Informare per Resistere

Informare Per Resistere

Internet, gli Usa contro le regole

Internet, gli Usa contro le regole
dicembre 14
11:00 2012

- di Carlo Musilli -

Di solito non sono mai d’accordo su niente, ma stavolta si sono prodotti in una votazione alla bulgara. Nel Congresso degli Stati Uniti, Democratici e Repubblicani hanno votato all’unanimità contro il progetto di affidare alle Nazioni Unite il controllo di internet. La Camera (repubblicana) si è espressa con 397 voti contrari e nessuno favorevole. Un verdetto analogo era arrivato a settembre dal Senato (democratico).

Che i due rami del Congresso raggiungano un accordo di proporzioni simili è davvero un evento prodigioso, soprattutto perché in questi giorni Washington è paralizzata da una delle crisi politiche più gravi degli ultimi anni (quella sul “fiscal cliff”, il precipizio fiscale, che rischia di mandare in rosso il Pil americano del 2013).

Quale straordinario evento può aver mai prodotto un simile livello di concordia? In realtà il verdetto della politica americana ha essenzialmente un valore simbolico e politico, dato che le stesse Nazioni Unite riconoscono di non poter imporre unilateralmente ai singoli Paesi regole o procedure sull’uso di internet. Prima del voto, tuttavia, il repubblicano Greg Walden ha ribadito la “necessità d’inviare un segnale forte del Congresso sull’impegno americano per un web non regolamentato”, contro gli interessi di Paesi come Russia e Cina, che “cercano di manipolare il controllo della rete”.

La questione però è spinosa, perché chiama in causa interessi contrastanti. I fronti sono almeno tre: gli utenti del web, che hanno diritto a navigare nel modo più libero possibile; i mastini delle corporation telematiche, che vedono qualsiasi regolamentazione del mercato come un possibile ostacolo alla loro capacità di produrre utili; i paesi (più o meno) autoritari, interessati a favorire accordi che consentano un maggior controllo sulle attività della rete.

La proposta bocciata dagli Stati Uniti prevedeva di affidare la gestione del web all’Unione internazionale delle telecomunicazioni (Itu, nell’acronimo inglese), ovvero l’agenzia dell’Onu che si occupa di tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Non è un caso che proprio negli ultimi giorni sia andato in scena a Dubai un gigantesco summit dell’Itu, che per la prima volta doveva aggiornare il trattato internazionale sulle regole in materia di telecomunicazioni (testo siglato ormai nella preistoria del 1988).

Erano presenti i delegati di tutti i 193 Stati membri dell’Onu (un conteggio da cui rimane esclusa la Palestina, da poco assurta allo status di “osservatore”). Per tenere sotto controllo la situazione, gli americani avevano inviato anche rappresentanti del Congresso e della Federal Communications Commission. Non poteva mancare, naturalmente, un avamposto di Google e degli altri colossi internettiani, compresi alcuni padri della rete come Vinton Cerf e Bob Kahn.

In sostanza, la contrapposizione fondamentale è fra due schieramenti: da una parte chi si oppone a qualsiasi regolamentazione nel nome della libertà assoluta; dall’altra i Paesi favorevoli alla centralizzazione della gestione, la quale, pur facilitando la prevenzione di abusi e malfunzionamenti, favorisce inevitabilmente anche chi punta al controllo delle comunicazioni. Com’è ovvio, Hamadoun Toure, direttore dell’Itu, ha negato che ad essere in discussione fosse il principio di libertà che da sempre caratterizza la rete.

Il problema è che l’Unione non ha il potere di centrare il vero obiettivo della questione. Non è infatti internet in quanto tale ad aver bisogno di nuove regole, ma il mercato multimiliardario che su di lei si è generato. Se davvero la comunità internazionale avesse a cuore la libertà degli utenti, cercherebbe di arginare il potere assoluto dei pochi giganti che dominano il campo da gioco.

Si potrebbe iniziare stabilendo delle regole per evitare i cartelli e gli abusi di posizione dominante, per poi passare a una regolamentazione della pubblicità. In particolar modo di quella “personalizzata”, che si fonda su una sistematica e impunita violazione della privacy di milioni di utenti, la cui attività in rete viene tracciata ogni giorno a loro insaputa.

L’Itu invece ha approvato un nuovo standard unico e vincolante per la Dpi, ossia la Deep Packet Inspection (ispezione profonda dei pacchetti), una tecnica per analizzare nel dettaglio il traffico in circolazione.

L’obiettivo ufficiale è di migliorare la gestione e quindi i servizi offerti agli utenti. Lodevole proposito. Peccato che da oggi i magnati delle telecomunicazioni potranno usare la Dpi per suddividere il traffico e imporre prezzi variabili a proprio piacimento.

Secondo il Center For Democracy and Technology, inoltre, l’impiego diffuso della Dpi consentirà d’ispezionare qualsiasi genere d’informazioni, il tutto senza che nessuno si sia preoccupato di accompagnare a questa innovazione una più stringente politica sulla privacy. E indovinate un po’ da chi è partita l’idea? Nemmeno a dirlo, da Pechino.

 

http://www.altrenotizie.org/cultura/5229-internet-gli-usa-contro-le-regole.html

Related Articles

Powered by Google+ Comments

0 Comments

No Comments Yet!

There are no comments at the moment, do you want to add one?

Write a comment

Write a Comment

Add Comment Register



Your email address will not be published.
Required fields are marked *

Unisciti alla resistenza

facebooktwitterRSSyoutubeGooglePlusIcon

Gli articoli più letti

Informare Per Resistere TV

Sibilia e Bernini alla "3 giorni del club Bildeberg" di Londra

Licenza CreativeCommons: Scarica e ri-carica questo video su tuo canale! Fonte: http://www.youtube.com/watch?v=PRw-h0ksnKU Facebook: http://t.co/vPGNjPFS Dai...

Quando comprare un cellulare provoca la morte!

Culture In Decline | Episodio #3 - 'CVD - Disturbo da Vanità Consumistica'' di Peter Joseph http://www.zeitgeistitalia.org | http://www.cultureindecline.com ...

Vigili del fuoco contro Polizia 2010/2013

Il manganello alzato dall'agente in tenuta antisommossa è puntato contro un vigile del fuoco. E' l'immagine divenuta in poche ore simbolo di una crisi profon...

Onorevole Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia parla di Signoraggio, Moneta debito e MES

Intervento del Deputato Carlo Sibilia che incalza il Presidente del Consiglio Letta su signoraggio bancario , Mes , debito pubblico e tutto cio che non ci pi...

Impressionante esplosione notturna di fumi e polveri dall'ILVA di Taranto

MI COMUNICANO: "A MEZZANOTTE RIPRISTINIAMO LA LINEA "D" DELL'AGGLOMERATO..." MI APPOSTO CON LA MIA TELECAMERA AD INFRAROSSI E FILMO UNA LUNGA ED IMPRESSIONAN.

Indonesia: Produzione di carta e legno per le nostre case

L'olio di palma viene usato in diversi prodotti sia alimentari che cosmetici....Se avete la pazienza di vederlo tutto il video, le immagini parlano da sole.....

Calciatore lancia un cane contro le reti dello stadio (Argentina)

CIRCONDATO DAGLI AVVERSARI E BECCATO DAL PUBBLICO (VIDEO) Ha preso un cane per il collo e l'ha lanciato contro le recinzioni dopo essere stato sostituito. Mo...

La macchina per hamburger da galline vive

Se non avete interesse a diventare vegetariani rispettiamo la vostra scelta, ma quanto meno acquistate SOLO UOVA BIO! ..poichè nelle scelte differenti sarest...

Si butta davanti un treno per salvare il suo smartphone

Ringraziamo Fede Roperen per la comunicazione: Ragazza cade sulla metropolitana. La stazione della metropolitana in Itaquera a San Paolo e subito dopo l'inci...

Il discorso di Peppino Impastato a radio Aut

Uno dei celebri discorsi di Peppino Impastato, attivista comunista contro la mafia, a radio Aut, durante il suo programma Onda Pazza. Peppino denuncia i mafiosi locali che, con la complicità...