Fuori dall’Euro – Torniamo alla lira. Perché?
L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più. Molte analisi dimenticano questo dato essenziale. Per contribuire a una lettura più equilibrata della realtà abbiamo aperto questo blog, ispirato al noto pensiero di Pippo: “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita”. Una verità semplice, ma dalle applicazioni non banali…
Per una impostazione generale del dibattito:
- L’uscita dall’euro (il testo del mio articolo sul Manifesto)
- Crisi finanziaria e governo dell’economia (il mio articolo su Costituzionalismo.it, per capire chi sono gli omodossi…)
- Euro: una catastrofe annunciata (l’elenco di quelli che ce lo avevano detto)
Per seguire l’attualità corrente:
- I salvataggi che non ci salveranno (il primo post, che prefigurava quello che poi è successo, cioè il fatto che Monti non avrebbe fatto scendere lo spread)
- La crisi, la svendita e mi’ cuggino (che evidenzia le motivazioni sottostanti alle politiche di austerità suicida imposte ai governi periferici)
Per approfondire alcuni aspetti analitici (debito pubblico, privato, estero….):
- Premiata armeria Hellas I (per le relazioni fra risparmio nazionale e indebitamento estero)
- Premiata armeria Hellas II (per le relazioni fra indebitamento privato, pubblico e estero)
Per un mondo migliore:
- Come uscire dall’euro (un esempio di ipotesi di uscita concordata)
- L’Europa senza l’euro (che descrive assetti istituzionali alternativi per l’Unione Europea)
Contro il “luogocomunismo”:
- La locomotiva d’Europa e le locomotive della Germania (che smaschera una serie di luoghi comuni sul ruolo “trainante” dell’economia tedesca in Europa)
- Svalutazione e salari (che smaschera alcuni luoghi comuni sulle “catastrofiche” conseguenze del ripristino della flessibilità del cambio)
- Ma in Germania i prezzi sono più alti (la solita obiezione di chi non sa nulla di economia)
- Cosa sapete della produttività (che smaschera alcuni luoghi comuni sulla “pigrizia” dei lavoratori italiani favorita dalle svalutazioni)
- Più Europa e meno Spagna (che riflette su alcune proposte ritenute attualmente salvifiche – “Stati Uniti d’Europa” – e sui loro rapporti con la democrazia in Europa).
Questa selezione è puramente indicativa, ma penso possa aiutare chi arriva adesso.
Per chi preferisce ascoltare
Se invece di leggere preferite ascoltare, vi suggerisco:
- il mio intervento a Vasto
- il mio intervento a Frosinone
che vi permettono di avere un quadro complessivo, rispetto al quale potrete approfondire le vostre curiosità.
Per il resto: http://goofynomics.blogspot.it
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Dario
5 agosto 2012 at 15:23
Il mondo e’ basato sulle nazioni. Tutta l’architettura europeista e’ basata sulla presunzione di poter prescindere da quanto accade nel mondo. I mercati oggi semplicemente mostrano di riconoscere la fragilita’ di un esperimento insensato, che semplicemente assolutizza asideologicamente alcuni principi astratti (come il rigore fiscale o il divieto di aiuti di stato) e priva le nazioni delle diverse leve di cui hanno bisogno per sopravvivere. Torniamo alle mazioni e vediamo di salvare l’Italia.Gli europeisti si dedichino ai giochi di societa’. Dario Ciccarelli