Informare per resistere Pubblicato da il 10 luglio 2012.
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Il governo nella spending review liberalizza le tasse universitarie

Il governo nella spending review liberalizza le tasse universitarie ed elimina il limite del 20%

Apprendiamo da una prima lettura della spending review che il governo, al Titolo II art. 7 comma 42, ha apportato una modifica al Decreto del Presidente della Repubblica n° 306 del 1997, che disciplina le norme in merito ai contributi studenteschi nelle università.

Questa modifica presentata dal governo elimina di fatto il limite per la contribuzione studentesca del 20% rispetto al Fondo di Finanziamento Ordinario. Il provvedimento prevede che il limite in futuro valga solamente per gli studenti italiani iscritti entro la durata normale dei rispettivi corsi di studio di primo e di secondo livello, quindi tutti i fuoricorso risultano esclusi dal computo del 20%. Un dato preoccupante, tenuto conto che secondo i dati Miur del 2011 i fuoricorso in Italia sono pari al 40% degli studenti, che farà si che il limite sia calcolato su un numero molto basso di studenti.

Questa mossa a sorpresa del ministero è una trappola tesa a tutti gli studenti: da domani gli atenei potranno alzare le tasse ai fuoricorso senza rispettare nessun vincolo. Per gli universitari in corso continuerà invece ad esistere il limite del 20%, che già oggi non viene rispettato da oltre 30 università su 66, che però verrà calcolato su un numero di studenti radicalmente inferiore a quello su cui viene calcolato oggi, quindi le università potranno quindi alzare le tasse per tutti gli studenti in corso.

Come studenti e studentesse che in questi anni si sono mobilitati contro la privatizzazione dell’università e contro gli aumenti della contribuzione studentesca siamo contrari a questa liberalizzazione delle tasse mascherata: tutti gli studenti subiranno un grave aumento delle tasse perché se gli atenei non calcoleranno più il rapporto tra tasse e FFO sulla totalità degli studenti ma su una percentuale inferiore al 40% (dato dei fuoricorso calcolato dal Miur sul 2011), questo di fatto abbasserà notevolmente il rapporto attuale tra contribuzione studentesca e FFO e quindi tutti gli atenei che sforano ad oggi il limite avranno mano libera per alzare le tasse a tutti e tutte.

Questo colpo basso del governo è una ghigliottina per centinaia di studenti e studentesse che si troveranno l’anno prossimo senza nessun vincolo a diferderli dall’aumento della contribuzione studentesca e subiranno degli enormi aumenti delle tasse, considerato inoltre che il governo ha già alzato, tramite il Decreto 436, le tasse sul diritto allo studio e, tramite il Decreto 437, ha vincolato le assunzioni negli atenei agli aumenti delle tasse studentesche.

Se il governo non ritirerà questo provvedimento gli studenti e le studentesse scenderanno in piazza in tutte le città e non permetteranno al governo di distruggere il loro futuro attraverso questo provvedimento che allontanerà migliaia di studenti dal proseguimento degli studi.

coordinamentouniversitario.it

http://www.lsmetropolis.org/2012/07/governo-liberalizza-tasse-universitarie/

2 Risposte a Il governo nella spending review liberalizza le tasse universitarie

  1. barbara Rispondi

    11 luglio 2012 at 01:40

    ovviamente chi potrà frequentare l’Università?
    SOlo i figli con pedigree come vuole Monti.
    Chi è costretto a lavorare per mantenersi gli studi o venire incontro alla propria famiglia per tale spesa è fuori dai giochi.
    Accesso vietato alla plebe.
    Ed un applauso ai baroni universitari che felici acconsentono.Fanno parte dell’elite anche loro.

  2. alessandra Rispondi

    12 luglio 2012 at 12:33

    i baroni universitari potranno essere contenti ma se gli studenti iscritti nelle università diminuiscono credo che la mannaia di questi squali al governo si abbatterà, a breve, anche su di loro. non dimentichiamo che anche i dipendenti pubblici potranno essere licenziati!!! se i baroni non dovessero temere, grazie al loro potere questa eventualità, la miriade di associati e assistenti e ricercatori vari penso proprio di si!! la cosa più intelligente da fare sarebbe essere uniti su un unico fronte ma sono molto pessimista al riguardo……il risultato potrà essere solo lo smantellamento definitivo dell’università pubblica e la soppressione di molte realtà universitarie, nessuno canti vitoria, neanche la CRUI!

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