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Loro e gli altri

Loro e gli altri
febbraio 12
22:20 2013

- Lameduck -

Gian Boy, febbraio 2013

Ultime due settimane di sofferenza prima del voto. Unica nota positiva: ci risparmieremo i sondaggi, del resto attendibili come gli oroscopi, visto che vengono commissionati da un cliente che non si può scontentare del tutto e che finisci per far sempre risultare vincente e felice in amore.
Nel centrodestra si sa che la Ghisleri ha il compito di scrivere a Norma Desmond le finte lettere di ammiratori dal francobollo sospetto ma, quando questa pena elettorale finirà, vedrete che ci sarà anche chi organizzerà la caccia ai sondaggisti di partito che davano già la sinistra per stravincitrice prima di avere il famigerato gatto chiuso nel sacco. Tra parentesi, devono essere gli stessi menagramo del 2006.
Ma come, direte, come osi, i sondaggi sono una scienza, eccetera eccetera, sono fatti da gente seria e richiedono sofisticate operazioni di elaborazione dati. Vedete, è come l’attuale ricerca scientifica. La multinazionale vuole lanciare un farmaco sul mercato e tu gli prepari una bella ricerca che ne dimostra la necessità. E se la malattia per quel farmaco non c’è, te la inventi, magari abbassando l’asticella di certi valori ematici per creare dal nulla milioni di nuovi malati. Così poi i malati si convinceranno di esserlo veramente.
Non sentiremo la mancanza dei sondaggi anche perché il sospetto sempre più forte è che finora abbiano nascosto certi risultati e ne abbiano drogato altri. Sondaggi utilizzati più come suggerimento di voto che come registrazione di un’intenzione. E il suggerimento era di premiare comunque la conservazione, lo status quo, sia quello più retrivo ed intestinale dell’affabulatore di minchiate che quello apparentemente nuovo ed europeo, più cerebrale, dei professori e dei loro reggisacco.
Che però le cose stiano andando diversamente dalle previsioni – e sempre peggio per i committenti – lo si capisce da tante sfumature, dall’acchiappo dell’ultimo minuto da parte dei candidati ancient régime di argomenti hard come il ripristino della sovranità monetaria e dalla sensazione di scollamento tra la realtà degli elettori e del popolo e quella virtuale degli artistocratici candidati. Un distacco che rischia di ampliarsi ancor di più in queste ultime due settimane.
Detto che una campagna elettorale così degradata e degradante non si era mai vista, e non solo per colpa del solito pagliaccio ma di chi si illude di batterlo sul palcoscenico dell’avanspettacolo, impresa quasi impossibile, ormai è chiaro che il bipolarismo in campo non è più tra destra e sinistra, ma tra Loro e Gli Altri.
Loro, i grandi partiti (il concetto di grandezza qui è solo a livello numerico e di ingombro), quelli ormai già dichiarati inutili dal golpe europeo del 2011, che per salvarsi hanno aderito tutti al PUDE (Partito Unico dell’Euro), per nascondere agli elettori che il loro programma è a menu fisso bavarese – birra e salsicce al sangue nostro – devono inventarsi una rivalità interna posticcia e totalmente fasulla.
Bersani, Berlusconi e Monti, con annessi gli appositi Casini e Vendola, sono la squadra dei “Loro” e conducono la pantomima disgustosa ed insultante di copertura ad un accordo già sottoscritto sotto ricatto in camera caritatis. Pantomima che, non a caso, conducono sulle reti televisive in mano loro, il loro forte Bastiani.  La televisione viene considerata la discarica dove tutti i messaggi più falsi, i percolati di menzogna più puzzolenti, le promesse più marinaie vengono riciclati e compostati da un pubblico considerato meno senziente delle povere bestie che questi vecchiacci maltrattano, brancicandole senza pietà in diretta nei boudoir dei loro giornalisti compiacenti, credendo così di commuovere la vecchia canara ed acchiapparne il voto.
Le intenzioni di questi partiti del Loro non sono rivolte al bene del paese – che hanno contribuito attivamente e consapevolmente a portare al disastro – ma sono di pura sopravvivenza ed autoconservazione. La lotta disperata del virus per resistere al sistema immunitario che lo sta  distruggendo.
Non commettiamo l’errore di pensare che il virus sia solo B. Da ottimo passista lui conduce il gioco di un inseguimento tra partiti che non esiste. Certo, è quello che più sfacciatamente fa capire che le sta studiando tutte per salvarsi: promettendo, copiando le idee degli avversari, lanciando SOS più di una nave in avaria agli amici atlantici, agli amici degli amici ai quali aveva promesso grandi opere e che farà sicuramente appena eletto, al Diavolo in persona perfino. Siamo alla promessa del suo regno per un cavallo. Più promette cose impossibili e più fa capire a chi vuol capire che è alla canna del gas.
Siccome però se crolla lui crollano anche gli altri, ormai si è capito, perché una mostruosità come il PD è impensabile senza la grande operazione di copertura delle proprie magagne che è l’antiberlusconismo, i due amici-nemici si puntellano gli uni con gli altri tenendo in vita artificialmente il conflitto tra destra e sinistra che non esiste più da anni.
Ci sono poi i piccoli partitelli di disturbo, i satelliti del Loro, le liste civetta portasfiga, quelli che mendicano un posto in parlamento o cercano disperatamente di rientrarci, come l’ammucchiata degli ex comunisti vintage accoccolati sotto l’ala protettrice di Ingroia.
Ha senso votare questi partitini, presi dal disgusto per i più grandi? Se dicessero qualcosa di veramente alternativo a Loro, cosa non immediatamente evidente per coloro che ne leggono i programmi, si. Con la consapevolezza però che sarà un miracolo se raggiungeranno il quorum e la partita, questa volta, è troppo importante per permettersi di scegliere la qualità rispetto alla quantità. Non perché rischia di rivincere B. ma perché rischiamo di vederci infliggere il pareggio di bilancio a vita.
Quella fasulla e truccata come il Drag King di Arcore è la campagna elettorale per come appare sui media, soprattutto in televisione, regno del Loro.  Si percepisce la presenza di un convitato di pietra che non viene mai nominato e che i sondaggi sottostimano non credo proprio involontariamente ma di cui, come si è detto, i più disperati stanno cominciando a copiare le idee. Avete notato che B. ieri sera da Porro&Telese, le due ultime spalle in commedia, ha perfino usato il turpiloquio e si è appropriato di diverse idee del Movimento 5 Stelle spacciandole per proprie? Lo fa perché è ancora convinto che il popolo guardi la televisione bevendosi tutto come negli anni ’80 ed i sondaggisti considerano un campione rappresentativo di elettori gli abbonati di rete fissa con il telefono nero di bachelite con la rotella.
E’ una sensazione strana guardarsi in rete i filmati dello Tsunami Tour e delle piazze strapiene in tutta Italia, che la TV ignora . Ti dà la sensazione che Loro siano asserragliati dentro la cittadella fortificata dalla quale lanciano promesse e briosche e l’Italia stia da un’altra parte, immune ai loro cagnetti leccati ed dalla loro spocchia di aristocratici che credono di comprarsi la carrozza per Varennes con i loro fantastiliardi.
Il copione di Grillo è sempre uguale in ogni città, a parte qualche piccola variazione locale, dal Sulcis al Trentino. In fondo è uno spettacolo anche quello e certi concetti sono chiaramente segno di una strategia comunicativa molto sofisticata. Però colpiscono i candidati che ogni volta salgono sul palco, effettivamente gente normale che ha una voglia matta di credere in ciò che fa. E’ questo che fa paura, non c’è dubbio, all’aristocrazia, tanto da costringerla a nascondere l’evidenza di una realtà che prenderà molto di più di quel ridicolo 15% dei sondaggi a pedale. E’ un voto di protesta, certamente, forse illusorio, ma che rischia di diventare l’unico gesto rivoluzionario e forse coraggioso di una campagna elettorale che all’unisono ci chiede non solo di confermare il voto all’aristocrazia, ma di concederle di accompagnarci tutti per mano sul patibolo al posto suo.

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