Informare per resistere Pubblicato da il 17 gennaio 2013.
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Google Tax: o per tutti o per nessuno

- Guido Scorza -

In Francia, fanno sul serio a proposito della Google Tax, la tassa con la quale si vorrebbe che Google e gli altri motori di ricerca e aggregatori di news finanziassero i giornali.

Il Presidente della Repubblica francese, Francois Hollande lo ha ribadito oggi, senza alcuna esitazione, nel presentare i suoi auguri per l’anno nuovo ai giornalisti: “vareremo una misura legislativa o fiscale” – ha detto Hollande – perché “quelli che traggono profitto dall’informazione devono partecipare al suo finanziamento”.

L’idea alla quale si sta lavorando in Francia – e si lavora da tempo in Germania – è quella di dar vita ad un nuovo diritto connesso al diritto d’autore avente per oggetto l’indicizzazione dei contenuti e la pubblicazione di link agli stessi.

Esattamente l’attività di Google e degli altri motori di ricerca ed aggregatori di contenuti.

La nuova tassa colpirebbe una delle attività che rappresentano l’essenza stessa del web che, senza indicizzazione e linking, non esisterebbe o, almeno, non esisterebbe nella “forma” nella quale lo conosciamo.

Per indicizzare e/o linkare un contenuto, infatti, bisognerebbe pagare la famigerata Google Tax.

Inutile dire che Google e gli altri non hanno alcuna intenzione di accettare l’idea e hanno, già in diverse occasioni, sottolineato che se un simile proposito venisse attuato si vedrebbero costretti a disindicizzare i contenuti dei giornali.

Il dibattito, in Francia e nel resto del mondo, è aperto e le posizioni che si confrontano attorno al tavolo sono tante e tutte egualmente suggestive.

C’è, però, un tema che, in questa discussione, resta troppo spesso sullo sfondo: tra il contenuto prodotto da un editore di giornale e indicizzato o aggregato da Google ed il contenuto prodotto da un blogger o da un qualsiasi utente di un social network non c’è, davvero, nessuna differenza.

Sono tutti, egualmente, riconducibili all’universo delle opere dell’ingegno ed egualmente coperti da diritto d’autore con la conseguenza che il principio di eguaglianza – sancito a caratteri cubitali nella costituzione francese come in quella di ogni altro Paese europeo – imporrebbe di riconoscere gli stessi diritti che si dovesse decidere di riconoscere agli editori dei giornali ai centinaia di milioni di produttori di contenuti indicizzati ed aggregati, ogni minuto, on line.

Giusta o sbagliata che sia l’idea di tassare chi indicizza o linka un contenuto – personalmente lo ritengo un gravissimo errore concettuale tanto sotto il profilo giuridico che sotto quello economico – non c’è, pertanto, nessun dubbio che la regola dovrebbe valere per chiunque produca anche un solo bit di contenuto protetto da diritto d’autore e lo pubblichi on line.

Sarebbe come se si decidesse di tassare chiunque ripeta un pensiero di qualcun altro sentito al bar o faccia tesoro dell’altrui insegnamento.

Un’anacronistica follia.

http://blog.wired.it/lawandtech/2013/01/16/google-tax-o-per-tutti-o-per-nessuno.html

http://www.guidoscorza.it/?p=3751

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