Cloro Pubblicato da il 2 aprile 2012.
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No Tav scrivono dal carcere: “Siamo solo indagati ma il trattamento è simile al 41 bis”

Questo il testo della lettera/testimonianza/appello dei compagni “No Tav” detenuti nel carcere di Saluzzo letta ieri al termine del corteo “no debito” #occupy piazza affari di Milano

Siamo i detenuti della sezione “isolamento” del carcere di Saluzzo e vorremmo portarvi a conoscenza della situazione in cui siamo costretti a vivere.

Siamo tutti imputati in attesa di giudizio (quindi solamente indagati) e nonostante questo siamo rinchiusi in una sezione di isolamento.

La direzione del carcere sostiene che noi (siamo 12 detenuti) non siamo in regime di isolamento dal momento che in cella siamo in due (alcune volte anche tre). La stessa direzione si dimentica tuttavia di dire che questa situazione è dovuta solo al sovraffollamento.

Ogni cella dispone di un proprio cortile per la permanenza all’aria. Un cortile grande 6 metri x 2 metri e 80 centimetri, con un muro di 5/6 metri di altezza, che in autunno, inverno e in buona parte della primavera, non vede nemmeno il passaggio di un raggio di sole.

Ci sono 6 celle per 6 cortili. Chi scende all’aria viene segnato sul registro (ora di uscita/ora di rientro) e può solo andare all’aria che corrisponde alla sua cella. Strano paradosso: facciamo socialità dalle ore 17 alle ore 19 stando insieme in un piccolo corridoio, ma all’aria no. In cortile dobbiamo stare divisi ognuno nella sua gabbia. Le gabbie degli animali hanno almeno le reti e le sbarre, mentre qui c’è solo un alto muro di cemento. Se in uno spazio simile ci fosse in animale con un peso superiore ai 15 kg, si arrabbierebbe persino la Protezione Animale.

Uno di noi ha visto decine di arie in giro per l’Italia, ma mai nessuna così. Questi “cortili” sono solitamente usati per i detenuti soggetti al 41bis. In una sezione vicina alla nostra, ci sono 6 detenuti in regime di isolamento speciale che hanno gli stessi spazi e cortili.

La Direzione si giustifica dicendo che questa è una casa di reclusione (penale) e non una casa circondariale. Per salire nelle 6 sezioni del carcere bisogna essere “definitivi”. Lì ci sono laboratori, le attività in comune, la palestra, l’area per giocare a pallone.

Per noi no. Eppure alcuni di noi indagati stanno qui anche un anno in carcerazione preventiva in attesa del processo. L’unica concessione che ci viene fatta è di andare a messa con una sezione di alta sorveglianza.

Nessuno di noi è qui per aver subito una sanzione disciplinare, eppure siamo esclusi da tutte le attività ricreative e sportive che l’ordinamento penitenziario prevede.

Non ci lamentiamo per le nostre questioni personali ma riteniamo che si stiano violando i diritti e la dignità di noi detenuti.

Ci chiediamo chi sia e cosa faccia il garante dei detenuti.

Concludendo, consegneremo questa lettera ai nostri avvocati con cui intendiamo fare un esposto alla Procura e invitiamo le forze politiche e sociali a denunciare questa insostenibile situazione.

Vi ringraziamo anticipatamente.

Firme dei 12 detenuti

Fabio G.

Daniele G.

Giorgio R.

Gianpietro F.

Younos O.

Illi E.

Giuseppe M.

Andrei V.

Reoouanne G.

Beppe M.

Giacomo C.

Miraie N.

http://www.controlacrisi.org/notizia/Conflitti/2012/4/1/21273-no-tav-scrivono-dal-carcere-siamo-solo-indagati-ma-il/#.T3iF5AhqbcA.facebook

1 Risposta a No Tav scrivono dal carcere: “Siamo solo indagati ma il trattamento è simile al 41 bis”

  1. emma Rispondi

    2 aprile 2012 at 17:26

    è vero è quello che succede anche a Regina Coeli a Roma, dove gli indagati non hanno nè dignità nè rispetto, non sono calcolati come persone: a gennaio si dovevano lavare con acqua fredda (meno 6 gradi fuori), senza asciugarsi i capelli con il phone, una settimana in una cella senza riscaldamento, il cibo viene dato con le manni che hanno toccato tutt’altro prima, le comunicazioni telefoniche ( 1 a settimana) interrotte mentre si parla senza dare nemmeno il tempo di salutarsi, magliette con le firme dei figli senza lacci nè oggetti metallici non sono permesse ma nessuno spiega il perchè anzi si deride chi chiede spiegazioni,i tempi di attesa per udienze e interrogatori sono biblici, i giudici hanno delle scadenze che non rispettano mai perchè tanto non hanno nessuna sanzione di alcun tipo, possono permettersi di giocare con la salute mentale e fisica di chi è dentro tanto loro non lo provano. ci si è dimenticati che si è innocenti fino a che non si prova oltre ragionevole dubbio la colpa e che il carcere cautelare è una misura che la legge prevede se non ci sono altri strumenti per impedire il reiteramento della pena. Dentro non c’è chi stupra o ammazza o è parlamentare pure se pubblicamente colpevole ma persone normali che non vengono ascoltate nè calcolate perchè non valgono…. è uno schifo e la chiamano giustizia?

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