Erminia Pubblicato da il 1 luglio 2012.
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Il Falso articolo sul Vero Monsignore fa il giro del web ed i pecoroni ci cascano

Il Falso articolo sul Vero Vescovo fa il giro del web ed i pecoroni ci cascano

Stasera nel gruppo della redazione di Informare per Resistere  mi si presenta un post di Informazione Libera che riporta, sotto una foto scattata in India su cui con Photoshop si è posta malamente una bandiera siriana, l’articolo del Mondo di Annibale che intriso di pomposa propaganda anti Bashar riporta la notizia FALSA , per altro riportata da altri media francesi, che il “Vescovo”, definizione loro, Archimandrita greco-cattolico melchita Monsignor Philip Tournyol Clos, che aveva inviato la sua testimonianza dalla Siria dopo aver visitato diverse città come Damasco, Aleppo e Homs alla agenzia Vaticana Fides che l’aveva pubblicata in un articolo: “La desolazione di Homs e la guerra di informazione”: le parole di un Archimandrita greco-cattolico , fosse falso. Si un falso vescovo e non solo la sua carica religiosa, ma che addirittura persino il viaggio in Siria di cui raccontava all’agenzia vaticana Fides fosse una bufala così come di conseguenza i racconti delle persecuzioni da parte dei ribelli sunniti salafiti verso cristiani ed alauiti… Ma in effetti la Fides non lo aveva mai definito un Vescovo.

L’articolo dell’agenzia Fides riportava un quadro desolante che descriveva Chiese e luoghi di culto devastati ed una situazione insostenibile per i civili presi in scacco in una morsa di violenza e di ricatti che li aveva obbligati a spopolare intere aree fuggendo sotto la minaccia di mercenari armati per lo più provenienti dall’estero, di soldati e sacerdoti uccisi, di attentati sanguinari che erano costati un numero considerevole di vittime, e degli stigmi di una guerra civile di natura confessionale che rispondendo ad una agenda ormai non più regionale, ma che anziché dividere le comunità di differente culto, le aveva unite ed aveva rafforzato in loro la fiducia in un governo a cui riconoscevano fino a quel punto di averle comunque sempre protette, come protetto la loro pacifica coesistenza.

Lo riporto per chiarezza e poi passo alla sua contestazione da parte del Blog il Mondo di Annibale, perché incredula confrontando le due versioni dei fatti dopo avere trovato dei punti non chiari, come un topolino con l’aiuto di un amico siriano cristiano, mi sono messa a cercare di trovare riscontri dell’una e dell’atra versione ed ho scoperto che come al solito si trattava di una cortina fumogena di menzogne, finalizzate alla demonizzazione di Bashar Al Assad, per convincere l’opinione pubblica che la guerra dei macellai della Nato è cosa buona e giusta.

Ecco cosa racconta Mons. Philip Tournyol Clos:

“La desolazione di Homs e la guerra di informazione”: le parole di un Archimandrita greco-cattolico

Damasco (Agenzia Fides) – “La pace in Siria potrebbe essere salvata se tutti dicessero la verità. Dopo un anno di conflitto, la realtà sul terreno è lontana dal quadro che impone la disinformazione nei mass media occidentali”: lo dice una testimonianza inviata a Fides dal sacerdote francese Philip Tournyol Clos, Archimandrita greco-cattolico melchita, che ha visitato nei giorni scorsi la Siria, recandosi in diverse città, come Damasco, Aleppo e Homs. 
A Homs, definita “città martire”, “le forze di opposizione hanno occupato due quartieri, Diwan Al Bustan e Hamidieh, dove vi sono tutte le chiese e vescovadi”, racconta a Fides l’Archimandrita. “Lo spettacolo per noi – continua – è la desolazione assoluta: la chiesa di Mar Elian è semi distrutta e quella di Nostra Signora della Pace è ancora occupato dai ribelli. Le case dei cristiani sono gravemente danneggiate dagli scontri e completamente svuotate dai loro abitanti, fuggiti senza prendere nulla. Il quartiere di Hamidieh è ancora rifugio inespugnabile di gruppi armati indipendenti l’uno dall’altro, dotati di armi pesanti e finanziati da Qatar e Arabia Saudita. Tutti i cristiani (138.000) sono fuggiti a Damasco e in Libano, altri si sono rifugiati nelle campagne circostanti. Un sacerdote è stato ucciso e un altro è stato ferito da tre proiettili nell’addome. Ancora un paio vivono lì, ma i cinque vescovi hanno dovuto rifugiarsi a Damasco e in Libano”. 
Il leader cristiano continua: “Nella capitale si temono autobombe e attentati di attentatori suicidi islamisti, attratti dal desiderio del paradiso, che cullano il sogno della fine del regime alawita. Attualmente si sta tentando di destabilizzare il paese tramite l’opera sanguinosa di avventurieri che non sono siriani. Anche l’ex ambasciatore di Francia, Eric Chevallier, ha segnalato tali informazioni, che sono state sempre rifiutate, mentre molte informazioni continuano a essere falsificate per alimentare la guerra contro la Siria”, denuncia a Fides l’Archimandrita. A Damasco nelle scorse settimane vi sono stati terribili attentati che si sono conclusi con un bilancio: di 130 morti (di cui 34 cristiani), 400 feriti e molte case danneggiate. “La costernazione era generale, il dolore indescrivibile”, nota l’Archimandrita, ricordando che “il popolo siriano è un popolo semplice e giocoso”. Sui cristiani il Vescovo dice: “I cristiani vivono in pace, condividendo la sofferenze di tutti, ma sono pronti ad ammettere di non essersi mai sentiti così liberi in passato e a ricordare il pieno riconoscimento dei loro diritti, datogli dal presente governo”.
Mons. Philip Tournyol Clos racconta la chiave di lettura di leader cristiani e musulmani siriani, che affermano: “I nemici della Siria hanno arruolato i Fratelli Musulmani al fine di distruggere le relazioni fraterne che esistevano tradizionalmente tra musulmani e cristiani Eppure, ad oggi, non ci riescono: hanno provocato una reazione contraria e le due comunità sono unite più di prima”. I soldati siriani infatti, continuano a trovarsi di fronte combattenti stranieri, mercenari libici, libanesi, militanti dei paesi del Golfo, afgani, turchi. “I militanti sunniti salafiti – aggiunge – continuano a compiere crimini sui civili, o a reclutare combattenti con la forza. Gli estremisti fanatici sunniti stanno combattendo orgogliosamente una guerra santa, soprattutto contro gli alawiti. Quando i terroristi vogliono controllare l’identità religiosa di un sospetto, gli chiedono di citare le genealogie risalenti a Mosè. E chiedono di recitare una preghiera che gli alawiti hanno rimosso. Gli alawiti non hanno alcuna possibilità di uscirne vivi”. (PA) (Agenzia Fides 4/6/2012)

Ed ecco invece cosa ci riporta Il Mondo di Annibale sull’argomento nell’articolo in puro stile hasbarita di Annibale Globalist che inizia con la solita giaculatoria diffamante per convincere i polli, che risponde ad un crisma solamente e cioè questo: quando non puoi discutere la testimonianza discuti la persona, riportando una notizia diffusa inizialmente, guarda caso… Dal giornale Middle East, di proprietà della Corona Saudita esattamente del Principe Salman Bin Abdul Aziz. Ma per fortuna questa manipolazione grossolana ,corredata dagli allegati strappacore dalle testimonianze di un frate espulso dal governo siriano la testimonianza di padre dall’Oglio a niente popò di meno che al New York Times, poco di parte non è vero? Ma non certo ufficializzate dall’agenzia vaticana,  è stata smentita proprio dal Vaticano stesso attraverso la Fides, la quale non aveva affatto rimosso l’articolo di Mons. Philip Tournyol Clos che era in bella vista nel sito ed anche questo francamente mi aveva insospettito. Cioè voglio dire, se fosse stato veramente un falso Vescovo, la Fides lo cita come sacerdote, e se veramente non fosse mai stato in Siria perché il Vaticano non avrebbe ufficializzato questa truffa e si sarebbe invece fatto latore del suo messaggio? O meglio quand’anche qualcuno avesse mentito ed avesse approfittato dell’Agenzia Vaticana Organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie  perché nessuno si sarebbe affrettato a nascondere le tracce di un così grossolano errore?  Fare due più due non è difficile e neanche mettersi sul web a cercare riscontri ed è quello che ho fatto.

Ma prego prima leggete questo feuilleton costruito su una balla.

Siria: il Vaticano smaschera falso vescovo

Esclusiva/Il Mondo di Annibale-Globalist

Il tentativo di diffondere informazioni patacca su Al Qaida e su presunte persecuzioni cristiane in Siria per avvalorare il sostegno al regime di Assad, ha sfruttato anche i canali informativi legati alla Santa Sede. Ma in questi i giorni alcuni tentativi sono stati smascherati proprio all’interno del Vaticano. Siamo in grado di raccontarvelo in questa nota.

Monsignor Philip Tournyol Clos, sedicente vescovo cattolico citato dall’agenzia di stampa vaticana Fides come testimone dei massacri di cristiani ad Homs, non e’ un vescovo, non fa più parte della gerarchia cattolica, non e’ mai stato ad Homs e racconta cosa che non hanno riscontro.

Lo chiarisce il Vaticano per il tramite dell’organizzazione Roaco (Riunione delle Opere in aiuto alle Chiese orientali), cioè gruppo di sostegno ai cristiani d’Oriente riunitosi pochi giorni fa a Roma insieme a Benedetto XVI, a diversi rappresentanti e vescovi delle chiese del Medio Oriente, nonché ad esponenti della diplomazia vaticana presente nella regione, compreso il nunzio a Damasco. I termini della presa di distanza da monsignor Clos sono stati perentori, come anche la convinzione che il patriarca melchita Gregorio III, circondato da persone pagate dal regime, si esprima in termini non molto diversi per effetto della disinformazione.

Nel corso dell’incontro si e’ fatto presente che indubbiamente in Siria si sono infiltrati elementi legati al fondamentalismo islamico e violenti, ma la stragrande maggioranza degli insorti non lo sono e dimostrano quotidianamente solidarietà e vicinanza alla popolazione cristiana. Questo quello che è accaduto ni Vaticano. Resta da capire come mai un’agenzia quale la Fides, espressione della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, sia potuta cadere in un simile infortunio. Anche perché il dicastero da qualche tempo è stato posto sotto la guida del cardinale Fernando Filoni, che del Medio Oriente ha una certa conoscenza. La testimonianza del falso vescovo è finita su decine di siti internet in tutto il mondo alimentando lo scenario smentito ripetutamente dalla Santa Sede di un conflitto siriano nel quale sono coinvolti i cristiani in quanto minoranza religiosa. Si tratta di una lettura infondata e smontata da numerose e autorevoli fonti ufficiali e non.

Il fatto, grave, in questo caso, è che nel corso della riunione dei vertici ecclesiali sul Medio Oriente l’intero racconto del fantomatico monsignor Philip Tournyol Clos, è stato oggetto di una presa di distanza netta. Resta il fatto che la teoria dello scontro di civiltà e del sostegno a dittature efferate troppo spesso diventa un automatismo ideologico al quale si fa facilmente riferimento, mentre la realtà ha altre facce e altre storie da raccontare.

28 giugno 2012

Guardate come citano l’articolo di Mons. Philippe Tournyol du Clos…. Da querela per diffamazione a mezzo stampa!

Qui di seguito il link al lungo servizio di Fides con il vescovo inesistente

E non è finita perché sullo stesso tono il blog riporta altri articoli con il solo fine di screditare il religioso in cui come al solito visto che non conferma la versione ufficiale dei media menzogna si recitano addirittura in apertura queste parole: “La vicenda di monsignor Tournyol du Clos si arricchisce di particolari sorprendenti. Il prete apparteneva ai gruppi dell’estremismo cattolico di destra.” Per leggere questa boiata dai toni anche più odiosi e con lo stesso stile denigratorio di Germano Monti andate a questo link e fatevi due risate anche:” I cristiani in Siria cuore della propaganda“.

Ma la carta canta e le balle scoppiettanti, evaporano come flatulenze con molto rumore dopo avere appestato un po’ l’aria. Il primo riscontro che ho trovato grazie a Wajeeh che mi scrive:  il vaticano smentisce la notizie che è stata diffusa per primo dal giornale del Middle East, di proprietà della Corona Saudita Principe Salman Bin Abdul Aziz quindi non esiste niente di ufficiale da parte del Vaticano. 

Dandomi il link di questo articolo in arabo:

الفاتيكان يكذب صحيفة الشرق الأوسط ويقول: لم ننف وقوع مجازر بحق المسيحيين في سورية

 del 29 giugno 2012

Il Giornale del Vaticano dice che  Middle East mente e dice: non neghiamo affatto i massacri contro i cristiani in Siria

In risposta alla relazione pubblicata e commercializzata dal giornale “Middle East”, che è di proprietà del principe ereditario Salman bin Abdul Aziz, la quale era stata anche diffusa da maggiore parte dei mass media Arabi in particolare quelli che stanno dalla parte dei combattenti siriani alleati a Washington.
Il Vaticano oggi venerdì nega, di aver smentito i rapporti precedenti che parlavano della persecuzione dei cristiani da parte di organizzazioni armate siriane lealiste a Washington, (persecuzioni avvenute soprattutto) a Homs e nelle sue zone di campagna.

Il giornale di Middle East aveva pubblicato una relazione con la quale sosteneva che una fonte ufficiale del vaticano gli aveva fatto sapere che l’agenzia stampa del Vaticano era stata vittima di un prete francese che lavorava per l’intelligence siriana.

Questo faccenda dimostra l’insolenza dei media sauditi, ma soprattutto per ciò che viene diffuso sulla Siria, che assolutamente non ha niente a che fare con il lavoro onesto del giornalismo ma che è una pura guerra mediatica, in cui nemmeno i giornali più famosi rispettando la loro fama (hanno violato il loro codice deontologico), invischiandosi in un scandalo nel quale nientedimeno si inferiscono colpi alla posizione e alla credibilità della Santa Sede.
Sarà dunque possibile dopo questo scandalo che ci siano ancora individui che fanno ancora affidamento nella credibilità di questi giornali che spesso sfruttano i nomi di autori famosi per far  passare per buone le loro notizie sistematicamente false e manipolate?

E soprattutto mi procura la smentita ufficiale dell’Agenzia Fides alleluia l’Intox è rivelato ve la riporto in calce:

2012-06-28

ASIA/SIRIA – Precisazione sul viaggio dell’Archimandrita

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – In merito alla testimonianza del sacerdote francese p.Philippe Tournyol du Clos, pubblicata dall’Agenzia Fides il 4/6/2012, si precisa che – come confermato nelle lettere firmate dall’allora Metropolita Greco Cattolico di Beirut, Mons. Habib Bacha (vedi allegati) – Mons. Tournyol du Clos è Archimandrita e appartiene al Patriarcato di Antiochia e di tutto l’Oriente, di Gerusalemme e di Alessandria. L’Archimandrita è stato in Siria nel mese di maggio 2012, incontrando diversi rappresentanti delle comunità cristiane. Fides ha pubblicato un breve resoconto del suo viaggio.

Si precisa inoltre che nè la Santa Sede, nè la ROACO (Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese d’Oriente) hanno espresso una posizione ufficiale sul racconto reso dall’Archimandrita. (Agenzia Fides 28/6/2012)

Link correlati

http://www.fides.org/ita/documents/fax_tournyol.pdf

http://www.fides.org/ita/documents/fax_tournyol2.pdf

Fonte: Agenzia Fides Organo Pontificio delle Opere Missionarie

Mi direte ma perché questa macchina propagandistica si è mossa screditando un vero Sacerdote promuovendolo a Vescovo per poi dichiarare che non lo era, per un articolo ufficializzato dalla Santa Sede e perché gli scribacchini europei l’hanno condita di particolari inverosimili come il lefevrianesimo e la vicinanza agli ambienti di estrema destra? E perché inoltre hanno sferrato un attacco diretto e al limite del vilipendio sulla Chiesa di Oriente che per prima si è schierata con la Siria ed ha denunciato le persecuzioni ai cristiani ed agli alauiti?

Forse per nascondere questo articolo del 27 giugno 2012:

I Ribelli siriani saccheggiano le chiese cristiane

I thugs della Nato profanano i luoghi di culto

Paul Joseph Watson
Prsion Planet.com
Tradotto da Erminia Scaglione per Informare per Resistere

Sono venute alla luce immagini scioccanti che mostrano le conseguenze dei saccheggi di chiese cristiane perpetrati dai ribelli sirianisupportati dalla NATOche illustrano ancora una volta come le potenze occidentali stiano sostenendo gli estremisti islamici nel loro tentativo di ottenere un cambiamento di regime in Medio Oriente.

Syrian rebels looting churches

Una fotografia fornitaci da una donna cristiana di Homs, teatro di alcuni tra i più sanguinosi scontri del conflitto, mostra un membro dell’esercito libero siriano in posa con una croce cattolica depredata in una mano e una pistola nell’altra, mentre indossa una veste da sacerdote.

“Tutti sanno che solo il fatto di rimuovere questi indumenti dalla chiesa è un peccato. Il sacerdote inoltre è l’unico che può indossarli. Pregano anche prima di metterli addosso. Lui che posa pure davanti al carro funebre per me è disgustoso al massimo livello,” ci ha detto la nostra fonte.

“Hanno distrutto la chiesa e sono andati a  filmarlo. Lo so per un fatto. “

“Le vesti possono essere indossate solo da diaconi o da sacerdoti, o suddiaconi, e un uomo cristiano non avrebbe mai tenuto una croce in una mano e una pistola in un’altra,” la donna aggiunge

Un’altra immagine mostra una chiesa saccheggiata a Bustan al-Diwan (la parte antica di Homs).

Mentre i ribelli siriani erano occupati a saccheggiare le chiese cristiane, sventolavano nei dintorni anche la bandiera di Al-Qaeda esattamente come le loro controparti hanno fatto in Libia.

Questo video mostra “attivisti” siriani battenti la bandiera di Al-Qaeda durante una protesta anti-Assad nella città siriana settentrionale di Binnish.

In un altro clip video, i ribelli armati siriani fronteggiano la fotocamera in piedi dietro un tavolo drappeggiato con la bandiera nera di Al-Qaeda.

Il mese scorso abbiamo evidenziato una foto pubblicata dalla agenzia di stampa francese AFP che mostra un ribelle siriano che porta la bandiera di Al-Qaeda sul braccio mentre accompagna gli osservatori delle Nazioni Unite nel villaggio di Azzara.

Perché i governi occidentali che supponiamo essere impegnati in una ‘guerra del terrore’ contro i terroristi musulmani radicali cedono a questi stessi terroristi il controllo di interi paesi?

Una terza immagine inviataci dalla nostra fonte mostra un altro luogo di culto, la chiesa di Um Al Zinar, con parte del suo tetto mancante grazie ai ribelli siriani che sono stati ritratti dai media internazionali come santi, nonostante il loro coinvolgimento in attentati dinamitardi terroristici e massacri.

L’attacco più recente terroristico effettuato dai ribelli si è verificato nelle prime ore di stamani, allorquando uomini armati hanno fatto irruzione in una stazione televisiva pro-governativa, bombardandone gli edifici e sparando a morte contro tre dipendenti.

Lo spettacolo i ribellisupportati dalla NATO che profanano i luoghi di culto cristiani sta diventando un tema ricorrente.

Già a marzo abbiamo segnalato , riprese video scioccanti che mostravano i ribelli libici nell’atto di profanare tombe cristiane ed ebree in un cimitero.

Il clip mostra i ribelli libici ripresi nell’atto di spezzare lapidi, mentre gridano “Allahu Akbar”. Gli uomini cercano poi anche di distruggere una grande  croce cristiana in pietra con dei martelli.
Guardate il clip qui sotto.

Fonte: Syrian Rebels Ransack Christian Churches

Insomma a conclusione di questo lungo collage di fonti credibili messe a confronto con le informazioni fasulle made in Saudi Arabia su cui alacri pennivendoli ricamano incuranti persino, non solo di coprire queste atrocità che rivelano la natura prettamente settaria e confessionale delle rappresaglie dei ribelli, dando sempre un’immagine distorta della realtà e partecipando così come complici al silenziare le persecuzioni delle minoranze religiose in Siria, (come hanno d’altronde fatto in Libia con quelle etniche del CNT contro i neri libici), ma anche di coinvolgere in queste manipolazioni l’agenzia di Stampa Vaticana con arzigogolate calunnie e diffamazioni che addirittura mettono in dubbio l’attribuzione di una carica religiosa ad un loro prelato, credo che vi sia chiara l’idea che Mons.Philippe Tournyol du Clos è veramente un sacerdote come citato dalla fides e non un vescovo, è veramente andato in Siria e che la sua testimonianza è vera e scomoda per gli imperialisti guerrafondai esattamente come le immagini vere delle chiese distrutte e dissacrate che attraverso l’articolo e le foto di Paul Joseph Watson vi ho mostrato, tanto scomoda da orchestrare una bufala così idiota che mi è costata soltanto una nottata in bianco per smontarla.

Erminia Scaglione

Ringrazio per l’aiuto Wajeeh Assaf che mi ha fornito tutti gli articoli che vi ho riportato.


6 Risposte a Il Falso articolo sul Vero Monsignore fa il giro del web ed i pecoroni ci cascano

  1. antonello Rispondi

    1 luglio 2012 at 15:50

    ma la cosa più abominevole è che questo essere inqualificabile pur di non rivelare le sue fonti al di sotto di ogni sospetto, preferisce coprirsi di ridicolo rivendicando con orgoglio che non c’è nessuna fonte ufficiale!
    “Mi spiace, ma non esiste alcuna smentita in proposito della Roaco, la notizia che abbiamo dato è quella che si può leggere e tale resta.”
    Già Resta tale: ma non è una notizia, è una balla scopiazzata dalla stampa “antifascista” saudita.

  2. Dante Vomiero Rispondi

    1 luglio 2012 at 17:50

    Credevo che Informare x resistere fosse un sito serio, ma vedere come trattate chi vi critica costruttivamente mi fa ricredere!

  3. Cuffykuffs Rispondi

    1 luglio 2012 at 17:51

    adesso ho quasi paura a commentare. Cioè se scrivo che l’articolo mi piace non bannate, mentre se provo a muovervi una critica (tipo che “ci avete marciato” 2 giorni con la storia della Fornero e “il lavoro non è un diritto” senza chiarire che la traduzione dell’intervista era fatta malissimo) mi bannate?

  4. Matteo Faber Rispondi

    1 luglio 2012 at 18:37

    ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha

  5. Pingback: Siria ancora sul massacro di Hula « Georgiamada

  6. giovanni Rispondi

    4 luglio 2012 at 01:10

    non vedo l’ora di leggere su quel blog di cronache fantascientifiche cosa si inventerà l’autore per smentire il reportage di Repubblica sui cristiani in fuga dalla Siria, e non per colpa di Assad.
    Tra i cristiani in fuga da Hama “Il regime siriano ci proteggeva ora non possiamo uscire da casa”
    http://www.dirittiglobali.it/index.php?view=article&catid=33:internazionale&id=34422
    secondo voi cosa si inventerà? Un editoriale (che ha letto solo lui) di Scalfari che smentisce tutto? O che la fonte è un lefevriano?

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