Video Pubblicato da il 12 dicembre 2012.
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Video: ONU, Controllo mondiale di Internet, ITU, ACTA e vaccini

 

Fonte: http://www.losai.eu/lonu-fa-richiesta-per-il-controllo-mondiale-di-internet/#.UMho9m_8KSq

I membri dell’Unione Internazionale per le Telecomunicazioni (ITU), gruppo delle Nazioni Unite, ha accetato di lavorare all’implementazione di uno standard per internet che permetterebbe intercettazioni su scala globale.

In una conferenza tenutasi questa settimana (la prima di dicmebre) in Dubai, i membri dell’ITU hanno deciso di adottare lo standard Y.2770 per un’analisi approfondita del paccheto: unaproposta top secret che consentirebbe alle compagnie telefoniche del mondo una più facile analisi dei dati che passano attraverso internet.

Secondo le Nazion Unite, implementare lo studio di questo paccheto, o DPI, su una scala globale permetterebbe alle autorità di individuare e trasferire con maggiore facilità materiali di copyright e altri files protetti trovando una via per gli amministratori dianalizzare le trasmissioni utili caricate online, non solo quindi i dati principali che sono già normalmente identificati e interpretati.

Tim Berners-Lee, uno scienziato inglese esperto in computer e da molti considerato come il “padre di internet” si è dichiarato contro questa proposta di implementazione del controlo su una scala così grande.

Ha dichiarato: “Qualcuno che mette sul tuo cavo di rete una specie di analizzatore di pacchetti dati in grado di leggere ogni singolo pacchetto e riassemblarlo associando le pagine viste sul web al tuo nome, indirizzo, numero di telefono ed in grado di dare tutto ciò al governo nel momento in cui fosse richiesto o di venderlo al miglior rofferente: questa è veramente una seria violazione della privacy”.

Il blogger Arthur Herman scrive questa settimana per FoxNews online che l’obiettivo dei delegati del’ITU è di prendere il controllo del World Wide Web dagli Stati Uniti e consegnarlo al corpo dei burocrati delle Nazioni Unite.

Sarà il più grande potere in mano alle Nazioni Unite della storia” ha avvertito.

Il segretario generale dell’ITU, dr. Hamadoun I. Toure ha respinto le critiche che avevano definito la richiesta del DPI come invasiva, scrivendo un editoriale dove afferma che l’incontro della sua organizzazione in Dubai “non rappresenta nessuna minaccia per la libertà di parola” e aggiunge che questa “è un’opportunità d’oro per offrire una connettività a buon mercato per tutti, anche per quei bilioni di persone nel monto che ad oggi non hanno ancora una connessione”.

Nonostante questa spiegazione , molti stati e grandi nomi del business rimangono contrari a questa proposta. La conferenza dell’ITU di questa settimana è stata condotta a porte chiuse, ed è stata vietata la partecipazione anche ai principali protagonisti del web comeGoogle, Facebook e Twitter.

In un report pubblicato questa settimana da CNet, il giornalista Declan McCullagh cita un documento Coreano che descrive lo standard confidenziale Y2770 come essere in grado di identificare “filigrane digitali incorporate in file mp3, scoprire copyright protetti da contenuti audio, identificare users di torrent” e molti altri tipi di controllo.
Mercoledì 6 dicembre la camera dei rappresentanti USA ha passato all’unanimità al Senato la risoluzione che chiede al governo americano di opporsi con ogni sforzo al tentativo delle Nazioni Unite di controllare internet.

Fonte originale

 

Possiamo fare qualcosa firmando questa petizione Hands off our Internet (Togliete le mani dal nostro Internet) pubblicata il 5 dicembre il cui testo afferma:

“In questo momento in un incontro a Dubai, i governi del mondo stanno spingendo per ampliare notevolmente i loro poteri per censurare e controllare Internet – abbiamo solo 6 giorni di tempo fino al termine del loro incontro per fermarli.

L’incontro coinvolge 2000 delegati provenienti da più di 100 paesi che stanno cercando di riscrivere un trattato precedentemente innocuo delle Nazioni Unite in una regolazione centralizzata di Internet. Due uomini ampiamente considerati “padri di Internet”, Vint Cerf [NDR: inventò il protocollo TCP/IP] e Tim Berners-Lee [inventore del  World Wide Web], hanno entrambi rilasciato degli avvertimenti allarmanti poiché la conferenza consentirebbe ai regimi più autoritari del mondo di giustificare la loro censura di parola o i blocchi di accesso a Internet ai propri cittadini .

Le nostre petizioni massicce hanno fermato già attacchi come questo e possono farlo di nuovo. Firma la petizione per respingere questa ultima tornata di nemici di Internet e condividerla con tutti quelli che conoscete – quando abbiamo raggiunto 500.000 adesioni, consegneremo il messaggio direttamente nel deserto di Dubai, per scuotere il loro intimo incontro.”

 

Fonte: http://www.lastampa.it/2012/12/07/tecnologia/l-itu-approva-gli-standard-per-la-deep-packet-inspection-u89eQpJxBivtru6w1f3FEK/pagina.html

Di per sé, la Deep Packet Inspection, o Dpi, è una tecnologia come un’altra, permette agli amministratori di Rete e ai provider di identificare e distinguere un certo tipo di pacchetti di dati da un altro in circolazione all’interno del loro network. Tuttavia, il nome è legato per lo più a episodi poco piacevoli, dato che la Dpi è una delle tecniche più efficaci dimonitoraggio delle comunicazioni Internet ed è spesso utilizzata da dittatorie simili per sorvegliare o inibire le comunicazioni online.

Può essere adoperata, ad esempio, per isolare ebloccare tutto il traffico Skype , identificare gli utenti di network peer-to-peer. Ecco perché la notizia che nel corso della conferenza mondiale dell’International Communication Union (Itu) in corso a Dubai , su proposta della Cina sarebbe stato adottato, come in effetti poi è avvenuto, uno standard unico e vincolante per uniformare le procedure Dpi, ha fatto alzare più di un sopracciglio.

 

Anche per le modalità con cui la notizia è filtrata. A far circolare la bozza del provvedimento è stata una giornalista e attivista australiana, Asher Wolf, che ne è entrata in possesso dopo aver inoltrato una richiesta via Twitter al responsabile delle comunicazioni esterne dell’Itu. Il quale gliel’ha inviata, salvo poi, pochi minuti dopo, resosi forse conto dell’errore, chiederle di non mostrare a nessun altro il documento. Richiesta inaccettabile secondo Wolf, che ha invece subito postato online il materiale .

 

Non si tratta, come detto, di uno scoop vero e proprio: dal punto di vista strettamente tecnico non c’è niente di nuovo e anche la comparsa della bozza ancora da rivedere può essere attribuita più a una leggerezza che a un presunto “leak”; quello che davvero stupisce e inquieta è la tranquilla noncuranza con cui l’organizzazione delle Nazioni Unite bypassa qualsiasi possibile preoccupazione in materia di privacy degli utenti .

 

A giudizio di molti commentatori , il documento trapelato sembrerebbe quasi scritto sotto dettatura delle compagnie di telecomunicazioni, che potrebbero sfruttare la Deep Packet Inspection anche come strumento per combattere la cosiddetta “neutralità della Rete” e adottar politiche di prezzo variabili a seconda del tipo di traffico a cui l’utente vuole accedere. E pazienza se così facendo si rischia di intaccare di riflesso la riservatezza delle comunicazioni. Non tutti però la pensano così.

 

 

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