Paolo Mossetti Pubblicato da il 19 giugno 2012.
L'articolo Un viaggio nella memoria. La requisitoria del pubblico ministero Lanzi al processo per il caso «La Zanzara». appartiene alla categoria Dispacci settimanali.
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Un viaggio nella memoria. La requisitoria del pubblico ministero Lanzi al processo per il caso «La Zanzara».

Prima pagina dell'inchiesta incriminata

Antefatto.

Febbraio 1966. Si intitola Cosa pensano le ragazze d’oggi? l’inchiesta del giornale liceale «La Zanzara» del  «Parini» di Milano. Le domande riguardano «la posizione della donna nella società». Nove ragazze intervistate – tutte minorenni -rispondono con serenità e schiettezza. Si parla di controllo delle nascite, rapporto con i genitori, la religione in campo sessuale, l’amore pre-matrimoniale.

Dopo pochi giorni un gruppo di «pariniani cattolici» e il «Corriere lombardo» lanciano l’allarme, scandalizzati. Il procuratore aggiunto Oscar Lanzi incarica il vice questore Grappone dell’inchiesta. Gli studenti Marco Sassano, Claudia Beltramo Ceppi e Marco De Poli sono convocati in questura. Il giudice Carcasio intima loro di spogliarsi per una visita medica. I ragazzi subiscono una umiliante ispezione corporale, venendo così applicata applicata una circolare fascista del ’34, ove non vi siano altri modi per accertare l’effettiva capacità di intendere e di volere dei minorenni. La ragazza si rifiuta. Ai giovani viene rimproverato uno stato di apparente gracilità, con il rilievo che le famiglie poco si curano di loro.

Vengono incriminati anche il preside e la proprietaria della tipografia.

Al processo attira oltre quattrocento giornalisti da tutto il mondo. Il pm Oscar Lanzi, oltre a rinnovare la richiesta di ispezione medica per la ragazza – suggerisce la camera di consiglio come luogo di visita, mezz’ora in tutto quanto a perdita di tempo – accusa i tre studenti d’istigazione alla corruzione.

Questa la sua requisitoria:

«So che il mio compito non è facile perché mi si accusa di rappresentare un’epoca superata. I censori non sono mai stati simpatici alle folle. Ma io compio il mio dovere sociale che è quella di ristabilire un certo ordine nei costumi moderni… Richiamare le norme morali che sono a base della società italiana, può dare, oggi, fastidio a qualcuno, ma noi vogliamo salvare la morale e la società italiana.

Del resto in questo bosco, o meglio in questa giungla non mi sento più solo: qualche giorno fa, nel corso di un dibattito sul caso del “Parini,” si è appreso che il ministro della Pubblica Istruzione ha proibito di usare, come libro di testo nella scuola media inferiore “Pirandello” di Agrigento, il “Diario” di Anna Frank perché conteneva alcuni passi ritenuti immorali; e ciò benché buona parte della stampa avesse salutato con favore l’adozione di quel libro.

Ora la frase del “Diario” ritenuta immorale la seguente: “Seppi che quando nei campi di concentramento si dormiva insieme, le donne diventavano gravide.”

Ebbene, tale frase, che pure è un brillante in confronto a quelle usate da  La Zanzara, è stata soppressa. Del resto nelle scuole vengono purgati anche i testi classici. Ad esempio il Boccaccio, che pure è il maggiore dei nostri trecentisti viene mutilato di certi episodi che possono incitare alla corruzione gli adolescenti. Altrettanto avviene per l’Orlardo Furioso… Questo per dimostrarvi che non vivo in un altro mondo e so essere sereno ed obiettivo.

Qui si è fatta una confusione enorme tra libertà di pensiero e libertà di sesso. Il problema sessuale deve essere affrontato con gli adolescenti  ad un livello scientifico, e non abbassato, come hanno fatto i redattori del “Parini,” a un livello che non esito a definire pornografico. Ne La Zanzara si parla di libertà; ma la libertà degli uomini deve differenziarsi dalla libertà degli animali.

Le intervistate dell’inchiesta “Che cosa pensano le ragazze d’oggi” appartengono ad una élite che “accetta i
consigli dei padri solo se motivati”.

Ora finché non sia accertato che il padre è un indegno o un delinquente, i figli devono ubbidire. Qui si proclama la ribellione contro i genitori, si parla di assoluta libertà sessuale e di modifica totale della mentalità: e come affermazioni simili possono lasciare indifferenti gli adolescenti che incominciano a sentire l’urlo dei sensi?

(Un lungo brusio si leva dai pubblico. L’ “urlo dei sensi” fa sorridere la platea.)

…L’inchiesta afferma ancora: “Nel rapporto sessuale l’importante è essere completamente uniti, e i figli sono solo una conseguenza di secondo grado.” Questo è immorale, perché l’unione sessuale serve alla continuità della specie, altrimenti il mondo non ci sarebbe più, e ormai sarebbe solo nebbia e fumo. Il rapporto sessuale senza fini procreativi è solo vizio. Dunque dobbiamo fermare il malcostume alle porte della scuola.

(I ragazzi gremiti dietro le transenne ricominciano a mormorare. Si sente gridare uh! uh! e il presidente agita il campanello ed esorta tutti a non disturbare.)

…Lo so che ci sono anche qui degli animali. Continuiamo. Un’altra intervistata  afferma: “Pongo limiti solo per non avere conseguenze.” Bene, ditemi un po’: se vostro figlio tornando da scuola, vi chiedesse cosa sono gli anticoncezionali, che cosa fareste? Per rispondere dovreste diseducarlo spiegandogli cose che susciterebbero in lui curiosità morbose.

Altra frase: “Molti rapporti  sono solo esperienze utili e non capisco come non si vogliano affrontare.” Ebbene io vi dico che la morale media italiana vuole che la sposa sia illibata. Non dovete badare ad altre nazioni, ai paesi nordici o, che so io, al Congo.

Questa degli imputati è solo spregiudicatezza, sfrontatezza, esibizionismo, come quando nei salotti uno si mette in mostra facendo lo spregiudicato. Ma andate poi a vedere nella realtà: anche colui che ha sposato una donna che ha avuto esperienze precedenti, ha il pudore di tenerlo nascosto e dirà anzi che la sua è la più casta delle spose. Se sono convinte di quanto affermano, perché queste ragazze non vengono qui a ripeterlo pubblicamente? …Anche noi, ai nostri tempi, facevamo certi discorsi, ma con maggior pudore, non andavamo ad esibirli in piazza. Non è vero, avvocato Delitala?

Avv. Delitala  (sorpreso dal sentirsi chiamare in causa): Signor presidente, il Pubblico Ministero mi costringe ad interromperlo.

P. M.: Lo so che lei la pensa come me.

Avv. Delitala: Aspetti almeno che glielo dica.

P. M.: Non può essere diversamente, perché lei è un galantuomo.

Avv. Delitala: Se per essere galantuomini bisogna pensarla come lei… (ed allarga le braccia senza finire la frase).

Pres.: Andiamo avanti.

P. M.: …Le stesse ragazze intervistate, con tutta la loro impudente spregiudicatezza, si vergognano di rivelare il loro nome… Sempre ammettendo che le interviste siano veramente state fatte…Io sono convinto che nessuna ragazza ha manifestato quelle idee, scaturite solo dalla fantasia esaltata dei redattori. Le virgolette, quelle vergognose virgolette ce le hanno messe loro, non per contraddistinguere le opinioni altrui ma per sottolineare le frasi più piccanti, per sollecitare gli istinti più bassi e morbosi degli adolescenti. Sono ragazzi che vanno alla ricerca di auto-sollecitazioni sessuali.

Se ognuno di noi venisse messo moralmente nudo… (La gente ride) …quante cose  preferirebbe veder celate. Certe cose si pensano, ma non si dicono, perché contrarie alla morale. Ma continuiamo a sciorinare queste perle. Perle di fango. “La purezza spirituale non coincide con l’integrità fisica.” Ma come si fa a dire cose simili? Come si può stimare una donna che non è integra? E ancora: “La religione, in campo sessuale, è apportatrice di complessi di colpa… In amore non ci devono essere freni religiosi… La posizione della Chiesa ha provocato in me molti conflitti fino a quando non mi sono allontanata…”

Ora mi rivolgo agli onesti: la Costituzione impone sì o no il rispetto del Concordato e quindi della morale religiosa che è stata acquisita dalla morale italiana? Queste sono aberrazioni! Perfino nella splendente Roma dei Cesari, che pure era piuttosto  corrotta, il poeta Ovidio fu esiliato per aver scritto libri non osceni, ma immorali…

E consideriamo che nelle scuole si insegna la religione: che penseranno gli adolescenti che ascoltano le lezioni di religione e poi leggono affermazioni come quelle de  La Zanzara? L’etica e la morale italiana sono conformi alla religione cattolica. Vogliamo dunque che gli adolescenti siano atei e si ribellino ad ogni freno?

Vorrei, signor Presidente, che queste frasi restassero scolpite nelle vostre menti così che, in camera di consiglio, possiate riflettere su di esse e rendervi conto della gravità del fatto. Il mio è un grido di dolore in difesa di un principio che non è solo della Sicilia o della Calabria, ma anche del Piemonte e della Lombardia, se è vero che anche qui un uomo che sposa una prostituta se ne vergogna. Siamo diversi dagli animali, perché non seguiamo la morale della Zanzara, e se dovessimo seguirla, lo faremmo ben di nascosto. Anche noi abbiamo fatto le nostre cose, ma non ne parlavamo. E se si andava con una ragazza, non ci facevamo vedere.

(Il pubblico rumoreggia.)

Forse che io sono il solo depositario dell’onestà, della morale, della religione, una voce clamante nel deserto? No, la maggior parte della gente la pensa come me… Professor Pisapia, noi che credevamo ai cavoli e alle cicogne…

Avv. Pisapia: No, no…

P. M.: Il problema sessuale va affrontato a livello scientifico o arriveremo al punto che le ragazze andranno in giro con gli anticoncezionali in tasca e il materasso sulle spalle. (Altro coro di proteste e altro scroscio di risate.) Ridete, ridete pure, ma ci sarebbe da piangere, tanto il problema è grave. La donna non ha più pudore, e senza pudore la donna non è più donna. Noi l’abbiamo sempre concepita come un angelo; pensarla in modo diverso è immorale… Ai miei tempi c’era Guido da Verona che noi leggevamo di nascosto. In confronto alle frasi de La Zanzara quei romanzi sono libri da leggere in chiesa. Il preside è il più responsabile di tutti perché ha permesso, lui che aveva il dovere di controllare, che cose simili avvenissero all’interno della scuola che deve educare e non diseducare.

Sono convinto di aver esternato le idee della maggioranza degli italiani, delle persone per bene, della gente onesta. Riflettete, o giudici, vi supplico! La vostra sentenza può essere una spinta decisiva per gettare la morale nel baratro! Ai nostri tempi si pensava a tutt’altro: non c’erano gli obiettori di coscienza, i capelloni; noi rabbrividivamo al suono degli inni nazionali, si fremeva per la Patria, non si parlava del libero amore, ma dei martiri del Risorgimento… Se i principi verranno meno, tutto sarà travolto dall’ondata della corruzione e del malcostume, nessuno si salverà. Pensate che cosa sarà dei nostri figli e dei figli dei nostri figli! Per la mia voce parla la società buona, la società sana…

Concludendo chiedo la condanna di tutti gli imputati al minimo della pena, con l’aggravante dell’abuso di ufficio per il preside e con l’attenuante della minore età, già richiesta, per i ragazzi.»

 

Epilogo. Dopo una lunga camera di consiglio, il presidente Bianchi d’Espinosa procederà con la breve lettura dell’assoluzione, e indirizza poche parole ai tre ex-imputati: «Su questo processo si è fatta una montatura esagerata. Voi non montatevi la testa, tornate al vostro liceo e cercate di dimenticare questa esperienza senza atteggiarvi a persone più importanti di quello che siete».

Il giudice Lanzi, invece, uscirà dal tribunale infuriato – con il sostegno di qualche beghina: «Un’assoluzione così che vergogna! E proprio in tempo di quaresima!» -, ripetendo di avere dietro di sé tutta la parte sana della nazione.

Lo stesso giudice, da lì  a poco, si dimostrerà molto meno intransigente in tema di moralità: subirà infatti un procedimento disciplinare per aver favorito la fuga in Medio Oriente di Felice Riva, industriale del cotone e proprietario del Milan, condannato per una bancarotta fraudolenta che aveva messo in lastrico, nel 1965, migliaia di operai. Durante la crisi della sua azienda Riva aveva disertato gli incontri con banche e sindacati, impedendo così il pagamento di mesi di arretrati ai suoi dipendenti. Era a St.Moritz quando venne informato che il direttore di un suo cotonificio si era sparato piuttosto che firmare altre millecinquecento lettere di licenziamento. Commentava così «Il Giorno»: «gli operai davanti ai cancelli chiusi dell’opificio  con le mogli e i figli denutriti e ansiosi in attesa del salvataggio dell’azienda, mentre il padrone prende il sole sul panfilo e non dedica all’azienda neanche un centesimo del tempo che poche settimane prima ha dedicato alla compravendita dei calciatori nelle trattative dell’Hotel Gallia»

Arrestato nel 1969, Riva sarà messo subito in libertà provvisoria. Il giudice Lanzi e funzionari di polizia milanesi gli permetteranno di mantenere il passaporto. Troverà un dorato rifugio in Libano, dove vivrà da nababbo. Rientrerà in Italia nel 1982, ottenendo, grazie a vari condoni ed amnistie, una riduzione della pena a pochi mesi. Vive tuttora serenamente nella sua villa a Forte dei Marmi.

Marco De Poli e Marco Sassano sono diventati giornalisti e poi scrittori. Claudia Beltrami è curatrice di mostre d’arte. Non si sa molto della vecchiaia del giudice Lanzi.

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