Di Maria Ferdinanda Piva – Fonte: Blogeko
Poco fa la commissione di Via (Valutazione di impatto ambientale) dell’Abruzzo ha respinto l’istanza della Forest Oil di rivedere il “no” pronunciato in primavera a proposito dell’estrazione del gas nella zona del lago di Bomba: forse il progetto per lo sfruttamento degli idrocarburi più controverso e contestato in Italia.
Come riporta la testata on line abruzzese Prima di Noi, che ha pubblicato poco fa la notizia, dopo la prima bocciatura la Forest Oil – la società intenzionata ad effettuare l’estrazione – aveva chiesto il riesame della pratica per poi presentare un ricorso al Tar di Pescara.
Nel ricorso la società aveva chiesto anche, in subordine all’eventuale bocciatura della decisione del Comitato Via da parte del Tar, un risarcimento danni di 142 milioni di euro. Comunque, salvo sorprese che a questo punto sarebbero clamorose, non se ne fa più niente.
Il lago di Bomba è un invaso artificiale creato grazie ad una diga in terra battuta. La Provincia di Chieti e 19 Comuni della zona si erano opposti al progetto di estrazione del gas sostenendo che l’operazione avrebbe reso ancor più precaria la situazione idrogeologica di un territorio già instabile e soggetto a frane.
Il riesame della pratica era già all’ordine del giorno della commissione di Via riunitasi una settimana fa, che però rinviò l’operazione perchè mancava il numero legale. Erano assenti alcuni componenti della provincia di Chieti.
Su Prima di Noi la commissione di Via respinge l’istanza della Forest Oil per il lago di Bomba
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