di Redazione FQ -
Sarebbero nella disponibilità di Massimo Ciancimino, figlio di don Vito, ex sindaco mafioso di Palermo morto dieci anni fa i 12 milioni di euro individuati dalla guardia di finanza in Svizzera. La Procura ha già presentato rogatoria con lo scopo di sequestrare e poi confiscare il denaro che potrebbe far parte del tesoro di don Vito, su cui le Fiamme gialle indagano da mesi.
I finanzieri, come riportato da il Giornale di Sicilia, stanno appurando se Massimo Ciancimino abbia riattivato i vecchi conti o se abbia scelto altri canali per utilizzare il denaro. Già condannato a 2 anni, 10 mesi e 20 giorni per riciclaggio dei beni del padre, Ciancimino jr è anche accusato di calunnia e detenzione di esplosivi.
“Qualunque somma si dovesse trovare in Svizzera, Romania e in qualunque altro posto che sia riconducibile a me la darò in beneficenza alle popolazioni dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto e alle famiglie delle vittime della mafia”, dice Ciancimino jr, commentando la vicenda. E aggiunge: “Se c’è il tentativo da parte di qualche procura o della finanza di condizionare le mie dichiarazioni ai magistrati sulla trattativa, qualcuno ha fatto male i conti. Vedo che la saga della caccia al tesoro non smette di avere spazio sulle cronache”.
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Adele
10 luglio 2012 at 13:49
Guardate che lui è stato il primo a denunciare il padre e a scoperchiare tutti i suoi loschi affari.
Infatti c’è ben scritto che va provato se abbia o no attivato i conti trovati (quindi bisogna vedere se ha attinto ai conti stessi)
Una pratica consolidata mafiosa è quella di creare ciò che in gergo si chiama IL GIARDINETTO, ossia per screditare un personaggio che sta dando fastidio e testimoniando contro la famiglia, gli si apre un finto conto svizzero nominativo (cosa facilissima per organizzazioni criminali di tal fatta), e si crea ad arte il dolo.