Valeria Marino Pubblicato da il 20 agosto 2012.
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Angelo è morto, volava troppo vicino a Montecitorio.

di Gabriele Pedone
Nel mondo, quello che conosco io, esistono due tipologie di popoli, uno è composto da persone splendide, rampanti, fashion ed alla moda, che hanno un conto in banca, una due o tre mogli, la puttana di fiducia, che è anche la loro estetista di fiducia, segretaria di fiducia, igienista dentale di fiducia, etc. etc. e tutti loro sono intrisi di quel profumato senso di Democrazia che li contraddistingue, un popolo il cui unico problema è con che tipo di crema abbronzante affrontare il prossimo anticiclone. Un popolo abbronzato.

Poi esiste anche un altro popolo, un poco più rude, bianchiccio, magro, un popolo che non ha creme abbronzanti e per questo ha la pelle bruciata dai tumori del sole, un popolo che se sta sotto il sole per 15 ore al giorno non lo fa perché ama il mare, ma per conservare un posto di lavoro, uno stipendio, un permesso di soggiorno, un barlume di vita. Però questo popolo, a differenza di quello abbronzato, conosce bene il significato di démos cràtos, e sa bene quanto invece puzzi la democrazia del popolo abbronzato.

Di questo popolo, il secondo per intenderci, faceva parte Angelo, un cittadino come tanti, forse Angelo era più stanco di altri, o più sveglio, fatto sta che Angelo  ex-operaio, vedovo, aveva grosse difficoltà economiche, a causa della perdita del lavoro,  impegnato in un contenzioso con i  fratelli per un’eredità.

Così Angelo, un giorno decise di provarci, “Vado da quel popolo abbronzato e gli spiego quello che vivo”, avrà forse pensato, e così fece nello zainetto c’erano, due lettere, una per il figlio.

Angelo era determinato, forse anche esasperato, di sicuro stanco, e non so dirvi cosa passasse nella sua mente quando si versò quel liquido addosso e poi impugnò quell’accendino, quello che so è che Angelo bruciò, e nessuno ne diede notizia, quello che so è che Angelo oggi è morto, e nessuno ne parla, quel che so è che tutto questo mi lascia amareggiato e triste, quel che so è che vivo in paese di merda, dove neanche il sacrificio di una vita vale qualcosa, dove forse uno come Angelo era sprecato.

Quel che purtroppo ora sappiamo è che se non vivi un disagio, non puoi immaginare la tremenda agonia che ti rosica una vita, non riesci a capire se non provi, per questo non mi aspetto che a Montecitorio qualcuno capisca.

Ma mentre comprate le vostre creme abbronzanti, pagate la vostra seduta alla puttana di turno, aspirate la vostra benzina dal naso, mentre vi riempite le tasche di denari, così come per Giuda, spero che Angelo sia la vostra condanna, spero che un giorno anche voi possiate vivere ed assaporare quel dolore che rosica l’anima.

Ciao Angelo, a nome di questo popolo di invertebrati di cui facciamo parte, ti chiedo scusa, forse non meritava di finire così la tua storia, perché infondo, forse, “è appena giusto che la fortuna” ci aiuti.

Angelo,  invece di attendere un anticiclone del cazzo, attendeva una risposta da popolo muto.

http://gabrielepedone.idra.it/angelo-e-morto-volava-troppo-vicino-a-montecitorio/

2 Risposte a Angelo è morto, volava troppo vicino a Montecitorio.

  1. Terry Rispondi

    20 agosto 2012 at 21:56

    Diego Arkan,spiega a noi poveracci ignoranti e ottusi perché sarebbe una porcata ciò che è stato postato!

  2. maria Rispondi

    20 agosto 2012 at 23:04

    Schifosi e maledetti quelli che hanno creato questa situazione.
    Delle loro creme abbronzanti non ce ne fotte neanche un po, mi strugge che questa morte, alla fine rimane inutile come tanti altri piccoli imprenditori che si sono ammazzati. L’indifferenza dei tuoi simili ammazza più di una Kalashnikov.

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