Sergio Cacioppo Pubblicato da il 20 maggio 2012.
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Ecuador vs Chevron-Texaco: La causa milionaria, il perito prezzolato, Davide, Golia, il bue e l’asino.

Articolo di Irma Marano -

Tra leggende bibliche e detti popolari, continua la causa per danni ambientali che vede contrapposti l’azienda petrolifera Chevron Corp, il Fronte di difesa dell’Amazzonia – associazione nata per tutelare i diritti dei popoli indigeni vittime del selvaggio sfruttamento – e la dignità degli esseri umani a tutelare la propria vita, la propria salute e l’ambiente circostante.
Venerdì la soap amazzonica si è arricchita di nuovi intrighi. Una sentenza corrotta nella causa multimiliardaria contro la compagnia petrolifera o un disperato tentativo di non pagare?
Chevron Corp chiede di visionare documenti bancari compromettenti. Il Banco del Pichinchia si trincera dietro il segreto bancario.

A gennaio la Corte d’Appello Sucumbios, provincia settentrionale dell’Ecuador, ha confermato la sentenza emessa a febbraio del 2011 dal tribunale di primo grado che condannava la Chevron per i danni ambientali causati dalle attività estrattive della Texaco, società con cui si era fusa nel 2001.
La sentenza ha fatto in breve il giro del mondo. Come dichiarato dal presidente ecuadoriano Rafael Correa, la battaglia legale aveva il sapore della vittoria di Davide contro Golia.
La compagnia petrolifera era stata condannata a pagare un risarcimento di 8,6 miliardi di dollari, raddoppiato fino a 18,2 miliardi di dollari per danni morali. Infatti, Chevron aveva quindici giorni di tempo dal giorno in cui era stata emessa la sentenza d’appello per scusarsi pubblicamente, scaduti i quali la condanna si sarebbe raddoppiata. Chevron non ha mai presentato le sue scuse alle comunità indigene, non riconoscendo le sentenze né l’autorità dei tribunali ecuadoregni, e cercando di ricondurre la vicenda nei termini di un arbitrato internazionale che ha di fatto bloccato pro tempore l’attuazione della condanna.

I fili del contenzioso nel caso si sono moltiplicate negli ultimi tre anni. Chevron ha portato la questione davanti ad un tribunale internazionale, sostenendo che l’Ecuador violato un trattato commerciale con gli Stati Uniti non garantendo un processo equo per l’azienda.
Venerdì, 4 maggio la Chevron Corp ha presentato un esposto alla Corte federale di Miami contro il Banco del Pichinchia, una banca ecuadoriana con filare a Miami. La Chevron ha chiedendo di poter visionare otto conti correnti su cui, secondo l’azienda, sarebbero transitati 360 mila dollari a fronte di una tangente pagata ad un esperto di parte.
Richard Cabrera, geologo e consulente del tribunale di Lago Agrio, è stato un protagonista fondamentale nel processo Ecuador Vs Chevron-Texaco in merito ai danni causati e al riconoscimento delle responsabilità.
“Quello che stiamo cercando è un po’ di chiarezza” ha sostenuto Andrea Neuman, un avvocato della Chevron dinanzi al giudice della Corte Distrettuale degli Stati Uniti William Turnoff. “Abbiamo bisogno di sapere per che cosa questo denaro è stato utilizzato”.
In realtà il tribunale d’appello aveva stabilito che i costi delle perizie fossero a carico dei querelanti. La Chevron-Texaco ritiene, quelle ora presentate, prove significative di frode e collusione”.

“Anche Chevron avrebbe dovuto pagare il perito, ma hanno boicottato il processo. Ora stanno cercando di creare qualcosa dal nulla”, ha detto Karen Hinton, un portavoce della Defense Coalition Amazon, che rappresenta la controparte. “L’azienda è impegnata in un disperato tentativo di evitare di dover pagare le popolazioni indigene per danni ambientali. […] Quest’ ultima azione giudiziaria non è altro che l’isteria di una società che ha cercato e cercherà con ogni stratagemma legale, che il denaro può comprare, di negare giustizia a persone che soffrono nella foresta ecuadoriana.”

 

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