Informare per resistere Pubblicato da il 19 luglio 2012.
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IL MINISTRO DI PAOLA: I CACCIA NON SI TOCCANO. I POSTI DI LAVORO SI.

REPUBBLICA INTERVISTA IL NOSTRO MINISTRO DELLA DIFESA CHE RIBADISCE: GLI F35 NON SI TOCCANO. IL MINISTERO HA GIÁ ALLEGGERITO IL BILANCIO DELLO STATO DI 1,5 MILIARDI CON LA PRECEDENTE LEGGE DI STABILITÀ. CHE RISPETTO AI 15 MILIARDI PREVISTI PER I CACCIA SONO UNA FESSERIA!

Intervista “morbida” di Repubblica al nostro amato generale di Paola,che da buon comandante difende a spada tratta la sua truppa e l’amico Monti,rispedendo al mittente le critiche di giornalisti e blogger malpensanti. Di Paola non solo si difende ma attacca:

C’è nell’aria un furore ideologico contro le Forze armate che non mi spiego. La sicurezza è un bene condiviso la cui responsabilità è di tutti. Un Paese come l’Italia non può sottrarsi a questo dovere. Le Forze armate possono essere più piccole ma non meno efficienti. Altrimenti si fa prima a chiuderle.

E proprio non ci sta ad essere messo sotto accusa specie dai tanti che puntano il dito con questa rincorsa agli armamenti che comprende ovviamente i 15 miliardi inutili per gli F35, stanziati per l’acquisto dei caccia che andranno a rimpinguare i conti delle lobby americane della guerra..

Sugli F35 il generale taglia corto ricordando che “ho già ridotto da 131 a 90″ il numero dei caccia,ma poi sbotta quando si parla della possibilità di tagliare i 15 miliardi di costo degli F35 per finanziare la sanità:

Ma non esiste uno stanziamento di 15 miliardi! Non esiste un simile contratto. C’è un programma che si sviluppa per tranche di ordini che sono stati già ridotti. Non capisco perché, pur essendoci programmi più economicamente impegnativi come l’Eurofighter, ci si accanisca sugli F35.

Tanto per capirci gli Eurofighter,come scriveva l’Unità nel mese di Gennaio,ci sono già costati 13 miliardi a cui vanno aggiunti altri 5 miliardi per l’ultima tranche del programma. Il che non mi pare proprio una scusante ma un’aggravante!Insomma questo particolare forse avrebbe fatto meglio a non ricordarcelo. Ma noi che la memoria l’abbiamo lunga ci ricordiamo bene tutte le spese militari che potete leggerequi.

Una bella domanda posta al generale è quella se sia così necessario acquistare i controversi F35.

I nostri aerei vanno rinnovati e nel programma degli Jsf, in cui siamo entrati nel 1997, abbiamo investito risorse significative. A Cameri c’è un polo di assemblaggio e manutenzione che non ha eguali se non negli Usa, dove i Jsf vengono prodotti. Se oggi dovessimo chiudere tutto, butteremmo via enormi investimenti, metteremmo a rischio 10 mila posti di lavoro e ammazzeremmo il futuro tecnologico di Finmeccanica.

Ma che cos’è questo programma Jsf?Nell’intervista non viene spiegato affatto. Allora ve lo raccontiamo noi:

Il programma JSF (Joint strike fighter), che porterà alla produzione del Lockheed Martin F 35 Lightning II, è attualmente il programma aeronautico più importante del mondo. Quest’aereo, infatti, è destinato a sostituire un numero elevato, e per di più di diverse tipologie, di velivoli in numerose forze aeree occidentali. L’F 35, attualmente in fase di test dei prototipi, è un caccia multiruolo con spiccate attitudini d’attacco al suolo, ma che conserva una discreta capacità aria-aria; sarà prodotto in tre versioni: la A convenzionale; la B (STOVL) a decollo corto ed atterraggio verticale, ideale per le portaerei medie di tipo europeo; la C (CTOL), variante per le grandi portaerei, quelle della US Navy. La caratteristica che lo rende tra gli aerei più avanzati è quella di aggiungere alle caratteristiche della quarta generazione di velivoli quelle di essere stealth (invisibile ai radar) e di avere un elettronica capace della gestione netcentrica del campo di battaglia. Il programma JSF è un progetto americano, ma gli Stati Uniti hanno aperto alla partecipazione di altri stati allo sviluppo del progetto con vari livelli di partnership. Il Regno Unito è l’unico partner di primo livello con investimenti pari al 10% dei costi di sviluppo. Italia ed Olanda sono partner di secondo livello con quote di partecipazione intorno al 4% ed al 3%. Partner di terzo livello con quote residuali di partecipazione sono: Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Turchia.
L’Italia, come dicevamo, è entrata nel progetto. Infatti, il nostro paese ha la necessità di sostituire dalla metà di questo decennio tutta la sua componente d’attacco sia dell’aeronautica che della marina, una linea di volo composta oggi da tre differenti velivoli: Tornado, AMX ed Harrier II. Si tratta di 250 macchine, dei tre tipi, che dovrebbero essere sostituite con 131 F-35, 109, tra versione A e B, per l’Aeronautica e 22, nella versione B, per la Marina Militare. A muovere il nostro paese verso questa scelta è stata anche un’altra considerazione strategica che non ha valore inferiore all’acquisizione dello stesso Lightninig II, quella, cioè, di valore tecnologico industriale. L’Italia, infatti, dopo aver individuato l’F35 come sostituto ideale, ha deciso, piuttosto che essere un mero acquirente, di entrare nel progetto investendo per ottenere un ritorno in termini occupazionali e di ricaduta tecnologica per l’industria nazionale.
Per questo, quindi, l’Italia ha scelto di entrare nel progetto come partner di secondo livello con una quota del 4% ed un investimento di circa un miliardo di dollari. [fonte]

Resta da capire il perchè siamo entrati in tempi di crisi in un programma così economicamente esigente…Ma per fortuna ce lo spiega lo stesso generale:

Le Forze armate si chiamano così perché dispongono di armamento per svolgere il proprio compito. E il nostro, come Paese della Nato, è quello di essere corresponsabile delle risposte che la comunità internazionale dà alle crisi. Una missione che il Parlamento ha approvato

Siamo corresponsabile delle risposte che la comunità internazionale dà alle crisi. Peccato che le crisi siano generate proprio dall’elite che governa la comunità internazionale e quindi questa rincorsa agli armamenti è del tutto ingiustificata!

di Free Italy per www.Free-Italy.Info

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