Maurizio Pubblicato da il 10 luglio 2012.
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Mamma vai in guerra, a me ci pensa l’esercito!

- di Maurizio Elia Spezia per Informare per Resistere - 

Qualche giorno fa  ho sentito per radio un’intervista ad un tenente dell’esercito donna.

Tra le varie cose dette quella che mi ha più colpito è stato quando ha detto che lei e la sua bambina sono state“aiutate” dal supporto degli psicologi dell’esercito per aiutarle al distacco data l’età della piccola creatura.

Ho trovato queste dichiarazioni piuttosto allarmanti e mi sono fatto delle domande: è normale che una giovane madre, comandata ad andare in “missione di pace” debba aver bisogno dell’aiuto degli psicologi dell’esercito?
Possibile che una bambina piccina debba privarsi della madre o del padre, con la magra consolazione dell’aiuto psicologico da parte dell’esercito?
Non è che questi psicologi dell’esercito aiutino i militari a convincersi a partecipare alle missioni, invogliandoli inconsciamente?

Potrebbero sembrare domande stupide ma credo che ad oggi chi sceglie la carriera militare ed accetti di andare in“missione di pace” per uccidere degli altri esseri umani favorendo la conquista da parte della Nato e dell’ONU di paesi che non vogliono piegarsi al regime occidentale, sia fortemente condizionato a livello mentale per accettare di arrivare fino alla morte, pensando di far del bene o che esportare la nostra democrazia a chi non la vuole sia giusto, giustificando questi crimini con la solita copertura dei diritti umani, dopo che la scusa delle armi di distruzione di massa ha portato alla più grande figuraccia dei cospiratori che perquisirono l’Iraq centimetro per centimetro senza trovare nemmeno una trappola per topi.

 Non si può accettare che una giovane madre rischi la morte in missione accontentandosi di vedere la figlia su skype, non si può accettare che questa piccola sia manipolata da psicologi professionisti pronti a tutto pur di deviare il senso critico sia dei genitori ma soprattutto della piccola, non si può accettare che il calore della braccia di una madre non possano stringere a se il frutto dell’amore solamente perché si è scelta una carriera che si potrebbe rispettare se non fosse una scelta criminale atta alla distruzione di altre civiltà, non possiamo permetterci di uccidere la gente per poi curarla o dare loro da mangiare attraverso le fantomatiche ONG o le missioni di questi militari che non prevedono MAI tagli, anzi sappiamo benissimo che il nostro Governo è ben attento a foraggiare l’esercito e la guerra.

Ad oggi essere militari dell’esercito italiano significa essere complici di un massacro legalizzato e di una conquista atta solo alla volontà di nazioni forti di controllare l’intero globo. Se c’è un militare con un minimo di coscienza o con dei figli, dovrebbe per prima cosa congedarsi e lottare per la libertà di tutti i popoli e per garantire ai piccoli un futuro migliore del presente in cui viviamo, per assicurare loro un mondo senza guerre.

Restiamo Umani

Fonte: http://il-bisbetico.blogspot.it/

1 Risposta a Mamma vai in guerra, a me ci pensa l’esercito!

  1. Shisa Rispondi

    10 luglio 2012 at 10:30

    Anche io penso che il mandare un esercito in “missioni di pace” sia soltanto una scusa per far girare e fare soldi, ma da questo a dire che stanno manipolando la madre e la bambina ce ne passa. Poi, a conti fatti, ce ne sono di genitori costretti a stare lontano dai figli a causa del lavoro anche per lunghi periodi, ma è una cosa ben risaputa e accettata, e sinceramente io non vedo il problema, non penso che la cosa possa traumatizzare la bambina così tanto!

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