Informare Pubblicato da il 25 maggio 2012.
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Disastrosa per i conti pubblici. Appello contro la Tav, un mito senza capo nè coda

Di Maria Ferdinanda Piva

La Tav è disastrosa per i conti pubblici in questi tempi di crisi. Repetita iuvant, dicevano gli antichi: e chissà se a furia di sentirselo ripetere da voci autorevoli il presidente del consiglio Mario Monti finirà per afferrare il concetto.

Ieri, da Firenze, un gruppo di professori universitari europei gli ha rivolto un appello che riguarda sia la Torino-Lione lungo la Val di Susa sia la costruzione di un tunnel ferroviario ad alta velocità per l’attraversamento di Firenze. Dicono in sostanza: la realizzazione di queste faraoniche, costosissime opere aumenterebbe il debito pubblico proprio mentre si chiede agli italiani di versare lacrime e sangue per ridurlo.

E poi, il corridoio europeo numero 5 (quello da Kiev a Lisbona passando dalla Torino-Lione e dalla Val di Susa) è un mito senza capo nè coda. Letteralmente: un’inchiesta di Repubblica evidenzia che il Portogallo ha già dato forfait mentre in Ucraina, praticamente, nessuno ha mai sentito parlare di Tav.

L’appello a Monti contro la Torino-Lione e contro il tunnel fiorentino ad alta velocità è emerso dal convegno “Le grandi opere inutili nella crisi economica globale” che si è svolto ieri a Palazzo Vecchio di Firenze.

Lo hanno sottoscritto i professori Hermann Knoflacher del politecnico di Vienna; Heiner Monheim del’università di Treviri; Rolf Monheim dell’università di Bayreuth. Per l’Italia, il critico letterario Alberto Asor Rosa e l’ex direttore della Normale di Pisa, Salvatore Settis.

Monti – l’ha detto più volte – intende affidarsi alla realizzazione di infrastrutture, cioè alle grandi opere, per avviare la (peraltro impossibile) ripresa economica.

Gli esperti gli chiedono di soprassedere sul tunnel fiorentino e sulla Torino-Lione non solo per l’impatto “devastante” per due progetti, ma anche per la “situazione delle finanze dello Stato italiano”, che ne “sconsiglia la realizzazione”.

In particolare, dicono, le grandi opere aumenterebbero il debito pubblico; inoltre “la Troika (commissione Ue, Bce, Fmi), ha incluso espressamente il debito delle società statali, come sono le Ferrovie dello Stato, nel debito complessivo della Grecia. Gli investimenti nei progetti di Av in Italia aumenterebbero di molti miliardi il debito di Fs e di Rfi. Dunque l’Italia potrebbe diventare il bersaglio della speculazione internazionale”.

Perseguire il corridoio europeo numero 5 Kiev-Lisbona attraverso la Torino-Lione, poi, equivarrebbe a rincorrere un mito. Lo evidenzia un’inchiesta di Repubblica, un’inchiesta al di sopra di qualsiasi sospetto perchè Repubblica si è sempre battuta per la realizzazione della Torino-Lione.

In pratica però, scrive Repubblica, il Portogallo strozzato dalla crisi ha già detto no grazie all’ultimo tratto. La Spagna farà una sorta di Tav low cost perchè sta sta riducendo drasticamente gli investimenti infrastrutturali e li indirizza soprattutto alla rete autostradale. La Slovenia non ci sta proprio. L’Ungheria è fermamente determinata a privilegiare il trasporto su gomma. In Ucraina pare che nessuno abbia mai sentito parlare di Tav.

Qui, solo qui in Italia, vogliamo ostinarci? L’inchiesta di Repubblica, oltretutto, ha evidenziato che, in prossimità di Torino, la Tav dovrebbe infilarsi in un tunnel costruito dentro la falda che alimenta l’acquedotto. Dentro la falda da cui proviene l’acqua che esce dai rubinetti nelle case torinesi.

Orsù. Se anche tutto quel che scrive Repubblica non fosse sufficiente a far scattare un soprassalto di buonsenso, gli esperti europei di trasporti da Firenze fanno presente che c’è la faccenda dei conti pubblici, del debito, della speculazione finanziaria internazionale. I guai vogliamo proprio accuratamente andarceli a cercare?

Su Lettera 43 Tav, allarme degli esperti. Bisogna fermarla, troppi debiti

Su L’Altracittà fermate la Tav, costa troppo. Appello al governo Monti

Dall’ufficio stampa del Comune di Firenze il convegno “Le grandi opere inutili”

L’inchiesta di Repubblica da Lisbona a Kiev sognando l’alta velocità

Foto

Fonte: Blogeko

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