Valeria Marino Pubblicato da il 13 dicembre 2012.
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Licenziano i dipendenti e poi offrono loro lo psicologo

Ai dipendenti della banca Hypo Alpe Adria licenziati, è stata recapitata una lettera in cui viene offerto un servizio di supporto psicologico. La società non ha fornito alcuna precisazione sul tipo di servizio. Gli alti dirigenti non hanno però considerato che il supporto psicologico possa rafforzare l’io.

Come abbiamo riportato nelle scorse settimane, Hypo Bank Alpe Adria, banca in buono stato di salute controllata dal governo austriaco, ha avviato la procedura di licenziamento per 118 dei 403 dipendenti della filiale italiana. La conseguente vertenza, che si è aperta a settembre, non ha condotto per ora ad alcun risultato concreto, poiché l’istituto bancario è rimasto sostanzialmente fermo sulle proprie posizioni. Si sarebbe aperto uno spiraglio, nel corso dell’ultimo incontro di venerdì scorso con i sindacati, rispetto al possibile utilizzo di ammortizzatori sociali previsti dal contratto collettivo, nonché di forme di incentivazione a chi decida volontariamente di andarsene. Ma, all’orizzonte, non si intravvede – come ci ha confessato un sindacalista impegnato nella trattativa – alcun passo indietro, seppur parziale, sul quantum degli esuberi.

Nulla di nuovo, né di eccezionale, si dirà. Soprattutto se si considera che questo è il tempo in cui il lavoro, fondamento della nostra malconcia Repubblica, non è mai stato così precario. Al peggio, però, pare non ci sia limite. Perché in un quadro di netto deterioramento, in atto da anni, delle condizioni di lavoro, anche il sacrosanto diritto ad avere almeno datori di lavoro sani di mente, è sempre meno scontato.

Venerdì, ai dipendenti di Hypo Alpe Adria, è stata infatti recapitata una lettera, qui allegata, in cui viene offerto un servizio di supporto psicologico. L’idea «brillante» è stata partorita dalla direzione generale di Hypo Alpe Adria, per fare fronte alla «preoccupante pressione psicologica a cui sono sottoposti i lavoratori della banca».

A gentile richiesta, la società di consulenza investita del compito (Eupragma) – che tra le tante referenze riportate nel sito, dice di essere stata, nel 2010, nello staff della nazionale italiana di volley – non ha fornito alcuna precisazione sul tipo di servizio che verrà fornito alle maestranze della banca. Possiamo però immaginare che l’attività di coaching psicologico tenterà illusoriamente di perseguire il fine di accompagnare con dolcezza gli esodati verso la forzosa defenestrazione. Per giunta non motivata dalla presenza di un oggettivo stato di crisi della banca.

Gli alti dirigenti di Hypo Alpe Adria non hanno però considerato l’eventualità, tutt’altro che remota, che il supporto psicologico rafforzi eccessivamente l’io, facendo emergere – come sarà accaduto alla squadra di volley sottoposta alle cure di Eupragma – la parte più aggressiva e cattiva dell’animo. «Perché – come ci ha riferito un direttore di filiale a cui sono letteralmente cadute le braccia alla lettura della succitata comunicazione – in tal caso in ballo non ci sarebbe più la sola salute psicologica dei dipendenti della banca, ma soprattutto quella fisica dei grandi capi di Hypo Alpe Adria!».

http://www.linkiesta.it/hypo-bank-supporto-psicologico-esodati

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