- Castruccio Castracani -
Neanche il papa è immune al contagio che dalla morte del cardinal Martini pare diffondersi sia tra i confessionalisti sia tra i laici.
Diceva un vecchio, che era anche cinico, che in Italia non c’è come morire per diventare buoni, bravi, santi e magari anche qualcosina di più. Al buon cuore del momento. E così anche Carlo Maria Martini ha avuto il suo, nonostante fosse gesuita e vescovo e cardinale è stato esaltato come ultra laico, dialogante e razionalista. Mancava solo che lo si dicesse agnostico e sarebbe stato perfetto.
Ma come li scelgono i cardinali in Vaticano? Tutti a esaltarlo: da quelli che l’avevano intervistato, a quelli che gli avevano parlato a quelli che avevano assistito alle sue conferenze, a quelli che avevano letto i suoi scritti, a quelli che con lui si erano confessati fino a quelli l’avevano incontrato al bar, tutti a dire il meglio del meglio. Pare quasi che abbia passato la vita a fare rivoluzioni. I cui effetti peraltro non si sono mai visti. Comunque, gloria in cielo.
In realtà, aggiungeva il vecchio cinico , l’effetto è di breve periodo: dura un po’, come le malattie esantematiche, poi scompare quasi senza lasciare segno. La nuova malattia esantematica che ora attraversa il Vaticano pare si chiami, per l’appunto, Martini’s Syndrome, che non è una bomba alcolica come il nome lascia supporre, anche se provoca stati di ebrezza ed è esplosiva. I sintomi sono: dichiarazioni di modernità, laicità, razionalismo, uguaglianza e ritorno alle origini della Chiesa. Pare che anche Benedetto XVI ne sia stato contagiato. Anzi sull’aereo che lo stava portando a Beirut zio Benny ha manifestato ben quattro, diconsi quattro, preoccupanti sintomi.
Il primo recita così: «La primavera araba è una cosa positiva». Accidenti, neanche D’Alema, che di banalità ne spara a ripetizione, ci sarebbe arrivato e Benny, così, tutto da solo, ci molla questa epocale sentenza che potrebbe sconvolgere i sistemi nervosi più delicati. Sintomo significativo ma non ancora preoccupante.
Il secondo dà più da pensare: «Il fondamentalismo è sempre una falsificazione della religione». Sintomo grave questo che si scontra contro duemila anni di sordità alle esigenze più moderne e progressiste della società. Che quando Bertoni e Ruini lo sapranno senz’altro chiameranno a consulto i migliori luminari.
Il terzo sintomo testimonia della gravità della situazione: «L’Europa deve difendere la razionalità e su questo punto anche noi credenti dobbiamo essere grati al contributo dei laici, dell’Illuminismo, che deve rimanere una spina nella nostra carne». Accidenti, dopo scomuniche, encicliche, libri messi all’Indice si scopre che hanno scherzato. Ci hanno messo solo trecento anni. Ma poi un piccolo ma importante aggiustamento che testimonia come la malattia incontri degli anticorpi: «Ma anche i laici devono accettare la spina nella loro carne, cioè la forza fondante della religione cristiana per l’Europa». Che vien da domandarsi: ma perché, i laici mica sono il leone di Daniele. Anzi vorrebbero vivere felici e senza angosce sull’aldilà. E magari pure senza spine.
Ma la malattia ha dimostrato tutta la sua gravità quando Benny se ne è uscito con un «Rendere visibile l’amore del prossimo come fondamentale per tutte le religioni». E qui come la mettiamo con Rosy Bindi e Paola Binetti e Carlo Giovanardi, giusto per dire dei primi che vengono in mente? Che adesso si corre il rischio che gli venga un colpo collettivo se si scopre che nel perimetro del prossimo si trovano anche omosessuali, lesbiche e trans. E magari pure la questione delle loro convivenze e quella ancor più controversa del matrimonio. E che sulla base di questo principio il “famolo strano” richiesto da Rosy Bindi corre il rischio di essere fuori linea.
Interpellati, i maggiorenti del Vaticano rimasti in sede si sono affrettati a garantire che “guarisce, guarisce. Appena ritorna guarisce. Succede a quasi tutti quando vanno in trasferta. Ma poi quando tornano a casa, qui oltre Tevere, gli passa. Qui l’aria è buona, le cure amorevoli…”. Ma come sarà possibile una simil rapida guarigione? “È semplice: questa sindrome si cura omeopaticamente” ha risposto un alto prelato che la sa lunga e soprattutto vuole mantenere l’anonimato. “Basterà sussurrargli alcune parole dall’ immediato effetto, si dirà Imu… scuole private… Ior… otto per mille… sanità… E la guarigione sarà immediata. E tutto tornerà come prima”.
Meno male. Con i problemi che si stanno affastellando nel paese e Marchionne sulla porta d’uscita, non siamo proprio pronti al rivolgimento del mondo. Che siano lasciate delle certezze.
http://cronachelaiche.globalist.it/Detail_News_Display?ID=34790&typeb=0
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O Brigante
17 settembre 2012 at 23:50
… il vaticano … da paladino del cattolicesimo contro tutte le forze esterne … è diventato il paladino delle forze esterne contro il … vaticano … la frammassoneria imperante genera questi paradossi … è la sua natura acida che deturpa il mondo c.d. “occidentale” … la Chiesa viene criticata non per i suoi difetti … sempre più gravi … bensì per i suoi … pochi ormai … pregi …
Aldo
18 settembre 2012 at 19:01
Castruccio Castracani , ma va a castrar cani davvero! Ma dove li trovate ‘sti redattori deliranti? Coi punti Mira Lanza?