Cosa fareste voi se vostro figlio di 18 anni, morisse ammazzato di botte da quattro poliziotti?
Il fatto
La notte del 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi, studente ferrarese, torna a casa a piedi dopo aver trascorso la serata in un locale. Il giovane ha assunto sostanze stupefacenti (si trattava comunque di modiche quantità non sufficienti a procurare uno stato comatoso). Nei pressi di viale Ippodromo circola, la pattuglia “Alfa 3″ con a bordo Enzo Pontani e Luca Pollastri. Quest’ultimi descrivono l’Aldrovandi come un “invasato violento in evidente stato di agitazione“, sostengono di “essere stati aggrediti dallo stesso a colpi di karate e senza un motivo apparente” e chiedono rinforzi. Poco dopo arriva in aiuto la volante “Alfa 2″, con a bordo Paolo Forlani e Monica Segatto. Lo scontro tra i quattro poliziotti e il giovane diventa molto violento (durante la collutazione due manganelli si spezzano). Il ragazzo muore per “asfissia da posizione”, con il torace schiacciato sull’asfalto dalle ginocchia dei poliziotti. La camerunense Annie Marie Tsagueu è l’unica testimone ad aver visto due agenti picchiare il ragazzo, comprimerlo sull’asfalto e manganellarlo. Ha sentito le sue grida di aiuto e lo ha sentito respirare tra un conato di vomito e l’altro.
Ulteriore Perizia
Una lunga escoriazione alla natica sinistra, segno di trascinamento sull’asfalto, importante schiacciamento dei testicoli.
La sentenza
21 giugno 2012 la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione per l’ omicidio colposo di Federico Aldrovandi ai 4 poliziotti Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri. In particolare la quarta sezione penale ha respinto il ricorso presentato dalla difesa dei 4 agenti contro la condanna che era già stata emessa dalla Corte d’Appello di Bologna (capito? Hanno anche cercato di scagionarsi. Avranno o no figli più o meno della stessa età di Federico?). I poliziotti non rischiano però il carcere visto che 3 anni sono coperti dall’indulto. Tuttavia, dopo la condanna definitiva, scatteranno i provvedimenti disciplinari.
Ecco, qui sta il punto:
due milioni di euro, tanto è stato offerto alla famiglia come risarcimento, non bastano a restituire la vita di un figlio. Figuriamoci poi le scuse del capo della polizia Antonio Manganelli (ironia della sorte, un nome, un destino). La madre di Federico ha un
blog dove chiede giustizia dopo
sette anni di processi, tre gradi di giudizio. Dove fa notare che il condizionale del Ministro degli Interni in formula dubitativa l’offende: Se ci sono stati degli abusi….sembrerebbe…”
Perche’ allora usa il condizionale quando il Suo ruolo istituzionale non lo permetterebbe?- si chiede mamma Patrizia
Quel condizionale signor Ministro, è fuori luogo, inopportuno e poco rispettoso delle Istituzioni.
Sono stati commessi abusi tanto gravi da provocare la morte di un ragazzo appena maggiorenne incensurato e di buona famiglia.
Padre poliziotto e nonno carabiniere.
Quel padre poliziotto e quel nonno carabiniere che appartengono alle forze dell’ordine di cui Lei giustamente parla, hanno pazientemente aspettato 7 anni di processo e tre sentenze per veder riconosciuta quella verità terribile che sempre hanno saputo.
Auspicheremmo uguale rispetto da parte Sua.
Patrizia e LIno Aldrovandi ,
Genitori di Federico , morto per colpa di 4 poliziotti tutt’ora in servizio.
Ecco, anche noi, cittadini di una società civile, chiediamo che i quattro garanti dell’ordine pubblico siano almeno allontanati a vita dal servizio di pubblica sicurezza. Vista la accertata pericolosità del loro comportamento.
Abbiamo già aspettato tanto.
E solo allora giustizia, in minima parte, sarà fatta.
Januaria Piromallo
Simona Par
28 giugno 2012 at 15:05
@Federica Paparella. Proprio ragionamenti come i tuoi (e come quelli dell’onorevole Santanché) continueranno ad alimentare la violenza e l’abuso di potere tra le fila delle forse dell’ordine. Parli di problemi reali .. tu con quella merda che ti fai uscire dalla bocca. Non sei piu’ fica se fai la finta giustizialista (perchè chi ha un cuore e una anima tanto sensibili da soffrire per i terremotati – e soffriamo tutti- ce l’ha anche per rispettare la morte ingiusta un ragazzo.. quindi sei una finta giustizialista) mettendo a confronzto il problema del denaro in Emilia con un caso di cronaca nera i quali, tra loro per natura origine e responsabilità oggettive dell’individuo, non c’entrano un beneamato caxxo! ti è mai passato per la testa che forse, al di la dei punti di vista sulla questione, la morte per molteplici lesioni aggravate di un ragazzo di 18 anni meriti un po di rispetto e che, questo rispetto, esuli dal postare commenti cosi’ insensibili per non dire stolti e fuori luogo. Un saluto a Federico Aldrovandi e che la giustizia divina faccia il suo corso.
Simona Par
28 giugno 2012 at 15:06
forze*
Simona Par
28 giugno 2012 at 15:08
un’anima*
N.E.P.
29 giugno 2012 at 13:39
@Federica sei proprio scandalosa… non ho parole per definire le tue minchionerie… ti auguro che un giorno possa accaderti una cosa del genere, vediamo cosa dici… idiota!!
Antonio
29 giugno 2012 at 21:48
Federica, quando sento persone come te parlare mi verrebbe proprio voglia di far abolire la libertà di parola… cosa ti vanti di esprimere il tuo orrendo pensiero?? ma per carità… spero che non sarai mai una persona di rilievo nella società!!!
Massimo
19 luglio 2012 at 12:10
Sti maledetti meriterebbero di essere messi con i comuni in carcere….