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La Camera approva Fiscal Compact e Mes: inizia la dittatura europea.

La Camera approva Fiscal Compact e Mes: inizia la dittatura europea.
luglio 19
17:25 2012

di Italo Romano

Stamattina alla Camera dei deputati è stata scritta la sentenza di fine sovranità dello Stato italiano. Nel silenzio totale dei mezzi di comunicazione i Deputati dell’oramai ex Belpaese hanno dato il via libera definitivo alla ratifica del Trattato sulla stabilita’, sul coordinamento e sulla governance nell’Ue, meglio conosciuto come Fiscal Compact, sottoscritto il 2 marzo e integralmente applicabile ai 17 Stati della zona euro e al Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes), al secolo “fondo salva stati”.

I si’ per il Fiscal Compact sono stati 380, 59 i no, 36 gli astenuti, quelli per il Mes sono stati 325 si’, 53 no e 36 astenuti. Solo la Lega ha votato contro; l’Idv si e’ astenuta. Questo dovremo ricordarcelo nel prossimo futuro.

Il presidente dei deputati della Lega Nord, Gianpaolo Dozzo, così spiega la contrarieta’ del suo gruppo parlamentare all’adozione del Fiscal compact e del Meccanismo europeo di stabilita':

Oggi, nel silenzio generale, e’ cambiato l’articolo 1 della nostra Costituzione ma nessuno lo dice: la sovranita’ non appartiene piu’ al popolo, ma alla burocrazia europea, che per giunta la esercita nelle forme e nei limiti che essa stessa decide. Monti e la sua maggioranza hanno impegnato il nostro Paese su vincoli che sarebbe gia’ difficile rispettare in una fase di crescita economica, figuriamoci in una situazione di crisi e recessione come quella che stiamo attraversando. Quando non riusciremo ad onorare questo nostro impegno non potremo piu’ tirarci indietro ma dovremo consegnare le chiavi di casa nostra alle varie autorita’ europee. Quello che piu’ mi lascia basito e’ che proprio l’anno scorso con tanta enfasi tutti, non noi, hanno voluto festeggiare la ricorrenza dell’Unita’ d’Italia e oggi l’hanno svenduta a Stati stranieri, senza che i tanti e illustri costituzionalisti del nostro paese, sempre ligi e attenti a vedere le pagliuzze, non abbiano visto questa trave”.

Condivido pienamente queste dichiarazioni. E voi? Siete perplessi? Solo perchè è un leghista?

Ora cercherò di spiegarvi cosa sono il Fiscal Compact e il Mes.

Il Fiscal Compact

Il Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell’Unione economica e monetaria (cd. Fiscal Compact) – oggetto del ddl di ratifica A.C. 5358, approvato dal Senato il 12 luglio scorso – è stato firmato in occasione del Consiglio europeo dell’1-2 marzo 2012 da tutti gli Stati membri dell’UE ad eccezione di Regno Unito e Repubblica ceca.

Il Trattato incorpora ed integra in una cornice unitaria alcune delle regole di finanza pubblica e delle procedure per il coordinamento delle politiche economiche in gran parte già introdotte o in via di introduzione in via legislativa.

Tra i punti principali del Trattato si segnalano:

1) l’impegno delle parti contraenti ad applicare e ad introdurre, entro un anno dall’entrata in vigore del trattato, con norme costituzionali o di rango equivalente, la “regola aurea” per cui il bilancio dello Stato deve essere in pareggio o in attivo;
2) qualora il rapporto debito pubblico/PIL superi la misura del 60%, le parti contraenti si impegnano a ridurlo mediamente di 1/20 all’anno per la parte eccedente tale misura. Il ritmo di riduzione, tuttavia, dovrà tener conto di alcuni fattori rilevanti, quali la sostenibilità dei sistemi pensionistici e il livello di indebitamento del settore privato;
3) le parti contraenti si impegnano a coordinare meglio la collocazione dei titoli di debito pubblico, riferendo preventivamente alla Commissione e al Consiglio sui piani di emissione dei titoli di debito;
4) qualsiasi parte contraente che consideri un’altra parte contraente inadempiente rispetto agli obblighi stabiliti dal patto di bilancio può adire la Corte di giustizia dell’UE, anche in assenza di un rapporto di valutazione della Commissione europea;
5) le parti contraenti possono a fare ricorso, alle cooperazioni rafforzate nei settori che sono essenziali per il buon funzionamento dell’Eurozona, senza tuttavia recare pregiudizio al mercato interno;
6) i Capi di Stato e di governo delle parti contraenti la cui moneta è l’euro si riuniscono informalmente in un Euro Summit, insieme con il Presidente della Commissione europea;
7) il Parlamento europeo ed i Parlamenti nazionali degli Stati aderenti, come previsto dal Titolo II del Protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali allegato al TFUE, determineranno insieme l’organizzazione e la promozione di una conferenza dei presidenti delle Commissioni competenti dei parlamenti nazionali e delle competenti Commissioni del PE, al fine di dibattere le questioni connesse al ordinamento delle politiche economiche.

Il Trattato entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo al deposito del dodicesimo strumento di ratifica di uno Stato parte contraente, aderente all’area dell’euro. Alla data del 12 luglio 2012, il Fiscal Compact è stato ratificato da 9 Paesi (Cipro, Danimarca, Grecia, Irlanda, Lituania, Lettonia, Portogallo, Romania e Slovenia); in due 2 Stati (Austria e Germania) è stato completato l’iter parlamentare della ratifica ma i relativi strumenti non sono stati ancora firmati dal Presidente della Repubblica.

Ogni paese, dopo la ratifica del trattato, avrà tempo fino al 1° Gennaio 2014 per introdurre la regola che impone il pareggio di bilancio nella legislazione nazionale. Solo i paesi che avranno introdotto tale regola entro il 1º marzo 2014 potranno ottenere eventuali prestiti da parte del Meccanismo Europeo di Stabilità.

E’ tutto collegato. Ogni tassello ha il suo posto prefissato. Quello che ne uscirà fuori sarà un puzzle mostruoso.

L’Italia in questo è già avanti. Il governo italiano ha ratificato e recepito l’imposizione europea, inserendo in Costituzione il principio del pareggio di bilancio. Il Senato, in data 17 Aprile, ha approvato con 235 si e 11 no e 24 astenuti il ddl di riforma dell’ art.81 della Costituzione che e’ legge con questa quarta e ultima lettura, prevista per le riforme costituzionali. Si è espresso a favore più dei due terzi dei componenti, evitando così il referendum confermativo. Anche qui, il tutto è avvenuto nel silenzio pressoché totale della stampa e delle televisioni, nell’omertà bipartisan di politologi e politici.

In pratica vi sarà solo una lenta ma inesorabile perdita di tutte le sovranità nazionali. E ancora una volta, alla faccia della democrazia, i cittadini non sono stati chiamati a partecipare alla decisione, anzi, sono stati addirittura esclusi dal dibattito in quanto televisioni e giornali hanno preferito glissare sull’argomento.

A dire il vero, sono convinto, che un dibattito non ci sia stato neanche all’interno delle aule parlamentari, in quanto si tratta di una imposizione europea ben supportata in Italia dal governo fantoccio di Mario Monti. Solo un voto a maggioranza qualificata poteva sovvertire il dicktat europea. Pura utopia. La maggior parte di coloro i quali hanno preso parte alla votazione, ne sono certo, non sapevano neanche cosa stavano andando a ratificare. Il che non vuole essere una attenuante ma una aggravante, che colpirà ben presto questi signori oramai dediti alla sola tutela dei propri privilegi.

Dimentichiamo spesso di essere in un regime monetario. Difatti, noi usiamo una valuta straniera, non sovrana, che ci impedisce autonomia nelle decisioni in materia economica. Un vero cappio al collo. E ora ci tolgono anche il supporto che ci aiuta a rimanere in vita. Alla luce dei fatti il pareggio di bilancio e l’estinzione del debito per uno Stato, a queste condizioni sono impossibili da realizzare.

L’unico modo per uscire da questa spirale, sarebbe quello di generare nel bilancio pubblico avanzi primari (la differenza tra le entrate dello Stato e la sua spesa al netto degli interessi corrisposti sul debito pubblico) talmente consistenti da superare la spesa per gli interessi. Debito pubblico/privato che è arrivato a toccare i 2700 miliardi di euro. Per far fronte ad un tale livello di indebitamento, bisognerebbe chiudere il bilancio con ricavi nettamente fuori dalla portata degli attuali governi. Inoltre una politica del genere (lo abbiamo visto in Grecia, Irlanda e Spagna) comporterebbe un sacrificio lacrime e sangue da parte dei cittadini, con taglio dei servizi e inasprimento della pressione tributaria. Quella che i tecnocrati chiamano con una certa libidine austerity. Presto toccherà anche noi beccarci le riforme di ripianamento, che ci schiacceranno nella povertà e nell’incertezza. Sono già state annunciate. Come è già partito il piano di liquidazione totale di tutte le aziende statali, di quella non in perdita si intende, e il draconiano taglio dei servizi essenziali di ogni cittadino, tra cui scuola, sanità e tutte quelle cose che fino ad oggi abbiamo dato per scontato, vivendo in un paese “progredito” e “sviluppato”.

Lo stesso Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha reso noto che l’Italia non raggiungerà il pareggio di bilancio almeno fino al 2017. Questo significa che se vogliamo raggiungere gli obiettivi prefissi dall’Ue ci dovremo accollare la metà del debito sulle nostre spalle. Ciò significa distruzione della Stato di Diritto. Dovremo pagare multe salatissime (pari allo 0,1% del Pil) ogniqualvolta non rispetteremo gli impegni presi firmando il Fiscal Compact. Saremo ancora più dipendenti e ricattabili, saremo una colonia (ma per noi non è una novità visto che siamo un potenta made in U.S.A. dal 1945), e verremo spogliati delle nostre ricchezze reali e saremo trattati alla stregua di schiavi.

I prossimi governi saranno “costretti” a mantenere la linea di austerity tracciata dalla bancocrazia Monti, tali trattati, sulla carta, non sono tralciabili. Il Parlamento italiano diventa ufficialmente un organo dei mercati, a cui si dovrà dare conto di ogni decisione e di cui si dovranno rispettare le “agende” prescritte.

In pratica abbiamo perso la sovranità nazionale in materia di scelte economiche. Privati oramai da tempo della facoltà di battere moneta, ci siamo chinati al volere globalista del super stato europeo.

E’ un domino: persa la sovranità monetaria, e ora quella economica, a breve dovremo rinunciare alla sovranità fiscale e poi politica che cadrà in mano, come auspicato su Repubblica da Curzio Maltese, a una casta ristretta di tecnici illuminati che guideranno il sopito ricordo degli stati nazione verso le porte del nuovo ordine mondiale, aprendo la strada a un regime sinarchico scientifico mondialista.

Come dichiarato in più occasioni e da diversi esponendi di varie sponde politiche e non, l’obiettivo finale è la creazione dagli Stati Uniti d’Europa, la tecnocrazia bancaria con un governo centrale, una banca centrale, una moneta unica e dove il popolo verrà spogliato della divisa di cittadino per indossare i panni ben più scomodi di merce, soggetto alle leggi del mercato neoliberista relativista globalizzato.

Un esempio sono le dichiarazioni odierne rilasciate dal deputato di ApI Bruno Tabacci:

Piu’ che cessioni di sovranita’ nazionale dobbiamo cominciare a pensare all’acquisizione di una piena sovranita’ europea fondata su un nuovo patto politico che leghi cittadini e istituzioni europee. L’Italia non puo’ che essere in prima linea”.

E poi mi vengono a dire che non sono i camerieri dei banchieri!

Ve lo scrivo con le parole di Alberto Bagnai, docente di Politica Economica e di Economia e Politica della Globalizzazione:

Il fiscal compact è un’assurdità, non devo spiegarlo a voi: in un sistema ingessato dalla politica monetaria unica, ingessare la politica fiscale equivale a condannarsi alla recessione. Il fiscal compact è più assurdo del patto di stabilità e di crescita, che non ha funzionato perché è stato violato per prima dalla Germania (quando doveva finanziare la sua svalutazione reale competitiva)“.

Il Meccanismo Europeo di Stabilità

La modifica all’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE) – la cui ratifica è oggetto del disegno di legge A.C. 5357, approvato dal Senato il 12 luglio scorso – è stata adottata con decisione del Consiglio europeo del 24-25 marzo 2011, secondo la procedura semplificata di revisione dei trattati. L’art. 136 reca alcune disposizioni riguardanti specificamente gli Stati aderenti all’area dell’euro, volte a rafforzare il coordinamento delle politiche di bilancio e ad elaborare comuni orientamenti di politica economica.

La decisione prevede l’inserimento all’art. 136 del seguente paragrafo:Gli Stati membri la cui moneta è l’euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell’ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità.”

Il procedimento di ratifica della modifica dell’art. 136 del TFUE si è perfezionato in 12 Stati membri (Cipro, Danimarca, Grecia, Francia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Svezia), mentre in altri 9 Paesi (Austria, Repubblica ceca, Germania, Spagna, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia e Slovacchia) è intervenuta l’approvazione in sede parlamentare, senza tuttavia che la relativa legge sia ancora entrata in vigore.

Strettamente connesso a tale modifica, il Trattato istitutivo del Meccanismo europeo di stabilità (MES) è stato siglato, in una prima versione, dagli Stati membri della zona euro l’11 luglio 2011; tenuto conto della predisposizione del Fiscal Compact e dell’esigenza di rafforzare il meccanismo alla luce delle tensioni sui mercati internazionali, il 2 febbraio di quest’anno è stato sottoscritto un nuovo Trattato internazionale.

In base all’art. 1 del Trattato, il MES è costituito dalle parti contraenti quale organizzazione finanziaria internazionale, con l’obiettivo istituzionale di mobilitare risorse finanziarie e fornire un sostegno alla stabilità. A questo scopo è conferito al MES il potere di raccogliere fondi con l’emissione di strumenti finanziari o la conclusione di intese o accordi finanziari o di altro tipo con i propri membri, istituzioni finanziarie o terzi.

Gli organi principale del MES – che ha sede a Lussemburgo e può istituire un ufficio di collegamento a Bruxelles – sono, in base all’articolo 4, il Consiglio dei governatori, il Consiglio di amministrazione ed il Direttore generale.

Il Consiglio dei governatori, composto da un componente per ciascuno degli Stati membri del MES, nonché, in qualità di osservatori, dal Commissario europeo per gli affari economici, dal Presidente dell’Eurogruppo e dal Presidente della BCE, assume le principali decisioni relative al funzionamento del MES.

Il Consiglio di amministrazione svolge invece i compiti specifici delegati dal Consiglio dei governatori. Ogni governatore nomina un amministratore e un supplente, tra persone dotate di elevata competenza in campo economico e finanziario.

Il Direttore generale è nominato – per cinque anni (rinnovabili una volta) – dal Consiglio dei governatori fra i candidati dotati di esperienza internazionale pertinente e di elevato livello di competenza in campo economico e finanziario. Presiede le riunioni del Consiglio di amministrazione e partecipa alle riunioni del consiglio dei governatori.

Il Consiglio dei governatori ed il Consiglio di amministrazione decidono “di comune accordo” , a maggioranza qualificata o a maggioranza semplice. In particolare, il Consiglio dei governatori delibera all’unanimità su questioni di particolare rilevanza relative alla concessione dell’assistenza finanziaria, alle capacità di prestito del MES ed alle variazioni della gamma degli strumenti utilizzabili.

In base all’articolo 4, paragrafo 4, del Trattato nei casi in cui la Commissione europea e la BCE concludano che la mancata adozione di una decisione urgente circa la concessione o l’attuazione di un’assistenza finanziaria minacci la sostenibilità economica e finanziaria della zona euro, si ricorre a una procedura di votazione d’urgenza, nell’ambito della quale è sufficiente una maggioranza qualificata pari all’85% dei voti espressi.

Secondo quanto previsto dall’art. 4, comma 7, del Trattato, ciascuno Stato membro ha un numero di diritti di voto pari alla quota di contribuzione al capitale versato. Il comma successivo stabilisce peraltro che, in caso di mancato versamento di parte della quota di contribuzione prevista, lo Stato membro inadempiente non potrà esercitare i propri diritti di voto per tutta la durata dell’inadempimento. I diritti di voto spettanti agli altri Stati membri verranno ricalcolati di conseguenza.

Il MES avrà un capitale sottoscritto totale di 700 miliardi di euro, di cui 80 miliardi di capitale versato dagli Stati membri della zona euro e una combinazione di capitale richiamabile impegnato e di garanzie degli Stati membri della zona euro per un importo totale di 620 miliardi di euro.

In base all’art. 41, il versamento delle quote da corrispondere in conto del capitale inizialmente sottoscritto da ciascun membro del MES dovrebbe effettuato in cinque rate annuali, ciascuna pari al 20% dell’importo totale. La prima rata è versata da ciascun membro del MES entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del trattato. Le restanti quattro rate sono corrisposte rispettivamente alla prima, seconda, terza e quarta data coincidenti con la data di pagamento della prima rata.

Il MES avrà una capacità effettiva di prestito pari a 500 miliardi di euro, soggetta a verifica periodica almeno ogni cinque anni. L’organismo potrà inoltre finanziarsi attraverso il collocamento di titoli di debito, attraverso la partecipazione del FMI alle operazioni di assistenza finanziaria.

Il Capo 4 del Trattato disciplina gli strumenti e le procedure per la concessione del sostegno del MES. In particolare, l’articolo 12 fissa i princìpi per l’assistenza ribadendo che essa possa essere concessa ove sia indispensabile per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso e dei suoi Stati membri e sulla base di condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto, che possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite.

In base all’art. 13, uno Stato membro del MES può rivolgere una richiesta di assistenza finanziaria al Presidente del Consiglio dei governatori che assegna alla Commissione europea, di concerto con la BCE, il compito di valutare l’esistenza di un rischio per la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso o dei suoi Stati membri, a meno che la BCE non abbia già presentato un’analisi al riguardo; la sostenibilità del debito pubblico (se opportuno e possibile, tale valutazione dovrà essere effettuata insieme al FMI; le esigenze finanziarie effettive o potenziali del membro del MES interessato.

Sulla base di tale valutazione, il Consiglio dei governatori può decidere di concedere, in linea di principio, l’assistenza finanziaria affidando alla Commissione europea – di concerto con la BCE e, laddove possibile, insieme all’FMI – il compito di negoziare con il membro del MES interessato, un protocollo d’intesa che precisi le condizioni contenute nel dispositivo di assistenza finanziaria. Il contenuto del protocollo d’intesa riflette la gravità delle carenze da affrontare e lo strumento di assistenza finanziaria scelto.

La Commissione europea firma il protocollo d’intesa in nome e per conto del MES, previa approvazione del Consiglio dei governatori – e monitora di concerto con la BCE e, laddove possibile, insieme al FMI il rispetto delle condizioni cui è subordinato il dispositivo di assistenza finanziaria.

I risultati del monitoraggio sono inseriti in una relazione che la Commissione Europea presenta al Consiglio di amministrazione del MES, sulla base della quale quest’ultimo decide, di comune accordo, il versamento delle rate del prestito successive alla prima.

Il Trattato stabilisce che il Consiglio dei governatori possa decidere di concedere assistenza finanziaria a uno stato-membro del MES:

  • sotto forma di prestito (art. 15), secondo condizioni contenute in un programma di aggiustamento macroeconomico precisato in dettaglio nel protocollo d’intesa. Al fine di ridurre il rischio di azzardo morale, i tassi di interesse fissati per l’erogazione dei prestiti saranno pari al costo di finanziamento del MES (inclusi i costi operativi), includendovi un margine adeguato (art. 20);
  • mediante l’acquisto dei titoli emessi sul mercatoprimario da un membro del MES, al fine di ottimizzare l’efficienza in termini di costi dell’assistenza finanziaria, (art. 17);
  • effettuando operazioni sui mercati secondari in relazione alle obbligazioni di un membro del MES (art. 18);
  • in via precauzionale sotto forma di linea di credito condizionale precauzionale o sotto forma di una linea di credito soggetto a condizioni rafforzate
  • ricorrendo a prestiti con l’obiettivo specifico di ricapitalizzare le istituzioni finanziarie di un membro del MES (art. 16)

Il MES, in base all’art. 32 del Trattato, è dotato di piena personalità giuridica e capacità giuridica per acquisire e alienare beni mobili e immobili, stipulare contratti, convenire in giudizio e concludere un accordo e/o i protocolli eventualmente necessari per garantire che il suo status giuridico e i suoi privilegi e le sue immunità siano riconosciuti e che siano efficaci.

Per quanto attiene agli oneri derivanti dalla ratifica del Trattato istitutivo del MES, l’articolo 3 del disegno di legge (A.C. 5359, approvato dal Senato il 12 luglio scorso), non provvede ad esplicitare tali oneri, anche se la relazione tecnica che accompagna il disegno di legge richiama le disposizioni del Trattato per le quali la partecipazione al capitale versato del MES comporterà il pagamento iniziale per l’Italia di cinque rate annuali, ciascuna delle quali è quantificabile in circa 2,866 miliardi di euro -mentre gli importi ulteriori, a chiamata, restano al momento solo eventuali. Il medesimo articolo dispone altresì che per il versamento delle quote suddette, a decorrere dal 2012, vengano autorizzate emissioni di titoli di Stato a medio-lungo termine, il cui ricavo netto in tutto o in parte dovrà finanziare la contribuzione italiana al MES. Le caratteristiche di tali emissioni di titoli di Stato – definite come aggiuntive rispetto a quelle previste dai documenti di finanza pubblica per il triennio 2012-2014 – saranno stabilite con appositi decreti del Ministro dell’economia e delle finanze. Viene altresì specificato che tali importi non sono computati nel limite massimo di emissione di titoli di Stato stabilito dalla legge di approvazione del bilancio, né nel livello massimo del ricorso al mercato stabilito dalla legge di stabilità.

In base all’art. 48 il Trattato istitutivo entrerà in vigore non appena gli Stati membri che rappresentano il 90% degli impegni di capitale lo avranno ratificato. Alla data del 12 luglio 2012 il Trattato istitutivo del MES è stato ratificato (vedi tabella allegata) da 6 Paesi membri (Cipro, Grecia, Francia, Lussemburgo, Portogallo e Slovenia), che rappresentano il 26,55% del capitale; in altri 9 Paesi (Austria, Belgio, Germania, Spagna, Finlandia, Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Slovacchia) si è concluso l’iter di ratifica parlamentare e si è in attesa della firma del Capo dello Stato. L’obiettivo è quello di rendere operativo il MES già nel mese di luglio, in modo da cumularne la capacità di intervento con quella dell’EFSF nella seconda metà del 2012 (con una capacità di prestito combinata pari a 700 miliardi di euro).

Il Consiglio europeo aveva inizialmente chiesto il rapido avvio delle procedure nazionali di approvazione, affinché la modifica potesse entrare in vigore il 1º gennaio 2013 (prima della scadenza dell’attuale meccanismo transitorio di stabilizzazione). Alla luce del perdurare della crisi del debito pubblico di alcuni Stati membri dell’area euro, il Consiglio europeo del 9 dicembre 2011 ha auspicato una accelerazione dell’entrata in vigore della modifica dell’art. 136 e del trattato che istituisce il MES, concordando che quest’ultimo entri in vigore non appena gli Stati membri che rappresentano il 90% degli impegni di capitale lo avranno ratificato.

L’obiettivo è quello di rendere operativo il MES già nel mese di luglio, in modo da cumularne la capacità di intervento con quella dell’EFSF nella seconda metà del 2012 (con una capacità di prestito combinata pari a 700 miliardi di euro).

Non vi impressionate, non è roba complottista. Questa è tutta roba presa dal sito di governo della Camera dei Deputati. E poi diciamo la verità: i veri complottisti sono coloro che fanno i complotti e non coloro che cercano di smascherarli.

In Italia abbiamo una grande esperta di Mes. E’ Lidia Undiemi, studiosa di economia e diritto, autrice di Wall Street Italia. E’ stata la prima nel nostro paese a parlare pubblicamente del fardello che stavamo per accollarci. Ovviamente i suoi moniti sono rimasti inascoltati.

Vi propongo la visione di una sua video intervista fatta da Claudio Messora:

Concludo il lungo ma imprescindibile scritto citando ancora una volta Alberto Bagnai:

Lo capite sì o no che l’euro è stato un furto di democrazia che ha condotto dove voleva condurre, cioè all’instaurazione di un regime oligarchico, paternalistico e classista che sta sbriciolando le classi subalterne? Lo capite che il vero costo è questo, quello politico, e che se non ci sbrighiamo a uscire immediatamente, a prescindere da qualsiasi considerazione di tipo economico, ci mettiamo su un percorso politico dal quale poi si dovrà uscire con un processo estremamente cruento (ma uscire si dovrà, perché le corde tirate troppo si spezzano). Altro che fuori dall’euro c’è la guerra, come dicono i coglioni, riecheggiando sinistramente le parole della Merkel“.

link: http://www.oltrelacoltre.com/?p=12809

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45 Comments

  1. Alex Scramuzza
    Alex Scramuzza luglio 19, 15:41

    ….Politici di merda! in dittatura stiamo entrando….schifo della terra siete! dovreste spendere tutti gli stipendi in elementi medicamentosi…ma per le peggiori epidemie del globo…che siate MALEDETTI!

  2. Giulio Di Gregorio
    Giulio Di Gregorio luglio 19, 15:44

    ok hai parlato, ma agire mai?

  3. Alex Scramuzza
    Alex Scramuzza luglio 19, 15:45

    spiegami come…… se hai una buona idea illustramela!

  4. Giulio Di Gregorio
    Giulio Di Gregorio luglio 19, 15:49

    la mia è una semplice provocazione. Il fatto è che leggiamo merdate di tutti i tipi, questi "signori" fanno sempre quello che vogliono. Noi ci lamentiamo e stiamo male, ma non agiamo mai. Anzi non ci coalizziamo mai…ecco perchè ci fanno di tutto….siamo slegati individualisti e ancora col piatto in tavola.

  5. Alex Scramuzza
    Alex Scramuzza luglio 19, 15:50

    …su questo non c'è nulla da controribattere…ma il problema è che non ci sarà mai unione tra di noi…la maggior parte stanno bene e quindi se ne sbattono le palle!

  6. Giulio Di Gregorio
    Giulio Di Gregorio luglio 19, 15:51

    e allora c'è poco da fare, da scrivere, da lamentare….

  7. Giancarlo De Luca
    Giancarlo De Luca luglio 19, 19:02

    ma scusatemi è ovvio che non possiamo fare nulla, guerre e rivoluzioni? be se continuano così è una soluzione molto probabile, ma la soluzione la dobbiamo trovare prima in campo democratico, votiamo m5s loro sono chiaramente spinti a reagire alla dittatura delle banche VOTIAMOLI!!! e se veramente controllano i post su questo sito aprite bene le orecchie….VAFFANCULO!!!!!

  8. Giancarlo De Luca
    Giancarlo De Luca luglio 19, 19:30

    Giovanni Mancia permettimi di giudicare il tuo commento un mix tra le dichiarazioni di vendola e bersani, quelli del m5s sono onesti e quindi corruttibili….sono nuovi e quindi impreparati…..mentre la casta politica tradizionale quella si che è già corrotta loro si che sanno come districarsi tra la giungla burocratica del malaffare. ma come si fa a giudicare una nuova classe politica emergente se non ha amministrato ancora nulla?? è solo propaganda che su molti fa effetto, la verità è che il futuro parlamento sarà molto più politico……e daremo battaglia stanne certo!!!

  9. Giancarlo De Luca
    Giancarlo De Luca luglio 19, 20:04

    ma chi vuole distrubggere lo stato, il tuo è un errore di concetto non conosci il m5s, ma non ti preoccupare stiamo arrivando e lavoreremo anche per te che nel frattempo tra post e propter ripeti a memoria le poesie propagandistiche…..dio salvi l'Italia ma non gli arroganti!!!

  10. Giulio Di Gregorio
    Giulio Di Gregorio luglio 19, 22:01

    Purtroppole cose vanno oltre le apparenze…il vero problema non parte dall'italia, ma è un grosso problema globale….chi ha orecchie per intendere intenda…..e siamo messi parecchio male….

  11. Giulio Di Gregorio
    Giulio Di Gregorio luglio 19, 22:11

    l'italia ha fatto la fine che volevano fargli fare……

  12. Marilia Belalim Marciello
    Marilia Belalim Marciello luglio 20, 06:54

    Quando ci decideremo a scendere in piazza e incendiarli vivi tutti me lo fate sapere. Io sto sempre pronta.

  13. Marilia Belalim Marciello
    Marilia Belalim Marciello luglio 20, 06:56

    ah già.. tutti troppo occupati a pensare al figlio della Fico, a Belen, e a vedersi "ma come ti vesti?"

    Giusto? quasi quasi ce la meritiamo sta merda.

  14. Gaia Gea Lemon
    Gaia Gea Lemon luglio 20, 08:02

    okkei.. dopo aver appreso la notizia orribile della nostra imminente fine…CREDO CHE ALLE PROSSIME ELEZIONI, REFERENDUM E CHI CHE SIA DOVREMMO RECARCI PRESSO IL NOSTRO COMUNE DI APPARTENENZA SEZIONE ELETTORALE E FAR METTERE PER ISCRITTO CHE, RIFIUTIAMO CATEGORICAMENTE DI VOTARE PERCHè NN CI SENTIAMO ITRALIANI E PER DI PIù NON C'è NESSUN PARTITO CHE CI RAPPRESENTA….DALLE PICCOLE COSE RISOLVEREMO QUELLE + GROSSE….VEDIAMO CHE SUCCEDE SE GLI "ITALIANI" NON VOTANO +…DI SICURO QUALCOSA CAMBIERà, VOGLIONO LA GUERRA? E, LA GUERRA AVRANNO….

  15. Paolo Canaletti
    Paolo Canaletti luglio 20, 08:03

    La sedizione è la soluzione.

  16. Gaia Gea Lemon
    Gaia Gea Lemon luglio 20, 08:59

    il terrore di essere italiana.

  17. Antonio Santoro
    Antonio Santoro luglio 20, 09:02

    se non votiamo è anche meglio per loro

  18. Gaia Gea Lemon
    Gaia Gea Lemon luglio 20, 09:05

    nn saprei! a mali estremi, estremi rimedi.

  19. Manuelo Galiè
    Manuelo Galiè luglio 20, 09:07

    sicuramente la meritiamo visto che ci scaldiamo di più per una partita di calcio..per uno sciopero dei calciatori….che per tutto questo…..
    noi italiani ci meritiamo ciò che sta succedendo..visto che ci preoccupiamo molto per cose futili..e siamo in silenzio mentre ci tolgono tutto…….

  20. Painter Sobscure
    Painter Sobscure luglio 20, 11:26

    dubito che ci faranno votare.la guerra la devi combattere con le armi altrimenti soccombi

  21. Painter Sobscure
    Painter Sobscure luglio 20, 11:30

    ASSEDIO AD OLTRANZA! CAZZO SIAMO 60 MILIONI! COSTRINGIAMOLI A FUGGIRE DAL TETTO CON L'ELICOTTERO, COME SI ADDICE AI DITTATORI DI UN PAESE DELLE BANANE.

  22. Alex Scramuzza
    Alex Scramuzza luglio 20, 11:52

    ….ma io mi faccio una sola domanda: "…ma dove dobbiamo andare se già un piccolo esempio di discordanza e non UNIONE" lo state dando voi?? …politicizzando un diritto alla VITA!!! …non ho parole!
    Anziché cercare soluzioni, concordare parerei…vi sciarriate??? O_O

  23. adriano
    adriano luglio 20, 13:56

    penso che questo sia un vero complotto per un inizio alla globalizzazione delle potenze mondiali….per avere successivamente il controllo di tutti i settori e i principi che riguardano la popolazione mondiale,con il controllo intendo anche quello della mente…praticamente e spero mi stia sbagliando saremo come robot a favore delle potenze mondiali.ok il discorso e’ troppo spinto V DI VENDETTA E NIENT’ALTRO

  24. Alex Scramuzza
    Alex Scramuzza luglio 20, 12:14

    …questo mi PIACE MOLTO!

  25. Jean Sebastien
    Jean Sebastien luglio 20, 16:49

    Manifestiamo davanti la Corte Costituzionale per far bloccare il Fiscal Compact come in Germania.

  26. Paolo Crociani
    Paolo Crociani luglio 22, 08:46

    Scendiamo in piazza e protestiamo, ci sono in gioco I principi fondamentali della nostra democrazia…. organizziamoci!

  27. Paolo Crociani
    Paolo Crociani luglio 22, 08:49

    Oppure: FUORI DALL' EURO SUBITO!

  28. Paolo Crociani
    Paolo Crociani luglio 22, 08:51

    Scusate, ma l' intervista integrale c'è? cosa si dice nel taglio avvenuto a 10:26?

  29. vera barale
    vera barale luglio 24, 01:03

    Che vuol dire questo segno degli nazi vicino al contratto m.e.s.?
    Secondo me, i tedeschi sono più intelligenti di noi, é l’ unico paese
    dove la gente (intellettuali ed esperti) si rebellano contro
    questo contratto ammazza-stati, da noi il solito popoplo bue dorme ancora e crede veramente che la Germania approfitta dall’ Euro…
    Se verrà il m.e.s. la Germania sarà bancarotta fra un anno, come fa ad assumersi tutti i debiti degli stati sud che poi vanno in difficoltà e non possono versare niente?
    In Grecia, perchè fanno vedere la Merkel vestita in costumi da nazi e non se la prendono con la loro casta di politici nullafacenti e corrotti??? E i loro ultramilliardari che portano i soldi via dal paese? Producono niente e pretendono lo stesso standard dei tedeschi!E chi fa il garante per loro, lo sputano pure in faccia!
    Io mi auguro che la causa della gente sveglia ed informata nel tribunale di Karlsruhe contro il contratto m.e.s. sarà un successo.
    Almeno il popolo combatte contro questa nuova dittatura di banche
    ed alta finanza.Pochi italiani sanno neanche che sia questo contratto…

  30. Claudio Gatto Sylveshtro Nastasi
    Claudio Gatto Sylveshtro Nastasi luglio 25, 18:52

    2* guerra mondiale parte 2

  31. Paolo Canaletti
    Paolo Canaletti luglio 25, 18:54

    Qua non serve la guerra mondiale, basterebbe anche poco da parte di tutti. Già un po' di consapevolezza basterebbe

  32. Claudio Gatto Sylveshtro Nastasi
    Claudio Gatto Sylveshtro Nastasi luglio 25, 18:56

    sisi la consapevolezza dovrebbe esserci … ma come c'è scritto nell'articolo ci hanno tenuto all'oscuro di tutto ;)

  33. Sebastian Bozic
    Sebastian Bozic luglio 31, 15:34

    La classe politica ha sempre rubato, anche prima dell'euro, con l'unica differenza che, prima si VIVEVA e oggi invece si SOPRAVVIVE…..ma non pensate che con la mia frase intendessi dire che con la Lira non si sarebbe mai arrivati a questa situazione….ci si arrivava comunque ma in tempi più lunghi. La differenza, se in questa situazione ci fosse stata la lira, sta nel semplice fatto che era tutto ancora gestibile dal popolo IN MODO CIVILE!!! Ora si dovrebbe ricorrere alla forza (non intesa come violenza….magari sui politici si…però diciamo che dev'essere una violenza giustificata :P) per riuscire a riprendersi il proprio paese…e rimetterlo in sesto com'era quando lo si definiva "IL BEL PAESE"!!!! Vi dirò una cosa, sperare è lecito….e crederci anche….Tirati su Italia…e fallo ora se non vuoi sprofondare nell'oscurità più totale!!

  34. Socialist
    Socialist settembre 20, 16:50

    Attenzione!!! non gettiamo i ragazzi nelle mani del nazionalismo solo per perchè l’Europa in questo momento è più problema che soluzione…mi spiego meglio:

    La retorica antieuropeista dilaga sulla rete e su tanti e troppi blog di sinistra, non so se sia il caso o ci siano forze oscure che cercano di veicolare sentimenti nazionalistici.

    L’Europa in questo momento si sta rivelando più problema che soluzione.

    Ma l’alternativa non è rifugiarsi nel recinto nazionalista.

    Ma cosa stanno facendo ad oggi le sinistre europee? aiutano a fomentare nei cittadini il nazionalismo.

    Basterebbe proporre NON MENO EUROPA ma UN ALTRA EUROPA

    Un modello di Europa alternativo a quest’anti-sociale, anti-democratico e poco umano modello.

    Lo dovete dire: lo dovete dire ben chiaro a tutti i ragazzi.

    Questi ragazzi poco consapevoli e giustamente frustrati che magari sono idealmente di sinistra gli stiamo spingendo nel nazionalismo più duro.

    Serve dargli un modello alternativo d’Europa, non fargli odiare l’Europa stessa.

    La sinistra che è internazionalista per definizione deve lottare contro ogni arretramento nazionalista, deve promuovere l’Europa come soluzione ai mali nazionali.

    Tutto sta nel promuovere e dare all’opinione pubblica un modello alternativo d’Europa.

    Fatta di welfare, di democrazia, di sussidiarietà, di attenzione ai diritti e all’istruzione, di reddito minimo garantito e tante tante altre cose alternative alla direzione che gli stanno dando la classe dirigente borghese.

    Un compagno socialista.

  35. Luca Esposito
    Luca Esposito gennaio 15, 16:49

    il voto CONTRARIO del M5* non appare in questo articolo BELLA MERDA che sei ITALO ROMANO

  36. Umberto Iannuzzi
    Umberto Iannuzzi marzo 02, 10:09

    non c'è il voto contrario del movimento 5 stelle semplicemente perchè non erano ancora stati candidati, il fiscal compact è stato firmato a luglio 2012

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