Marco Cedolin Pubblicato da il 21 luglio 2012.
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In Spagna infiamma la protesta, in Italia la caccia all’ombrellone

Marco Cedolin

Anche ad un osservatore estremamente disattento non potrebbero sfuggire le tantissime analogie fra le misure lacrime e sangue imposte in Spagna dal governo Raioj, seguendo alla lettera le direttive della Bce e le “riforme” sangue e lacrime  dispensate in Italia da Monti, con l’ausilio di lacrima Fornero e di tutti i banchieri che gli fanno da contorno.

Fin qui nulla di strano, dal momento che il “padrone” che dirige le gesta di tutta codesta pletora di camerieri di banca é uno solo, così come univoche sono le sue direttive.

Meriterebbero invece qualche riflessione le reazioni del popolo spagnolo e di quello italiano, posti di fronte ad una serie di angherie in tutto e per tutto simili….

Gli spagnoli si riversano esasperati nelle piazze, bloccano il paese, si scontrano con la polizia, nonostante la sbirraglia spari pallottole di gomma, perfino addosso ai bambini.

 

Gli italiani stanno a guardare, esternando al più qualche mugugno, e l’unico luogo nel quale si riversano in massa é caratterizzato dal bagnasciuga, dove lottano stoicamente per la conquista di un ombrellone.

 

In Spagna, sia pur fra mille contraddizioni, sembra esistere la percezione del disastro immanente che sta abbattendosi sulla testa di tutti. I cittadini tentano una reazione (magari disordinata e probabilmente inutile) e realizzano la necessità, di scendere in strada, senza che per forza di cose debba esserci qualcuno che ce li conduca per mano.

 

In Italia la popolazione si divide fra i lettori di Libero e del Giornale, che attendono fiduciosamente il momento in cui le forze dell’ordine e l’esercito verranno a liberarci dai banchieri che pagano loro lo stipendio.

E gli ascoltatori di Travaglio e Santoro che altrettanto fiduciosamente aspettano la “chiamata alle armi” della sinistra, al momento troppo impegnata a discutere dei matrimoni gay e delle primarie.

 

Nel frattempo, nonostante proprio ieri sia stato approvato il MES, nell’indifferenza generale, tutti (tranne gli 8 milioni d’italiani ormai alla fame) corrono affannosamente alla ricerca di un ombrellone e di uno scampolo di battigia dove andarsi a coricare.

Il caldo imperversa e agitarsi troppo potrebbe far male alla salute, l’ha detto anche il TG.

Marco Cedolin

10 Risposte a In Spagna infiamma la protesta, in Italia la caccia all’ombrellone

  1. Sigarott Rispondi

    21 luglio 2012 at 11:40

    Purtoppo la vera rovina e’ stata la tecnologia. Da paese arretrato e diffidente verso le nuove forme di comunicazione,siamo diventati dei caproni imbambolati davanti al pc,navigando giornate intere tra facebook ed altre cazzate varie. Internet e’ diventato il nuovo psicofarmaco legalizzato. E’ tutto un inganno e tutto e’ stato deciso a tavolino con strette di mano…

    • Giulio Vita Rispondi

      21 luglio 2012 at 12:16

      In Spagna si vive lo stesso processo tecnologico che in Italia, anzi, direi di più, e in Messico ancora peggio. Non credo sia un fatto di andare sul PC ma di cosa fai sul PC. Mentre in Messico si organizzano via Twitter e combattono con informazione, in Italia si parla di calcio. L’internet non è un psicofarmaco. É un invenzione geniale che noi la facciamo diventare una droga o una forza.
      La gioventù italiana è menefreghista, con o senza internet.

  2. Silvia La Cordara Rispondi

    21 luglio 2012 at 12:43

    Gli italiani sono ancora pieni di soldi.

    • kip Rispondi

      21 luglio 2012 at 13:54

      esatto, bene o male la maggioranza ha ancora papà con la pensione o la casa da vendere, che tappa i buchi. ma stanno finendo in fretta e ci si svegierà improvvisamente. sicuramente a giochi fatti

  3. Fabio Rispondi

    21 luglio 2012 at 13:03

    Confermo quanto dice Silvia, in Italia ci sono ancora i soldi. In fondo siamo un dei paesi europei con più ricchezza privata.

  4. PANTALONE Rispondi

    21 luglio 2012 at 15:27

    Una certa parte dell’Italia che non sto a quantificare o sta veramente bene o mediamente o o riesce discretamente a sopravvivere. Purtroppo c’e0 un’altra parte che sta veramente male e nell’indifferenza generale deve lottare per assicurarsi il minimo per vivere. Se continua cosi’ una parte sempre maggiore si impoverira e solo i soliti che magari faranno le valigie altrove non ne risentiranno. Svegliamoci prima

  5. Stefano Rispondi

    23 luglio 2012 at 12:30

    siamo un popolo di ignoranti forse e’ meglio che cominciamo a fare qualcosa davvero…Non abbiamo piu’ ideali come vi erano negli anni 70?

  6. Marco Rispondi

    23 luglio 2012 at 14:31

    In effetti in Italia si fa tanto allarmismo ma stiamo tutti benone..almeno qui nel nord est, poi cè poco da rivoluzionare, gli 8 milioni di poveri scommetto che erano i primi al bar a parlare di calcio e a dire che la politica non fa per me..i cambiamenti per me li fai mettendoci la faccia in prima persona giorno per giorno, no con rivoluzioni del popolo che portano solo a una situazione di confusione..altro caso è la Val di Susa..li gli dò pienamente ragione..

  7. Paolo Rispondi

    23 luglio 2012 at 16:21

    Come sempre gli italiani pensano di stare bene faccendo paragoni con il resto dell’Europa senza guardare in casa propria… cosa pensate che in Spagna o in Grecia ci sia un popolo intero per la strada a chiedere elemosina? no, la gente vive come voi, la differenza sta in che al meno la gente comune reagisce perchè il paese è di tutti e non delle banche o di chi lo governa… Ora tocca a me dirlo, ci arriverete, ci arriverete, quando vi toccherà prendere la pensione e ops… non c’e. ci dispiace, come mai?… ma sarà troppo tardi… Guardatevi in casa propria e lasciate stare i paragoni o al meno, imparate dagli altri perchè siete nella stessa situazione, ne più, ne meno… reagite per una volta…

  8. sabina Rispondi

    25 luglio 2012 at 20:57

    continuando a dare giudizi su Grecia o Spagna, continuiamo a fare il gioco dei governanti. Diciamolo che in questo siamo bravi noi italiani, parliamo parliamo parliamo.E mentre discutiamo ci rubano sogni e altro… non è vero che stiamo bene, ci adattiamo, altra qualità degli italiani. Quando saremo allo stremo, quando pagheremo l’aria che respiriamo, forse ci sarà ancora qualcuno che avrà il coraggio di cianciare. Credo che questa sia la differenza tra gli Italiani e piuttosto che Greci, spagnoli o francesi- noi beliamo loro agiscono. e’ il classico “tra il dire ed il fare”. basta vedere gli ultimi vent’anni, in qualsiasi altro paese non si poteva perpetrare una simile corruzzione /e presa in giro per il popolo/. o forse si
    L’Argentina, ma sappiamo tutti come è finita.

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