

Ripeto: il denaro che non c’è viene creato e prestato con interesse.

Esemplifichiamo: io sono colui che emette denaro, tu sei colui che lo usa. Ti do 100, puoi farne ciò che vuoi, a patto che ad una certa scadenza tu li restituisca, con gli interessi. Do 100 anche al tuo amico, ed all’amico del tuo amico ed all’amico dell’amico del tuo amico e così via; il patto è sempre lo stesso: fatene quel che volete, ma alla scadenza dovrete restituirmeli, con gli interessi. Tu ed i tuoi amici comincerete ad usare questi soldi per scambiarvi mercanzie, servizi, e sapendo che dovrete restituire più soldi di quanti ne avete ricevuti fate il possibile per sottrarvene l’un l’altro quanti più potete.

Arriva il giorno, tu sei stato bravissimo ed hai più soldi di quanti ne hai rivevuti, tanto che puoi ripagare il prestito, gli interessi ed ancora avere un bel gruzzolo in tasca. Qualcuno dei tuoi amici però non è stato altrettanto bravo, ed i soldi che ha in tasca sono addirittura meno di quanti ne aveva avuti prestati. Del resto io sono l’unico che può emettere denaro, per cui tu ed i tuoi amici nient’altro potevate fare che scambiarlo tra di voi, e se tu ne hai di più di quanto ne hai ricevuto, necessariamente qualcun altro deve averne di meno, no?

Ma non c’è problema: io sono magnanimo, voglio che tutto funzioni e così al tuo amico  propongo un altro prestito, con altri interessi. Per me tengo giusto la parte che mi spetta, il resto è suo e può farne quel che ne vuole, a patto che me lo restituisca, con gli interessi. Forse cominci ad intuire dove sta l’inghippo.

Che succede se io decido che non posso più farti un prestito? Perché il problema è tutto lì: il problema non è il debito, non è neanche l’interesse, il problema è che se quel debito e quell’interesse lo gestisco solo io, quando voglio, secondo regole da me decise, ti lascio senza soldi. E siccome ti ho fatto credere che i soldi sono valore in sé, merce di scambio e non mezzo di scambio, ti dico che dato che non hai soldi e che non posso rinnovarti il prestito, mi accontento  di una spiaggia, un’industria, un museo, un parco, qualche casa, degli ospedali, magari anche qualche scuola.

Hanno creato un Dio, lo hanno chiamato Denaro, e ci stanno sacrificando a lui. Ma al banchetto ci sono loro.

Le ragioni di tutto ciò potrebbero essere mille, dalle più banali alle più esoteriche, ma intanto che ci pensi su ti voglio dire che una soluzione c’è. Anzi, a ben vedere anche più di una, ma tutte condividono un concetto comune: il potere va redistribuito, parcellizzato, diffuso. Non è lecito che poche persone possano decidere della vita e della morte di milioni, miliardi!, di altre. Non è lecito spendere almeno un terzo della propria esistenza lavorando per divenire sempre più poveri – si può essere benissimo poveri senza lavorare – non ha senso dover competere per un tozzo di pane, quando le risorse, se usate in maniera accorta, sarebbero sufficienti per tenerci in vita tutti, dignitosamente, magari con qualche sfarzo in meno, ma felici nonostante tutto. Un certo Nash, tra l’altro, qualche tempo fa dimostrò che la cooperazione è sempre vincente sulla competizione.

Se sei d’accordo con me, seguimi anche nel prossimo articolo, in cui ti presenterò le varie possibilità che abbiamo a disposizione per uscire da questo impasse. Se non sei d’accordo, parliamone pure. Scrivi qui nei commenti, fammi sapere che ne pensi.

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33 Comments

  1. Shisa
    Shisa marzo 30, 18:32

    ma suona tanto da Zeitgeist sta cosa…

  2. Dario Biondi
    Dario Biondi marzo 30, 17:38

    U saziu non cridi o diunu!

  3. Diego Marini
    Diego Marini marzo 30, 18:29

    Se non fosse che il 70% degli italiani è semianalfabeta, dovremmo far leggere questo articolo a chiunque incontriamo per strada, 4 volte al giorno.

  4. Fabio Alemagna
    Fabio Alemagna marzo 30, 18:40

    Puoi provarci lo stesso, se ti va. ;-)

  5. Francesca Di Pascale
    Francesca Di Pascale marzo 30, 18:58

    Condivido, parola per parola.

  6. Giuseppe Chiarenza
    Giuseppe Chiarenza marzo 30, 19:56

    Cerchiamo di far capire a tutti!

  7. Cyndi Camay
    Cyndi Camay marzo 30, 21:59

    pienamente d'accordo! il tuo ragionamento non fa una piega!!

  8. Diego Marini
    Diego Marini marzo 31, 00:10

    A modo mio, lo faccio da tempo, come posso. Facciamolo tutti e sarà più efficace!

  9. Fabrizio Romanazzi
    Fabrizio Romanazzi marzo 31, 10:37

    Vi consiglio di leggerlo fino in fondo: è un pò lungo ma è MOLTO interessante ed istruttivo, fà riflettere ed aiuta a ragionare su dove siamo come ci siamo arrivati e cosa vogliamo realmente fare per uscirne (se davvero vogliamo uscirne).

  10. Georgejefferson
    Georgejefferson marzo 31, 14:43

    Buongiorno,voglio porre delle domande come spunto di riflessione….presupponendo uno stato a dirigenti onesti e con emissione diretta(lo auspico),qualora tale emissione non segua l’accrescimento di beni e servizi per sbagli di previsione(quindi non in malafede)basta lo strumento delle tasse per diminuirlo a scongiurare forti inflazioni che colpiscono sopratutto i meno abbienti?Possono avere utilita l’emissione dei titoli a questa finalita?in ultimo..domanda strana ma per me fondamentale:l’emissione diretta dello stato(ipotizzando di nuovo dirigenti onesti) e’un debito o un credito?e chi sono i rispettivi debitori e creditori?grazie per la cortese attenzione.G.j.

  11. luca
    luca aprile 01, 15:58

    HO chiesto a pierluigi paoletti di rispondere a GJ. mi ha passato un testo tratto da un suo articolo del 2006 eccolo:

    Nelle società un poco più economicamente avanzate ci si rese conto che si poteva emettere moneta, oltre che per le merci già prodotte, anche per le merci che si sarebbero prodotte in futuro in modo da poter trovare le risorse per poter effettuare gli investimenti necessari ai miglioramenti produttivi e quindi accelerare il benessere della comunità.

    È un po’ quello che succede in borsa dove il prezzo di un’azione riflette le aspettative di crescita futura di una azienda. Se poi le previsioni non si avverano allora il prezzo dell’azione cala e così succede anche all’emissione di denaro che viene diminuita in maniera commisurata all’effettiva produzione e così via.

    Possiamo allora dire che il denaro riflette il valore delle merci prodotte, ma anche il valore delle merci che si potranno produrre in un futuro prossimo (sei mesi, un anno o più).È ovvio che questo disequilibrio si riflette sui prezzi che aumentano e determinano quella che gli economisti chiamano una sana inflazione.

    Fino adesso è tutto chiaro? In questo ragionamento il lavoro di ognuno contribuisce all’arricchimento della comunità, compreso quello delle casalinghe che accudiscono le famiglie e possiamo dire che anche i bambini contribuiscono al mantenimento futuro e magari all’accrescimento della ricchezza comune, così come gli anziani che con la loro esperienza hanno contribuito e tanto ancora possono dare alla comunità. Ognuno quindi, per il solo fatto di esistere, è portatore di ricchezza e una comunità dovrebbe essere fiera di mettere nelle condizioni migliori ciascuno dei suoi componenti affinché ognuno possa dare il suo contributo al benessere comune accreditandogli quello che da molti viene chiamato reddito di cittadinanza. Nella realtà odierna questo non accade anzi gli anziani (dopo i 45 anni!!!) sono prima emarginati dal lavoro, se non ci credete provate a trovare un posto ad uno-a che ha 45 anni, e poi, passati i 60 anni, si spera che muoiano prima possibile perché è solo un costo per la collettività. Ma più o meno accade la stessa cosa alle casalinghe che sono considerate poco più che mantenute.

    Ed i figli? Un costo pesante per le difficili casse familiari. Insomma in questa società si è “buoni” solo da 18 a 45 anni. Siamo diventati come la grappa: si scarta la prima e l’ultima distillazione per bere solo la parte migliore, la parte centrale. Qualcosa ovviamente non va, se ne accorgono tutti, troppe tasse, troppi debiti? O un sistema da rifare…

    Il denaro emesso dovrebbe riflettere le merci prodotte o quelle che verranno prodotte a breve e quindi è un’attività in tutti i casi: nel primo caso è ovvio, io produco e la moneta emessa riflette solo questa produzione, ma anche nel secondo è ovvio perché in questo caso è la comunità che si indebita con se stessa ovvero si anticipa solo quel denaro che gli consente di fare investimenti. Nel nostro sistema invece sia il primo che il secondo caso diventano, magicamente, un debito della collettività nei confronti delle banche centrali visto che per ogni moneta emessa la comunità contrae un debito con interessi, senza contare quelli che ognuno di noi contrae personalmente con le banche commerciali per comprare casa, un macchinario ecc.

    Quindi invece di essere accreditati di tanto denaro quanta è la ricchezza prodotta o che verrà prodotta, ci viene addebitato tutto questo. Per dirla con un detto popolare, “tra averli e non averli è il doppio” ed infatti con questo sistema ci viene sottratto il 200% oltre gli interessi: il 100% per quello che non ci viene dato e il 100% per quello che ci viene addebitato. È facile capire che con questo sistema il solo fatto di esistere è un debito che sta diventando insostenibile ai più. È come se in un campionato di calcio si partisse da meno 50 punti: anche se vinco tutte le partite dalla prima all’ultima quando lo vinco questo campionato? Mai! Altro che calcio truccato, questa è una truffa bella e buona. (…)

  12. Mimmo
    Mimmo aprile 02, 11:33

    « Nel gregge della fatalità non cadono i teurghi »
    (Oracoli caldaici, frammento 153)

    http://it.wikipedia.org/wiki/Teurgia

    “Se non abbiamo chiaro il significato delle nostre origini non potremo avere mai la conoscenza vera”.

    (Frase tratta dalle rivelazioni che Sigismondo Arquer, illustre geografo cagliaritano, fece ad Onofrio Panvinio, priore e dotto agostiniano di Palermo, entrambi vissuti nel XVI° sec.)

    Il resoconto di un misterioso colloquio tra Sigismondo Arquer, insigne geografo cagliaritano condannato a morte dall’inquisizione e arso vivo nel 1571, e Onofrio Panvinio, priore agostiniano, avvenuto nel carcere di Toledo nel 1567

    “Ragionevoli fratelli, ascoltate con fiducia e siate felici di non conoscere il male dei bianchi e le loro angustie. Voi tutti mi siete testimoni che il missionario dice: «Dio è amore. Un onesto cristiano farebbe bene a tenersi sempre davanti agli occhi l’immagine dell’amore. Solo al grande Dio va quindi anche la devozione del bianco». Ebbene, il missionario ci ha mentito, ci ha ingannati, il Papalagi lo ha corrotto affinché ci ingannasse con le parole del Grande Spirito. Perché il tondo metallo e la carta pesante, ch’egli chiama denaro, questa è la vera divinità dei bianchi.”
    Tuiavii di Tiavea, capo indigeno delle isole della Samoa 1920

    Libro – PAPALAGI – discorsi del capo Tuiavii di Tiavea delle isole Samoa
    http://www.freaknet.org/martin/libri/Papalagi/papalagi.html

    http://acquachiaranet.blogspot.com/2008/04/la-visione-dei-selvaggi.html

  13. Mimmo
    Mimmo aprile 02, 11:34

    “Quando i missionari vennero per la prima volta nella nostra terra, loro avevano le Bibbie e noi avevamo la terra. Cinquant’anni dopo, noi avevamo le Bibbie e loro avevano la terra.”
    Jomo Kenyatta (Primo presidente del Kenya dopo l’indipendenza)

    “Quando i banchieri vennero per la prima volta nella nostra terra, loro avevano la carta colorata e noi l’oro e la terra. Qualche anno dopo, noi avevamo la carta colorata e loro avevano l’oro e la terra.”
    Ivan Ingrillì

  14. Tore Gold
    Tore Gold aprile 19, 15:45

    Analisi perfetta!!!

  15. Asino Selvatico
    Asino Selvatico aprile 19, 16:16

    BASTA DARGLI FUOCO A TUTTI. MA NESSUNO MI DA RETTA.

  16. VickyG
    VickyG aprile 19, 18:11

    mmmm ma qui non è un problema di condivisione: sì, ti condividiamo tutti; e non è nemmeno un problema di “quali” soluzioni adottare.
    Qui l’unico problema è COME adottarle.
    Qualsiasi saranno le soluzioni che proporrai nel tuo prossimo articolo, non sono attuabili senza uno scossone violento all’oragnizzazione della società.
    O prendiamo atto di questo, o parliamo di utopica aria fritta.

  17. Luigi Devicienti
    Luigi Devicienti aprile 21, 21:21

    Ogni sera, mentre sono bloccato in A4 tra Sesto S.G. e Cormano, mi faccio la stessa domanda, si potrebbe vivere senza tutto ciò? Ma davvero sono essenziali cose come il cellulare, la tv, il pc ecc? Ma l'uomo ha sopravvissuto 200.000 con solo un po di riso, di grano, e di quello che riusciva a cacciare…e se rinunciassimo a tutto? E se non pagassimo I debiti? Faremmo saltare tutto, faremmo la fine della Grecia? No io volgio di peggio, volgio tornare alle nostre origini, questa economia dove è pil anke la droga che uccide un ragazzo, non è quello che ci serve. Una cicoria che sfama qualcuno è pil, I rifiuti speciali no, quelli sono morte!

  18. Melo Di Bella
    Melo Di Bella aprile 21, 22:28

    Mi fa piacere leggere articoli del genere, serve a tenere viva l'attenzione sull'argomento visto che se ne parla sempre troppo poco! la percezione che ho avuto leggendolo, è stata quella di una visione quanto mai ampia, che affronta e spiega il problema all'origine(tra l'altro penso ke proprio all'orgine stia la soluzione di qualsiasi problema) da ciò ne segue che l'analisi è lucida. Sarebbe bello riuscire a diffondere questo messaggio a quanta più gente possibile, ma purtroppo credo che ancora una volta rimarranno solo parole. I mezzi di comunicazione di massa e la recessione sempre più pesante e pericolosa, insieme a tanti altri fenomeni sociali, distraggono la gente cn mille trucchetti studiati a tavolino. La soluzione a questo problema esiste, ma sono convinto che bisognerebbe prima di tutto sensibilizzare ed informare le masse, se tutto ciò nn accadrà nn vi sarà mai nessun cambiamento.. l'ordine costituito continuerà a dominare…

  19. Stefano
    Stefano aprile 22, 07:55

    Utopiche soluzioni ce ne sono molte, ma bisogna passare alle vie di fatto: TERRORIZZARLI, SPAVENTARLI, PERSEGUIRLI!!!

  20. Adriana Silvestro
    Adriana Silvestro giugno 14, 12:23

    STUPENDO! E' stata una liberazione leggerti!.. Ti ringrazio infinitamente. Lo condividerò e ricondividerò. Grazie davvero.

  21. Nando Cozzolino
    Nando Cozzolino luglio 05, 19:53

    Se fossi d’accordo con Proudhon sarei d’accordo con l’articolo, ma nel testo “Miseria della filosofia” gli si spiegava che non è il danaro e la proprietà privata il problema ma, il mercato. Cioè, lo scambio di valori per il profitto cioè, quando le cose non vengono scambiate per il loro valore d’uso ma per un plus valore fattore del profitto.
    Coloro i quali hanno il potere della produzione, e tutti i fattori produttivi che mantengono questo potere: Stato; Esercito(Bombe Nucleari;Chimiche batteriologiche); Informazione; Burocrazia; Tasse;Potere di imporre autoritativamente i Tributi; e tutti i lacchè democratoidi che inventano paradigmi interpretativi bizzarri della realtà per confondere sistematicamente le menti già confuse della maggior parte della popolazione, non hanno nessuna intenzione di lasciare questo potere, tanto è vero che nelle crisi di sovrapproduzione, l’ultima iniziata negli anni ’70, quando c’è grande capacità di produrre merci e nessuno le compra, chi ha grandi capitali pensa che è molto più profittevole investire in finanza.
    Comprare i titoli delle aziende innovative e capaci di vendere con un alto valore aggiunto è molto conveniente, più si investe in queste aziende più le azioni si rivalutano e gli altri produttori incentivati da guadagni facili comprano questi titoli che aumentano di valore perchè c’è maggiore domanda, disinvestendo nella produzione che non vendono. Fino a quando scoppia la famigerata o famosa “bolla finanziaria”.
    In buona sostanza la produzione mondiale non corrisponde al capitale finanziario circolante, è molto più ridotta la produzione di beni e servizi.
    Tutto questo ambaradan si chiama: “Capitale fittizio”.
    Se qualcuno si vuole tirare fuori, qualcuno nel senso di aggregati di stati o stati singoli, ( pan-arabismo; pan-africanismo; pan-americanismo; Iraq; Jugoslavia; Libia; etc.) queste associazioni criminali internazionali: O.N.U. ; N.A.T.O.; F.M.I.; etc., puniscono i riottosi e sempre “cattivi dittatori” con gli effetti devastanti degli “umanitari” bombardamenti all’uranio impoverito, l’uccisione dei figli, dei nipoti, dei capi di governo riottosi a questo ordine barbaro mondiale, avendo la certezza che quelle bombe all’uranio impoverito terrorizzino anche noi, ci passivizzano e ci “autoconvincono” che è meglio vivere una morte lenta, per colpa di qualcun altro, che una morte violenta per responsabilità nostra.
    La crisi non esiste per coloro i quali gestiscono il potere nel mondo, ma per il resto dell’umanità.

    S.P.A.P. 112

  22. Katia Bastet Sorvillo
    Katia Bastet Sorvillo luglio 09, 11:31

    Ottimo articolo. Concordo perfettamente con te!

  23. Pasquale Caterisano
    Pasquale Caterisano ottobre 09, 13:51

    è GOMBLODDO!

  24. Giuseppe Gioioso
    Giuseppe Gioioso ottobre 09, 14:03

    Salve a tutti…ottimo articolo….che commento rispondendo con una nota scritta the me…buon "lavoro" a tutti!
    http://www.facebook.com/notes/giuseppe-gioioso/ti-piacerebbe-un-mondo-senza-monete-/318247894852994

  25. Renato Improta
    Renato Improta ottobre 09, 14:22

    Fabio ALemagna: 130 voti a Napoli, manco I parenti stretti lo han votato..

  26. Movimento 5 Stelle Napoli
    Movimento 5 Stelle Napoli ottobre 09, 15:37

    Tu hai 130 parenti stretti? :)

  27. Renato Improta
    Renato Improta ottobre 09, 15:45

    molti di più..

  28. Renato Improta
    Renato Improta ottobre 09, 15:47

    Movimento 5 Stelle Napoli ps Alemagna perchè rispondi con il nome del M5Stelle come al solito? Tu rovini l'immagine, anche con queste minchiate che scrivi, lo dico col cuore

  29. Vincenza Portman
    Vincenza Portman maggio 24, 20:06

    Fabio Alemagna ottima risposta ;)

  30. vanna
    vanna giugno 17, 20:05

    Ho compreso il concetto,ma non mi consola , la mia vita e’ una, non ho altre possibilita’, il lavoro e’ liberta’ e’ questo che rivendico!

  31. Duilio Stolfo
    Duilio Stolfo agosto 08, 14:11

    E' necessario condividere costantemente articoli come questo.

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